31 marzo 2026

Il cielo degli invisibili di François Morlupi


Varese, 24 dicembre 1988

Buonasera dal Tg Lombardia della notte. La gioia del periodo natalizio si è trasformata in tragedia sulle strade lombarde, dopo il terribile incidente che ha coinvolto, a causa della nebbia, numerose vetture sull’autostrada A8.

Un incidente sull’autostrada per Varese causato dalla nebbia. Uno specializzando del Policlinico Umberto I a Roma, che si trova a vedere qualcosa che non dovrebbe vedere. E che, come un tarlo, inizia a rodergli in testa.

Un maresciallo dei carabinieri che, oltre alle doti di investigatore, ha una sua passione per la filosofia antica e per il calcio.

Infine il chioschetto “Panini parlanti”, allestito su un vecchio pullman degli anni ‘50 proprio di fronte al policlinico e gestito da un amante della letteratura, Otello De Bartolo.

Un piccolo luogo riparato dalle brutture del mondo, dove un’umanità multiforme e multicolore viene a godersi un momento di pace mangiando un panino ispirato ai capolavori della scrittura moderna e classica.

Sono quegli gli ingredienti del nuovo giallo dello scrittore italo-francese François Morlupi che, temporaneamente, ha abbandonato la serie dei cinque di Monteverde (che comunque qui appaiono in diversi cameo) per dedicarsi a questi nuovi personaggi.

E ad un nuovo investigatore dilettante, e forse anche un po’ incosciente per come si lancia nelle indagini, il “paninaro” Otello De Bortolo.

Sta succedendo qualcosa attorno al chiosco, se lo sente addosso come un presentimento Otello: perché quel medico specializzando che veniva sempre qui a mangiare è due giorni che non si fa vedere?

Nemmeno stasera è passato.” Le lancette dell’orologio segnavano le ventitré e la voce di De Bartolo tradì una palese preoccupazione.

Come mai Giuseppe, “il matto del Policlinico”, un clochard che viene da Otello con la sua chitarra a rallegrare l’atmosfera, racconta che nel quartiere sta succedendo qualcosa di brutto?

Alcuni miei amici che dormono nel quartiere parrebbero aver visto qualcosa di sconvolgente.” “Cioè?” Giuseppe allungò le braccia.

C’entra qualcosa con la denuncia arrivata alla stazione dei carabinieri comandata dal maresciallo Buzzini: una strana denuncia, un’esponente della comunità cinese che denuncia la scomparsa di un clochard cinese. Un fatto strano considerando quanto la comunità cinese sia chiusa e poco propensa a presentarsi di fronte alle forze dell’ordine per casi del genere.

.. Volevano denunciare la scomparsa di un connazionale: un senzatetto della loro comunità”.
“Un senzatetto?” Buzzini ne fu sorpreso.

E cosa ha visto quella sera, nello spogliatoio dei medici primari, il nostro specializzando, tanto da indurlo a portare avanti una sua indagine personale dentro la struttura?

Lo specializzando non ci aveva dormito, tentando di richiamare alla memoria la scena intravista per il tempo del battito d’ali di una farfalla. Un particolare colto nello spogliatoio degli anziani lo aveva turbato.

Sono tanti piccolo tasselli di un puzzle che i nostri investigatori dovranno ricostruire per arrivare a vedere il disegno finale. Sia gli investigatori veri, i carabinieri del maresciallo Buzzini, sia quelli improvvisati, Otello e il suo gruppo “variopinto” di amici, una specie di armata Brancaleone. Un clochard, una trans che tutti chiamano “La marchesa” e infine lo zio dello specializzando, arrivato a Roma per incontrare il nipote.

Un’indagine che si muoverà tra un vero labirinto che è il Policlinico, con le sue gerarchie, i suoi personaggi iconici (un San Pietro con le chiavi che arriva direttamente dagli anni ‘80) e il mondo degli invisibili, i reietti, quelli che questa società lascia ai margini.

Le persone che nemmeno hanno diritto a vedersi il cielo come tutti, costretti a trovare un riparo di fortuna dal freddo, dal vento, dalla pioggia:

Il cielo degli invisibili non si contempla; è cupo e senza speranza. Prima lo capisci e prima riuscirai a sopravvivere.

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