07 settembre 2008

Piddi qualcosa di sinistra


Ok: anche ai vertici del PD si sono accorti della cattiva poltica portata avanti dal governo di sua maestà il cavaliere. Lo stesso cavaliere con cui si dveva cercare il dialogo, mai nominato durante la campagna elettorale (che non è stata premiata dagli italiani), per cui bisognerebbe ripudiare l'alleanza con Di Pietro ....

Lo stesso cavaliere che detta l'agenda politica (ci mancherebbe anche, deve governare) della maggioranza e dell'opposizione.
Una politica che in nome della sicurezza mette il bavaglio ai giornalisti, blocca l'azione della magistratura, agita le pulsioni xenofobe contro rom e immigrati in genere (gli stessi immigrati impiegati in nero sui campi nel sud e nelle aziende del nord).
La politica che, in nome dell'efficienza, manda a casa insegnanti, i precari nella pubblica amministrazione, senza preoccuparsi del servizio fornito. Che scuola sarà quella col maestro unico, del grembiulino, dei tagli (come in Alitalia)?
Del Welfare tagliato ai minimi termini, della riforma dei contratti in cui si torna indietro anziché andare avanti.
Calderoli ha detto che si incatena e si brucia davanti al Quirinale se torna l'Ici: una minaccia così allettante da farci quasi un pensierino.
Tranquilli: non si chiamerà più Ici. Si chiamera (Vadavia)Iciapp ..

La politica dei ricchi contro i poveri, forte con i deboli (non è un caso che si parli di rivedere la legge 104 sui permessi ai portatori di handicap), che trasforma ogni azione governativa in un grande spot confezionato per il grande pubblico.
Come diceva Goebbels, anche una menzogna, se ripetuta, diventa reale.
Insomma siamo in recessione, ma non si capisce bene di chi sia la colpa e se le manovre di Tremonti riescano a portarci fuori.

Ecco, detto questo, sarebbe ora di fare un po' di opposizione. E di ascoltare anche qualche critica: Parisi in fondo dice quello che è sotto gli occhi di tutti, il governo ombra fin'ora non ha funzionato. Certo poi esagera negli apprezzamenti con l'avversario: se Berlusconi ha quella leadership che ha, è solo perchè ha fatto fuori o messo fuori gioco tutti gli avversari.
Fini è stato ridicolizzato a colpi di gossip.
Casini cancellato dall'etere.
Bossi e la lega sono tenuti buoni con qualche assegno e col la carota del federalismo. Veltroni e Berlusconi grazie al cielo non sono uguali: la bufala del Veltrusconi è stato il migliore spot per il PDL.

E in quanto a Di Pietro, ha solo portato avanti coerentemente la sua politica. Se non si è d'accordo su Lodo Alfano e riforma della giustizia, su intercettazioni, allora perchè non firmare per il referendum?

Ieri Veltroni ha alzato la voce contro i nemici interni. Tanta energia usata per rafforzare il fronte interno: intanto noi siamo sempre qui ad aspettare una vera opposizione forte, decisa, e con una linea precisa o coerente.

Abbiamo aspettato giugno, luglio, agosto .. Ad un certo punto sembrava più di sinistra Famiglia Cristiana che non altri giornali del (presunto) centrosinistra.
O anche leggere i giornali esteri, come l'Economist, che nel frattempo ha vinto la causa col cavaliere per aver dettoWhy Berlusconi is unfit to lead Italy”. In Inghilterra lo possono dire.

E intanto il governo ha messo mano all'istruzione, alla giustizia, alla sicurezza ...
E noi sempre qui a fare opposizione da soli, aspettando Godot.

05 settembre 2008

Cuore Nero a Milano

"Cuore nero" aprirà una nuova sede a Milano.
Il tutto con l'appoggio di politici nazionali, come Lino Guaglianone e di quanti, nelle amministrazioni, non vogliono vedere il neofascismo, che tanto sta tornando di moda.

Poi non lamentiamoci se, a forza di sdoganare, qualcuno di questi si mette a picchiare o ad accoltellare un ragazzo perchè appena uscito da nu concerto di "sinistra".

Quale cambiamento?

Ricco, bianco, ex militare decorato.
Con bella moglie al fianco.
Perchè John Mc Cain (e la Palin, sua vice, ultra neocon, antiabortista e anche cacciatrice) dovrebbe essere il cambiamento?
Se bastassero le "cicatrici" per governare, allora potremmo candidare Rambo.

I numeri della paura di Carlo Lucarelli

Carlo Lucarelli su l'Unità parla della sensazione di paura nelle città.
Di come si sia strumentalizzata la paura: dice Carlo che si ha più paura oggi a Bologna, che non negli anni della banda della Uno Bianca.


Le cose hanno un nome e dietro ogni cosa ci sono i numeri e ogni numero vuol dire, a sua volta, una cosa precisa. Se non capiamo esattamente di cosa stiamo parlando e di quale sia la sua reale entità, corriamo il rischio di fare le cose sbagliate.
Se nella statistica degli omicidi di una città balzata di colpo in testa alle classifiche nazionali ci sono anche gli omicidi colposi, per esempio, come gli incidenti in autostrada o le famose stragi del sabato sera, ecco che il problema cambia, e così invochiamo i militari per la strada a difenderci da un branco di killer mentre invece avremmo bisogno di vigili urbani, stradini e semafori.

Nel primo caso la parola giusta è criminalità, nel secondo è viabilità,e sono due cose diverse. Le facce strane che di notte popolano i centri svuotati delle città, magari male illuminati, e che terrorizzano chi li deve percorrere, soprattutto se donna e sola, sono criminalità quando stuprano, spacciano o rapinano, se no sono disagio sociale o magari anche degrado, ed è un altro problema, che va risolto in un altro modo.

Se ci fermiamo alle sensazioni, al senso di angoscia e di paura, allora basta una risposta psichiatrica, uno psicofarmaco, tante divise che si facciano vedere in giro, così la paura passa e il problema non c’è più. Ma non funziona così.

E magari ci perdiamo altri dati, come per esempio che in città sono aumentate le estorsioni, e questo significa una cosa precisa, che in città adesso c’è più mafia, e questo dovrebbe fare molta, ma molta paura.
Di cose brutte ne accadono tante nelle nostre città, a Roma, a Milano e anche a Bologna, ma dobbiamo capire esattamente cosa accade e perché.

Ecco perché ho citato i miei vecchi e concreti nonni toscani, con il loro metodo bipartisan per capire se la cantina era mezzo piena o mezzo vuota.

Io, per esempio, al di là di quello che si legge sul giornale, che si dice in televisione e di guarda quante facce strane ci sono in giro, vorrei capire perché la mia città, Bologna, si senta più terrorizzata adesso di quanto non lo fosse a cavallo tra gli anni 80 e 90, quando la Banda della Uno Bianca fece venticinque omicidi e più di duecento azioni criminali, quando si moriva per essere andati a fare un versamento alle poste, per aver detto "chiamate la polizia" durante una rapina o quando le pattuglie dei carabinieri venivano mitragliate per la strada.

Se c’è un motivo, se c’è qualcosa di cui avere più paura vorrei scoprirlo, documentarlo bene con nomi e numeri, e capire cosa esattamente si può fare per risolvere il problema.
Insomma, cosa succede, esattamente, in città?

Ma le emergenze non erano finite?

In Campania continuano i roghi dei rifiuti.
Alitalia viene salvata, a discapito degli italiani (che si ritroveranno i debiti della compagnia sul groppone), dei consumatori (avremo una sola compagnia per la tratta Roma Milano, con scali da Linate) e dei lavoratori (dai 7000 licenziamenti si è passati ai 2500/3000, ma vedremo).
Anche a Milano gli amministratori si sono resi conto del conflitto di interessi (nei cieli) tra la cordata di imprenditori dietro la Cai. Su cosa punteranno: su Malpensa o Fiumicino?
A riguardo leggetevi l'articolo "Dove volano i furbetti" su l'Espresso di Malagutti e Piana

Scippi, stupri continuano: le periferie sono ancora insicure.

Gli sbarchi degli immigrati non sono diminuiti.

Allora, queste emergenze sono state risolte o no?
P.S.: Famiglia Cristiana non smette di far le critiche.
Cosa facciamo: qualche bella intercettazione (o un dossier) contro Don Sciortino?

Un gioco infame di Massimo Polidoro

La storia della della Banda della Uno Bianca, raccontata attraverso gli occhi, le vicende, le emozioni e le paura, ma soprattuto la fatica dei due agenti di polizia che ne hanno permesso lo smantellamento e l'arresto dei suoi membri. Pietro Costanza e Luciano Baglioni, assieme al magistrato Daniele Paci.

Un'indagine complessa, difficoltosa, per la mancanza di indizi, per le troppe piste che si erano aperte (terrorismo, mafia, una banda di slavi), per le gelosie che si erano trovate tra gli investigatori e per la mancanza di coordinamento tra i giudici dei vari pool (creati per risolvere il caso) e delle procure interessate dai fatti criminosi.
Poliziotti che indagano e arrestano altri poliziotti: eccetto Fabio Savi, tutti gli altri quattro componenti della banda erano agenti di polizia.

Chi era la banda della Uno Bianca: si è detto di tutto su questi rapinatori, che partendo dai caselli autostradali, si è via via specializzata puntando a supermercati poi uffici postali e banche?
Chi c'era dietro i fratelli Savi?
I servizi segreti? Un grande vecchio che usava la banda per destabilizzare una regione rossa considerata una "terra felice"?

Uno dei pregi del libro è mettere in chiaro che, come raccontarono al processo:
Cosa c’è dietro la Uno bianca? chiesero a Fabio Savi.
Rispose: la targa. Una targa, evidentemente, di cui ancora oggi le vittime non leggono bene i numeri.


E i numeri testimoniano di una violenza feroce: dal sito di Massimo Polidoro
Ventiquattro omicidi. Centodue feriti. La cruda contabilità della Uno bianca è quella di una strage. Novantuno rapine. Anche per pochi spiccioli, per massacrare benzinai, zingari, extracomunitari, carabinieri, impiegati, semplici testimoni. Un eccidio pianificato. Una violenza bestiale per un rebus che pare senza soluzione.
Quello messo in piedi dai Savi era diventato un "gioco infame": partendo da piccole rapine fatte per necessità di soldi, si erano resi conto che derubare, intimidire le persone, sparare e uccidere, in poche parle, creare il terrore era qualcosa che a loro piaceva. Era diventata come una droga.

Nessuno nuovo mistero d'Italia, nessuna protezione occulta dunque: se non la mancanza di coordinamento delle indagini, una questura, quella di Bologna, divisa in correnti, piena di figli di, dove si erano già registrati atti di violenza su extracomunitari da parte di poliziotti, poi archiviati. Contribuirono al caos investigativo anche i giornalisti: crearono loro il marchio della Uno Bianca (mentre usavano anche altre utilitarie); crearono loro le false piste investigative che divisero in mille rivole le forze investigative.

Contribuirono alla lunga vita della banda anche alcune gravi omissioni da parte della polizia: i mancati controlli della questura bolognese sui possessori di AR70 (l'arma usata nella strage del Pilastro); l'identikit di Roberto Savi dopo gli omicidi all'armeria di Volturno fu tenuto da parte; il mancato controllo dei proiettili sparati dalle rapine, i 9 x 19 in uso alle forze dell'ordine ....

Forse, senza tutti questi errori, omissioni, si sarebbe arrivati ai fratelli Savi molto prima.Ma l'importante, per Baglioni e Costanza, era mantenere la promessa fatta ad un amico, un collega morto anni prima: il sovrintendente Antonio Mosca, una delle prime vittime della banda della Uno bianca.
Per scrivere questo libro Massimo Polidoro si è basato sulle testimonianze dei due poliziotti, sulle testimonianze delle vittime, su atti processuali: i protagonisti parlano con le parole effettivamente usate nella realtà.Perchè, non dimentichiamoci che questa è una storia vera.
Unica nota inventata, per motivi narrativi, la figura del professore, ex uomo del Sismi, usato come collante tra le vicende della Uno e le rivendicazioni della famigerata Falange Armata.

Alcuni libri sulla Uno Bianca:
"Erba alta" di Maurizio Matrone
La puntata di Blu notte sulla Uno Bianca
Antonella Beccaria "Uno bianca e trame nere"
Il sito di Massimo Polidoro, la sezione dedicata al libro.
Il link per ordinare il libro su ibs.
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04 settembre 2008

Le strip precarie di Legnano

Qualcosa di buono (parlo da maschietto) lo sta facendo allora questo governo: 11 precarie dell'ospedale di Legnano si spoglieranno su youtube (le stesse che qualche giorno prima si erano vendute per un posto di lavoro).
Forse basterrebbe una telefonata a Saccà, per piazzarle in qualche fiction.

Il giorno di Alitalia

Partono le consultazioni su Alitalia, con la pistola alla tempia ai sindacati.
O accettate questi tagli o l'azienda fallisce e finite tutti a casa.

Bastava accettare il piano Air France ad inizio anno e non ci troveremmo in queste condizioni, dove in casa ad alitalia c'è solo per arrivare fino a fine settembre.

I sindacati avranno anche le loro colpe, ma non si capisce come mai a pagare debbano essere sempre i lavoratori; come mai l'unico costo su cui si può tagliare è quello degli stipendi.

Un commento sull'uscita di Brunetta: "avanti anche senza sindacati".
E con chi di grazia si farebbero gli accordi?
E cosa vuol dire che se un dipendente Alitalia diventa bidello si dimette: che allora vanno tutti licenziati?
Magari c'è anche qualche bravo dipendente che potrebbe prendere il suo posto, signor ministro, ci ha mai pensato?

In ogni caso una cosa è certa: tutti questi sacrifici si traformeranno in elettori persi. Una persona puoi prenderla in giro con false promesse. Ma non quando le tocchi gli interessi personali.

03 settembre 2008

Santa immondizia - padre Pio


Santa immondizia - padre Pio, originally uploaded by funicelli.

Tramonto a Trentova - ultimo spicchio

Una delle mie foto preferite ..

La privacy dei potenti

Ogni volta che esce fuori una intercettazione che inguaia (magari non dal punto di vista giudiziario direttamente) i nostri potenti, si tira in ballo la privacy violata con conseguente persecuzione personale dell'interessato. Ultimo caso, quello di Prodi con tutti gli avvocati difensori non richiesti.

Nel fronte anti-intercettazioni fanno parte sia esponenti del Pdl, che del Pd (che anche su questo fronte è spaccato).

Contro le intercettazioni Latorre, Carra e il senatore avvocato Guido Calvi; gli editoriali di Riformista e Europa.

Per Nicola Latorre, la procura di Milano ha chiesto l'autorizzazione per utilizzare le telefonate intercettate nel 2005 tra il parlamentare Nicola Latorre e gli indagati Giovanni Consorte, all'epoca amministratore di Unipol e l'immobiliarista Stefano Ricucci.

Guido Calvi è stato avvocato difensore di Ricucci e D'Alema (sempre a proposito di furbetti).
Enzo Carra è semplicemente uno dei condannati (tangenti) che siedono in parlamento.

Dunque è "normale" che in un paese anormale come il nostro questi due politici siano contrari alle intercettazioni. Quando si rischia la galera...

Ma a quale privacy fanno riferimento lorsignori? Fossero almeno persone discrete.
Luxuria confessa di essersi prostituita.
La fidanzata di Fratttini (PDL) fa outing sulla sua relazione.
Fini racconta a Che tempo che fa di essersi fatto una canna.

Bossi confessa della sua volontà di morire dopo l'ictus.
Di Berlusconi ricordo le sue uscite su amanti, amorazzi, donnine.
E le lettere di Veronica pubblicate su Repubblica.

Tolleranza zero contro gli ultras.. fino a quando?


Ieri sera giravano ancora voci contro lo stop delle trasferte.
Abete , numero uno della Figc, dichiarava "Sarebbe sbagliato sanzionare le società e si rischierebbe di provocare la fuga di dirigenti che investono nel mondo del calcio ".

Per non parlare dell'uscita poco felice del
presidente De Laurentiis (poi rettificata) "Sto sempre dalla loro parte, è gente che fa dei sacrifici".


Oggi invece la mano dura del Viminale:
Roberto Maroni, che ribadisce «la gravità di quanto accaduto», parla di «errata valutazione dei provvedimenti presi dalla questura» e spiega che già oggi i funzionari del Viminale saranno in città «per valutare eventuali responsabilità nella gestione dell'avvenimento».

Trasferte vietate per i tifosi del Napoli e per i tifosi potrebbe essere contestato il reato di associazione a delinquere.

Si, ok, ma fino a quanto durerà questo stop?
Ed è giusto scaricare tutto su polizia e magistrati (che hanno solo applicato le leggi che fanno i politici)?
Non c'è forse spazio per un un bel decreto, questo sì di sicurezza (negli stadi, nelle stazioni) che sanzioni società, presidenti e tifosi?
E' passato meno di un anno dall'assalto dei tifosi alla caserma di Roma, dopo l'episodio della morte di Gabriele Sandri. Anche qui, dopo tante parole, solo fumo.

Intanto a pagare siamo noi: i danni alle stazioni e sui treni; per gli straordinari dei poliziotti del reparto Celere costretti ad affrontare l'orda barbarica per 1200 euro la mese.

La presenza ingombrante

Ha fatto capolino alla convention dei repubblicani anche il presidente dimissionario, George W. Bush.

Una presenza ingombrante: nemmeno i repubblicani possono far finta dei danni causati dalla politica degli ultimi anni.La guerra, la crisi dei mutui, la recessione, la lotta al terrorismo che non è stata vinta (a meno di considerare una vittoria l'impiccagione di Saddam) ...
Un periodo da mettersi alle spalle.

Anche per noi, italietta: sempre più moglie con voglie libertine.
Una volta era l'amante libica (avete sentito l'accordo con Gheddafi, per cui l'Italia non darà le basi contro la Libia?); oggi c'è anche l'amante russa.

Forse per questo le uniche persone con cui possiamo fare la voce grossa sono rom, albanesi ...

02 settembre 2008

Dialogo, accordo o diktat

Inizia il dialogo con i sindacati per il nuovo piano alitalia.

Ma viste le prime dichiarazioni del premier e del nuovo commissario Fantozzi, più che di dialgo si deve parlare di diktat.

Un pò un vizio di questo governo, che invoca dialogo con l'opposizione (sulle tante riforme della giustizia) per quello che è in realtà un monologo.

Tolleranza a doppio zero

Dovremo intenderci sul senso delle parole.
Specie su quelle utilizzate dalla politica come slogan: che significato diamo all'espressione "tolleranza zero", dopo i fatti di Napoli?

I tifosi saliti con forza sul treno, i passeggeri costretti a scendere, la calata dei barbari all stazione di Roma?
E, come se non bastasse, i teppisti sono tutti liberi, oggi.
E la legge, direte voi.
E se il buon esempio deve venir dalle alte cariche dello stato (quelle coperte dal lodo Alfano, che possono punire impunentemenete) stiamo freschi: dopo essere stato beccato a fare un'immersione in una zona vietata, il portavoce del pres. Fini avrebbe commentato che si è trattato di una "colpevole leggerezza".

Peccato che la stessa legge non vada bene per i delinquenti quando immigrati.
Così come uno stupratore romeno è ben diverso da uno italiano (per di più figlio di un boss).

E delle aggressioni fasciste a Roma (il ragazzo accoltellato dopo il concerto in ricordo di Renato Biagetti ), ne vogliamo parlare?
Qualcuno deve aver pensato che se al sindaco e ai suoi elettori è permesso il saluto fascista, allora è possibile prendersi qualche libertà di azione.


01 settembre 2008

Salviamo gli orsi




Il mondo si stringe per i 9 poveri orsi polari, costretti a nuotare nel mare artico.Poveri orsi ... ma non preoccupatevi ora arriverà Sarah Barracuda Palin ad impagliarvi tutti.

Sorprende il fatto di come ogni volta si debba trovare qualcosa per riempire le pagine.

Senza andare troppo lontano potremmo appassionarci ai poveri lavoratori italiani, che a furia di precariato, globalizzazione e morti bianche si stanno estinguendo anche loro.

Blu notte: le prossime puntate

L'elenco delle puntate non compare sul sito della Rai, ma sul blog di Carlo Lucarelli.

Che riporto qui:
Sei puntate in tutto: nella prima verrà affrontato il tema della penetrazione della mafia nel Nord; nelle altre cinque si parlerà di morti sul lavoro, del racket, di Mani Pulite e dell'intreccio tra mafia, servizi segreti e gruppi eversivi neofascisti.

Carlo Lucarelli parlera' dell'inchiesta di 'Mani pulite' che ha dato vita alla Seconda Repubblica ed ha visto la discesa in campo di Berlusconi. Raccontera', poi, gli intrecci tra mafia e politica e la penetrazione della mafia nel ricco Nord.

Si affrontera' il problema delle morti sul lavoro con il racconto della silenziosa strage dei morti di cancro da amianto, si ricorderanno i piccoli eroi dimenticati, quelle donne e quegli uomini che hanno affrontato la mafia in una delle sue manifestazioni piu' aggressive: il racket; uomini e donne che hanno pagato il loro coraggio con la solitudine, e spesso con la vita.

Si tentera' infine di raccontare l'intreccio tra mafia, servizi segreti e gruppi eversivi neofascisti che ha avuto anch'esso i suoi piccoli eroi, uomini che forse avevano visto troppo o sapevano troppo come Mauro Rostagno e Peppino Impastato.

La prima puntata, dal titolo 'la Mafia al nord', andra' in onda su Raitre domenica 31 agosto alle ore 21.
Il 7 settembre, sempre alle ore 21 sara' la volta di 'Tangentopoli'.
Le altre puntate, non in ordine di messa in onda saranno: 'Mafia & politica', 'Amianto: una strage silenziosa', 'Il racket delle estorsioni' e 'i piccoli eroi dimenticati'.

Le mani sulla città (di Milano)

Riflettevo, dopo aver visto la puntata di Blu Notte, a come la ndrangheta avrà preso la notizia della vittoria dell'Expo e dei fondi per le costruzioni a Milano;la vicenda di Alitalia, e le notizie su nuove speculazioni a Linate ..Riflettevo sul come avrebbero dovuto saltare sulle proprie sedie quelli che oggi parlano di sindaci sceriffo, di tolleranza zero sulla criminalità: dove sono i Maroni, Castelli, Bossi, Calderoli, Alfano?

Poi pensi che se il pesce puzza dalla testa, e se la testa è quella che definisce Mangano un eroe, che toglie le intercettazioni come strumento di indagine, che mette in bocca a magistrati antimafia come Falcone, parole non vere, solo per portare avanti le sue riforme, la stessa persone che ha come collaboratore quel Marcello Dell'Utri condannato per mafia ... allora è proprio vero. Con ma mafia dobbiamo imparare a convivere.

Quando (ri)scoppierà una faida qui nelle strade di Milano e si tornerà a sparare e uccidere qui, nella seconda capitale della ndrangheta, allora anche tutti gli alibi cadranno.


Giusto per rinfrescarsi la memoria:
La mappa della presenza della mafia a Milano, dal rapporto di
Codici "Le mani della criminalità".
Verde: ndrangheta
Rosso: cosa nostra
Giallo: camorra

Blu: mafie estere

Blu notte: la mafia al nord

A Blu notte si parlava di Cosa nostra, la ndrangheta e la camorra: ma non in Sicilia a Corleone, Cinisi, S. Giuseppe Jato.
O a Platì in Calabria o a Mondragone, nella terra dei Casalesi.
Lucarelli svelava il segreto di pulcinella: ossia della presenza, e non da poco, delle mafie al nord.
E non parliamo di mafie geneticamente modificate dal clima laborioso delle terre padane: i boss di cosa nostra, le ndrine calabrese e i casalesi qui al nord continuano a fare le cose che facevano prima.
Anzi meglio, visto il giro di denaro e l'economia fiorente presente nelle regioni del nord.Traffico di droga, di armi, estorsione, racket, rapimenti.

E con i proventi illegali dei loro traffici stanno man mano comprandosi pezzi dell'economia sul territorio: un pezzo di economia grigia (bar, ristoranti, imprese di costruzione, imprese di movimento terra), in mano a prestanome sta man mano facendo piazza pulita della concorrenza (perchè gli imprendiori mafiosi quando affari, lo fanno in modo mafioso) facendo degli appalti al ribasso maggiore, creando dei cartelli e delle situzioni di monopolio (come per imprese di movimentazione nei comuni di Buccinasco e Corsico, tutte calabresi).

Non siamo più ai tempi della piovra che pure l'ex sindaco Pillitteri socialista, non voleva vedere (d'altronde non vedeva nemmeno le tangenti del suo partito): dalla piovra siamo passati al pescecane.

La trasmissione spiegava il come è avvenuta questa penetrazione mafiosa: a partire dagli anni 50, 60, con l'arrivo dell'ondata di emigranti al nord (ghettizzati nei quartieri dormitorio attorno alle grnadi città) o con lo strumento del soggiorno obbligatorio.
Tra il 1961 e il 1971, si stima che siano stati circa 100 le persone sospettate di mafia arrivate al nord.

Sono arrivati boss del calibro di Joe Adonis, Luciano Liggio (la primula rossa dei corleonesi, arrestato come una star nel 1974 a Milano), Gerlando Alberti (uomo d'onore di Porta Nuova), Giacomo Riina a Modena e Vittorio Mangano.
Uomo d'onore dei corleonesi, che aveva stretti legami con imprenditori del nord, vivendo a villa Arcore dall'allora costruttore Silvio Berlusconi e avendo stretti contatti con Marcello Dell'Utri.
Proprio seguendo le mosse di Mangano le forze dell'ordine portarono avanti il blitz si S. Valentino del 1983.
"Ma questa è un altra storia, di cui ci occuperemo in una delle prossime puntate". Mangano, Dell'Utri e Berlusconi. Chi vuole sapere le cose, le sa.
Come dell'esistenza di cosa nostra a Milano, come emerso dall'inchiesta Duomo Connection dei primi anni 80.Come della presenza della ndrangheta nell'ortomercato: dove un boss come Salvatore Morabito aveva un pass per entrare e uscire dalla struttura (usata come base per lo spaccio) fornitogli dalla Sogemi.
Ma è un problema che coinvolge anche il Piemonte: Lucarelli ha raccontato dell'episodio del giudice Bruno Caccia ucciso dalla ndrangheta a Torino perchè era uno cui non ci si poteva parlare.
Esiste la ndrangheta in Emilia: a Parma faceva affari nel settore delle costruzioni Michele Zagaria detto Bin Laden.

Togliamoci dalla testa che la mafia sia solo un problema del sud.
Che riguardi solo le aree arretrate del paese: la mafia punta a fare affari e al potere, inteso come controllo del territorio e del mercato.La mafia cerca di interloquire con gli imprenditori (gli uomini cerniera che gli permettono di entrare nei salotti buoni) e con chi gestisce il potere.
Non è solo un problema del sud. E non è solo un problema di classi criminalità organizzata: è un problema economico, sociale, politico e finanziario.Per il momento contentiamoci di svelare questo segreto ..
Technorati: ,

31 agosto 2008

Cause we are Metallica



Il nuovo almubm dei Metallica, Death Magnetic, uscirà il 12 settembre.
Ho iniziato ad ascoltare i Metallica nel periodo dopo And justice for all, prima del Black Album. A fine anni 80, inizi del '90 il metal era diviso tra le band di glam metal (Motley Crue, Poison, Bon Jovi), i gruppi di Death Metal, i gruppi storici dell'hard rock che uscivano dalla crisi degli '80 (Ac Dc, Aerosmith) e le bande di thrash metal.
I Metallica erano i signori del metal: mi piaceva la loro capacità di rinnovarsi, di seguire nuove piste, di non pitturarsi la faccia né di seguire quegli atteggiamenti eccessivi dei gruppi death.
In un periodo in cui tutti i gruppi rock lanciavano un singolo e facevano uscire subito il video di promozione, i Metallica fino al 1991 avevano realizzato il solo video di One. Censurato da MTV perchè si parlava di guerra.
Cause we are Metallica!

Col Black Album i Metallica arrivarono a farsi conoscere ad un pubblico che, prima, non si sarebbe mai sognato di ascoltare metal. Grazie ai lenti (Nothing else matters) e alle ballate rock (The Unforgiven) e in generale al sound più orecchiabile del disco.
Ma erano Metallica diversi: ma forse è vero che ad ogni album abbiamo assistito ad una mutazione di stile, sound, testi.
Ne avevan fatta di strada dai tempi di “The four horsemen”, “For whom the bells tolls”, “Battery”, “Harverster of sorrow”....

Poi vennero i tentativi di rinnovarsi di Load e Reload.
L'album di covers Garage days re-revisited, che invece confermava la voglia di suonare metal duro e riconfermava le radici storiche dei Metallica.
Nel frattempo il grunge prima e il nu-metal avevano spazzato via gran parte delle bande rock, heavy e thrash.
Nel 2003 usciva St. Anger, registrato (anche male) in studio, ruvido, senza assoli di chitarra, senza basso e senza compromessi. Pure troppo.

E oggi? Ho ascoltato i singoli scaricabili dal sito della band. C'è dentro tutta l'energia metal, riff semplici a affilati come ai tempi di Master of Puppets. Ma forse è sbagliato guardare al passato: ogni volta i Metallica mi hanno spiazzato, facendomi in parte ricredere dalle attese.
Una cosa è certa: loro non seguono la stessa strada di altri, loro sono i Metallica.

C'era una volta

C'erano una volta scuole col maestro unico e alunni tutti uguali col grembiule.
Un sistema di istruzione classista, dove Franti finisce al riformatorio, Garrone a fare l'operaio e il figlio del professionista a fare l'università.
C'era una volta l'austerithy, il calo dei consumi, la recessione, le domeniche a piedi.
C'era una volta una società di caste, corporazioni e lobby.
C'erano una volta le lottizzazioni nella sanità, nelle imprese pubbliche, nella Rai, nelle università...

C'era una volta la guerra fredda tra USA e Russia.
C'erano una volta imprenditori senza rischio di impresa, buoni solo a investire coi soldi pubblici.
C'erano una volta le stragi della strategia della tensione, come a Brescia a Piazza della Loggia: c'era una volta e c'è ancora un paese che cercava i colpevoli di queste stragi. A Brescia finiranno sotto processo un ex generale dei carabinieri (gen. Delfino), un ex politico (Pino Rauti).
C'era una volta Cosa Nostra e c'è ancora, ma non si può dire.
C'era un paese che pagava miliardi ad un paese africano per pulirsi la coscienza del proprio passato fascista e colonialista, che poi dedicava un aeroporto ad un generale colonialista.

C'era una volta un paese che navigava allegramente tra scandali, crisi, scioperi e licenziamenti e c'è ancora.

29 agosto 2008

Blu notte: la mafia al nord

Riparte Blu Notte col segreto di pulcinella: la penetrazione della mafia al nord.
Una cosa che tutti sanno (o coloro i quali vogliono ancora sapere), ma che nessuno dice.

Consigliata in special modo ai leghisti alla Calderoli e Castelli.

Intercettazioni: non così fan tutti

Dopo aver gettato fango su Fassino per il fondo Quercia, su Prodi con le varie commissioni Mitrockhin e Telekom, il Caimano ci riprova. A imbavagliare la stampa e i giornalisti.

Con il trappolone delle intercettazioni pubblicate da Panorama, relative all'inchiesta Siemens.
Prodi risponde «Nessun bavaglio ai giudici».

La risposta arriva dopo che Silvio Berlusconi aveva espresso la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia, pubblicata da Panorama, su intercettazioni in cui risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier.

Come vedete, non sono tutti uguali.

Perchè non ci pensa lui a regolare ciò che pubblica Panorama, visto che è roba sua?

Paga sempre Pantalone

Per Alitalia, la soluzione del governo è scaricare i debiti sugli italiani.
Impregilo dichiara che aumentaranno i costi per il ponte sullo Stretto. Che paghiamo sempre noi.
I voli di Stato, che Prodi aveva diminuito, sono stati sbloccati a fine luglio da una norma del governo.

Alla fine paga sempre Pantalone.

28 agosto 2008

Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy

Un uomo un fuga, braccato da uno sceriffo che non riesce più a ritrovarsi in questo mondo, così diverso dal mondo in cui è cresciuto.E da uno psicopatico killer, incaricato di recuperare i soldi che il primo uomo, Moss, ha scoperto nel deserto, per uno scambio di droga finito male in un massacro.

Siamo nel Texas, al confine col Messico, in un paese pieno di violenza e dove sopravvivono solo gli spietati.
Questa caccia all'uomo è raccontata in modo veloce ed asciutto: nessuna pietà, nessuna riflessione, nessun giudizio. Sia su Moss, l'ultimo dei cow boys, che nel deserto coglie al volo la possibilità di rifarsi una vita con quei soldi.

Nessun giudizio su Anton Chigurg, un assassino dotato di una sua distorta visione della giustizia.
Come racconta Baricco nel saggio "I barbari" spietato in un modo così radicale e immorale e demoniaco, che il vecchio sceriffo riesce solo a dire: "Mi pareva di non aver mai visto uno come lui e mi è venuto da chiedermi se magari non era un nuovo tipo di persona."

E infine lo sceriffo Bell, il vecchio del libro, le cui riflessioni sul mondo di oggi, su quanto sia cambiato rispetto a quello che gli è stato tramandato si alternano alle pagine del racconto.
Che dire del libro?
Il maestro deve aver pensato che non era più tempo di poesia e visioni, per cui ha asciugato per bene la sua storia e quando è arrivato all'osso ce l'ha tirata dietro. Per il lettore l'impressione è questa: eri andato a trovarlo per chiedergli cosa pensava del mondo e lui, senza nemmeno far capolino dalla staccionata, ti ha accolto con una fucilata. Tu ti giri e te ne vai.

Il libro sul sito di Einaudi.
Il link per ordinare il libro su ibs.
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I falsi miracoli di San Silvio

San Silvio da Arcore, protettore dei furbi, non ha fatto il miracolo.Il collaboratore (italiano) del Newsweek può venire in Italia a controllare.

Immondizia
La spazzatura è ancora accumulata nelle periferie di Napoli.
Le discariche e gli impianti di compostaggio hanno di nuovo raggiunto il limite. L'unica cosa che è sparita è la notizia sui telegiornali.
In compenso qualche centinaio di soldati presidia altre discariche, come a Chiaiano, dove non è dato sapere cosa viene sotterrato.

Sicurezza
Per la sicurezza bisogna intendersi. Il centrodestra quando parla di allarme sicurezza intende stupri di extracomunitari, scippi.
Tutto come prima, come dimostrano i casi di Roma (“i ciclisti tedeschi se la sono andata a cercare” spiegava il sindaco Alemanno) e a Napoli (dove uno degli stupratori è un figlio di un boss .. imparava il mestiere).Nel compenso, in un estate dove è mancato l'omicidio estivo che ci teneva compagnia (Garlasco, Brescia ..) ci sono state le solite morti sul lavoro, per le strade (grazie anche alle solite strade disastrate) e sui barconi (i disperati che vogliono entrare in Italia). Ma questa non è sicurezza.

Alitalia
Il genio ha colpito: fa passare un'operazione di sciacallaggio come un'impresa di salvataggio. Ci saranno due Alitalia: uno con i debiti che pagheranno gli italiani con le tasse. E uno seconda, che lavorerà quasi in una situazione di monopolio (tanto il commissario dei trasporti in Europa è un certo Tajani), in mano ai soliti imprenditori senza soldi e senza coraggio.
Più i soliti tagli ai dipendenti Alitalia, più la chiusura di Linate (che verrà svenduta ai soliti palazzinari immobiliaristi Gavio, Ligresti, Zunino ..).

Giustizia
Elezione diretta dei magistrati: con questa proposta farebbero i magistrati solo i personaggi che potrebbero pagarsi la campagna elettorale.
Pagata da chi? Dai partiti politici (e poi parlano di magistratura politicizzata), dalle lobby, dalla criminalità organizzata ..Separazione delle carriere: già esiste, grazie. E Falcone non si era mai espresso a favore. Se proprio si deve citare un magistrato favorevole alla proposta (per una separazione che non esiste in altri ordinanti giudiziari europei) allora rivolgetevi a De Magistris ..
Nomina di esponenti del CSM: ma la magistratura non dovrebbe essere indipendente dalla politica?
Indulto: dopo averlo votato (e aver chiesto l'inserimento anche dei reati dei colletti bianchi), il povero Angelino disconosce l'indulto. “Non è servito a svuotare le carceri”.
No, ma per Previti si che è servito.
Obbligo dell'azione penale: senza questo obbligo, ve lo immaginate cosa farebbe un magistrato che dovrebbe perseguire un crimine di un notabile, di un signor lei-non-sa-chi-sono-io? La politica deve dettare cosa è importante e cosa no, si dice.
Così se va al governo una banda di malfattori (ma non è il caso dell'Italia, no..), quali reati metterebbe in cima alla lista?
L'unica cosa di cui dovevano preoccuparsi, e non l'hanno fatto, era la lentezza dei processi. Dare maggiore risorse ai tribunali disastrati, nelle procure del sud. Snellire certe pratiche che rallentano i processi (la consegna delle notifiche per posta o a mano).

Scuola
La grande proposta del ministro Gelmini: il sette in condotta. E una scuola in mano ai privati, alle fondazioni, alle banche, .. così imparano fin dai banchi delle elementari chi comanda e chi no in Italia.Il sette in condotta servirebbe se anche nelle famiglie si iniziasse a ripristinare il rispetto, l'educazione, un certo autoritarismo. Insegnare ai figli che non tutto è permesso: a cominciare dal cellulare. Vogliamo fare i duri? Vietiamo i cellulari in tutte le scuole.
Invece no: assisteremo anche per l'educazione ad un doppio binario. Una scuola ricca per i ricchi al nord e povera per i peones al sud.
Con i maestri reclutati direttamente dai circoli della libertà?

Calcio
Qui una parola va spesa: quando Galliani presenzia alle riunioni di Federcalcio, per i diritti del pallone, fa gli interessi del Milan, del calcio o dell'amico Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset e proprietario del Milan?

Questo governo è stato votato dalla maggioranza degli italiani e ha il mandato di governare. È libera di fare, quasi, quello che vuole. Per il resto basta il solito decreto, con la scusa della sicurezza.Ma anche io sono libero di definire certe cose per quelle che sono. Il premier un imbroglione. Tremonti amico degli evasori. Il ministro Alfano uno che predica bene e razzola male. Malissimo.
All'anniversario della morte di Borsellino erano tutti lì a commemorare. Poi leggi del sindaco di Comiso (Alfano anche lui) che cambia nome all'aeroporto di Comiso, che era intitolato a Pio La Torre. Bel messaggio di auguri a cosa nostra, a chi ha messo le bombe, a chi ha ucciso ...
San Silvio non fa miracoli se non per se stesso e per i suoi amici.E da oggi anche i dipendenti di Alitalia, gli insegnanti del sud, le famiglie che dovranno affrontare il caro libri, il caro scuola, i maggiori costi per servizi e per la spesa lo sanno.

27 agosto 2008

Il nostro posto - editoriale di C. De Gregorio

Il primo editoriale di Concita De Gregorio all'Unità:

Ho saputo senza ombra di dubbio che essere di destra o di sinistra sono cose profondamente diverse, radicalmente diverse: per troppe ragioni da elencare qui ma per una fondamentale, quella che la nostra Costituzione – una Costituzione antifascista - spiega all’articolo 2, proprio all’inizio: l’esistenza (e il rispetto, e il valore, e l’amore) del prossimo. Il “dovere inderogabile di solidarietà” che non è concessione né compassione: è il fondamento della convivenza. Non erano mille anni fa, erano pochi. I miei genitori sapevano che il mio futuro sarebbe stato migliore del loro. Hanno investito su questo – investito in educazione e in conoscenza – ed è stato così. È stato facile, relativamente facile. È stato giusto. Per i nostri figli il futuro sarà peggiore del nostro. Lo è. Precario, più povero, opaco.

Chi può li manda altrove, li finanzia per l’espatrio, insegna loro a “farsi furbi”. Chi non può soccombe. È un disastro collettivo, la più grande tragedia: stiamo perdendo la fiducia, la voglia di combattere, la speranza. Qualcosa di terribile è accaduto negli ultimi vent’anni. Un modello culturale, etico, morale si è corrotto. La politica non è che lo specchio di un mutamento antropologico, i modelli oggi vincenti ne sono stati il volano: ci hanno mostrato che se violi la legge basta avere i soldi per pagare, se hai belle le gambe puoi sposare un miliardario e fare shopping con la sua carta di credito. Spingi, salta la fila, corrompi, cambia opinione secondo la convenienza, mettiti al soldo di chi ti darà una paghetta magari nella forma di una bella presidenza di ente pubblico, di un ministero. Mettiti in salvo tu da solo e per te: gli altri si arrangino, se ne vadano, tornino a casa loro, crepino.

Ciò che si è insinuato nelle coscienze, nel profondo del Paese, nel comune sentire è un problema più profondo della rappresentanza politica che ha trovato. Quello che ora chiamiamo “berlusconismo” ne è stato il concime e ne è il frutto. Un uomo con un potere immenso che ha promosso e salvato se stesso dalle conseguenze che qualunque altro comune cittadino avrebbe patito nelle medesime condizioni - lo ha fatto col denaro, con le tv che piegano il consenso - e che ha intanto negli anni forgiato e avvilito il comune sentire all’accettazione di questa vergogna come fosse “normale”, anzi auspicabile: un modello vincente. È un tempo cupo quello in cui otto bambine su dieci, in quinta elementare, sperano di fare le veline così poi da grandi trovano un ricco che le sposi. È un tempo triste quello in cui chi è andato solo pochi mesi fa a votare alle primarie del Partito Democratico ha già rinunciato alla speranza, sepolta da incomprensibili diaspore e rancori privati di uomini pubblici.

Non è irrimediabile, però. È venuto il momento di restituire ciò che ci è stato dato. Prima di tutto la mia generazione, che è stata l’ultima di un tempo che aveva un futuro e la prima di quello che non ne ha più. Torniamo a casa, torniamo a scuola, torniamo in battaglia [..]

C’è bisogno di voi. Di tutti, uno per uno. Non ci si può tirare indietro adesso, non si deve. È questa la nostra storia, questo è il nostro posto.

Chi di Kosovo ferisce, di Kosovo perisce

Le parole che la Russia usa oggi per difendere l'indipendenza della Ossezia ( della Abkhazia) e degli altri stati del Caucaso sono le stesse che l'Europa e gli Stati Uniti hanno usato ai tempi del Kosovo, quando gli è stata data l'indipendenza per evitare genocidi, guerre ...

Anche per questo dobbiamo ringraziare la lungimirante politica estera di George Bush e di quello che rimane dell'Europa.
Per non parlare dell'Italia, dove il Pres. Del Consiglio sbandiera pure la sua amicizia con l'ex premier Putin. Come pensa di rislvere la crisi? Con qualche sgallettata per l'amico Vladimir.
Seguivo la rassegna stampa su Radio popolare: la versione italiana della Pravda, anziché riportare le notizie di politica estera, riporta le foto di una Sharapova in abiti discinti e di altri vip.
Questa è l'immagine che hanno dell'Italia.
- le star più famore dello show business senza veli
- l'Italia è una colonia
- i segreti del sesso virtuale on-line in Russia
Forza Italia!

Italiopoli di Oliviero Beha

Un saggio per orientarci nella palude di Italiopoli: un palude che non è infestata dal solo Caimano (che all'epoca dell'uscita del libro stava ancora all'opposizione), ma anche da altri loschi figuri che nel gioco delle parti di questa antipolitica starebbero alla sua opposizione (ossia al governo, quando il libro usciva nel 2007).
Un libro per capire e orientarsi in questa Italia e con questa classe dirigente. Se Pasolini aveva usato la metafora del Palazzo per spiegare cosa era diventato il potere (siamo negli anni 70), oggi Oliviero è passato al Residence (e come altro descrive il posto dove vivono questi potenti sempre pronti divertirsi, alle battute, senza un briciolo di pudore ?).

Un Residence, dunque, riempito da mestieranti della politica e del potere, che si preoccupano solo di mantenere il posto, autopromuoversi e autoassolversi, sbarrando le frontiere a quanti premono alle frontiere del Residence per entrarvi.
In che forme si esprime il potere: dalla televisione, usata come cassa di risonanza di quanto fanno e come strumento per raccogliere consenso.
In generale tutto il sistema di informazione, controllato dalla stessa politica, è diventato un cane da riporto anziché cane da guardia di questa classe dirigente.
Alla sanità pubblica, alle società miste pubblico-privato, le ex municipalizzate, diventate in pratica società di collocamento dei trombati alle elezioni.
Il calcio, altra cassa di risonanza (vedi Berlusconi, Tanzi e Cragnotti e prima ancora Agnelli), che non è riuscito a riformarsi nemmeno dopo lo scandalo di Calciopoli del 2006. Ci siamo accontentati di una Juventus in serie B, di un Moggi allontanato (fino a quando?) dal calcio ma non dal sistema di informazione, e basta.

Sugli scandali che si sono succeduti in poco tempo, Beha traccia una riflessione importante: oggi chi vuole sapere come stanno le cose, lo sa. Le inchieste oggi, quando proprio non si è riusciti più a smorzarle, finiscono sui giornali, con tanto di intercettazioni e testimonianze. Eppure i presunti colpevoli sono ancora là, qualcuno è finito in quarantena: sintomo che ci stiamo abituando sempre più al peggio del peggio.
Non solo: questi personaggi poi finiscono pure in televisione (Moggi, Gregoraci, Fiorani, Ricucci), dando il messaggio ai telespettatori che non è il merito, la qualità che viene premiata, dal sistema. Ma solo il peggio, l'assenza di merito e capacità.
Che segnale diamo ai giovani? Giusto il titolo di un precedente libro di Beha “Crescete e prostituitevi”.

Da una parte una politica che costa sempre di più, che non è in grado né ha voglia di risolvere i problemi del paese (costi dei servizi, lobby, snellimento della burocrazia, snellimento dei costi della macchina dello stato), dove è spesso difficile cogliere le differenze tra maggioranza e opposizione (pensiamo all'applauso bipartisan per Mastella, dopo gli arresti domiciliari per la moglie, pensiamo all'indulto, pensiamo alla legge elettorale senza i nomi, pensiamo alla legge sul rimborso elettorale...).
Quel basso impero così ben rappresentato dal bagaglino.
Dall'altra la mafia (le mafie) che stanno conquistando a poco a poco tutto il paese. Le parole di Falcone sulla Sicilia, governata da questo stato nello stato che è cosa nostra si possono oggi riproporre ed estendere a tutta l'Italia.

Che fare? Primo, non possiamo aspettare. I segnali dicono che siamo ad un passo dal baratro. Possiamo fidarci ancora di questa classe dirigente che non cambia?
Secondo: dobbiamo riprenderci la democrazia, questo stato (sono le parole del presidente Napolitano), dal basso.
Per voltare pagina serve una rivoluzione culturale, etica e sociale: nuove resistenze si muovono sul palcoscenico di internet e si muovono in tal senso.
Comitati, blog, iniziative ... le chiamano antipolitica, ma l'antipolitica sono loro. Non è vero che abbattendo questa Casta viene giù tutto lo stato. Al massimo verrà giù solo il residence dove si sono accampati.

Mi chiedevo come mai un giornalista così capace, così acuto, fosse stato messo in disparte dalla Rai. Forse è appunto per questo.

Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Il blog di Italiopoli.
Il blog di Oliviero Beha

Altri link per le Resistenze su internet:

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26 agosto 2008

Il contesto di Leonardo Sciascia

In un paese che ricorda tanto l'Italia, qualcuno inizia ad ammazzare giudici e magistrati.
Su questo caso il ministro per la Sicurezza Nazionale mette l'investigatore più capace, l'ispettore Rogas.
Rogas mette assieme tutti i casi in comune dei magistrati e giudici uccisi (dove il primo faceva la pubblica accusa e il secondo la parte giudicante).
Trova una pista: un farmacista accusato di uxoricidio e condannato in base a prove probabilmente costruite per incastrarlo.

Ma il ministro e la squadra politica della polizia lo mettono su una seconda pista: un groppuscolo di rivoluzionari, uno dei tanti, che predicano la rivoluzione appunto e che si ritrova dietro un giornale “Rivoluzione permanente”.
Rogas entra in contatto con lo scrittore Nocio, che ospita malvolentieri uno di questi intellettuali della rivoluzione, contro lo stato borghese e le istituzioni, in realtà lui stesso molto più borghese di quelli che criticano.
Costui si chiama Galano ed è tra l'altro molto amico del ministro per la sicurezza.

Mentre la mano assassina continua ad ammazzare altri giudici (smentendo apparentemente la pista politica), Rogas scopre un complotto che coinvolge le alte cariche dello stato (tra cui il presidente della Corte Riches) e vertici militari.
“Occorre liberare questo stato, da coloro che lo detengono” pensa Rogas. Ma come fare, lui Rogas che di questo stato ne è parte, dunque anche lui detenuto?
Come liberarlo da coloro che gestiscono il potere per il potere, dividendosi tra maggioranza e opposizione in un gioco delle parti che il potere si assegna?
Dove tutte le ideologie, perfino quelle del partito di opposizione, il Partito della Rivoluzione, si piegano ad una ragione di stato, di uno stato che serve come scudo per proteggere imbrogli, ipocrisie e i pochi principi rimasti vengono derisi.Dove la giustizia viene paragonata ad una religione e i giudici a sacerdoti infallibili, come sostiene il procuratore Riches.
Dove i rivoluzionari predicano l'abbattimento dello stato borghese ma poi si ritrovano a cena col ministro per la Sicurezza.
Intellettuali capaci solo di inveire, proibire, inquisire: “Il fatto è che sono dei cattolici” riflette amaramente lo scrittore Nocio di fronte a Rogas.
Dei cattolici vecchi fanatici, funerari ..

Il contesto, scritto nel 1972, dopo le contestazioni del 68, l'autunno caldo, dopo le prime bombe della strategia della tensione, è una parodia, un racconto che partendo da fatti reali (un caso di presunto uxoricidio), racconta una realtà molto più estesa, usando anche gli strumenti dell'ironia e la stessa intelligenza dell'investigatore Rogas.
Che è uno che capisce, mette assieme i fatti, intuisce scenari inquietanti e per cui deve essere fermato. Per la ragione di stato.Si parte da un racconto poliziesco, per arrivare a raccontare di un malessere di uno Stato malato al suo interno da un cancro sempre più esteso.
“Ho cominciato a scriverlo per divertimento e l'ho finito che non mi divertivo più”.

Dietro alcuni personaggi del libro è possibile riconoscere delle persone reali: Nocio è Moravia, mentre dietro Galano, il suo ospite, si nasconde Franco Piperno, effettivamente amico del ministro degli interni Restivo. E, ovviamente, facile riconoscere dietro il Partito della Rivoluzione, quel PCI che nei primi anni 70 stentava a capire l'origine, i fini, e la matassa dei movimenti (rivoluzionari o terroristici) che nascevano a sinistra.

Le parole, profetiche, del finale del libro, dove Cusan giornalista amico di Rogas, riporta al vice segretario del partito di opposizione, i timori di Rogas:

- La ragion di stato, signor Cusan: c'è ancora come ai tempi di Richelieu. E in questo caso è coincisa, diciamo, con la ragion di partito...L'agente ha preso la più saggia decisione che potesse prendere: uccide anche Rogas.
- Ma la ragion di Partito.. Voi... La menzogna, la verità: insomma...
- Cusan quasi balbettava.
- Siamo realisti signor Cusan, non potevamo correre il rischio che scoppiasse una rivoluzione
– E aggiunse - Non in questo momento.- Capisco – disse Cusan.
- Non in questo momento.
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25 agosto 2008

Praga 1968 - Georgia 2008


Tank russi riportano la democrazia a Praga, dopo la primavera del 1968.

Tank e blindati russi ripristinano la pace in Ossezia del sud, nell'esteate del 2008.

Berlino 1936 - Pechino 2008





Il saluto del preside cinese Hu Jintao a fianco di Jacques Rogge, presidente del Cio (Ansa)



Bush e Putin allo stadio di Pechino per l'inaugurazione (Afp)

Olimpiadi o Propagandiadi (come a Berlino 1936)? Sport o business e affari?
Abbiamo sdoganato il regime cinese, patria delle condanne a morte e del mancati rispetto dei diritti civili.

Da questa vergnogna ci parzialmente risollevato i nostri atleti.

Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson

Un romanzo a metà tra il giallo, l'inchiesta giornalistica e il racconto di una storia familiare, quella della famiglia dei Vanger, a capo di un impero industriale in Svezia.
Gli ingredienti per appassionarsi alla storia ci sono tutti: l'ambientazione inedita in un paese dai costumi così diversi.

Una famiglia potente che nasconde tanti scheletri nell'armadio “una storia lunga e cupa, di odio, di liti familiari e smodata avarizia”.
E un insieme di personaggi che lasciano il segno per il loro carattere, per il lavoro che svolgono, per le vicende passate.A cominciare dal Mikael Blomkvist, giornalista finanziario per la rivista Millenium che subisce una condanna per diffamazione per una serie di articoli in cui cercava di mettere in luce i casi di corruzione dell'industriale Wennestrom.
Mikael viene contattato dal capostitite della famiglia Venger, Henrik Vanger, che gli affida un caso. Con la scusa di scrivere una biografia sulla sulla sua famiglia (senza nascondere nulla delle liti, del passato oscuro di alcuni esponenti), dovrà scoprire cosa è successo alla nipote Harriet scomparsa durante una riunione di famiglia, sull'isola di Hedeby, più di trent'anni fa.
Un caso semplice all'apparenza: come un delitto in una stanza chiusa. In realtà un enigma irrisolto, reso ancora più complesso dal fatto che qualcuno ogni anno invia a Henrik come dono un fiore per risvegliare il ricordo.Nell'inchiesta Mikael entra in contatto con vari esponenti della famiglia: dal vecchio e cupo Harald, alla figlia Cecilia, al fratello di Harriet, Martin.

Nell'inchiesta viene affiancato da Lisbeth Salander, altro personaggio che lascerà il segno nel lettore. Una ragazza dal carattere diffidente , chiuso, dotato forse proprio per il suo carattere sfuggente di un certo fascino.
Lisbeth, che collabora saltuariamente con un'agenzia investigativa è anche un abile hacker, aiuterà Mikael a scavare nella famiglia Vanger e tirar fuori vicende spaventose del passato. Una storia di uomini che odiano le donne.
Un libro che si fa leggete, che tiene incollato alle pagine, specie nella parte centrale, dove si entra nell'indagine nel passato e dove Stieg Larsson si mostra all'altezza dei migliori giallisti europei.

Peccato per la parte finale, dove cala la tensione emotiva della storia, dove si compie la vendetta di Mikael contro quei gruppi industriali dediti alla corruzione, all'evasione e ai traffici illegali.
Un po' troppo buonista. Ma forse è dovuto al fatto che questo è il primo volume di una trilogia, la Millenium trilogy.
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24 agosto 2008

Agosto, paese mio come ti riconosco

Sono partito in ferie con la pretestuosa polemica sulla sentenza dei giudici sulla strage alla stazione di Bologna, e torno che si parla sempre di giudici e magistrati per la riforma della giustizia.

Che fosse un pretesto per far rumore e non parlar d'altro lo si capisce dal fatto che è passato un mese e nessuno ha tirato fuori fatti nuovi sulla strage.

D'altronde se Fini vuole delle informazioni sul terrorismo nero, basta che chieda al compagno di partito Cristano De Eccher, il custode dei timer di Piazza Fontana.

Nel contempo i soliti soloni dell'informazione di regime hanno potuto pontificare sui fischi a Rotondi, sulla presunta censura...

E' successo di tutto in queste settimane, ma sembra che, come al solito per come vengono raccontate le cose non sia successo niente.

La guerra di Putin.
È scoppiata una guerra in Georgia, dove in un braccio di ferro tra Nato, Europa e Russia, sembra che abbia vinto la Russia.

Mentre i carri armati entravano a Gori, il ministro degli esteri Frattini era in vacanza con un volo di stato alle Maldive (ma seguiva tutto col telefono) e il premier trattava con Abhramovic per Scheva.

E Berlusconi ha pure sbandierato la sua amicizia con Putin, dittatore comunista, nemico della stampa e della libertà di informazione (comunione di intenti?), “se non era per la mia telefonata ..”.
Negli stessi giorni dove si discuteva sui carri armati a Praga e sul silenzio del PCI, i carri entravano in Georgia, e in pochi han provato vergogna.

Famiglia cristiana e comunista.
All'improvviso un giornale diretto da un prete, Famiglia Cristiana, diventava un giornale di cattocomunisti. Ma il PDL non doveva difendere l'identità cristiana, i valori, la religione?
Oppure è vero che, al solito, le critiche risultano indigeste a questo governo, a prescindere da chi le faccia.

Dopo la sostituzione come direttore dell'Unità, di Antonio Padellaro con Concita De Gregorio (senza che nessuno abbia spiegato perchè), lunedì mi compro il giornale delle Edizioni Paoline.
L'unica opposizione tollerata è quella che non si oppone.

Siamo passato dall'uscita di Castelli sulle morti bianche (cifre gonfiate per truffare lo stato); al boicottaggio di facciata prima delle olimpiadi in Cina (forse ci dovevamo pensare prima) da parte di esponenti di An; al sindaci sceriffi (diventati ufficiali di governo) che si improvvisano dispensatori di divieti (e il giornale inglese The Independent ci prende in giro).
A Roma divieto di rovistare nei cassonetti, altrove divieto di sostare nei parchi, di bivaccare ...
E non basta: dopo le pistole per i vigili, vogliono anche le celle nei comuni. Chi paga?

Il buco in Sicilia.
Dopo il buco al comune di Catania (900 ML di euro, gestione Scapagnini), il buco nella gestione rifiuti in Sicilia, dove iniziano a bruciare i cassonetti.

Morto il re viva il re.
Muore Antonio Gava e al suo funerale si ritrova tutta la vecchia DC (Pomicino incluso): tutti a rimpiangerlo e nessuno ha ricordato quello che ha combinato a Napoli, lo scempio della speculazione edilizia, dei fondi per il rilancio della città che non c'è mai stato.

Scarcerati e rimborsati: i vertici della giunta regionale di Abruzzo sono stati scarcerati. Essendo decaduta la giunta, prenderanno un bonus di 24000 euro e una rendita fissa che va da 3000-6000 euro.

Licenziamenti e sicurezza.
Trenitalia licenzia il ferroviere che aveva denunciato i problemi di sicurezza sugli Eurostar. I panni sporchi si lavano in famiglia? Si licenziano operai con stipendio da 1500 euro, perchè fannulloni, poi si premiano con bonus da milioni euro manager inefficienti (come Cimoli AD di Alitalia che nel 2006 percepiva uno stipendio di 1,5 ML di euro).

Come in Veneto dove la regione ha premiato 24 manager delle Asl, con un bonus di 960000 euro. Il Veneto ha un deficit di 284 ML di euro nella sanità.

Immigrate dunque colpevoli.
Una prostituta nigeriana fotografata seminuda dentro una cella.
Una peruviana, arrestata e tenuta in un centro di detenzione per una notte, perchè senza documenti (ma per il poliziotto non poteva che essere una prostituta).Forti coi deboli...
Eppure il papa ha parlato di “accoglienza ai poveri, immigrati, ammalati”.

Ici, federalismo, e tesoretto.
Bossi rivuole l'Ici.
Poteva parlarne prima con Silvio.
Avvenire “con le tasse non si scherza”.
Tremonti fa resuscitare il tesoretto d'agosto: servirà per il federalismo fiscale?
Si abbatte l'incasso dell'IVA: sono tornati i furbetti.

Il pubblico senza opinione e i maestri del pensiero.
Moretti (inteso Nanni) e poi anche Scalfari, parlano di un paese senza opinione, senza memoria. Troppi opinionisti, poca informazione, poca coscienza.
Bene: se non fosse che sono le stesse persone che puntualmente criticano le manifestazione di piazza come quelle di Grillo (dove le opinioni ci sono eccome).

Nostalgia di Craxi.
La notizia che più mi ha colpito è stata l'uscita di Bossi su Craxi “Quando il povero Craxi mi chiese aiuto”.
È conclusa la mutazione genetica della Lega.

Riforma della giustizia.
Berlusconi cita Giovanni Falcone, per la sua riforma della giustizia.
Proprio lui: quello di Mangano e Dell'Utri.
Roba da far rivoltare i morti e i vivi: dove sono Scalfari e soci, giusto sul tema della memoria?Parla di separazione delle carriere: ma nessuno lo ha informato che sia Falcone che Borsellino sono passati dalla magistratura inquirente a quella giudicante. Proprio loro.
Ma in un paese senza memoria, senza vergogna, si possono raccontare le peggiori cazzate: nessuno giornalista televisivo si è permesso di rimarcare l'errore.

Nel frattempo le riforme sulla RAI, sui conflitti di interessi, le liberalizzazioni da completare, sono sempre lì ad aspettare.

Che dire: finite le vacanze ora al PD toccherà anche fare opposizione.
Come sarà: dialogante come lo vuole il PDL?
Dura come vorrebbero molti elettori?
Una cosa è certa: mentre non possiamo parlare di regime, assistiamo al cambio al vertice dell'Unità (il giornale che ha tenuto in questi anni una propria linea chiara, col vizio di fare giornalismo e informazione) e alla scomparsa (o ridimensionamento) di Blob dal palinsento Rai. Sostituito da due fiction.

A poco a poco ci distaccheremo del tutto dalla realtà, ci troveremo in un paese dove i medici hanno il camice immacolato e sono tutti premurosi e competenti (altro che la macelleria Santa Rita a Milano). Dove i poliziotti sono i buoni che prendono i cattivi (immigrati) e non picchiano i cittadini inermi come alla Diaz o a Bolzaneto.
Dove il cielo è blu e le case sono tutte linde e pulite, col televisore sintonizzato sul quiz quotidiano.

Buonanotte italia.

01 agosto 2008

Il più crudele dei mesi

Da qualche anno agosto, il mese dedicato alle ferie e al riposo, mi arriva addosso senza come un'incombenza, come un peso.

Mi pesa prepararmi per la partenza, il dover chiudere col lavoro, il dover staccare dal tran tran ..
Eppure mai come quest'anno ho bisogno di riposo.

Spero di trovare le cose così come le ho lasciate: un paese alle prese con i problemi della quotidianità che non riesce ad alzare la testa all'orizzonte.

Un paese che si sta abituando alle peggiori abitudini.
E agosto è anche il mese dive si preparano le peggiori porcate: dall'indulto nel 2006, agli scandali della passata stagione (calciopoli, vallettopoli, ecc ecc) ..

Se il non riuscire a staccare dalle proprie abitudini è un sintomo di vecchiaia, devo iniziare a preoccuparmi.
Sto invecchiando, vedo il bicchiere sempre mezzo vuoto, e non riesco più ad essere ottimista.

Uno vorrebbe una vita serena, un lavoro che ti porti ad arrivare a sera soddisfatto di quello che hai fatto, una famiglia (perchè quella la vogliamo tutti), l'amore (idem come sopra).
Tutto questa sembra improvvisamente diventato un lusso.
O forse, più probabilmente, qualcosa che non riusciamo più a raggiungere e conquistare.
Buone vacanze a tutti.

Teneri assassini di Giancarlo De Cataldo

"E' l'ambiguo confine delle cose che ci attrae
il ladro onesto, il tenero assassino
l'ateo superstizioso, la donna perduta
che l'anima riscatta amando nei romanzi francesi alla moda
li guardiamo mantenere un incerto equilibrio
tra il filo sospeso e la caduta"
Roberto Browning, Bishop Blaugram's Apology



I "teneri assassini" del titolo sono quelle persone che vivono in bilico tra delinquenza e una vita normale.
Personaggi usciti dall'esperienza di magistrato di De Cataldo: il barista alle prese con la banda di teppistelli, ragazzini bene che diventano assassini per noia, il trans in mezzo ad una banda di neonazie il ragazzo tormentato dalla malattia della madre.

Sono persone che poi, di fronte alla scelta, al bivio, non riescono a scegliere la via del bene, ma invitabilmente, inesorabilmente scivolano verso il basso, verso la caduta.
Un mondo cresciuto in base ai messaggi e ai miti della TV, senza particolari disagi sociali, ne problemi.
Semplicemente teneri assassini.

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Sinistra di bivacco e di salotto

Cosa è peggio?
La colonia
estiva di Condor o la sinistra dei salotti ?
I finti giovani per le montagne o i giovani vecchi che si ritrovano nei salotti (o attorno ad un
tavolo) e nelle fondazioni?

Expo di Milano, inaugurazione a Roma

A Palazzo Chigi la prima riunione del Comitato di Indirizzo e Pianificazione Expo Milano, convocata da Gianni Letta.

L'Expo di Milano si inaugura a Roma: col sindaco Moratti, qualche rappresentante delle associazioni locali, e poi ministri, sottosegretari e poi lui.

Il gran cerimoniere: che dal ponte sullo stretto, alla Salerno Reggio C. è sempre in prima fila alle cerimonie.

Il processo show sul caso Englaro

Perchè nessuno protesta su come la procura di Milano sta gestendo il caso Englaro?

Col procuratore generale che racconta della sua decisione di ricorrere contro la sentenza della Cassazione, prima ai giornali (su Repubblica) che non alla famiglia.
Non bastava l'accanimento terapeutico.
Anche quello giudiziario, e in questo caso proprio di accanimento si deve parlare.
Sulla procura si sono abbattute le pressioni del fronte politico: non sia mai che ci perdiamo una vita, per scelta nostra.

Possiamo morire per tumore causato dagli inceneritori, per qualche fuoriuscita nucleare dalle centrali o dalle basi militari, per il pm 10, sul lavoro (per il ministro Scajola le morti bianche sono solo una voce di spesa nel capitolato) .... ma non possiamo scegliere da noi di sospendere una cura inutile.