09 maggio 2017

Report – il silenzio degli insolventi

I crediti malati delle nostre banche, il segreto social di Salvini e come vengono gestiti i nostri parchi.

Le banche sono la preoccupazione della BCE, nelle nostre banche ci sono 349 mld di crediti malati: crediti concessi a 10ml di italiani.
Ma una maggior parte riguarda poche specifiche figure: Caltagirone, Sorgenia, Mezzaroma ..

L'Europa ci chiede di non sottostimare più il problema dei crediti: o li mettiamo in vendita o le banche dovranno metterci i soldi.
Per il momento lo Stato metterà 20 miliardi nelle banche, come MPS: saranno sufficienti?

Nel frattempo, Paolo Mondani racconta la galleria di errori da non fare, nel crediti.

Oliver Stone, nell'intervista ha ricordato la figura del padre, banchiere, la deregulation degli anni 80 90, la fine delle banche di investimento per quelle che fanno speculazione.
La causa del caos del 2008 sono i debiti: ora non abbiamo imparato nulla, tornano i debiti e il casino.

Dal 2014 la BCE vigila sulla banche italiane: queste hanno prestati troppi soldi, nonostante le rassicurazioni di Visco, siamo osservati speciali.
Bankitalia e la politica se ne è accorta tardi: anziché risolvere il problema dei crediti deteriorati si è preferito mettere mano alle popolari, con la riforma del 2015.
Marcello Minenna punta il dito sulla finanza di relazione, alla base di questi debiti: mutui delle famiglie e crediti degli immobiliaristi.

Antonio Muto è indebitato con MPS: costruttore mantovano arrivato dalla Calabria, ha ora 27ml di debito in sofferenza.
Se la società fallisce, ricorda il costruttore, poi la banca non ha nulla con cui rivalersi: ma dei 27ml stanziati per MPS, Muto ha usato solo 13ml per i lavori per Mondadori.
I documenti promessi da Muto, per spiegare la fine dei soldi in prestito, non sono arrivati.

E ora MPS ha 45mld di crediti deteriorati: il fondo del governo per salvarla ammonta a 20 miliardi.
Muto ha ottenuto il fido assieme all'ex senatore Bonferroni, fido ottenuto dall'AD Viola.
L'ingegnere Magistrelli, che ha lavorato per Muto, ha spiegato che MPS non ha controllato il costo dei lavori e che c'è stata la volontà di far fallire la società di costruzione per Foro Mondadori.
Così avrebbe potuto non pagare gli artigiani e i professionisti al progetto.

Un pentito della ndrangheta ha raccontato delle minacce di Muto all'ex sindaco Brioni,che si era opposta alla sua lottizzazione in una zona periferica di Mantova.
Muto si difende dalle accuse di essere il referente della ndrangheta, dicendo di non conoscere Grande Aracri e che il suo cognome è diffuso.
In primo grado è stato assolto dalle accuse.

La Carife ha fatto crac nel 2015, dopo 3 anni di commissariamento: ora è stata rilevata dalla banca popolare di romagna.
I crediti deteriorati sono stati concessi ad amici della Fondazione e del comune di Ferrara: 300 ml sono stati concessi al costruttore Mascellani, poi ci sono Siano, Bellavista Caltagirone, Bertolini.
Si parla di 350ml di euro, il capitale della banca è stato prestato in tutto: i consiglieri di amministrazione erano espressione dei beneficiati del prestiti.
L'azione di responsabilità nei confronti degli ultimi CDA ha cercato di mettere in luce questi fidi: in questi consigli sedeva Gennaro Murolo, ex DG di Carife.
Nei suoi confronti l'accusa è di aver favorito Siano, per una operazione immobiliare in Lombardia: vicenda di cui si era interessata perfino la Banca d'Italia. Perché si erano dati soldi per pagare le tasse ai Siano, non solo per una ipotesi di edificabilità.

Caltagirone ha preso 70 ml da Carife ed è uno dei più grandi debitori d'Italia: ha debiti con tante banche, nati dopo il crac della sua società Acqua Marcia.
Le banche più esposte MPS, Veneto Banca, Carife: i magistrati ora stanno cercando di capire se i soldi sono usciti da Acqua Marcia per finire in società offshore del gruppo.

Sorgenia è debitrice con MPS: De Benedetti se ne è uscito, cedendo il suo pacco di azioni alle banche, anche se aveva i soldi per capitalizzare.

Banca Etruria ha prestato soldi per la società di costruzioni di Rosi, di cui era anche ex presidente: un bel caso di conflitto di interesse, per una banca che poi è finita male.
Rosi si difende, incredibile, dicendo che era solo amministratore di Città Sant'Angelo Spa: ma nel 2008 aveva erogato un fido, da Etruria, per una azienda di cui era nel cda.
Ora i 2 mld di crediti sono in parte coperti con i soldi dei conti correnti delle poste e coi risparmi delle poste: ci sono 200 tra amministratori bancari accusati di corruzione e di falso in bilancio, è una realtà che ci sono magistrature che vorrebbero fare luce su queste inchieste, ma non hanno i mezzi.

Questa è la realtà, altro che giustizialismo come racconta Rosi al giornalista di Report.

La lista delle banche più esposte è lunga
Unipol 380%
MPS 262
Veneto Banca 238%
BPVicenza 210
(la lista si trova sul sito di Report)

Non è colpa della crisi ma anche perché molti banchieri hanno nascosto i debiti, hanno avuto un rapporto incestuoso coi creditori, chi vigilava non ha vigilato.

Banca popolare di Vicenza: la banca prestava soldi a pioggia e in cambio il creditore doveva comprare azioni della banca, per migliorare lo stato della stessa.
Tra questi beffati anche Marchini, che ha perso 35ml di euro, quando le azioni sono crollate.
Mentre alcuni amici di Zonin sono riusciti a vendere prima.

Banca Marche è fallita anche lei nel 2015: le fondazioni di Pesaro e Chieti erano nella maggioranza del CDA, i debiti venivano occultati e ora la procura indaga per bancarotta e per corruzione.
I soldi della banca finivano a persone non affidabili, senza patrimonio: il cda, la società di revisione ha sempre certificato i bilanci.
Tra i debitori troviamo anche qui costruttori locali: perché Bianconi ha affidato soldi a questi imprenditori? Ne avrà avuto un tornaconto?
Banca d'Italia si accorge dei problemi nel 2012, Bianconi se ne va con una buonuscita da 1,5 ml di euro.
Uscito e rientrato con un contratto nuovo, per arrivare ai 40 anni di contributi.
Tra gli indagati anche Franco D'Angelo, sindaco revisore: chiedeva contributi per avere dei prestiti da Banca Marche.

Altro indagato, Casale, l'uomo che ha portato in Italia il Bingo: ha alle spalle debiti per 500ml
Mondani ha poi toccato i casi di Zalenky, delle nomine di Bazoli in UBI …

Mentre i crediti deteriorati sono cresciuti di 5 volte in questi anni, sono cresciuti anche gli stipendi dei manager.
E le banche erogano debiti a grandi costruttori, come quelli romani: i Mezzaroma ad esempio.

Il fondo Atlante dove servire a coprire i buchi delle banche popolari: con soli 4 mld si è riusciti a coprire i problemi della banca popolare di Bergamo e di Veneto banca.

Mentre noi dormivano gli altri hanno agito: la Germania e la Gran Bretagna hanno immesso centinaia di miliardi per salvare le loro banche, come Belgio, Portogallo e Spagna.
Gli Stati Uniti hanno messo 800mld per coprire i titoli tossici.

Ma qui in Italia abbiamo lasciato che il problema scoppiasse, quando era troppo tardi salvarle con soldi pubblici.

E ora come facciamo?
Un aumento di capitale o vendere i crediti alle società avvoltoio estere, come chiede la BCE.
Sarebbero soldi che escono dall'Italia, nella seconda ipotesi: se li gestissimo in casa probabilmente ci guadagneremmo qualcosa.
Se una banca fa crac, per il Bail in, non interviene più lo stato: ma quando la Germania ha salvato le sue banche non era un aiuto di stato?
La Germania è intervenuta prima della scadenza del 2015: il deputato Boccia imputa al governo Renzi il non aver avuto la forza di aver agito per tempo, per le banche.

La bomba Deutsche Bank: dentro la DB ci sono 41mld di crediti derivati, creati con la speculazione e con la scommessa sul debito.
L'Europa e la BCE ha ricevuto pressioni dalla Germania, per evitare che si toccasse la sua banca con regole troppo stringenti.

Il fiscal compact: se ratificato quest'anno, darà i suoi effetti nel 2018: Se spendi 100, devi mettere a bilancio 100, questo dice il fiscal compact, questo ci costringerà a tagliare i debiti, il fiscal compact è il responsabile dell'attuale recessione, dell'aumento dell'Iva necessario per tenere in ordine i conti.

Aumento dell'Iva anticipato da Padoan, prima che Renzi lo stoppasse.

Ma il problema dell'Europa è anche la Germania con le sue politiche di austerity, con la bilancia di esportazione fuori dai limiti, coi suoi salari bassi.
Dovremmo allearci con la Francia per cambiare politiche economiche: cosa difficile con l'elezione di Macron.

HEINER FLASSBECK – EX VICEMINISTRO FINANZE GERMANIAIl problema dell’Europa non siete voi, è la Germania che con salari troppo bassi e ilsurplus commerciale alle stelle ammazza gli altri stati. Con le politiche di austerità la Germania sta distruggendo l’Europa. É così che diventano più forti i partiti antieuropei.Se l’Italia e la Francia formassero una coalizione dicendo: “ehi Germania,devi smetterla! Bisogna tornare a investire!” solo allora avremmo una chance.SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPOAllora, se lo dice lui, che è stato viceministro delle finanze del governo tedesco, forse qualche consiglio vale la pena ascoltarlo. Anche perché noi rischiamo, come abbiamo sentito, di trovarci alla fine del 2017 al centro di una tempesta perfetta.Se la BCE non prolungherà il Quantitative Easing, cioè praticamente, l’immissione didenaro fresco nelle nostre banche per acquistare parte del debito pubblico, rischiamo di trovarci sulle spalle 240 miliardi, che dovremmo in qualche modo ricollocare. Ma dove se il sistema bancario, il nostro sistema bancario, è ridotto in questa maniera? Poi dopo ci sarebbe da votare per il fiscal compact, per farlo diventare dirittocomunitario. È il patto sul bilancio con l’Europa che in sintesi molto estremasignificherebbe, potrebbe significare che se spendi 100 per costruire un ponte, devitogliere 100 da una scuola o da un ospedale.Ecco, cosa fare per uscire da questa tempesta perfetta? Per una volta tanto potremmo mostrare i muscoli! Allearci con un paese anche importante e poter cercare di cambiare le carte in tavola. Ma prima dovremmo diventare più credibili, avere i conti più trasparenti e dimostrare di poter spendere anche in maniera migliore di come abbiamo fatto adesso. Solo dopo aver fatto tutto questo potremmo chiedere per esempio che dal pareggio di bilancio possano essere tenuti fuori gli investimenti per portare capitali, linfa vitale al nostro tessuto economico e imprenditoriale che è ridotto al boccale d’ossigeno. È come un corpo che non è più in grado di produrre cellule vitali. Guardiamoci un po’ intorno e vedremo, e scopriremo che le grandi aziende che portano economia, che trascinano l’economia nel mondo hanno meno di 15 anni. A noi invece cosa è rimasto?

Qui un pezzo del servizio su Reportime 



Qui potete scaricare la trascrizione PDF della puntata


08 maggio 2017

I crediti delle banche, la padania sociale e i parchi

Questa sera, alla faccia della sborniaeuropeista e macronista (per la vittoria del candidato Macron alle presidenziali francesi), si parla di banche, di crediti deteriorati, di fiscal compact e di quanto rischiamo di pagare per colpa della gestione allegra dei manager dei nostri istituti di credito.
Ma c'è spazio anche per raccontare dello spin doctor di Salvini e di come sono gestiti i nostri parchi.
Ma prima il consueto appuntamento con Sabrina Giannini e “Indovina chi viene a cena”
Le #alghe sono un “nuovo cibo” che ha sempre più mercato. Riusciranno a sfamarci in futuro? Siamo andati in Olanda per saperne di più!Vi diamo appuntamento lunedì sera, ore 21.05 su Rai3!#indovinachivieneacena

Dicono che sarà “l'erba del mare” che sfamerà il pianeta: Sabrina Giannini è andata in Olanda a vedere come funziona il nuovo cibo e chi controlla il mare di alghe che ci mangiamo..

I crediti deteriorati delle banche.
Ogni volta che parla, il presidente della Banca d'Italia Visco, sembra che si stia rivolgendo ad una platea che non esiste. Voglio dire, ogni volta che lo sento parlare in TV e ripetere che il sistema bancario è solido, sano, ben governato, viene l'impressione che non si stia rivolgendo al paese, ai risparmiatori o perfino ai dipendenti bancari.
Perché dopo tutto quello che è successo in Italia, a partire dallo scandalo di Bancopoli in poi, alle scalate dei furbetti, alla crisi di MPS e delle banche Popolari, con le grandi banche (una volta dette di sistema) che ristrutturano tagliando posti, tutto si può dire tranne “va tutto ben madama la marchesa”.
Report nel passato si era già occupata di banche con le inchieste su MPS sulle popolari venete: questa sera Paolo Mondani si occupa della questione dei crediti deteriorati.
A partire dalla domanda del promo: “Le banche italiane schiacciate da 190 miliardi di crediti malati. Non è che li hanno prestati alle persone sbagliate?”.
Ecco, a chi sono stati prestati i soldi? Sono finiti a piccole e medie imprese che, per colpa della crisi, non sono state in grado di restituirli, oppure sono stati prestati in modo scriteriato per alimentare clientele, per investimenti fallimentari, per aiutare qualche amico in difficoltà?
La cattiva gestione dei prestiti ha avuto due effetti negativi: da una parte ha truccato le carte nel mondo delle imprese, dall'altra rischia di avere forti ripercussioni sul nostro sistema e sui conti.
Eh già, perché i crediti deteriorati potrebbero essere svenduti a fondi di investimento speculativi col rischio di vedere in Italia le stesse scene già viste in America quando la bolla immobiliare è crollata.
Ora l'Europa e la BCE (che dal 2014 la bce vigila sulle banche della eurozona) ci chiedono di mettere in ordine i conti e questo significa altra austerity, altre tasse più o meno nascoste: insomma lo stesso insieme di fattori che ha fatto sprofondare sempre più l'Italia nella crisi dal 2011.

Il servizio di Paolo Mondani ha seguito tutti gli istituti in crisi per questi crediti, andando a vedere chi sono gli imprenditori debitori con la banca, cominciando dal costruttore mantovano Muto in debito con MPS accusato di essere il referente di grande Aracri a Mantova. Assolto in primo grado, si è difeso dicendo che di imprenditori con quel nome ne esistono tanti nella zona.

Dopo due anni di commissariamento la cassa di risparmio di Ferrara fa crac: i creditori di Carife sono Siano, Bellavista Caltagirone, Bertolini, Mascellani, per un totale di 350 ml. La banca ha prestato tutto quello che aveva, il suo capitale a queste persone.
Banca marche è fallita nel 2015 assieme ad Etruria, Cari chieti, mandando a ramengo 40mila azionisti: 8 miliardi sono i crediti malati che venivano occultati, come ha scoperto poi Bankitalia,
Il bilancio era stato certificato dal cda e dalla società di revisione Pricewaterhousecoopers: hanno sempre detto che i bilanci erano meravigliosi per poi scoprire che erano falsi.
Massimo Bacci, sindaco di Jesi, ha risposto al giornalista: “se erano in buona fede erano tutti degli incapaci”.
In 10 anni i crediti deteriorati sono cresciuti di 191 miliardi (si sono moltiplicati per cinque) ma nonostante ciò la busta paga dei manager e cda è salita.
In crisi non sono solo le piccole banche ma anche i grandi gruppi: Unicredit ha crediti nella capitale coi costruttori come Parnasi che voleva costruire lo stadio della Roma.

Quest’anno si dovrebbe ratificare il fiscal compact e questa potrebbe essere la tempesta perfetta per la politica fiscale in Italia, il responsabile delle politiche di austerity che hanno stretto il nostro paese in una recessione.
Come racconta Oliver Stone nell'intervista a Mondani “le banche si sono trasformate, da banche di investimento a banche che speculano”. Non abbiamo imparato niente dalla crisi del 2008: tornano i debiti e i soldi spariscono...

Qui l'anticipazione su Raiplay

La scheda del servizio: Il silenzio degli insolventi di Paolo Mondani
Per anni le nostre banche hanno prestato soldi in modo facile, spesso agli amici degli amici. Ora hanno in tasca circa 200 miliardi di crediti malati e recuperarli sarà difficile. La Bce chiede di disfarsene al più presto, ma così si rischia di svenderli ai fondi d’investimento stranieri invece che limitare i danni gestendoli in casa, come raccomanda Banca d’Italia. È a rischio l’intero sistema Italia: ci siamo messi nei guai da soli, ma con l’accusa che siamo spendaccioni l’Europa ci impone l’austerity. Un quadro drammatico destinato a farsi più cupo perché quest’anno il fiscal compact da trattato europeo diventerà legge interna e se ci presentiamo al tavolo da ultimi della classe sarà impossibile allentare le catene del rigore tedesco. All’orizzonte un possibile aumento dell’Iva e misure draconiane.Paolo Mondani ha realizzato per Report un’inchiesta che passa in rassegna le principali banche coinvolte nella crisi dei crediti deteriorati e i grandi capitalisti dal debito facile, raccogliendo interviste esclusive dai diretti interessati. Cosa ne emerge? Se non riesci a pagare un mutuo da trentamila euro ti portano via la casa, se ti sei fatto prestare 300 milioni da un amico diventi un investimento. Il servizio non si limita alla denuncia e interpella prestigiosi economisti internazionali, come Heiner Flassbeck per anni alla direzione sviluppo dell’Onu, e i responsabili della vigilanza Bce, per capire come siamo arrivati a questo punto e come uscire dall’impasse.

Padania social.
Non ci sono solo Casaleggio e Grillo: anche Salvini ha il suo social manager.
Si chiama Luca Morisi e per il segretario della Lega cura la comunicazione sui social: è grazie a lui che Salvini ha tutti i follower su Twitter e i like su Facebook (1,8 ml di fan su FB).
Ma, come per Casaleggio, anche qui nasce il sospetto che lavorando a fianco di un politico, ci abbia anche guadagnato.
E' la strategia del consenso sui social, la stessa di Jim Messina per Obama e per Renzi (che però non ha funzionato per il referendum): sa arrivare al cuore delle persone dicono i suoi sostenitori, è diretto, sa comunicare la sua quotidianità. La quotidianità delle sue dirette su FB, come dalla stazione centrale..
Salvini è il capitano, soprannome coniato da Morisi: la sua società si chiama Sistema intranet che lavora anche con la sanità lombarda, dal 2009 ha ricevuto contratti da 1 ml di euro
Lei cosa ne pensa, ha chiesto il giornalista a Salvini?
"Sono stati sfortunati ad incontrarmi", una risposta che ricorda quella di Grillo su Casaleggio (e i bilanci in rosso).
Qui l'anticipazione su Raiplay.

La scheda del servizio Padania Social Di Giulio Valesini
La comunicazione politica non passa solo da tv e giornali ma sempre di più anche dal web. Come in America, anche in Italia i leader si affidano ad esperti del settore: il segretario della Lega Nord Matteo Salvini dal 2013 ha ingaggiato lo spin doctor Luca Morisi. Grazie alla sua strategia, negli ultimi due anni Salvini ha fatto il pieno su Facebook: un milione e ottocentomila seguaci, un record. Morisi ha una società che fa siti web e collabora anche con aziende pubbliche. In particolare con le Asl della Lombardia, dalle quali tra il 2009 e il 2016 ha ricevuto appalti per circa un milione di euro.


Infine, piccolo è bello: questo il riassunto del servizio di Emilio Casalini sui parchi italiani
La scheda del servizio: Parchi in gioco Di Emilio Casalini
Dal Gargano alle Cinque Terre passando per il Delta del Po, il Vesuvio e l'isola d'Elba. Un’inchiesta nell’Italia dei parchi nazionali tra gare di motociclette, abusivismo edilizio e milioni di euro che non si riescono a spendere. Ma per fortuna abbiamo anche esempi positivi dove la buona amministrazione riesce a far convivere una comunità con la natura, autofinanziarsi grazie al turismo e addirittura decuplicare le proprie entrate. E si scopre che i più piccoli sono i più forti.

Anticipazione

07 maggio 2017

Il meglio del meno peggio

Anche oggi, l'elettore di sinistra (francese) si troverà di fronte alla stessa domanda: al ballottaggio per le presidenziali mi turo il naso e voto il meno peggio (Macron) o me ne sto a casa?
In Italia siamo esperti di votare il meno peggio: è dai tempi dell'Unione quando si votò Prodi, il meno peggio, per battere Berlusconi. Quando ancora Berlusconi era il nemico per il centro sinistra, tanti anni fa.

A furia di votare il meno peggio l'impressione è che il baricentro politico si sia spostato a destra.
Lasciamo perdere le piccole bagatelle di oggi, tra decreto Minniti e legittima difesa.
Vedere un partito che si dice di sinistra che delega al singolo la sua tutela, della sua famiglia, legittimando comportamenti da far west (“la difesa è sempre legittima”, dicono, altro che il pane e le rose), fa molta. impressione
C'è una legittima difesa che manca, contro quelli che ci mettono le mani in tasca, contro quelli che ci fanno pagare tasse per coprire buchi nati da politiche sbagliate.
Tipo quei miliardi di euro che il governo metterà in MPS per salvare la banca (privata) perché l'operazione di mercato (quella voluta dallo stesso governo di sinistra etc etc...) è fallita (e gli altri "favori" alle banche)

Ma questo spostamento a sinistra lo si comprende bene alzando la testa dalle prime pagine e vedendo come sono cambiate le leggi, come è cambiato il rapporto degli italiani con alcuni temi.
Il lavoro prima di tutto. Una volta, quando si incontrava una persona, si chiedeva “che lavoro fai?”.
Oggi si arriva a chiedere hai un lavoro? Per quanti mesi?

Lo spostamento a destra ha trasformato parole ed espressioni come “sindacati”, “professori”, “posto fisso”, “politicamente corretto”, “buonismo” in parolacce.
Flessibilità, riformismo, dinamicità, produttività, velocità.
Nessuno sguardo oltre il presente a cui siamo inchiodati.
Nessuno scontro ideologico, abbasso le ideologie ti dicono le persone fortemente aggrappate alle loro ideologie di destra.
La politica diventa uno scontro tra tifosi, pro o contro.

E così i fan italiani dicono “beati i francesi che stasera sanno chi vincerà le elezioni” (torniamo sempre al ballottaggio Macron Le Pen): cambierà qualcosa per i francesi sapere subito il vincitore ma rimanere ancora all'oscuro del futuro che li aspetta.
Che maggioranza cercherà Macron, se dovesse vincere? Che politiche economiche, sul lavoro porterà avanti l'ex banchiere?
Conoscere il nome non vuol dire niente.
E, dall'altra parte, se dovesse vincere Le Pen porterà avanti veramente le sue ricette? O dovrà fare come Trump, rimangiarsi parte delle promesse?


“Qua una volta era tutta sinistra”: ieri sera Blob nella lunga carrellata del sabato, ci ha mostrato volti e parole dei leader della sinistra, vincitori e vinti, a partire da Benigni partito sul palco a fianco di Berlinguer e finito a fianco di Renzi in America.
Se fossi francese sarei molto confuso oggi.
Ma forse, senza andare troppo lontano, sarei confuso anche se si dovesse votare oggi in Italia.
“Vorrai mica far vincere i populisti? Vorrai mica che arrivino le destre?”




Ecco, l'impressione è che le destre, queste destre che oggi si muovono sempre più a loro agio (con troppe impunità), siano funzionali a questo meno peggio che siamo costretti a votare.
E alle loro ricette economiche che non puntano alla ridistribuzione del redditi, per dire una cosa di sinistra.

Che non puntano a tutelare le fasce più deboli, per dirne un'altra.

05 maggio 2017

La difesa è sempre legittima

Prendiamo sul serio quanto dice Alfano (o anche Salvini, su certi argomenti le sfumature non hanno senso).
La difesa è sempre legittima: non importa che sia giorno "oppure" notte (con tutte le confusioni del caso). Una ha sempre diritto a difendersi, con le armi, andando fino in fondo.. E lo stato risarcirà le spese legali del cittadino (ne vedremo delle belle).

Estendiamo il principio a tutte le offese: le banche ti hanno fregato, perché sei stato "costretto" a comprare titoli delle popolari e poi questi sono crollati?
Beh, legittima difesa anche nei confronti dei top manager delle popolari e degli altri istituti che oggi sono in crisi per i crediti deteriorati.
"Non è che li hanno prestati alle persone sbagliate?" si chiede Report, nel servizio che andrà in onda lunedì sera.

E poi, andiamo avanti: il funzionario del ministero, l'appaltatore che paga la mazzetta (per l'appalto di un opera pubblica) e poi la scarica sui rincari dei preventivi in corso d'opera. Legittima difesa anche in questi casi, no?

Oppure no.

Di cosa si è parlato questa settimana

Di cosa si è parlato questa settimana nelle piazze, nei talk, in Parlamento (e spesso è complicato distinguere il livello del discorso)?
Di come rendere più semplice sparare al ladro che ti entra in casa la sera.
Di come indagare le organizzazioni non governative che salvano le vite dei migranti in mare.

Alitalia, Consip, mafia capitale, la manovrina, i dati sul lavoro, legge elettorale .. tutto in secondo piano.
La legge sulla legittima difesa è l'ennesimo esempio di come ci si stia sostando (speriamo non inesorabilmente) a destra pur di catturare elettori.
Servirà a far sentire più sicuri gli italiani, con un arma in casa (detenuta con la finta licenza sportiva e senza un allenamento serio e costante)? 
Un pasticcio che lo stesso Renzi oggi disconosce. L'avranno approvata a sua insaputa.

La polemica sulle ONG nasce da sospetti, leciti ci mancherebbe, sull'operato di qualche ONG.
I finanziamenti, i presunti (possibili) contatti, i transponder spenti, il numero di migranti salvati in mare in aumento ..
Ma se spazziamo il campo dalle speculazioni e vediamo le cose come stanno, ci dovremmo rendere conto che il problema è altrove.

Queste ONG si occupano di salvare vite umane, facendo quello che gli stati e l'Europa non fanno.
Se vogliamo bloccare i trafficanti, creiamo corridoi umanitari, aiutiamoli veramente a casa loro.
Le idee che sento girare, anche ieri a Piazza Pulita, sono solo inutili: la polizia giudiziaria sulle navi militari a cosa serve, se queste si mantengono a distanza dalle coste libiche.

04 maggio 2017

L'erba voglio ..

Vogliamo che gli immigrati paghino le tasse ma poi quando tocca a noi basta dracula e rottamiamo Equitalia.
Vogliamo il rispetto della legge ma viva i condoni e santa prescrizione.
Vogliamo il controllo dei vigili sul territorio ma non sulla mia macchina in doppia fila.
Vogliamo sapere chi finanzia le ONG (e ci mancherebbe) ma non sappiamo ancora chi finanzia le fondazioni dietro quel politico e quell'altro.
Vogliamo che basta con queste ONG con sede nei paradisi fiscali.. Come si permettono di fare come Google, Facebook o FCA?
Vogliamo che gli immigrati non stiano lì a far niente, ma se lo dice un politico che è lì a far niente suona un pelino falso.
Vogliamo che non ci siano ambulanti in giro, ma nessuno tocchi i centurioni o i camion dei Tredicine a Roma.
Vogliamo smetterla con questa invasione, ma senza dare una risposta seria. I lager in Libia o in Turchia? 
A proposito, vogliamo difendere i valori cristiani, ma poi alla fine lasciamoli morire che è meglio.
Insomma, per citare Alfano, un pochino sepolcri imbiancati.

Perché il controllo del territorio lo voglio tutti i giorni e su tutte le piazze, anche in periferia.
Anche quando a spacciare, o a violare la legge siamo noi.
Altrimenti è razzismo.

Letture consigliate
Il silenzio aiuta gli scafisti - Stefano Feltri
In questo vuoto di politica sono intervenute le Ong, salvando decine di migliaia di vite ma creando anche una sorta di corridoio umanitario non regolato che gli scafisti riescono a sfruttare. La denuncia di Zuccaro ci pone di fronte – come italiani e come europei – a tre opzioni difficili. Primo: riprendere un’iniziativa politica per gestire il flusso, sapendo che può costare molto (soldi e vite). Secondo: frenare le Ong senza rimpiazzare la loro azione, con le stragi che ne conseguiranno. Terzo: lasciare tutto così com’è, per la gioia dei trafficanti. Possiamo ignorare Zuccaro e i politici che usano le sue parole, ma non i problemi concreti che ha indicato.

I medioevo di questi anni, di Alessandro Gilioli
No, certo, non siamo ai tempi di Rodolfo il Glabro. Non mangiamo bambini. Al massimo, diamo a fuoco qualche clochard, dopo avergli tolto la cena.Al massimo siamo in una fase di retromarcia della storia, se crediamo che la storia sia anche miglioramento individuale e collettivo, perenne autoriforma, controllo delle nostre pulsioni peggiori, cammino verso più civiltà, creazione di un ambiente armonico attorno a noi e averne cura quotidiano.

Legittima difesa, ok della Camera - Repubblica
Gli emendamenti dei democratici hanno comunque ampliato la possibilità di ricorrere all'uso delle armi da parte della vittima. Il primo emendamento, infatti, prevede che per la vittima di un'aggressione la reazione è considerata legittima difesa, quindi anche possibile con le armi, quando si verifica "di notte", con "violenza sulle persone o sulle cose". Il secondo, invece, precisa l'esclusione della colpa di chi reagisce "in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale o sessuale".  Ma per le opposizioni che sostengono la linea dura - Carroccio in testa ma anche Fratelli d'Italia oltre a Forza Italia-  non è abbastanza.

03 maggio 2017

La belva nel labirinto, di Hans Tuzzi

“Ma un mostro, nella vita, non sembra mai un mostro”

L'incipit (che potete scaricare da questo link)
Venerdì 5 giugno 1987
A bunda, duas luas duas luas gêmeas em rotundo meneio. Il culo, due lune geelle in tondo dondolio, cantava il poeta. Nel miracolo d'esser due in uno, pienamente. Gabriel Robelnilsen de Rocha quel poeta non l'aveva mai letto, no. Però fin da ragazzino l'aveva fatta semplice lui: Gabriel di giorno, Gabriela di notte. Quel fisico che lo rendeva un giovane maschio di tutto rispetto - muscoli lunghi e duri, arnese robustom opettorali pompati al punto giusto in palestra e culo di marmo ben tornito (a bunda è a bunda, redunda: il culo è il culo, a tutto tondo, concludeva l'odea Drummund de Andrare, brasileiro come Robernilsen) - con il favore della luna gli consentiva di tramutarsi in una seducente ragazza dal seno ancora acerbo, men che mezo meloncino di Cavaillon, seconda misura scarsa; una seducente ragazza, pelle color melassa dono di una nonna chocolat e felini occhi verdi eredità del nonno portoghese. chi fossero i nonni per parte di padre, e chi poi fosse il padre – chissà?

Un serial killer si aggira per le strade di una Milano (ancora per qualche anno “Milano da bere”, prima che il ciclone Tangentopoli spazzi via tutto), uccidendo persone apparentemente slegate tra loro e lasciando sui cadaveri delle carte dei Tarocchi, degli Arcani.
Un prete di periferia, don Albino Tomat.
Un travestito di mezz'età, Carmen (al secolo Carmine Grieco).
Un ragazzo di buona famiglia iscritto ad Ingegneria, Glauco Stracuzzi.
E, nello stesso bagagliaio dell'auto del ragazzo, viene trovata morta (ma senza carte degli Arcani) Petra Lucantoni, studentessa, figlia di un giornalista.

Persone che non si conoscevano o, quantomeno, che vivevano in contesti ben separati, uccisi in modi diversi e i cui cadaveri sono stati ritrovati in luoghi diversi di Milano.
Ad unire tutte queste morti, solo quelle carte: la luna, la morte, l'impiccato, la papessa …
Ma, attenzione: non è il solito romanzo su un assassino seriale, sui profiler, le analisi della sua psiche e la polizia che risale al colpevole dall'analisi di un pezzetto di tessuto lasciato su una scena del crimine.
Siamo di fronte ad un romanzo di Hans Tuzzi e, dunque, nulla è scontato o banale.
Gli omicidi diventano un'occasione lanciare uno sguardo non superficiale sulla Milano di fine anni '80, sulla società italiana che si metteva alle spalle gli anni della contestazione e delle ideologie per tuffarsi nell'epoca del riflusso.
Sui ragazzi, figli di questo paese, di questa società, così deboli e nello stesso tempo, così illusi della loro forza, della loro purezza. Così malleabili ..

Ma procediamo con ordine.
E' un venerdì notte quando il vicequestore Norberto Melis e il brigadiere d'Aiuto ricevono la segnalazione del cadavere di un ragazzo, “attinto” da quattro colpi di pistola all'interno di una Audi 80 nera.
Glauco Stracuzzi, figlio unico di una famiglia benestante, studente di Ingegneria: come può finire sparato in auto un ragazzo così? Forse per le sue idee, decisamente di destra, che lui non nascondeva, nemmeno nella sua stanza, dove era incorniciata una poesia di Hitler
A volte, nelle notti più amare,vado alla quercia di Odino nel boschetto solitario,a stringere un patto con le potenze notturne,le rune mi vengono evocate dalla luce della lunae tutti, coloro durante il giorno si sono macchiati di impudicizia,si rimpiccioliscono prima della formula magica.Tali invece di sguainare l’arma per combatteresi pietrificano in stalagmiti!Così i falsi sono separati dagli autentici,raggiungo un nido di parole e dono ai buoni e ai giusticon la mia formula magicabenedizione e prosperità.”

Un omicidio politico, anche se non siamo più negli anni settanta, di questo è sicura la madre:
«.. quanta feccia potrebbe morire senza lasciare rimpianti».Già, pensò Melis: per alcuni la democrazia è una bella cosa solo nelle aule di giustizia.

Le indagini seguono anche il filone dei travestiti, gli amici di Carmen: uomini di mezza età, uomini di giorno e donne appariscenti di notte e che, proprio per questo particolare, riscuotono un certo successo nel settore. Tutti quei padri di famiglia che, senza la moglie tra i piedi, hanno bisogno di qualcuno con cui sfogare i propri bisogni fisici.
Forse c'entra qualcosa quel ragazzo che usciva assieme a Carmen (e poi all'amico o amica Carlussi), bello come l'attore francese Hussein. Che si scopre essere pure un ex poliziotto, della Digos, la polizia politica che forse aveva pure lavorato coi servizi.

È questo il filo rosso che lega tra loro le vittime (“che non diventano migliori solo per il fatto di essere vittime” pensa Melis)?
Persone ai margini della società, contrarie alla pubblica morale, quella delle brave famiglie borghesi: il prete che accoglieva i tossici per curarli, il travestito che va con gli uomini, la figlia del giornalista di sinistra?
«Il problema è quello del pollo, quando non c'è il pollivendolo: chi gli tira il collo?Poi arriva Hitler, per dire, e il problema è risolto. E nessuno tra quei bravi borghesi dalle mani nette e dai balconi fioriti vuole sapere come e dove spariscono i topi ebrei e gli zingari pidocchi. L'importante è che non ci sono più. Finalmente. Così qui: gli squilibrati fanatici ammazzano sentendosi superuomini, e sono certi che, almeno per alcune vittime, troverai qualche bravo borghese soddisfatto di sé convinto che se la sono andata a cercare, quei pervertiti o quel prete di frontiera, e in fondo, via, almeno per i travestiti, meglio così.»

Cosa c'è dietro quelle morti? La morale ipocrita italica, quella delle pubbliche virtù e dei vizi privati, l'acquiescenza piccolo borghese della maggioranza silenziosa (“che, purtroppo, non tace” pensa Melis), l'eterno fascismo italiano, viste le amicizie del ragazzo morto (i giochi di ruolo ispirati ai libri di Talkien).
O forse anche in questa storia ci sono di mezzo i servizi e i loro giochetti sporchi?

E cosa significano i tarocchi sui cadaveri e quelle due lettere (MM) con quella data scritta a mano, 28/9 (particolare nascosto ai giornali)?
Nonostante gli sforzi di Melis e dei suoi uomini (che l'autore accompagna anche nella quiete domestica, alle prese coi loro problemi) non si va oltre le ipotesi, ogni strada percorsa diventa un vicolo cieco.
«Perché, vede, io non credo che dietro questi delitti, che con la fantasia che contraddistingue i cronisti di nera chiameranno i delitti dei tarocchi non appena qualcuno spiffererà questo dettaglio, io non credo che dietro ci siano chissà che nomi e chissà che complotti. O chissà quali connivenze. Ma se anche ci fossero, io andrò sino in fondo. E se questo dà fastidio a qualcuno mi si dovrà far fuori, o in metafora o sul serio. Perché io andrò fino in fondo».

L'inchiesta, come in altri romanzi dell'autore, diventa altro: il giallo, le piste devono seguire, le porte chiuse seguono gli investigatori anche nella loro vita privata.
Dove si riflette su quello che sta succedendo nella società in cui vivono, dove la cultura del benessere ha spazzato via le grandi ideologie dei due decenni precedenti. E dove paradossalmente, gli unici ideali rimasti sono quelli della purezza, dell'eliminazione dei diversi:
Melis rabbrividì: davvero si preparavano anni nei quali la sazietà del benessere, i timori per quanto d'insicuro vi è nel relativismo e nelle oggettive difficoltà della ragione, la confusa bramosia di assoluto, i facili cortocircuiti dell'irrazionalismo avrebbero riportato in vita l'oscurantismo, quell'insieme di fede e paganesimo sul quale si fonda ogni più atroce regressione dell'umanità? Fascismo, socialismo reale, integralismo religioso.

C'è spazio anche per comprendere l'importanza del nuovo tabernacolo familiare: la televisione dentro le nostre case e i programmi sulle tv private, demenziali, pensati per saziare la pancia dell'italiano mediocre, livellandone la sua cultura sempre più verso il basso
«Sai, giorni fa per curiosità ho deciso di guardare un programma su una tele privata, un programma di cui tutti parlano. Non chiedermi come si chiama, so solo che mentre lo guardavo pensavo che era l'Istituto Luce dei nostri anni. Preparava una nuova classe di elettori, belli e pronti per dimenticare d'un balzo la guerra la bomba i campi di sterminio la resistenza la lotta di classe destra e sinistra alto e basso giusto e ingiusto .. Il nostro mondo sta tramontando, ragazzi, e il nuovo secolo s'annuncia...»«Non con trombe ma con peti e rutti» chiosò Melis.«Con il più vecchio degli armamenti ideologici rimesso a nuovo: non avete idea di quanti fra questi giovani siano fisiologicamente terra delle destre».

L'inchiesta diventa una sfida quasi personale, perché le morti si susseguono assieme alle prime accuse contro la polizia e sulla squadra di Melis, accusati dopo settimane, non hanno raggiunto alcun risultato.
Una sfida personale e una indagine dentro la mentalità degli assassini: una mentalità crudele, cinica ma anche lucida. Una mentalità in cui si mescolano il mito del superuomo e i principi dell'eugenetica, l'eliminazione dei non abili, le persone che non meritano di respirare la nostra aria, di incrociare le stesse strade della “belva” rinchiusa nel labirinto:
«E perché uccidono?» chiese Lapolla. «Voglio dire: teorizzare l'eliminazione dei degenerati non è come praticarla».«No certo» intervenne Piccolini. «Ma guardatevi intorno: società di massa, consumi di massa, perdita degli ideali, quali che siano … Il nostro lupo nella steppa, uno e bino, vi si aggira come una belva in gabbia, o meglio: una belva nel labirinto. [..] ci troviamo di fronte a menti brillanti e a un ceto politico agiato – possono solo condurre ad integrarsi in questa società, che la belva disprezza. Gli altri non esistono, al di fuori dell'anima gemella, l'altro mezzo lupo che corre con lui. Ma dove corre nel labirinto? Fra mura senza sole? La tensione sale, cresce, comprime oltre ogni possibile sopportazione. Ed ecco che il primo Untermensch che s'incontra in unno di quei dedali oscuri è anche la prima vittima sacrificale. Il prete dei derelitti...»

Ci sono libri in cui bisogna avere forza e costanza per arrivare fino in fondo: questo di Hans Tuzzi è proprio uno di questi, perché le continue citazioni, le divagazioni filosofiche e storiche, rendono il percorso irto e a tratti anche scomodo.
Ma porta ad un finale che svela le trame del mistero e le trame di una società in cui scopriamo tutti i germi che oggi vediamo sotto i nostri occhi.
La televisione oppio dei popoli, l'estremismo nero e il fascino che questo suscita nei giovani. Una società che non vuole vedere gli ultimi e i diversi, nascondendoli se proprio non si possono uccidere.
Non è un caso se nelle sole due ultime pagine si citano due grandi autori del novecento: Dostoesvkij e il suo “I fratelli Karamazov” e Hanna Arendt, che ci ha raccontato del male e del bene:
Il male non è mai radicale, e non possiede né profondità né una dimensione demoniaca. Invade e devasta il mondo intero perché si espande sulla sua superficie come un fungo. Sfida il pensiero perché il pensiero, nel momento in cui cerca il male, non trova nulla. Questa è la sua banalità. Solo il bene è profondo e può essere radicale”.

La scheda del libro sul sito di Bollati Boringhieri
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon


Sicurezza televisiva

Martedì sera televisivo, ore 8.30 circa: su rete 4 c'era Belpietro che imitava Crozza (nella sua imitazione di Belpietro) in una tramissione dove si parlava di sicurezza.
L'ospite in studio, un ex rapinato che si lamentava dell'assenza di leggi chiare. Perché non danno 10-15 anni ai ladri? Perché li scarcerano subito?

La polizia ha le mani legate ...
Milano odia la polizia non può sparare...

A Milano c'era appena stato il blitz delle forze dell'ordine contro gli immigrati che bivaccavano davanti la stazione centrale: risultato del blitz? Zero arresti, zero segnalazioni.
Ma abbiamo dato la possibilità a Salvini di farsi un altro bel comizietto e abbiamo rassicurato la pancia dell'elettore medio italiano e dello spettatore televisivo (spesso i due coincidono) che potrà dormire tranquillo.

Sempre in TV, stessa fascia oraria: Walker Texas Ranger, attaccato da un orso (non sappiamo se immigrato o meno) si liberava a coplpi di kung fu.
Quanta adrenalina, quanto orgasmo.
Viva l'uomo vero che sa farsi giustizia da se.

Per chiudere in bellezza, su Rai Movie un bel poliziottesco con Tomas Milian il poliziotto che non aspetta le lungaggini dei magistrati, che usa le maniere forti, perché quando ci vuole ci vuole ..

Che serata, ragazzi.
La sicurezza innanzitutto.
Mica vogliamo lasciarli a spasso a bighellonare a nostre spese.
Certo, vai a spiegare che se il sistema dell'accoglienza è fatto proprio così, delegando tutto a strutture private e ai comuni.
Che forse quando si parla di sicurezza si potrebbe alzare la testa e raccontarsi che esistono altre insicurezze.
Quelle del mondo del lavoro, per esempio, visto che si è appena celebrato il rito del 1 maggio.

Sappiamo dalle statistiche quanto è alta la % di disoccupati giovanili, ma anche quella degli oltre 50 enni, non scherza.
La sicurezza sul lavoro, la sicurezza di una casa (sempre nella Milano delle occupazioni abusive, nella casbah di piazza Selinunte che ha raccontato Alessandro Robecchi).

Ma allo spettatore da casa, a cui hanno raccontato che le ONG (quelle che salvano i migranti in mare) sono in contatto con gli scafisti per fare soldi, questo interessa poco. 
Lui vuole stare sicuro, al chiuso in casa, nelle sue insicurezze.

02 maggio 2017

Licenza di uccidere (e di salvarsi dal processo)

Non so se dipenda dal clima febbrile nella maggioranza, dalle elezioni che (forse) si avvicinano, dal "tutti a destra" per andare a caccia dell'elettore medio...
Ma due indizi fanno una prova: le modifiche chieste alla Camera al DDL Penale, per diminuire il tempo della prescrizione per i reati penali (dovevano aumentare della metà, l'emendamento li alza di solo un terzo).   
E la riforma della legittima difesa: per chi spara per difendersi in casa niente giudice né indagini della polizia.

Le chiedono gli alfaniani (l'ultima proposta assieme alla Lega e FI).
Una specie di licenza di uccidere che, nel paese dei femminicidi (domestici) a me fa molta paura.

Come se nulla fosse

Come se nulla fosse, abbiamo cancellato il voto del referendum, le bocciature della Corte Costituzionale, l'assenza di una legge elettorale, la manovrina di primavera e gli altri dossier sui tavoli dei ministri (da Alitalia ad Almaviva).
Archiviati i ponti (che tanto dispiacere danno ai cultori del PIL), il 25 aprile (al grido di Bella Europa) e anche il 1 maggio (che negli anni del lavoro liquido è diventata solo la festa delle frasi fatte), siamo arrivati a queste primarie che hanno dato una riverginità al candidato Renzi.
Che ora, grazie a quei 2 ml scarsi, riconquistata la segreteria e il controllo del partito, può riprendere la corsa alla presidenza.
Si arriverà al voto anticipato?
E se sì, con quale legge elettorale?

E come la mettiamo con le promesse fatte con l'Europa?
E come verrà risolta la la grana di Alitalia (eh se ci fosse Silvio..)?
E sulla base di quale programma (dell'eventuale centro sinistra) si andrà a votare?
E quali alleanze verranno stipulate prima e, cosa ancora più importante, dopo?

Nel discorso della vittoria, il segretario candidato presidente ha spiegato che non è una rivincita ma "un nuovo inizio, non il secondo tempo della stessa partita".
E ha aggiunto che domenica ha vinto "tutto il Pd, quello che non si è vergognato delle cose che abbiamo fatto sino a ora".
I voucher,il jobs act, l'innalzamento della soglia del contante, la buona scuola, il falso in bilancio col buco ..

01 maggio 2017

La genesi di una Repubblica – Portella della Ginestra, la strage, la mafia, lo stato

Ancora ieri su Repubblica, il giornalista Salvo Palazzolo parlando della strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947), raccontava dei colpi sparati dalla banda Giuliano sulla folla radunata per festeggiare il 1 maggio (l'articolo lo si può leggere qui).
Mentre leggevo l'articolo mi tornavano in mente le parole di Tullio de Mauro che, riferendosi alla morte di Enrico Mattei, diceva “è stato un omicidio, non parlate di incidente”.
Ancora oggi si ha timore a raccontare la storia dei misteri d'Italia nella sua complessità, quando tocca livelli legati al potere. L'oscuro incidente dell'aereo di Mattei, la banda Giuliano ..

E' vero che Giuliano era presente e che sparò sui contadini col suo mitra, ma sui corpi dei feriti, molti anni dopo, furono estratte schegge di granata, che avevano prodotto ferite ben diverse da quelle dei colpi di fucile e mitragliatore.

Siccome, in base alle conoscenze raccolte, Giuliano e i suoi non disponevano di lancia granate, di produzione americana, viene da chiedersi chi abbia sparato quei colpi.
Lo storico Giuseppe Casarrubea, morto l'anno scorso, aveva studiato a lungo la strage, i referti, i cablogrammi tra Italia e America, spulciando gli archivi inglesi e americani.

Da questi studi, era emerso un quadro sulla strage e sulla situazione politica in Sicilia negli anni a cavallo della fine della guerra che sembra quasi una spy story.
Il movimento monarchico che usava il banditismo per costringere alla resa lo stato italiano, non ancora repubblica.
I timori che, dopo il crollo del nazismo e del fascismo, non rimanessero argini per fermare il comunismo (e la fine dei privilegi per i latifondisti, per i nobili siciliani, per la Democrazia Cristiana che era stata scelta dall'america per guidare l'Italia.
Dalla rete sabotaggio, lasciata sull'isola dai nazifascisti (e di cui Giuliano faceva parte secondo lo storico) alla nascita della rete “Stay behind”, la struttura paramilitare in funzione anticomunista composto da ex militi delle Brigate Nere e della Decima Mas.

Un patto occulto tra poteri criminali, tra cui pure la mafia rurale, servizi segreti, gerarchie vaticane, esponenti dell'indipendentismo siciliano (come Finocchiaro Aprile) che ha forzato la storia del nostro paese in una ben precisa direzione: mantenere intatti privilegi, bloccare qualsiasi tentativo di riforma agraria, creare terrore nei confronti delle forze di sinistra (la strategia della tensione è iniziata in Sicilia molto prima di Piazza Fontana).

Da questo gruppo di potere eversivo sono nate le bande come quella di Giuliano, gli assalti alle Camere dei lavoratori e la strage di Portella della Ginestra.
Dove a sparare sulla folla furono gli uomini di Giuliano, gli uomini della banda di Salvatore Ferreri, “Fra diavolo” (uno strano bandito, che girava col lasciapassare del ministro dell'interno) e uomini della X Mas coi loro lanciagranate.

La santissima Trinità, l'hanno chiamata Giuseppe Casarrubea, citando una frase gridata da Gaspare Pisciotta (luogotenente di Giuliano) nell'aula del Tribunale di Viterbo, al processo per l'eccidio di Portella della Ginestra dopo essere stato condannato. Pisciotta urla alla giuria e ai giornalisti presenti in aula

Banditi, mafia e carabinieri eravamo tutti come una cosa sola, come la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo”. La stessa scena è stata inserita nel bellissimo film di Francesco Rosi “Salvatore Giuliano”.

Quello che è avvenuto dopo è noto: la strage che diventa la strage di Giuliano, il governo di coalizione a Roma da cui esce il partito comunista, la Sicilia che strappa lo statuto autonomo a Roma, i mafiosi che vengono riabilitati dalle forze di occupazione alleate di Charles Poletti.
La mafia che, dopo aver protetto prima e consegnato poi ai carabinieri Giuliano, avendo coperto l'operazione sporca di “Portella”, entra dentro la stanza del potere: scrive Alfio Caruso nel libro “Quando la Sicilia dichiarò guerra all'Italia”
Grazie a Turiddu, Cosa Nostra compie il salto di qualità: gli ha tappato la bocca e ha fatto sparire ogni documento compromettente per i suoi nuovi alleati. In cambio tutti gli atti pubblici la ignoreranno fino alla strage di Ciaculli, i sette militari disintegrati il 30 giugno '63 dalla giulietta imbottita di esplosivo.Cosa Nostra si è legata, come mai era accaduto in passato, a pezzi importanti delle Istituzioni. Condivide segreti, che non dovranno essere rivelati,pena la bancarotta morale della nascente Repubblica. Ha intrecciato rapporti fondamentali, che sfrutterà per oltre mezzo secolo. Certi canali mai più verranno chiusi, certi indirizzi resteranno conosciuti e praticati da ambo i lati, certi accordi inconfessabili diverranno la base di accordi inconfessabili. La mafia è sempre stata identica a se stessa: corruttrice, sanguinaria, avida. In difesa del proprio utile mai si è fatta scrupolo di ammazzare donne e bambini. L'onorata società e gli uomini d'onore sono un'invenzione dei complici d'alto bordo. Ai tempi di Vizzini le bastava amministrare il potere all'ombra dello Stato; ai tempi dei corleonesi vorrà sostituirsi allo Stato. Lo spartiacque sono gli anni di Giuliano con il patrimonio di ricatti, minacce, conoscenze, che unito alla protezione statunitense le consentirà il controllo dell'isola e di una parte dell'Italia prima della sua estensione all'intera Europa.
A sua insaputa Turiddu è stato lo strumento per consentire alla «disonorata società» di uscire dalla dimensione regionale e assurgere a interlocutore privilegiato delle istituzioni.”.

La nostra Repubblica, che quel 1 maggio si trovava a festeggiare il primo maggio, festa dei lavoratori, la prima volta liberi dalla dittatura, è nata così. Dai ricatti, dalla strage, dagli accordi sporchi con la mafia.
È nata con la coscienza sporca.

Il sociologo Danilo Dolci che spese tutta la sua vita a cercare la verità sul Primo maggio del 1947, lanciò il suo drammatico messaggio: «gli italiani devono sapere che Portella della Ginestra è la chiave per comprendere la vera storia della nostra Repubblica. Le regole della politica italiana in questo mezzo secolo sono state scritte con il sangue delle vittime di quella strage».

-Lupara Nera di Giuseppe Casarrubea e Mario José Cereghino

-La santissima Trinità: Mafia, Vaticano e servizi segreti all'assalto dell'Italia nel 1943-1947. Nicola Tranfaglia, Giuseppe Casarrubea e Mario José Cereghino