08 febbraio 2016

Presa diretta – la Cina dentro

Partita della Lega Pro: il Pavia potrebbe passare in serie B, dopo il rischio del fallimento. Il Pavia è stata la prima squadra comprata da un fondo cinese: i cinesi hanno ristrutturato il campo, costruito una sala vip e la squadra ha ripreso a vincere.
Sono arrivati altri sponsor, come un'azienda di vini che cerca di poter entrare nel mercato cinese.
Si aprono prospettive interessanti: una scuola di calcio per allenatori cinesi, i giocatori vengono pagati regolarmente. Il budget, per le spese, si aggira su 7 ml di euro: i soldi sono spesi come un investimento per l'Italia.
Si vuole creare un legame col tessuto imprenditoriale col pavese e col milanese: China investment gouop vorrebbe costruire il nuovo stadio, costruire il Pavia store.
A Milano hanno comprato un grattacielo in centro, vicino al bosco verticale: un progetto interessanti, improntato al lusso, per una spesa da 70 ml.
L'economia cinese sta investendo in Italia per oltre 10 miliardi di euro: è il 27% di tutti investimenti esteri sono cinesi e sono quasi tutti di alta qualità.

Presa diretta nel suo servizio ha mostrato chi sono gli investitori cinesi, se è un segno del declino e se questo è un rischio per l'Italia.

Lo shopping cinese comincia dal mercato immobiliare, i cinesi stanno comprando di tutto: a Roma la zecca dello Stato che diventerà un polo del lusso con residenze, alberghi.
Palazzo Broggi di Milano è stato comprato da un fondo cinese.

La Vanke, la più grande soc. immobiliare era presente ad Expo con un padiglione tutto suo: vogliono entrare nel settore della mode, nel settore immobiliare.
Per le aziende cinesi, l'Italia è un interessante opportunità di investimento, dice il vice presidente della camera di commercio internazionale.
La Cina sta comprando le nostre aziende, non solo i palazzi: sono oltre 300 aziende in mano cinesi che producono 8% del pil.
La moda con Ferragamo, Caruso sartoria e Krizia.
Krizia è stata comprata nel 2014 da una imprenditrice cinese, che ha un giro d'affari da 420ml di dollari.
La signora Zu è ha campo di un impero in Cina: ha comprato il marchio Krizia perché serviva un marchio importante per sfondare nel mercato cinese, dove il marchio italiano è apprezzato.
E i posti di lavoro? Il team artistico rimane in Italia ed è pure cresciuto, come le sartorie italiane, che avranno un futuro. La produzione rimarrà in Italia, per mantenere il livello di qualità alto, ma forse nel futuro si sposterà parte della produzione.

La meccanica è cinese con la Benelli moto: nel 2005 è stata comprata da un'azienda che alle spalle ha un fondo di Stato.
Perché questa acquisizione? Siamo bravi con la produzione di massa, ma in Italia c'è la qualità e la creatività, e noi vogliamo che la Benelli si riprenda nel futuro, torni al successo – dice la presidentessa.
Gli investimenti cinesi hanno consentito di superare la crisi industriale e poter garantire il lavoro ai dipendenti italiani: a Pesaro si assemblano le moto prodotte dal gruppo, con pezzi anche prodotti fuori Italia. Ma la ricerca sviluppo rimane da noi: l'ultimo modello si chiama “leoncino”, in ricordo del passato.

La cantieristica navale: il gruppo Ferretti produce yacht di lusso nei suoi 5 cantieri, 1000 dipendenti, un fiore all'occhiello dell'industria italiana.
Nel 2010 il gruppo era sull'orlo del fallimento, per i debiti accumulato per le speculazioni finanziarie della gestione italiana.
Un colosso cinese, con alle spalle un altro fondo statale, lo ha rilevato: ora il gruppo è più forte – conferma l'AD della Ferretti. Si fanno investimenti e si fanno assunzioni: risultati ottenuti grazie ai cinesi. Nessun italiano si è affacciato per salvare il gruppo Ferretti: il gruppo cinese ha ripagato tutti i fornitori, senza problemi.
Noi italiani ci siamo fatti scappare le opportunità davanti agli occhi, dobbiamo avere paura della speculazione” - racconta l'amministratore della Ferretti.

I cinesi hanno anche acquistato azioni di società italiane: Unicredit, MPS, Intesa, Assicurazioni generali e Mediobanca.
E poi Eni, Enel, Telecom. Cassa depositi reti, ovvero Terna e Snam.

La maggioranza delle azioni Pirelli sono ora possedute da un fondo cinese: la multinazionale Pirelli è in tutto il mondo, 33mila addetti, 6 miliardi di ricavi. Il cuore della Pirelli rimane a Milano, dove si trova il centro di ricerca e sviluppo, dove si lavora per trovare pneumatici migliori.
Pneumatici silenziosi, che si consumano meno, che inquinano meno …
Il 3% del fatturato va in ricerca e in nuovi brevetti: nasce tutto in Bicocca.
I cinesi hanno ora in mano il marchio e anche la ricerca nei pneumatici: tutto questo conviene?

Il vicepresidente Tronchetti Provera ha risposto ai dubbi di Iacona.
L'acquisizione delle azioni di maggioranza dei cinesi è un'occasione : i cinesi acquisiscono delle competenze nel settore industrial, che loro non avevano, in compenso Pirelli entra nel mercato cinese, diventando un grande operatore.
Diamo un futuro a Pirelli industrial e questa è una chance: dalla Cina possiamo esportare negli usa.
Un marchio che se ne va? Pirelli è sopravvissuta e ne esce più forte, si garantisce la ricerca e l'occupazione in Italia, una garanzia da Statuto, non a termine, a meno di non avere un voto assembleare col 90%.
La gestione è in mano al management: Tronchetti deve presentare dei piani, nell'interesse della Pirelli.
Dietro i cinesi ci sono fondi pubblici: loro si muovono su aziende che hanno rendimenti e tecnologie interessanti, sono investimenti intelligenti.
L'Italia ha avuto una visione piccola: io dico grande è meglio.

Le previsioni sulla Cina: i cinesi stanno trasformando la loro economia, dove si aumentano i consumi interni e la qualità dei prodotti. I mercati sono volatili, basta dire che la crescita è solo del 7%, i mercati cascano. Ma è transitorio.

Chi sono i cinesi che hanno acquisito Pirelli? Sono la Chem China, a Pechino.
È una delle più importanti aziende di stato cinesi: presente in 170 paesi, 42 miliardi di fatturato.
Il presidente è un manager di stato importante in Cina: si è lasciato intervistare per la prima volta da una televisione, ed è diventato da poco presidente della Pirelli.

Il governo vuole trasformare la Cina un paese altamente industrializzato, siamo in quantità che in qualità: Pirelli ha alle spalle 142 anni di storia, con questa il gruppo cinese riuscirà a colmare il suo gap.
Il vantaggio per Pirelli è poter entrare nel mercato cinese, che è in espansione.

E il futuro? Le società hanno messo nero su bianco tutte le condizioni di conflitto, tutti i lavoratori saranno appagati.
Il presidente cinese ha seguito l'acquisizione di Pirelli: oggi sono tutti soddisfatti dell'operazione che aumenta la competitività delle nostre aziende a livello mondiale.

La crescita è stata tumultuosa: lo si capisce osservando Pechino, le sue linee della metrò (15), le tangenziali, l'edilizia popolare e quella degli uffici. Le fabbriche che premono nella periferia della città. I due aeroporti e le tre stazioni, nate attorno alla rete di alta velocità, la più lunga al mondo.
Qui, l'AV andrà a collegare tutte le piccole città del paese, non solo i grandi poli.

Ma la Cina investe anche in istruzione: 327 miliardi di euro sono messi in istruzione e altre 100 miliardi investiti in ricerca.
Alla HykVision si lavora nel settore della videosorveglianza e sicurezza: sono diventati in breve il numero 1 nella sicurezza nel mondo, con sistemi di sorveglianza ad elevata qualità, con sw di selezione delle immagini.
Qui lavorano 11mila lavoratori, selezionati dalle migliori università di Pechino e Nanchino: qui si trovano molti giovani che, dopo aver avuto un alto livello di istruzione, possono poi venire in queste aziende a mettere a frutto i loro studi.
Con questi giovani sono partiti per conquistare il mercato internazionale.

La Lenovo è il primo produttore al mondo di personal computer: il centro di ricerca a Pechino ospita 2500 dipendenti. Un muro del palazzo è tappezzato con tutti i brevetti: negli anni hanno acquisito grandi marchi nel mondo, Ibm, Motorola, Nec.

I loro portatili possono essere usati come tablet, perché le cerniere permettono una rotazione a 360 gradi quasi.
Il capo operativo della Lenovo è italiano, si chiama Gianfranco Lanci: non esiste più una Cina che produce prodotti a bassa qualità – racconta a Iacona.
Hanno un serbatoio di ingegneri, investono in innovazione, vogliono disegnare i prodotti e produrli in Cina.

Chi si ferma ad investire in ricerca e sviluppo è perduto: Presa diretta è tornata in Brianza, nel distretto di high tech e della TLC. ST Microeletronics ha annunciato una ristrutturazione nel mondo, ovvero meno investimenti e taglio del personale.
Niente investimenti e niente futuro.
Nokia Siemens oggi è chiusa: la ricerca sui ponti radio è finita tra il 2007 – 2010.
La Nokia ha lasciato l'Italia perché questo paese non investe in ricerca e in banda larga. Oggi il governo ha messo dei soldi sulla banda larga, ma è troppo tardi: la politica si doveva muovere prima.

I cinesi della Huawei investe il 10% del fatturato in ricerca: ricerca in ponti radio, la banda larga, cellulari più piccoli.
Ad Agrate la Huawei sta investendo per aprire un centro di ricerca sul 5G: qui trovano lavoro dottorandi del politecnico, che altrimenti lavorerebbero all'estero.

La via della Seta: c'è un piano dietro tutto quello che abbiamo visto. Le riforme del governo cinese hanno uno slogan “le nuove vie della seta”.
È una questione che riguarda il mondo intero: one belt one road è una opportunità per il mondo, sono gli stranieri che apprendono dai cinesi, apprendono il sapere industriale cinese.
Le vie di espansione cinese passano per l'Italia: il professor Andornino dirige un centor studi che fa da interfaccia tra Italia e Cina, ad alto livello.
Parla di rapporti tra i due paesi che dureranno anni, parla di trasformazioni industriali e finanziarie.
Un sistema che è destinato a crescere in modo esponenziale: si parla di 100 miliardi l'anno, la via della seta è lastricata di miliardi.
Risorse che non possono essere investiti solo negli Usa, per questioni di rischio: noi come Italia siamo un paese di ingresso nell'Europa.
Noi italiani, come politica, siamo lenti a prendere questa opportunità, non conosciamo abbastanza questo paese.
La Cina ha bisogno della stabilità del mondo, ha bisogno di una crescita economica per la sua espansione, non ha una vocazione militare …

C'è una Cina diversa, nel servizio di Presa diretta.
Ma poi i giornali parlano del crollo della borsa cinese: la borsa era salita tantissimo negli ultimi anni, inoltre dispone di riserve ingenti che potrebbero tappare il buco delle borse.
Quello che spaventa la Cina è la frenata del consumo interno, rimane un paese con grandi diseguaglianze economiche: è questa la sfida vera della Cina.


Fare gli auguri alla Cina, significa fare gli auguri a noi stessi – concludeva con questo augurio il servizio di Presa diretta.

07 febbraio 2016

Isis in Libia – Presa diretta

La settimana scorsa il segretario di Stato americano Kerry, nella sua visita italiana, dopo aver elogiato il nostro governo per quello che sta facendo nelle sue missioni militari all'estero, ha esortato il nostro paese verso un maggior impegno militare in Libia:
Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha invece chiesto ai Paesi coalizzati "nuovi contributi" per la lotta al Califfato, "dai raid alla logistica all'intelligence".

Ma qual è la situazione militare in Libia in questi mesi?
Il governo unitario riuscirà ad instaurarsi a Tripoli oppure avremmo ancora un paese spaccato a metà, con l'Isis che guadagna posizioni?
E poi, abbiamo valutato tutte le conseguenze della soluzione militare, senza una chiara visione politica del paese terminato il conflitto (che non sarà breve)? Abbiamo già avuto alle spalle la cattiva esperienza della guerra in Iraq (e della democrazia che non si esporta con le armi) e della guerra a Gheddafi. Col paese che, dopo la caduta del rais, è finito in mano ad una guerra per bande.
Il ministro della Difesa Pinotti al momento non parla ancora di intervento militare: ma anche nel 2011 l'Italia ha dovuto subire la scelta militare,mettendosi in coda alla volontà politica di altre nazioni.
Come in Iraq con la caduta di Saddam, anche dopo la fine di Gheddafi, in molti avevano dato per chiusa la dittatura e la guerra civile:
Frattini: «E' una vittoria del popolo libico». 
Ignazio La Russa (ministro della Difesa) «.. dobbiamo gioire perché senza l'intervento nostro e della Nato sarebbero partite migliaia persone in più come profughi e non avremmo più avuto un partner né per l'immigrazione né per il commercio. Abbiamo ottenuto risultati umanitari e concreti». 
Giorgio Napolitano «Si chiude una pagina drammatica in Libia - ha detto il capo dello Stato rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano cosa cambia ora in Libia -. C'è da augurarsi che si costruisca un paese nuovo, libero e unito».

Spero che, almeno questa volta, ci sia una lungimiranza migliore sul futuro e sul presente della guerra in Libia.
Sul sito dell'HP potete trovare un'anteprima del secondo servizio di Presa diretta di questa sera: in particolare la giornalista visiterà i luoghi degli ultimi attentati dell'Isis in Libia, tra cui la caserma di Zliten, dove un Kamikaze in un camion cisterna ha ucciso quasi 70 ragazzi ferendone altri 100:

"Il camion è entrato da qui - racconta uno dei testimoni - ha sfondato il cancello e dopo il kamikaze si è fatto esplodere proprio su questo punto, dove ci sono i resti". Nella caserma si addestrano i nuovi poliziotti e le nuove guardie costiere, a Zliten, piccola città a ovest della Libia. Il piazzale può contenere fino a 300 ragazzi, come questi che un mattino di un mese fa alle otto e mezza si stavano esercitando. 
"Ne sono morti per ora 65 ma molti sono in gravi condizioni, abbiamo trovato nei loro corpi pezzi di alluminio e ferro, come questo, i sopravvissuti hanno braccia e gambe distrutte. abbiamo trovato pezzi di gamba e di braccia fino al terzo piano del dormitorio, guarda, questo secondo noi è il pezzo che ha dato il via all’esplosione, è proprio qui, tra i resti del camion. Vieni, ti faccio vedere l’interno, ci sono ancora tracce di sangue e i resti degli oggetti dei nostri ragazzi". 
E se gli chiediamo perché l’Isis ha colpito proprio questa caserma risponde così: "Noi siamo sicuri che furia dell’Isis si sia abbattuta qui perché qui addestriamo i nostri uomini migliori, ma soprattutto addestriamo quelli che dovranno combattere il traffico di uomini e molte cellule dell’Isis stanno mettendo le mani sul traffico di uomini perché garantisce loro molto denaro contante. E poi volevano colpire la sicurezza. E dimostrare che hanno giovani disposti atutto. Temiamo che vada sempre peggio, il Libia ci sono ormai tre governi e un solo vincitore, l’Isis".

La scheda del servizio: Isis inLibia
Nella seconda parte di PRESADIRETTA un reportage da una zona caldissima del conflitto che investe l’area mediterranea: ISIS IN LIBIA. 
A due anni dall'inizio della guerra civile, il paese è diviso a metà. Da una parte il governo legittimamente eletto di Tobruk e dall’altra quello autoproclamato e filo islamico che ha occupato l’ex capitale Tripoli. In mezzo, centinaia di bande in guerra le une contro le altre, l’inviato speciale dell’Onu che tenta una difficilissima mediazione e, soprattutto, l’Isis. Le milizie del califfato hanno trovato la strada spianata proprio nel vuoto di potere, hanno eletto come loro capitale libica la città di Sirte e diventano sempre più forti.Le telecamere di PRESADIRETTA hanno girato un reportage proprio in questi ultimi giorni, tra Zliten, Misurata e Tripoli. 
Il racconto dei libici fuggiti dalla città di Sirte, dei parenti delle vittime del Califfato, l’attentato dell'Isis dei primi di gennaio a Zliten, le forze speciali libiche come primo avamposto contro le forze del califfato, le testimonianze inedite dei combattenti dell’Isis prigionieri a Tripoli.Come reagiranno i libici se dovesse scattare l’azione militare degli Alleati, alla quale potrebbe partecipare anche il nostro paese?LA CINA DENTRO” e “ISIS IN LIBIA” sono un racconto di Riccardo Iacona con Sabrina Carreras, Francesca Mannocchi, Elena Marzano, Massimiliano Torchia.

Gli investimenti cinesi in Italia – presa diretta

La Pirelli parla (e decide?) cineseIl maxi riassetto della Pirelli trova ulteriore parziale compimento nell’insediamento, di fatto, del nuovo consiglio di amministrazione che guiderà il gruppo nelle prossime tappe. Il cda, dopo le dimissioni di cinque consiglieri lo scorso 14 ottobre (Anna Maria Artoni, Didier Casimiro, Ivan Glasenberg, Petr Lazarev e Igor Soglaev), ieri ha cooptato la rappresentanza del nuovo socio cinese: Ren Jianxin, Yang Xingqiang, Wang Dan, Tao Haisu e Zhang Junfang ..
Il marchio Krizia è di proprietà cineseKrizia, storico marchio della moda made in Italy, passa di mano e finisce sotto il controllo della cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion Co Ltd, azienda leader sul mercato asiatico del pret-à-porter di fascia alta. E continuerà ad essere guidata da una donna, l’imprenditrice Zhu ChongYun. Per ora non viene fornito nessun dettaglio sulla transazione, perché le pratiche di ufficializzazione dell’accordo raggiunto per la cessione della divisone moda della società italiana fondata da Mariuccia Mandelli 60 anni fa sono «ancora in corso»..
Nel CDA di Terna entrano i cinesiIl consiglio di amministrazione della società della rete elettrica ha cooptato Yunpeng He, manager del colosso pubblico che ha acquisito il 35% di Cdp Reti. La Repubblica popolare ha partecipazioni rilevanti anche in Saipem, Assicurazioni Generali, Eni, Enel, Prysmian, Telecom Italia e Fca

Dobbiamo essere attrattivi nei confronti degli investitori esteri – quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase?
Sulla bontà di questa ricetta, ci sarebbe molto da discutere: per renderci appetibili agli investitori abbiamo limato verso il basso i diritti nel mondo del lavoro, reso più semplice licenziare, reso più semplice la trivellazione (in attesa del referendum), indebolito gli organi intermedi. Si sono tolte delle tasse alle imprese, cosa importante, ma non si è agito abbastanza sul tema della giustizia civile e sulla corruzione (che non garantisce una corretta concorrenza sul mercato dove gli onesti partono svantaggiati).
Le multinazionali straniere così arrivano in Italia, si prendono brevetti e sgravi e poi abbandonano il paese. Sta succedendo con l'acciaio della Thyssen a Terni e a Piombino con la Lucchini.
Presa diretta, nel primo servizio di questa sera, si occuperà degli investimenti cinesi in Italia: molti marchi italiani sono ormai passati nelle mani cinesi, da Pirelli, Terna a Telecom fino a Krizia e Ferretti.
Hanno dunque in mano marchi importanti del nostro made in Italy, importanti asset nel settore delle telecomunicazioni e dell'energia. Avranno voglia di investire nella banda larga, nell'efficientamento energetico, manterranno parte del lavoro ancora in Italia?

L’Italia è un caso da manuale”, ha scritto il professore Giulio Sapelli in un editoriale sul Messaggero prendendo spunto dal passaggio del controllo di Pirelli ai cinesi di ChemChina. “I cinesi posseggono già quote importanti di reti strategiche italiane, ciò che in ogni altro stato del mondo, a cominciare dal Regno Unito, nessun governo di qualsivoglia parte politica avrebbe reso possibile”, ha commentato Sapelli.Per lo storico ed economista dell’università Cattolica di Milano, “in politica economica si agisce precostituendo, anzi continuando una politica di decadenza economica”.Il silenzio della politica dinanzi a simili avvenimenti è assordante. Di più: è una politica industriale a rovescio. Tutto è politica industriale, anche il non fare”, si legge sul Messaggero.

Qui un'anticipazione dell'intervista a Tronchetti Provera: il vicepresidente di Pirelli rassicura Iacona da tutti i dubbi su investimenti, posti di lavoro e strategie.
Grazie all'ingresso dei cinesi Pirelli entra in un mercato che non era suo, può esportare in Cina e in America nel settore dei pneumatici industriali. Pirelli esce più forte da questa trasformazione: nell'accordo coi cinesi c'è la garanzia che la sede e la ricerca rimane in Italia: solo con un voto assembleare col 90% si sposterà il lavoro fuori dall'Italia.
Tutto il management ha diritto dovere di presentare piani: non contano le maggioranze dei consiglieri, se non è interesse della società.

Iacona ha posto a Tronchetti la questione degli investimenti di stato cinesi: dietro gli investitori ci sono infatti i fondi pubblici cinesi: scelgono aziende che hanno un rendimento buono, scelgono tecnologie buone, in una visione di lungo termine.
L'Italia ha un visione a breve – ha risposto Tronchetti: l'Italia non ha avuto la capacità di far crescere le sue aziende.
I cinesi stanno cercando di trasformare la loro economia da prodotti di basso costi a una economi che produce prodotti di valore.
E sulla crisi cinese in borsa, Trochetti è ottimista: i mercati sono volatili, basta una crescita “solo” al 7% per parlare di crollo.

La scheda del servizio: La Cina dentro
A PRESADIRETTA un’altra ricca puntata con due pagine di grande attualità. L’enorme mercato cinese, sempre più presente anche nel nostro paese e la crisi libica, a due passi da casa nostra.Con LA CINA DENTRO le telecamere di PRESADIRETTA hanno fatto un lungo viaggio tra l’Italia e la Cina, un paese leader dell’economia mondiale che è entrato ormai profondamente anche nel tessuto produttivo italiano. Negli ultimi anni gli investimenti cinesi in Italia sono cresciuti in modo esponenziale, in tutti i settori, dalla moda, all’energia, dai motori al mercato immobiliare. E dallo scorso anno l’Italia è salita al secondo posto nella classifica degli investimenti cinesi in Europa. Parliamo di un giro di affari da 5 miliardi di euro, quasi il 30% di tutti gli investimenti esteri arrivati nel nostro paese. Pirelli, Gruppo Ferretti, Krizia, Benelli moto, Terna, Snam, Enel, sono solo alcuni tra i grandi marchi del made in Italy passati in mani cinesi. E dalle sorti del colosso asiatico dipende anche il nostro futuro. Intanto i mercati finanziari della grande Cina scricchiolano, dobbiamo averne paura?

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone di Antonio Manzini

Si mise a rollarla davanti alla finestra del suo ufficio al commissariato Colombo, EUR, Roma. La sua città. Dov'era nato, a Trastevere, vicolo del Bologna, dov'erano nati i suoi genitori, i suoi nonni. Sempre in quell'appartamento a piano terra. E la culla era sempre la stessa da tre generazioni: un cassetto del settimino di nonna buonanima. Roma che adesso doveva lasciare. E per sempre. L'avevano beccato. Avevano indagato. E ora rischiava di pagare un prezzo altissimo per quella cazzata di due anni prima …”

In questo romanzo sono raccolti cinque racconti (in parte già pubblicati in precedenti antologie) che raccontano di quei mesi della vita del vice questore Rocco Schiavone (non commissario, mi raccomando) quando, ancora a Roma, è in attesa del trasferimento ad Aosta, per quella “cazzata” di tanti anni prima.

In attesa che Antonio Manzini ci racconti anche del periodo prima, prima della bravata che gli è costata il posto e prima della morte dell'amata moglie Marina (che comunque ha sempre accanto), consoliamoci con queste cinque indagini romane, cinque casi in cui affronta le miserie umane. Storie di avidità, di delitti passionali, a volte vere e proprie storie di miseria (come nel racconto Accattone).
C'è di mezzo tutto l'universo umano della Roma frequentata da Rocco, il poliziotto con una visione tutta particolare della giustizia che, alla mattina, ha bisogno della sua cannetta per poter affrontare con lo spirito giusto le storture del mondo.
Ci sono gli amici Seba, Furio e Brizio. Amici da una vita, di lui e di Marina la moglie che gli è sempre accanto nei pensieri. Ci sono i colleghi del commissariato Cristoforo Colombo dell'Eur.
C'è Roma, in tutta la sua enorme varietà, dai quartieri centrali a quelli delle periferie: Testaccio (il cui nome deriva dall'essere il luogo dove gettare i cocci delle anfore), Trastevere, Laurentino, zona Eur, fino al lungomare di Ostia dove in un'estate rovente Rocco deve risolvere il caso di una rapina con spaccata in una cassa di risparmio.
O lo ami o lo odi un personaggio così: poco garbato e anche con un senso dell'etica “tanticchia” personale, sia nei confronti dei superiori sia nei confronti di quelli che gli rovinano le giornate.
Ma anche un poliziotto con un buon istinto, aiutato in questo anche dalla frequentazione di amici borderline, qualche colpo

L'accattone
Un barbone (“il ragioniere”) viene trovato ucciso poco fuori il mercato coperto, dove andava per cercare di recuperare qualche scarto di frutta o verdura ancora commestibile.
Pure in quel mondo di miseria e dell'arte di arrangiarsi, Rocco scopre che esistono delle gerarchie, ci sono senza tetto che stanno sopra e altri che pure stanno un gradino sotto:
Anche all'ultimo gradino sociale c'era una scala gerarchica da rispettare. Carlo e il ragioniere un poco più in alto di Alfredo Bissolati ci stavano. E potevano guardarlo dall'altro”.

Le ferie di agosto
(dalla raccolta Ferragosto in giallo – Sellerio)
Sempre in attesa di
essere trasferito (al nord magari, dove nella sua testa ci sono commissariati che lavorano meno) Rocco fa in tempo a risolvere un caso in quel di Ostia: una rapina che è quasi finita in strage.
Una macchina ha sfondato il vetro della banca investendo i pochi clienti all'interno.
Gli uomini in ciabatte erano una delle cause principali dell'odio che Rocco nutriva per l'estate in città. Poteva sopportare le infradito ma solo in prossimità di una piscina o di un villaggio greco vicino al mare. In città gli uomini non dovevano mostrare i piedi. Perché i piedi degli uomini lo facevano vomitare”.
Rocco, oltre ad odiare la gente in infradito, ha quel quid in più che gli permette di capire il trucco usato dal rapinatore per rubare la macchina: usando i suoi metodi poco ortodossi riuscirà a capire chi c'è dietro la rapina:

«Infatti » fece Rocco. «Qui hanno unito i rossi e i blu, ma il bianco e nero dello starter sono attaccati a cazzo di cane ». «Esatto. Questa macchina è stata avviata con la chiave. Normalmente. E i fili sono stati uniti per fare un po' di scena ».
Buon Natale, Rocco!
Il motivo era semplice e Rocco lo conosceva: i ritardatari dei regali. Quelli a cui manca ancora la suocera, il figlio tredicenne e la cugina. Quelli che prendono l'auto solo in quei giorni pre-natalizi e girano come trottole impazzite per la città privi delle più elementari nozioni del codice stradale. Creano ingorghi inestricabili, per poi piantarsi davanti alle vetrine con gli occhi rossi e la bava alla bocca, trasformando la capitale in un immenso quadro di Hieronymous Bosh”.


È Natale, ci sono i festeggiamenti a cui ci si può sottrarre, la città è intasata e Rocco ha pure la febbre.. Cosa può succedere ancora? Due coniugi ritrovato cadaveri dalla donna delle pulizie del palazzo. Qualcuno li ha uccisi in casa, mentre erano seduti sulle loro poltrone, in una delle loro tante solite serate. Qualcuno che forse conoscevano bene: è nell'ambito della cerchia familiare che si muovono le indagini.
In attesa che la Questura centrale faccia il suo ultimo regalo a Rocco: destinazione Aosta!
Roma - quartiere Laurentino
C'è spazio, come in tutti i racconti di Manzini, per raccontare Roma e i suoi quartieri. Come il quartiere Laurentino:
Vari sforzi negli ultimi anni avevano cercato di migliorarne la sorte, ma erano stati sforzi vani. Il quartiere restava come un brutto fortino isolato, circondato da discariche abusive e da strade a tre corsie a scorrimento veloce. Una specie di sacco cieco che intrappolava i suoi abitanti in un'esistenza senza speranze. E se ti avessero messo lì davanti senza dirti niente a osservare quei palazzi grigi, i ponti che lo attraversavano e il cemento che lo circondava, potevi pensare di essere a Novograd in pieno socialismo sovietico. Se ci entravi dentro invece si trasformava magicamente in un quartiere suburbano di Bangkok”.

La ruzzica de li porci
«Lo sa? Nel medioevo facevano un rito. Si chiamava la ruzzica de li porci, il rotolamento dei maiali. Da qui sopra gettavano maiali alla popolazione che li rincorreva e se li mangiava».«Bella festa! E quand'è che la facevano?»«A Carnevale».

Un anziano commerciante, proprietario di un compro oro, viene trovato morto nell'ingresso di un locale, nei giorni del carnevale romano (anche se siamo in Quaresima da una vita – sentenzia in una botta di filosofia l'amico Furio). Una brutta morte: il volto sfigurato, il morto è pure stato evirato ..
Le indagini si muovono nel mondo della ricettazione, in cui il signor Paride Ciasullo era implicato. Ma il vero movente si scoprirà essere altro:
«Una vendetta?».«Una storia vecchia quanto il mondo, Elena. L'ha rotolato giù come un maiale a carnevale, l'ha evirato .. cos'altro ci deve dire? Fesso io che non l'avevo capito subito».

Rocco va in vacanza
(Racconto già uscito nell'antologia Vacanze in giallo - Sellerio)
Il vicequestore Schiavone è in partenza con l'aereo per Marsiglia, per quella vacanza in Provenza che avrebbe desiderato fare con la moglie, e perfino passare i suoi giorni da pensionato ..
"Forse sarebbe stato meglio a Stintino con Seba, oppure con Brizio e Furio al Circeo. Almeno la notte non sarebbe stato un buco nero. Una zona di non ritorno che neanche il sole pallido dell'alba avrebbe rischiarato. Era stufo di riempire quello spazio con incontri casuali, senza senso, senza spessore e senza vita".
Ma sull'aereo prima della partenza del volo si imbatte in un italianissimo contrattempo.

La scheda del libro sul sito di Sellerio.

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

05 febbraio 2016

Realpolitik (ma non sui diritti)

Qualcuno tirerà in ballo la solita realpolitik: meglio Al Sisi, il generale golpista piazzato dagli Usa che non al Qaeda o Isis.
Meglio per chi però?
Per gli interessi italiani in Egitto, come al solito quelli dell'Eni, non certo quelli degli egiziani.
Perché, che sia Isis o governo militare, in Egitto si muore: sono circa 340 le persone fatte sparire in Egittone gli ultimi due mesi, le vittime del regime, secondo Human Right Watch sarebbero circa 3000. Non c'è solo il nostro connazionale Giulio Regeni, scomparso nel giorno dell'anniversario della rivluzione egiziana. E probabilmente anche torturato. 
Ma tutto questo vale gli interessi economici nel paese delle piramidi, per esempio lo sfruttamento del grande giacimento di gas scoperto nel Mediterraneo.

La lezione di Gheddafi, o di Ben Ali, o di Assad non è stata ancora imparata oppure, al contrario, è stata valutata anche fin troppo bene.
Meglio un dittatore che faccia il lavoro sporco per noi, per i leader delle democrazie occidentali, come l'Italia, il paese della cultura che non si farà piegare dal terrorismo e non cederà ai suoi valori. Quella dove il leader rottamatore si è pure complimentato col generale:
"in questo momento l’Egitto può essere salvato solo dalla leadership di al-Sisi (...), sono orgoglioso della nostra amicizia e lo aiuterò a proseguire nella direzione della pace".

04 febbraio 2016

In direzione contraria

Se l'Unione Europea, intesa come i commissari e gli europarlamentari volevano dimostrare ancora una volta l'inutilità dell'Europarlamento, delle istituzioni europee e il distacco dai cittadini, beh ci sono riusciti in pieno.

All'Europarlamento i gruppi di centro destra hanno votato si all'innalzamento dei limiti delle emissioni per i veicoli, piegandosi a quanto chiedevano le case automobilistiche. E la salute? E le il riscaldamento globale?
Chiaro che poi quando la stessa Europa fa la voce grossa contro la Grecia (prima) e contro l'Italia ora (su flessibilità) non è proprio credibile.

Non possiamo

A Bisceglie l'intero centrodestra compresi gli impiegati al comune ha chiesto la tessera del PD.
In Sicilia i cuffariano hanno solo cambiato casacca (a proposito, ma non doveva andare in Africa come Veltroni l'ex governatore?). Guerini, vice segretario, "Cuffaro stia sereno: il Pd non sta tesserando suoi uomini, dal momento che siamo un partito di centrosinistra, che non ha niente a che vedere con idee politiche sue e dei suoi sostenitori".
Che, tradotto dal politichese, significa che non si può impedire ai cuffariani di entrare nel partito della nazione, il partito acchiappavoti.
Presa diretta aveva raccontato in una sua inchiesta la mutazione del Partito democratico al sud: i casi di Trapani (Ruggirello), Ragusa (Nello Di Pasquale) e Mister bianco (Valeria Sudano e Luca Sammartino).
Potremmo parlare della Campania e delle liste di centrodestra che hanno appoggiato De Luca per le regionali.
Del Piemonte dove l'ex governatore (centrodestra) Ghigo appoggerà la candidatura di Fassino.
Sala a Milano ha avuto l'endorsement di CL, del partito democratico, di Verdini e perfino della comunità cinese.

Tutti voti che noi si possono rifiutare perché, dicevano mesi fa i renziani «i voti dei Responsabili valgono come quelli di tutti gli altri. Non possiamo impedire loro di aderire ai progetti della maggioranza. Il discorso è un altro: se il Pd sta insieme, Verdini sparirà, anzi non avrà nemmeno ragione di votare a favore del governo».

03 febbraio 2016

Ve li ricordate i patrioti (e il salvatore di Alitalia)?

Un atto di «patriottismo» ma anche un buon investimento, che avrà ricadute positive sull'occupazione. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito la cordata di Cai su Alitalia, in occasione di una cena che si è tenuta venerdì sera a Villa Madama, alla quale hanno partecipato il Governo e i soci Cai. Tre ore che sono servite al presidente del Consiglio a spingere la cordata di salvataggio dell'Alitalia - composta da quelli che lo stesso premier ha definito i «capitani coraggiosi» - a non mollare e a credere nell'avventura intrapresa.«Siete dei patrioti», ha esordito Silvio Berlusconi rivolgendosi al duo Colaninno-Sabelli e alla ventina di soci presenti alla cena, fra i quali Marco Tronchetti Provera, gli imprenditori-editori Angelucci, Corrado Passera e Enico Salza per Intesa SanPaolo, Carlo Toto per Air One e Salvatore Ligresti. Ribadendo la strategicità per l'economia italiana di avere una compagnia di bandiera (il turismo è tra le voci di testa della nostra economia), Berlusconi ha ammesso di «aver posto il problema del salvataggio dell'Alitalia ai miei colleghi imprenditori convinto di chiamarli ad un gesto coraggioso e di amore verso l'Italia». Ma, secondo quanto riferito da un partecipante, il premier - da imprenditore - avrebbe scherzato sul fatto che «eroi sì, ma stupidi no», promettendo quindi che un investimento importante come quello richiesto, non sarà infruttifero. Soprattutto perchè, come ha detto il premier, «vi ho consentito un ingresso in un settore in forte crescita» e che quindi, alla fine, «sono convinto che si tratterà di un buon affare».E pensando a futuri nuovi investimenti - una volta che la nuova compagnia avrà convinto anche i più scettici - Berlusconi pronostica anche un maggior assorbimento degli esuberi rispetto ai numeri fino ad ora contabilizzati dal commissario Augusto Fantozzi. Se, come crede, arriveranno nuovi investimenti, questi «potranno aumentare il numero dei dipendenti assunti che, sono sicuro, in futuro salirà. Così come l'indotto». Nel tempo, secondo il Cavaliere, l'investimento potrebbe addirittura aumentare, fino ad arrivare, nel corso dei cinque anni del piano industriale, a una cifra di circa 6 miliardi.

Così parlava nel lontano dicembre 2008 l'allora presidente del Consiglio nonché salvatore della patria, ex cavaliere Berlusconi.
Abbiamo salvato Alitalia.
Voi imprenditori che investite nella Cai siete dei patrioti.
Gli esuberi verranno riassorbiti, perché ci saranno futuri nuovi investimenti.
Ci saranno, addirittura, nuovi assunti.

Come è andata a finire?
La vicenda Alitalia è stato l'emblema non solo della cattiva politica (che fa promesse elettorali che sa di non mantenere), ma anche della cattiva imprenditoria.
Perché i patrioti di Alitalia, pur godendo di un lungo periodo di monopolio in una tratta redditizia, non hanno raggiunto il pareggio di bilancio, hanno lasciato a casa parte dei dipendenti (la bad company).
E i problemi continuano fino ad oggi: il "salvataggio" di Alitalia è costato miliardi al contribuente e continua a pesare. Per finanziare il fondo per la cassa integrazione dei dipendenti del comparto aereo il governo ha aumentato le tasse aeroportuali, così Ryanair ha deciso di abbandonare alcune tratte italiane, come Alghero.

Oltre al danno la beffa: "Ci pensi Abu Dhabi a finanziare la compagnia di bandiera, non vogliamo farlo noi". Bel modo di incentivare il turismo italiano, il nostro petrolio ....

La prossima volta che un politico si presenta, o viene presentato, come salvatore della patria, sapete cosa pensare.
Uno di questi, tra l'altro, si è pure candidato a Milano.

Acqua passata

Vi ricordate le polemiche le polemiche su Scajola, per i voli ad personam Albenga Roma, giusto giusto per quei parlamentari che dovevano fare da spola tra casa e lavoro?
Acqua passata.
Oggi abbiamo i treni veloci Arezzo Milano, per quei pendolari aretini che decidono di viaggiare col Frecciarossa. Sembra incredibile ma è così: mentre Trenitalia taglia treni che collegano le province, un Frecciarossa viene fatto partire da Arezzo e non più da Firenze, per la gioia dei pendolari. Terra fertile di parlamentari, quella ..

Vi ricordate le polemiche quando era B. che chiedeva la chiusura di giornali e talk show scomodi in Rai? Le censure alla Guzzanti, a Paolo Rossi a Luttazzi. L'editto bulgaro contro Santoro.
Acqua passata anche quella: dopo Floris stai sereno, tocca a Giannini (sempre nel talk Rai di martedì) stare sereno. Così impara a dare spazio ai grillini e a tirare in ballo la vicenda di banca Etruria.

02 febbraio 2016

Gli occhi del Salar - Storie di una Procura imperfetta di Roberta Gallego

Il buio era totale. Chiuse gli occhi e vide lo splendore abbacinante del Salar. [..]Uno sterminato deserto perlaceo, ricco di insidie mortali. Lo spessore del manto di boro, potassio e magnesio poteva essere variabile, dai due ai cinquanta metri, non apprezzabili ad occhio nudo.Erano presenti dei punti sottilissimi, piccoli crateri che non si potevano avvistare in quel bagliore assoluto.«Gli Occhi del Salar»: i boliviani li chiamano così, orbite vuote sulla faccia della terra, eppure luccicanti, in grado di inghiottire e trascinare nelle profondità del sottosuolo un essere umano in pochi secondi.Voragini che si aprono e si richiudono, come osceni miraggi a scomparsa.
La procura imperfetta questa volta dovrà affrontare un caso di rapimenti: sette bambini di una quinta elementare rapiti da due misteriosi individui mentre col loro pulmino stanno andando a scuola.
Inghiottiti, loro e il pulmino in un buco oscuro, come i viandanti ignari del deserto dal buco del Salar.
Ci hanno chiamato un’ora fa dalla scuola elementare San Gottardo. Il pulmino del trasporto scolastico non è arrivato stamattina.» Anna Vescovo si sentì accapponare la pelle,..”
Un buco nero che getta i genitori dei bambini nella più profonda angoscia? Cosa vogliono da loro i rapitori? Forse un riscatto, visto che sei dei sette bambini appartengono a famiglie influenti e benestanti di Ardese e della provincia: il figlio del notaio, del sindaco, di un importante industriale, un campione di sci ..
Potrebbe essere uno dei tanti fatti di cronaca di cui leggiamo sui giornali e che Roberta Gallego racconta in tutte le sue sfaccettature, in un romanzo che non cala mai di tensione: c'è la stampa affamata di notizie che si butta a pesce nella storia, andando anche ad oltrepassare la sfera privata delle famiglie, gettando anche fango sugli inquirenti accusati di non fare nulla, di difendere solo i propri interessi corporativi.
Ci sono le famiglie poi: schiacciati dal dolore per quei piccoli, senza avere notizie, senza poter fidarsi del tutto dei magistrati che seguono il caso. Avendo a che fare coi tanti pescicani che hanno fiutato l'odore del sangue: avvocati senza troppi scrupoli che si affidano alle famiglie come difensori, criminologi che hanno costruito la loro fama grazie alle ospitate televisive che offrono ai magistrati i loro servigi per risolvere il caso, per tracciare un profilo dei rapitori ..

E poi ci sono i magistrati e gli ufficiali di polizia giudiziaria della procura di Ardese: dal procuratore Sassolongo, il procuratore capo, preoccupato più a non rovinarsi la sua immagine che non gestire i suoi sostituti e a garantire il funzionamento della macchina della giustizia.
Ai suoi sostituti, Anna Vescovo, Alvise Guarnieri, Agostina Arcais cui si aggiungono, il capo della Mobile Onis, l'ispettore Pantani e il maresciallo Saverio Alfano.
A tutti loro è affidata l'inchiesta, troppo importante e troppo delicata affinché sia affidata ad un solo magistrato: delicata sia per la ritrosia nel voler collaborare da parte delle famiglia, sia perché sul caso si sono posate le attenzioni di altri occhi.
Ci sono i giochi di corrente all'interno del CSM, le gelosie tra procuratori, strani personaggi dei servizi interessati a indirizzare le indagini in una certa direzione anziché un'altra ..

Bisogna fare in fretta: non c'è in gioco solo il prestigio della procura o le singole carriere. C'è in gioco la vita di sette bambini che la scrittrice ci porta ad osservare, rinchiusi dentro un silos, e nutriti solo per i primi giorni per essere poi abbandonati senza cibo. Le dinamiche di gruppo che si creano in quelle condizioni, la diversa psicologia dei bambini, dalla leader a quello più sottomesso.
Il punto di vista del libro si sposta di volta in volta dai bambini al chiuso, alle famiglie, alla coppia dei due rapitori, chiamati semplicemente Lui e Lei, i cui pochi scorsi della vita passata ci vengono raccontati un pezzo alla volta:
Lui si era specializzato in informatica; avrebbe potuto laurearsi in Ingegneria, ma non era stato possibile dedicare agli studi più tempo.[..]Lei si era diplomata infermiera e, quando cambiavano città, trovava subito lavoro negli ospedali o nelle cliniche private.”
Il loro piano è stato preparato in modo meticoloso, con calma, negli anni:
Aspettavano l’anno giusto, l’età giusta. I bambini dovevano avere dieci anni compiuti. Quinta elementare”.
Ma cosa c'è dietro questo rapimento che, come ovvio, occupa tutte le prime pagine dei giornali locali? Che fine ha fatto l'autista, inghiottito anche lui come i bambini nella nebbia di quella tragica mattina?
Che significato hanno le parole che i rapitori inviano alle famiglie?
Sette giorni per ogni fiato. Sette grida per ogni peccato. Sette passi verso ogni amato. Che vivrà se non sarete muti, o morirà di fame, siete stati avvertiti”.
.. sette sette sette ...
I magistrati della procura, assieme ai loro collaboratori della polizia e dei carabinieri dovranno andare a scavare proprio nel passato, per cercare cosa lega tra loro le famiglie, cosa hanno in comune. Quali colpe sono costretti a pagare, per dover subire ora questa condanna del dolore.

Diversamente dai precedenti romanzi, in questo i magistrati della Procura, il clima dentro le stanze dei giudici, le loro vite private, finiscono in secondo piano, perché ad emergere pagina dopo pagine, per scelta dell'autrice sono i vizi privati della piccola provincia italiana.
Le piccole meschinità, i soprusi, le violenze, gli abusi di queste famiglie, benestanti ma che “si fanno un punto d’orgoglio di mantenere un basso profilo”.

Non voglio rivelare altro, della trama di questo noir molto ben congegnato e che tiene alta la tensione della lettura fino alla fine.
Se non che le colpe dei padri a volte ricadono sui figli ...

La scheda del libro sul sito di Tea
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

La filiera del ricatto

Da una parte la GDO e l'industria alimentare, che spinge al basso il prezzo delle arance.
Dall'altra i coltivatori, che se non cambiano le cose cambieranno coltivazione.
In mezzo i braccianti sfruttati e noi consumatori (di frutta).
E' la filiera del ricatto in Calabria: qui il servizio del FQ.

Dopo il family day

Cosa rimane dopo il Family day del Circo Massimo?
Il ricatto della minoranza conservatrice (e rumorosa) che si è ritrovata al circo massimo e che fa sapere “#Renzinoncidimenticheremo”.
Renzi, che guida un governo di rottamazione, di piazza, di lotta e di governo.
Con dentro gli Alfanidi di Ncd, il partito di deve conciliare la piazza dei teodem e la conservazione delle poltrone.
Ma il Family day ci lascia anche un'amara sensazione di una brutta ipocrisia: la piazza che si riempie per togliere diritti ad altri cittadini. Non per difendere i bambini che muoiono attraversando l'Egeo.
Una piazza che difende la famiglia tradizionale: la madre che fa i mestieri di casa , il padre che lavora (per chi ce l'ha) e tanti figli (per chi se li può permettere).
E le famiglie dove il papà ammazza la moglie davanti ai figli?
E la famiglia dove il papà in crisi per i debiti uccide i figli e poi si suicida?
E i figli dove non avendo avuto un'educazione sessuale dai genitori (e nemmeno dalle scuole perché è tabù) poi fanno violenza psicologica contro i compagni e le compagne diverse?

Tutto in seconda serata, come Presa diretta, spostata a tarda serata per non turbare la serenità della famiglia tradizionale, lontano dagli occhi ..

Ah, caro Iacona, hai prorpio colpito nel segno, mostrando uno dei tabù di noi italiani brava gente ..

01 febbraio 2016

Dalle mance alla chiusura delle frontiere

L'offerta politica si sta, di fatto, polarizzando, verso due diverse strade: da una parte la scelta delle mance e dall'altra la scelta della chiusura (agli immigrati, agli estranei).
Così, dopo i bonus degli 80 euro, il bonus ai diciottenni (sabato scorso una mamma con quei soldi voleva comprare un portatile al figlio) e ora il bonus (o reddito minimo) da 320 euro ai poveri. Che dovranno in cambio accettare tutti i lavori proposti.
L'alternativa è invece chiudere le porte all'Europa, ai flussi migratori, ai mercati esteri, la ricetta Le Pen Salvini ora adottata anche da Trump.

Vie di mezzo (per esempio dare delle regole ai mercati, garantire diritti a tutti) non ce ne sono.

Presa diretta : il tabù del sesso e il referendum sull'acqua

Premessa: non capisco per quale motivo un servizio che riguardava proprio i giovani e l'educazione sentimentale e sessuale sia stato spostato alle 10? Quale coscienza non si doveva disturbare? Non si doveva turbare la sensibilità delle famiglie italiane e mandare al suo posto la Litizzetto con le sue battute su Walter e Iolanda?
Cose che non capirà mai della Rai …
Il servizio ha toccato diversi temi, dal cyber bullismo all'omofobia, il maschilismo, le discriminazioni: come mai nel resto d'Europa si fa educazione sentimentale e sessale mentre in Italia no. Quali sono le resistenze?

Basta con questa teoria gender nelle scuole: così gridavano dal palco del family day del 2015 a Roma. Ce l'avevano con un comma della legge della Buona scuola, per cui si introdurrebbe nella scuola l'educazione gender.
Per contrastare questo comma sono stati pensati degli spot pieni di falsità (si decide alla mattina di che sesso essere ..): non c'è scritto nulla di queste falsità, l'ideologia del gender non c'entra.
Si parla di sensibilizzare i ragazzi alla parità di genere: il rispetto tra ragazzi e ragazze e prevenire la violenza contro le donne, in nome del principio 3 della Costituzione.
Chi ha paura della libertà delle donne, si chiedeva la vice presidente del Senato.

Adinolfi invece è uno che non si fida più della scuola pubblica: non crede alla parità di ruoli tra uomo e donna .. Come i bambini che si dovrebbero mettere il rossetto: non è in grado di dare un nome di scuola dove si insegnerebbero queste cose.
Il comma della buona scuola parla di promuovere la prevenzione della violenza di genere e le discriminazioni. Questo ha scatenato l'ira di Adinolfi e di quelli che pensano come lui.

Perché da noi non si fa educazione sentimentale nelle scuole italiane, chi fa resistenza?

Il referendum sull'acqua: Alessandro Macina ha cercato di capire cosa è successo in Italia 4 anni dopo la vittoria del referendum sull'acqua pubblica. Il si vinse col 95% dei voti: togliere l'acqua dal mercato e abrogare la legge Ronchi del governo Berlusconi. I privati avevano la possibilità di mettere a tariffa i loro profitti, garantiti per legge.

Paolo Carsetti, promotore del mov. per l'acqua: l'esito del referendum è disatteso, la legge di stabilità incentiva gli enti locale a cedere quote delle società che gestiscono servizi idrici.
I grandi gestori si prenderanno queste quote, per poi competere nel mondo.
Il governo ha impugnato la legge siciliana che voleva tornare all'acqua pubblica: in questa regione l'acqua è privatizzata, come ad Agrigento.
Dopo 8 anni non è ancora finito lo scandalo di una provincia assetata, dove l'acqua arriva ogni tre quattro giorni.
Il servizio ha mostrato lavori di riparazione fatti male, acqua che si perde per le strade: così la gente deve farsi i serbatoi sui tetti.
C'è gente che a spese sue ha installato un motorino per far arrivare l'acqua più facilmente ai piani alti, quando arriva.
E' la guerra dell'acqua, dicono gli agrigentini, che pure pagano una tariffa salata, per un servizio che non c'è.
Da 43 euro, nel 2008, passano a 75 euro, per arrivare a bollette da migliaia di euro: crescono anche i distacchi dell'acqua, senza nessuna quantità minima, se la gente è morosa e non riesce a pagarle.

In provincia sono cresciuti anche i contenziosi contro l'amministrazione, contro Girgenti Acque. Che minaccia di distaccare il servizio e si tornerebbe così ai tempi in cui non c'erano le fogne.
Sul servizio e sulla depurazione ci sono indagini delle procure siciliane: alcuni depuratori addirittura fanno uscire acqua che esce peggio di come entra. Di acqua nera che esce dai depuratori e finisce nei terreni e poi in mare.

Il DG di Girgenti Acque ha accettato l'intervista: il depuratore non depura al 100% per colpa di una deficienza strutturale, il privato non ha soldi per fare i lavori, c'è un equivoco di fondo.
Ma i cittadini devono pagare acque e servizi che non hanno: è giusto?
Nelle tariffe non è che finiscono anche le inefficienze di un'azienda che è quasi un poltronificio?

Il caso di Napoli: a Napoli si è rispettato il referendum, la vecchia Spa è stata trasformata in una società del comune, che non distribuisce dividendi e non ha azionisti.
Il nome della società è ABC: fanno utili, si, ma sono investiti negli impianti, hanno un laboratorio che fa analisi per i cittadini sulle acque.
L'acqua arriva nelle case di tutte, anche in collina: le tariffe non sono aumentate, la società è in i
utile, dunque il pubblico è in grado di gestire il servizio idrico in modo efficiente.
I cittadini partecipano ai cda dell'azienda, esiste anche una sala dei cittadini.

Gaia Checcucci del ministero dell'ambiente pensa che il voto del referendum non significhi tornare necessariamente al pubblico: si è votato per tornare al quadro comunitario, società pubblica, mista o in mano ai privati.
Il tema pubblico privato non l'appassiona, interessa la gestione efficiente: il governo vuole arrivare a pochi grandi gestori che andranno sul mercato.
Realtà industriali capaci di saper gestire investimenti di questa natura: 5 miliardi di euro all'anno.
E se le società non troveranno le risorse cosa faranno queste società? Alzeranno le tariffe?

Dall'UE arriverà una sanzione per non aver rispettato gli standard sulla depurazione.

Il tabù del sesso: di educazione sessuale nelle scuole ce ne sarebbe bisogno. Il viaggio di Giulia Bosetti inizia col la storia di Carolina Picchio che nel 2013 si è uccisa, dopo essere stata vittima di un caso di cyber bullismo.
Durante una festa gli amici avevano girato un video e l'avevano messo in rete: si vedevano i ragazzi mimare gesti sessuali mentre lei era ubriaca.
Sei ragazzi sono stati indagati per la morte di Carolina: nell'ultima lettera ha lasciato un saluto “le parole fanno male ..Grazie per il vostro bullismi, avete fatto un ottimo lavoro”.

Un amica di Carolina racconta che anche dopo la sua morte la violenza è andata avanti: lei aveva la colpa di aver difeso Carolina.
Gente che usa il cellulare come un giocattolo.

La senatrice PD Ferrara è stata insegnante di Carolina: la sua legge contro il cyber bullismo è passata al Senato e ora verrà discussa alla Camera. Introduce una procedura di ammonimento contro chi compie gesti di bullismo in rete: chi compie questi gesti deve essere educato all'affettività, deve compiere un percorso educativo, controllato.

Ma in Italia l'educazione alla sessualità non sono materie riconosciute: quando i professori cercano di introdurlo, scoppiano le polemiche.
Al Giulio Cesare due professori sono stati denunciati dai genitori, per aver voluto commentare delle pagine di un libro di Melania Mazzucco. Si parlava di omofobia.

Meglio non parlare di queste cose: meglio non parlare dei ragazzi che si scambiano foto di compagne nude, mentre mimano atti sessuali, con cui vengono pure ricattate.
Il sexting è uno dei fenomeni più diffusi di bullismo sessuale: riguarda ragazzini tra 11 e 15 anni.

Andrea si è impiccato, dopo che altri ragazzi avevano creato una pagina FB dove veniva mostrato vestito da donna: è morto per un pregiudizio, per stereotipi sessuali se e gli insegnanti hanno messo tutto a tacere, nel silenzio. Oggi Teresa Manes, la madre, gira le scuole calabresi per sensibilizzare i ragazzi contro il bullismo.

Omar è un ragazzo milanese che ha subito atti di violenza, anche a scuola: non poteva parlare con nessuno degli insulti (“ricchione”), nemmeno con gli insegnanti.
L'Istat stima che il 9,1% di ragazzi viene bullizzato almeno una volta alla settimana: per questo a Milano al Fatebenefratelli è stata creata una struttura per gestire queste situazioni.
Strutture pediatriche che accolgono ragazzi, li ascoltano, li aiutano a gestire la violenza, seguono gli adolescenti che hanno tentato il suicidio.
Vittime di bullismo, problematiche legate alla sessualità, che nel 2015 è ancora tabù: si registra ancora una chiusura completa coi ragazzi quando si parla di sesso.

Di fronte a queste storie si dice che bisogna prevenire, che si deve educare: ma quando qualcuno cerca di educare viene stoppato, dalle associazioni per la famiglia, cattoliche.
Monica Cerutti, assessore in Piemonte, ha scritto alla redazione, spiegando che l'educazione sessuale verrà introdotta nelle scuole.

Il caso Venezia: il sindaco è sceso in campo contro un libro, una favola di un uovo che incontra tante famiglie diverse e accoglienti.
Al rogo al rogo!!!
Tutte le fiabe contro le discriminazioni, di genere, volute dal vecchio sindaco di centrosx, sono state ritirate dal nuovo sindaco Brugnaro: un caso di censura (due libri, precisa il sindaco).
Colpa dell'amministrazione che non era passata da una commissione mista coi genitori: quei libri non devono arrivare ai bambini, “state dicendo cazzate ai bambini”.
Tira in ballo l'utero in affitto, che con questa teoria non c'entra.

A Roma stessa storia: anche qui i libri preparati dall'associazione scosse per i bambini hanno mobilitato “Militia christi”, contro l'ideologia gender. Sostengono che vogliono fare un lavaggio del cervello ai bambini, nei corsi fatti dall'associazione scosse.
Esiste una famiglia sola .. Creano delle leggende su queste lezioni, sul nulla, non sono nemmeno in grado di citare una scuola.
Ora di pornografia all'asilo... questo scriveva Libero su un gioco che insegnava ai bambini che bambini e bambine hanno pari opportunità e stesse possibilità.
Era il gioco del rispetto, che serviva solo per spingere la parità dei sessi.

La scuola non deve fare educazione, mio figlio è mio e me lo educo io : così parla un padre di Trieste. L'educazione sessuale la si fa in famiglia.

Chi sono i contrari all'educazione sessuale? Costanza Mirigliano è autrice di un libro “Sposati e sii sottomessa”. Le donne devono imparare ad essere sottomesse, perché il marito è ministro delle finanze. Così scrive.
Niente insegnamenti sulla contraccezione, niente insegnamenti sulla parità di genere, sull'educazione sessuale.

Di segno opposto la filosofa Michela Marzano: è fondamentale che siano le scuole che parlino di educazione sessuale, che non significa che essere maschi o femmine significa avere delle capacità o incapacità.
Il rispetto dell'orientamento sessuale è un discorso pubblico: dobbiamo insegnare il rispetto di ciò che siamo, a prescindere dall'orientamento.
A Padova il sindaco Bitonci ha vietato la presentazione del libro: quanti tabù si nascondono ancora in Italia.

L'intervista alla scrittrice Michela Murgia: si usa gender per nascondere la parola. L'educazione di genere tende a nascondere il maschilismo: l'uomo può essere ciò che vuole, la donna no, questa è discriminazione.
A chi fa paura che si possa dire ad una bambina che può essere quello che vuole, senza nessun problema?
Se si toccano i modelli di gender, si toccano i modelli classici, patriarcali: il padre è capofamiglia, comanda.
Il maschilismo, come il razzismo e l'omofobia sono la negazione di un principio basico: le persone hanno uguali diritto a prescinde da razza, sesso o sessualità.
Decostruire i modelli maschili e femminili è fondamentale per le donne, cui si aprono nuove possibilità e anche agli omosessuali.

Liza Boschin è andata in Olanda e in Germania: nelle scuole l'educazione sessuale è obbligatoria per legge.
Cose dell'altro mondo …
In Olanda si fa educazione sessuale ai bambini di tre anni: qui si insegna che maschi e femmine sono uguali.
Nella TV pubblica si fa educazione sessuale, agli insegnanti si consegnano kit con tanto di anticoncezionali: l'età media del primo rapporto si è alzata e sono diminuite le gravidanze delle adolescenti.

In Germania le associazioni che si oppongono all'educazione sessuale non ha fermato i land dai programmi educativi: qui, la minaccia di un family day non ha funzionato.
E i ragazzi sono contenti degli insegnamenti sulla sessualità (e sui problemi legati alla sessualità) siano fatti nelle scuole o nei centri pubblici, perché ha casa è difficile parlarne.

Tra l'altro l'obbligo dell'educazione sessuale vale anche per le scuole religiose: per i giovani la sessualità è una tematica importante, riguarda la vita – dice un insegnante di una scuola luterana.