21 maggio 2009

Lo lasciamo lavorare?

La sentenza di condanna lo indica come corruttore dell'avvocato Mills e lui, anzichè riferire al giudice (meno male che il Lodo C'è!!), risponde che riferirà in Parlamento. Dove "sentirete cosa ho da dire sui giudici!".
Ma non va nemmeno in Parlamento.
La Marcegaglia chiede riforme, e lui usa la platea per un attacco alla magistratura.

"La giustizia penale e' una patologia nel nostro sistema. I giornali oggi dicono che non è possibile criticare i giudici, ma criticare i giudici è un diritto di ogni cittadino".

"I giudici hanno deciso il contrario della verità, perchè sono estremisti di sinistra - dice il premier - E' come se Mourinho (l'allenatore dell'Inter) arbitrasse Milan Inter". Ed ancora: "Basta con un Csm dove i giudici si assolvono sempre. Non ci fermeremo fino a quando non sarà separato l'ordine dei magistrati dall'ordine degli accusatori".

Berlusconi, ribadisce, davanti alla platea di Confindustria, la necessità di rafforzare i poteri del presidente del Consiglio. Che "non ha nessun potere perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier".

Non contento, si concede un'altra battuta sul presidente (donna, ma che abbia qualche problema con le donne?) di Confindustria Emma Marcegaglia.
Ad Annozero si parlerà di lui e della vicenda: "lasciamolo lavorare" il titolo. Perchè, è vero, abbiamo molti problemi da risolvere , gravi.
Più gravi della vicenda Noemi. Ma la domanda si pone: siamo sicuri che sia la persona giusta per risolverli?

E' fatto divieto - la difesa della razza a scuola

Torniamo al tema dell'immigrazione, della deriva razzista, dei solerti burocrati che spesso anticipano le leggi.
Succede a
Padova, prima a Genova:
«Prevediamo che la commissione per l’esa­me di Stato ve chieda il permesso di soggiorno quindi, vi invitiamo a consegnarlo entro domani», recita la circolare firmata dalla preside Anna Bottaro. Con tanto di nomi e cognomi degli studenti stranieri che a giugno dovranno sostenere l'esame di maturità. Letti in classe ad alta voce.

R.D.L. 5 settembre 1938, n. 1390
Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola

Visto l'art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per l'educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Articolo 1.
All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; nè potranno essere ammesse all'assistentato universitario, nè al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza.

Articolo 2.
Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.

Articolo 3.
A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari.
Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza.

Articolo 4.
I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni a datare dal 16 ottobre 1938-XVI.

Articolo 5.
In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.

Articolo 6.
Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.

Articolo 7.
Il presente decreto-legge, che entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge.
Il Ministro per l'educazione nazionale è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
ORDINIAMO
che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a San Rossore, addì 5 settembre 1938 - Anno XVI
Vittorio Emanuele, Mussolini, Bottai, Di Revel
Estratto da "Wikisource
"

I nemici del presidente


I giudici, l'opposizione, la stampa.
Il giudice Nicoletta Gandus, presidente del collegio giudicante nel caso Mills, "essendo un mio dichiarato e palese nemico politico", è impossibile che "saprebbe non venir meno al vincolo di imparzialità impostole dalla Costituzione".

Da Voglioscendere:
Proprio ieri, in occasione della conferenza stampa in cui si è scagliato contro i magistrati "colpevoli" di aver condannato per corruzione il suo avvocato David Mills, Silvio Berlusconi ha detto: «Se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo».


Sul caso Noemi:
"E' la stampa italiana che si deve vergognare". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa a Coppito, lancia un duro attacco ai media che diffondono "notizie non vere e facendo del male al Paese".
Il premier ha fatto riferimento alla vicenda delle 'veline' e di Noemi Letizia. ''Le veline non sono mai esistite'' e Noemi Letizia ''e' stata bersagliata in modo inaccettabile'' dai media.

Sul vecchio segretario Veltroni (che nella campagna elettorale aveva tenuto un atteggiamento soft):
Silvio Berlusconi, giunto a Viterbo per un appuntamento elettorale, attacca il leader del Pd, Walter Veltroni, definendolo un “vecchio comunista riciclato”.

La stampa. I giudici. L'opposizione.
Ma, attenzione, guai a parlare di regime. In quale altro paese un premier si permetterebbe un tale atteggiamento contro stampa e opposizione?State pensando alla Russia di Putin?

Perché, spiega, «molto è stato fatto grazie agli sforzi personali di Berlusconi». «Se avessimo con i Paesi europei lo stesso rapporto che abbiamo con l'Italia - aggiunge - sarebbe una ottima cosa per lo sviluppo delle nostre relazioni». Insomma, «se Silvio ha avuto questo ruolo nei rapporti tra Italia e Russia, può averlo anche nei rapporti tra la Russia e l'Ue».

Non c'è futuro senza solidarietà

Intervistato per la serata speciale di Che tempo che fa, il cardinale Tettamanzi ha dato la sua testimonianza di essere cristiano.La difficoltà dell'essere cristiano oggi, in questo momento di crisi (e non solo economica): oggi che chiamiamo clandestino il nostro prossimo che ha solo avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata (o meno fortunata) del mare.

A Lampedusa abbiamo riscoperto le nostre radici cristiane: per tutti i Gesù morti e sepolti, nel cimitero dell'isola o abbandonati nel mare , uccisi da Erode e Ponzio Pilato assieme, come raccontava nella sua introduzione Erri De Luca.

Il cardinale parlava di esigenze degli immigrati (come lo siamo stati noi italiani) e di diritti. Della solidarietà che dobbiamo dare e dell'aggressività con cui invece è stato risposto da una parte politica (si pensi alla richiesta di concedere luoghi di culti per i mussulmani).

«L'aggressività non mi preoccupa più di tanto — anche se non è stata piccola cosa — perché io parto da me stesso, faccio riferimento al Vangelo e alla razionalità, che ci invitano al dialogo, al confronto, all'incontro. L'aggressività è segno di mancanza di impegno a trovare un terreno comune per affrontare i problemi e dare loro una risposta umana».

«Penso che, soprattutto la politica, debba senz'altro interessarsi del momento, certo più difficile e delicato dell'emergenza, ma ad essa non può arrestarsi - ha aggiunto il cardinale -. La politica deve partire da progetti grandiosi, e soltanto in questo quadro è possibile allora attivare le diverse forze sociali, culturali istituzionali, di volontariato, religiose, perchè solo in un quadro progettuale è possibile risolvere anche il momento puntuale dell'emergenza».

Perchè tutti siamo in realtà debitori di qualcosa, nel passato. Per quello che i nostri genitori ci hanno insegnato, per quello che ci hanno lasciato.

Altra parole citata dal cardinale: sobrietà che non significa penitenza, ma moderatezza nei modi. Forse si riferiva ai tanti che si dicono cristiani (o ispirati ai suoi valori) e invece praticano la doppia morale. Tutti gli amministratori, uomini politici, persone che hanno il compito di guida nella nostra comunità.
«Non nominare il nome di cristiano invano».
Sobrietà e solidarietà: mettere al centro del discorso (di ogni cristiano) la dignità dell'uomo. Che si intreccia con la dignità della famiglia.
«Personalmente ritengo che esiste una regola delle regole e una governance delle governance. Perché la regola, in ultima analisi, è una sola, ed è la persona, la dignità della persona, i valori e le esigenze della persona. C'è solo un principio che dobbiamo onorare con fatica, e questo principio è il rimettere al centro l'uomo, la sua dignità. Potrei dire che bisogna avere il coraggio di parlare dell'etica. Dove l'etica non è qualcosa che blocca, o frena, o ostacola, ma al contrario qualcosa che libera, perché ci dà la possibilità di affrontare tutto e sempre in chiave umana e umanizzante».

Avere il coraggio di parlare dell'etica. Della persona: nè chiusa nei suoi egoismi, nè chiusa in sè stesso.

Libertà e destino: non c'è contrapposizione. Il nostro destino è scritto con la libertà concessaci da Dio. Qui il cardinale è volato troppo alto, quando ha parlato dei no della Chiesa, sui tanti temi della scienza, di bioetica. Sono nò che non indicano uno sbarramento, una porta chiusa.

Per ordinare il libro del cardinale Tettamanzi "Non c'è futuro senza solidarietà".

20 maggio 2009

I corpi lasciati indietro


Una caccia all'uomo, anzi una caccia alla donna.Una sfida tra i due personaggi, conteporaneamente preda e predatore. Un killer professionista, l'artista per la precisione con cui pianifica le azioni ("misura due volte e taglia una").
E una poliziotta, con alle spalle una situazione familiare difficile (tra problemi col figlio e un ex marito alle spalle), la regina della giungla.

Siamo nei monti del Wisconsin, sulle sponde del lago Mondac, contea di Kennesha.
Dalla giungla metropolitana dove sono ambientati gereralmente i thriller di Deaver, alla giungla o meglio ai boschi del nord america.
Brynn McKenzie viene chiamata per un 911, da un cellulare di una coppia di professionisti (i Feldman) che sta passando il fine settimana in questa villa isolata vicino al lago.

Arrivata alla villa riesce a sfuggire per un pelo dall'essere ammazzata anche lei dalla coppia di Killer ("l'artista" e il suo aiuto): in fuga in mezzo ai boschi, in un ambiente ostile, trova un'amica della coppia, anche lei salva per miracolo, Michelle.

Assieme dovranno sfuggire ai due killer: due donne, apparentemente così diverse, in realtà con molti tratti in comune, contro due uomini. Come in tutti i libri di Deaver, l'aspetto psicologico dei protagonisti è messo in primo piano.I dubbi, le paure, i pensieri, il passato. Passato che viene distillato poco a poco, man mano che ci si addentra nella lettura.
E che aiuterà a svelare tanti misteri della trama.

Perchè i Feldman sono stati uccisi?
Chi ha assoldato i killer?

Dopo aver letto "Nero a Manhattan" ero rimasto profondamente deluso: con quest'ultimo Deaver riprende un pò dei punti che aveva perso. Vedremo se Brynn, la nuova eroina, riuscirà ad essere all'altezza di Kathryn Dance e Lincoln Rhyme.


Il sito di Jeffery Deaver.
Il link per ordinare il libro.

Technorati:

Le prime righe:
Silence.
The woods around Lake Mondac were as quiet as could be, a world of difference from the churning, chaotic city where the couple spent their weekdays.
Silence, broken only by an occasional a-hoo-ah of a distant bird, the hollow siren of a frog, And now: another sound.
A shuffle of leaves, two impatient snaps of branch or twig.
Footsteps?
No, that couldn't be.
The other vacation houses beside the lake were deserted on this cool Friday afternoon in April.

..

Nomine ad orologeria

Evidentemente ci siamo mitridizzati al conflitto di interessi e all'occupazione bulgara dell'informazione RAI.Eppure ci si deve indignare: per le nomine fatte a palazzo Grazioli.Per le nomine fatte sotto campagna elettorale.Perchè si sapeva tutto.

L'informazione è importante: come una lente di ingrandimento permette di deformare, ingrandire e occultare certi fatti.
Dire che la povera Noemi è stata bersagliata dalla stampa.
Titolare la condanna a Mills, spostando l'attenzione sulle parole del premier "dirò cosa penso dei giudici". E dei postini? E dei maestri? E degli avvocati?

Di Pietro "un soggetto pericoloso per la democrazia". In realtà il condannato è Mills, fino a prova contraria. Sebbene solo in primo grado.

Parlare delle violenze degli studenti che manifestavano a Torino.
Reati sulla pubblica piazza, cui rispondere con le cariche. E tacere sui malefatte dei rettori, dei baroni della Casta universitaria.
L'informazione è importante, specie in tempi di crisi: leggetevi il finale di questo articolo de L'Economist, dove si parla della crisi nei paesi dell'est
Ivan Krastev, a Bulgarian-based analyst of the region’s politics, says the fear of unemployment will disillusion middle-class voters and stoke protest voting. A bigger problem may be the fear among political elites, some of whom will stick at nothing to stay in power and out of jail.
“The model is Berlusconi,” he says glumly.

La lavagna della vergogna

Affinchè un regime funzioni, servono non solo leggi anticostituzionali, mancanza di giustizia e diritti.
Servono anche i buoni burocrati che, zelantemente, applicano le leggi del regime senza farsi troppi scrupoli di coscienza.
Per denunciare gli immigrati negli ospedali e segnare gli studenti sulle lavagne delle scuole.
Ogni riferimento ai fatti di Genova è, ovviamente, puramente casuale.

La legge è uguale per tutti

Il Tribunale di Milano deposita la sentenza che condanna l'avvocato inglese Mills: si mette nero su bianco che Berlusconi, il presidente del Consiglio, ha corrotto un avvocato per trarne benefici.
E' un pò come quando si getta un sasso in uno stagno, partono le ondate di risposta.
"Sentenza scandalosa", ribatte il premier.
"Sentenza ad orologeria". Come se i giudici dovessero scrivere le sentenze in base ai comodi della politica.
"La Gandus è un magistrato militante".
"Tornano le toghe rosse".


Finalmente: non ne potevo più di questo clima volemose bene, facciamo le riforme assieme.
Berlusconi riferirà in Parlamento, come se questo fosse il luogo dove giustificare questioni giudiziarie.E la separazione dei poteri?
Scopriamo due cose, dalle dichiarazioni e dai fatti di ieri.
Primo, che Berlusconi non si chiama Silvio.
Sebbene abbia giurato la sua innocenza sui suoi figli.
E, la seconda, meno male che il lodo c'è .....

In Inghilterra l'opposizione chiede l'elezioni anticipate per la storia dei rimborsi dei politici.
La perfida Albione ..

19 maggio 2009

Non nominare il nome di Falcone invano

Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, paragonava ieri i suoi disegni di legge in materia di mafia (il Testo Unico antimafia)a quelli fatti da Falcone, quanto era al Dipartimento di Giustizia.
Ci vuole un bel coraggio, per fare questi paragoni.

Dopo aver prorogato le leggi vergogna. Quelle del periodo 2001-2006 la ex Cirielli, la Cirami, 12 condoni fiscali edilizi ambientali, lo scudo fiscale di Tremonti (una specie di riciclaggio di stato), la legge sulle rogatorie e la depenalizzazione di fatto del falso in bilancio.

Dopo aver appoggiato le leggi ad personas del periodo dell'Ulivo 1996-2000: controriforma dell'articolo 513 del c.p.p. (le dichiarazioni accusatorie davanti al PM devono essere ripetute davanti al giudice), il patteggiamento in Cassazione, la Simeone Saraceni, la depenalizzazione dell'abuso d'ufficio non patrimoniale, niente più arresto per i falsi testimoni (legge fatta nel 1995).

Noi non ci dimentichiamo che il passato governo Berlusconi ha fatto una legge contro l'elezione di Gian Carlo Caselli alla super procura antimafia (anche a Falcone successe una cosa analoga); ha riportato in Cassazione un giudice come Corrado Carnevale.

Soprattutto, noi non ci dimentichiamo che queste elezioni sono state vinte al grido di "Mangano eroe". Cosa non doveva dire Mangano su di lei, cavaliere?
Sarebbe contento Falcone (e tutti i giudici antimafia) della legge che si sta varando sulle intercettazioni?

Non credo. Lasciate stare in pace i morti. Che almeno a loro è risparmiato questo. Anche a nome di quanti, nelle forze di polizia, nella società civile, nel mondo dell'informazione, nella magistratura, portano avanti la lotta alla mafia.

Segnalazioni: il tribunale di Brescia a condannato, in sede civile, il giornasta Filippo Facci, l'ex direttore de Il Giornale Marizio Balpietro, al risarcimento di 50000 euro per danno per l'articolo a firma Filippo Facci "Gli ultimi saranno i primi", ritenuto diffamatorio contro il sostituto procuratore Alfredo Robledo, del tribunale di Milano.
Il giornalista è stato condannato a pagare altri 10000 euro a titolo di riparazione pecuniaria.

Riporto dal blog di Daniele Martinelli:
Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale citati nell’articolo diffamatorio di Facci su commissione, erano i pm che avevano chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari nei confronti di David Mills, quest’ultimo guarda caso, condannato a 4 anni e mezzo di galera. Unico corrotto della storia giudiziaria mondiale che paga senza corruttore (Silvio Berlusconi isolato dal lodo alfano). Filippo Facci, nel suo “appunto” in prima pagina a libro paga di Berlusconi, aveva dipinto i 2 magistrati tipi di cui non fidarsi.

18 maggio 2009

Berlusconi e la tragedia del 1997

Rileggetevi l'articolo di Stella, sulla tragedia del 1997, l'affondamento di una carretta albanese, speronata da una corvetta italiana.

Berlusconi, la tragedia degli albanesi in Puglia del ’97 e le critiche a Prodi: no ai blocchi, il diritto non lo prevede.
«Dov’è la cipolla, piagnina?»
Erano i primi di aprile del ’97 e il leghista Daniele Roscia, sfot­tendo Silvio Berlusconi per le lacrime versate sugli albanesi morti sulla nave speronata da una corvetta della Marina italia­na, non poteva immaginare che un giorno il Cavaliere avrebbe blindato con la fiducia un decreto come quello di ieri fortissimamente voluto dalla Lega.

Rileggere quanto disse allo­ra il leader azzurro, deciso a sot­tolineare i contrasti dentro il governo Prodi che per arginare gli sbarchi in Puglia aveva vara­to il pattugliamento delle coste andando incontro alla spaven­tosa tragedia della «Kater I Ra­des » affondata con una mano­vra sbagliata dalla «Sibilla», è fonte di sorprese. Per comincia­re, secondo l’Ansa, il leader az­zurro accorso a Brindisi a in­contrare i sopravvissuti, ricor­dò che «l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugia­ti aveva espresso deplorazione su questa misura del blocco na­vale: ora dopo quello che è suc­cesso, dobbiamo riscattare la nostra immagine e dobbiamo fare tutto ciò che le nostre pos­sibilità ci consentono, non so­lo con il nostro esercito per pro­teggere gli aiuti, ma dobbiamo essere tutti noi generosi». Quindi, offerta ospitalità per­sonale a una dozzina di profu­ghi, espresse «le sue riserve sul pattugliamento» e smentì asso­lutamente a Repubblica che Ro­mano Prodi l’avesse preavverti­to: «Non sono stato informato né di blocchi né di pattuglia­menti. Prodi mi aveva informa­to dell’intervento finalmente possibile in Albania, dicendo­mi che era stato trovato un ac­cordo con i paesi di cui mi ha fatto i nomi — Portogallo, Fran­cia, Grecia ed altri — per una missione di pace. Su questo, io ho detto 'Sono pienamente d’accordo'. Tra l’altro ho stu­diato diritto della navigazione, a suo tempo: so che nessuno può fermare navi civili in ac­que non territoriali, non è pre­visto assolutamente un diritto di questo genere da parte di nessuno Stato. Se avessi senti­to parlare di blocco navale, avrei subito drizzato le anten­ne».

Di più, aggiunse all’Ansa: «Credo che l’Italia non possa ac­cettare di dare al mondo l’im­magine di chi butta a mare qualcuno che fugge da un Pae­se vicino, temendo per la sua vita, cercando salvezza e scam­po in un paese che ritiene ami­co. Il nostro dovere è quello di dare temporaneo accoglimen­to a chi si trova in queste condi­zioni ». E chiuse: «Dobbiamo la­vare questa macchia, che sarà pure venuta dalla sfortuna, ma che è venuta da una decisione che non si doveva prendere».

Il giorno dopo, mentre a sini­stra si sbranavano sul tema del­l’accoglienza e tentavano di ar­ginare l’indignazione svento­lando un sondaggio secondo cui, come avrebbe scritto Filip­po Ceccarelli, appena un quar­to degli intervistati giudicava il pianto berlusconiano «since­ro », il Cavaliere spiegava a Raf­faella Silipo, de La Stampa d’es­sere schifato dalle reazioni: «Vogliono strumentalizzare il mio gesto e trasformare una grande tragedia in una piccola e sciagurata polemica politica. D’altronde è inevitabile, quan­do si guarda con occhi sporchi a cose chiare e pulite». A farlo precipitare in Puglia, spiegò, era stata l’indifferenza degli al­tri: «Vede, io li ho visti, i super­stiti del naufragio. Erano dispe­rati. E nessuno era lì con loro, nessuno gli ha detto niente, ca­pito? Si parla di settanta morti, venti bambini, una tragedia pa­ragonabile a Ustica, e questi qui, dal presidente della Repub­blica al presidente del Consi­glio al ministro della Difesa, re­stano a casa loro? È drammati­co ». Dodici anni dopo, riesami­nati gli studi di «diritto della navigazione» a proposito dei pattugliamenti navali, ha cam­biato parere: «Fuori dai confini vale il nostro diritto, previsto dai trattati internazionali, di re­spingerli ». E il voto di ieri, mar­cato dal trionfo della Lega Nord, sigilla la conclusione di un percorso di progressivo av­vicinamento ai temi cari al Car­roccio.

Daremo a Silvio la tessera perché si è 'pontidizzato'», gongolava giorni fa Roberto Calderoli. Padano ad honorem. Una onorificenza che gli sareb­be stata difficile da guadagnare quel giorno in cui, nella intervi­sta citata a La Stampa dopo la tragedia della nave albanese, confidò pensieri che in bocca altrui gli suonerebbero, dicia­mo così, «buonisti» e «cattoco­munisti »: «Siamo stati chiusi nell’egoismo, non possiamo permettere che succeda più nel nostro Paese. Non possiamo chiudere le porte, 58 milioni di italiani che stanno bene non possono respingere povere per­sone che vengono qui per cer­care un po’ di libertà. Doman­diamoci se la tragedia non è an­che dovuta, almeno in parte a quel coro di ''gettateli a mare, sono tutti delinquenti'' sentito nei giorni scorsi».

Report - carne

Il modello di allevamento intensivo di animali, per la produzione di latte, carne e uova, che considera il mangiare alla stessa stregua degli altri prodotti, gli animali solo merce da stipare in batterie, gonfiare per la crescita e rottmare appena fuori produzione, è un modello non sostenibile, poco salutare, che consuma troppe energie non rinnovabili (come l'acqua) e produce un inquinamento nelle falde, nei terreni, nell'aria che non possiamo permetterci.

L'inchiesta di Report (di Michele Buono e Piero Riccardi) si è occupata questa volta dell'industria agroalimentare, dei modelli di produzione intensivi di carne, che puntano a massimizzare la quota di prodotto vendibile (che sia carne latte o uova) e a diminuire al massimo i costi per gli allevamenti. Costringendo in un circolo perverso gli allevatori a spingere ancora di più sulla produzione, per ottenere sempre più risicati guadagni.

Forse dobbiamo rivedere il modello per cui ci aspettiamo gli scomprati di carne sempre stracolmi, nei supermercati.
Se l'attuale modelli di consumi occidentale, che sfama (e quanto sfama!) 800 milioni di persone su 6 miliardi, venisse adottato dal resto della popolazione, non avremmo più risorse per tutti. Risorse energetiche, idriche, di terreni coltivabili ...

Perchè ciò che sta dietro questo modello è un pollo che diventa prodotto da tavola in 37 giorni, mentre naturalmente ci impiegherebbe un tempo 3 o 4 volte superiore.
Ci sono mucche che, a furia di essere sfruttate per la produzione di latte e l'ingravidamento, diventano "stressate" dopo 2 anni e devono essere abbattute per farne bistecche.
Vacche geneticamente modificate per mangiare cereali e non più erba.
E per curare le malattie da stress (che poi sono una normale reazione agli squilibri ormonali cui sono sottoposte), gli allevatori sono costretti a usare sempre più antibiotici, perchè nel frattempo i ceppi dei batteri si rinforzano.
E in Italia non sappiamo nemmeno quanti antibiotici vengono usati nelle stalle, sempre meno stalle, sempre più industrie.
Perchè negli allevamenti non ci sono più ne prati da pascolo, ne tori da monta. E la nascita di un vitello maschio diventa una tragedia "meglio se morisse subito" diceva un'allevatrice.

Per far crescere la mucca le si da del cereale: in questo modo per avere una bistecca si consumano 8/9 porzioni di cereali, che avrebbero potuto sfamare altrettante persone.
Poi ci sono i rischi per la nostra salute, se si consuma troppa carne. Malattie vascolari, cancro all'intestino, gotta.
Sarà un caso che negli USA il 3% del PIL è il fatturato delle imprese che curano l'obesità?

Il consumo delle risorse.
Il mais per le mucche è prodotto utilizzando grandi campi, sfruttati in monocolture (senza diversificazione) che poertano come si è detto, ad un consumo di acqua ed energie non sostenibile. Oltre al discorso ambientale. Il 18% dei gas serra è prodotto dagli allevamenti. Il 70% dell'Amazzonia è stata destinata al pascolo.

Stiamo stravolgendo un sistema: da una parte i contratti di socida, che impongono agli allevatori quel tipo di produzione spinta (perchè non esiste libero mercato, con la GDO), con quei ricavi miseri (qualche centesimo per pulcino).
Quando compriamo un uovo al supermercato, un pollo, una fettina di carne, sull'etichetta non ci sono indicati i costi ambientali, per la salute, per il sistema.
La qualità costa: e se pagare di più significa consumare meno carne, meglio.

Altra perversità del sistema riguarda gli allevamenti di polli nel Veneto (la più alta concentrazione in Italia): il servizio dimostrava come al produttore convenisse più produrre Bioenergia dalla cacca delle galline (la pollina), grazie ai generosi incentivi concessi dallo stato, che non le uova.
I 700 allevamenti in pianura padana producono tonnellate di liquami. Come smaltirli? Grazie alle tariffe agevolate, e ai Biogassificatori, dove la Pollina viene bruciata (assieme alla legna, perchè ha poco potere calorico) inegli impianti, andando ad emettere nell'aria dei gas potenzialmente pericolosi.

Da una stima del giornalista, il guadagno per la produzione di uova si aggira sui 292000 euro/anno.
Grazie alle tariffe agevolate (28 cent a Kw ora), con i biogassificatori l'allevatore guadagnerebbe 1,078 milioni di euro/anno. Quasi una truffa, poichè si equipara la pollina all'energia eolica e solare, totalmente rinnovabile.

In sostanza, non ci guadagnamo noi, nè il contadino (se si eccettua il grande allevamento industriale che fa energia), non ci guadagna la mucca. Per un'economia che da lavoro a pochi.
Il modello va cambiato, e si può fare, come testimonia il caso della Cooperativa Agricoltura nuova a Roma.
Un'azienda a ciclo chiuso.

"Ciò che accade agli animali, prima o poi accade agli uomini"
Grande capo Seattle

P.S: chissà se il sindaco di Milano Letizia Moratti, ha visto l'inchiesta sulla sentenza della Corte dei Conti, per le consulenze d'oro?
Technorati: Report

Sostiene Berlusconi

Sostiene l'OCSE che gli stipendi italiani sono i più bassi d'Europa.
Sostiene Istat che il PIL italiano non è messo bene.
Sostiene la federazione europea della stampa, a Varna, che nemmeno l'informazione italiana è messa bene.
Sostiene però B. che la crisi è alle spalle ed è colpa della sinistra e dell'informazione.
Sostiene il Times, che è riuscito ad intervistare Noemi 2 volte, che all'estero un caso come quello Berlusconi Noemi, avrebbe portato tutti i giornalisti a seguire la vicenda e a farsi delle domande.
Sostiene il premier inglese che si deve fare un bel repulisti nel governo. Visti i recenti scandali sui rimborsi, che portano la popolarità dei politici in calo. In Inghilterra, però.

Sostiene Maroni che la linea della fermezza, del repingimento, è l'unica possibile. Mentre festeggiava a Varese la polizia, avveniva un omicidio di tale Monterosso autotrasportatore con legami con la mafia. E l'infiltrazione della mafia nel varesotto non è più una ipotesi.
Parliamo di mafia: mica di cavalli.


Mi chiedevo come fosse stato possibile, negli anni 30, accettare le leggi razziste del regime fascista. Come avessero potuto gli italiani, far finta di guardare dall'altra parte. Far finta di non sapere.
Poi, oggi, con gli accordi con la Libia (con Gheddafi!), con i respingimenti in mare, l'ho capito.
Un giorno, come per gli ebrei respinti in mare perchè nessun porto accettava la nave Exodus, nessuno potrà dire "Io non sapevo".

17 maggio 2009

I nuovi mostri di Oliviero Beha

Di fronte a due funerali, uno reale e uno mediatico, l'autore parte con la sua lunga riflessione della morte degli intellettuali nel nostro paese.
Queste due morti, quella del giornalista di Rai 3 (Telekabul) Sandro Curzi e di Eluana Englaro, così diverse ma accomunate dalle parole al vento , false e ipocrite date da politici e presunti "intellettuali" a comando. Il primo definito un esponente dell'antifascismo romano, classe 1931. La seconda, morta giovane nel 1992, rimasta in coma per anni, cui la politica non ha saputo dare alla famiglia una soluzione, un aiuto. Sulle cui spoglie gli esponenti del residence (il palazzo della politica di pasoliniana memoria) non hanno esitato a giocare la loro partita, arrivando quasi ad uno strappo istituzionale.
I nuovi mostri, naturale continuazione di Italiopoli: una rappresentazione di un'Italia che affogava in una palude, vittima di una classe dirigente autoreferenziale e autonominata. Capace di contornarsi di una corte di servi pronti a servire, e attorniata di uno stuolo di personaggi che premono per entrare dentro il residence.

Perché dentro il residence del potere esisti: fuori non sei nessuno. Ciascuno avrà i suoi cinque minuti di celebrità, diceva Warhol. E chi l'avrebbe detto che veramente tutti, specie quelli della peggior specie, sarebbero diventati i nuovi modelli (politici, istituzionali, dirigenziali, di pensiero)? I nuovi mostri, appunto.

In questo libro Beha si sofferma sul ruolo di coloro che dovrebbero illuminare la strada per il paese. "L'intellettuale dovrebbe essere scandaloso, sempre" diceva Pasolini.
Oggi, questa politica maggioritaria dove si deve stare da una parte o dall'altra, con la maggioranza o con l'opposizione (presunta e nemmeno troppo efficace, scanso inciuci), nessuno si deve permettere di essere critico sia con la maggioranza e con l'opposizione. E il maggioritario nella nostra politica, in cui in realtà sembra di assistere ad un gioco delle parti (la sinistra e la sua presunta egemonia colturale e la destra e la sbandierata sicurezza), si riflette in un maggioritario nell'intellighenzia. E in un maggioritario nel mondo dell'informazione. L'intellettuale moderno deve esistere solo in funzione del suo ruolo "embedded" dentro una coalizione. Guai a urlare fuori dal coro, a disturbare il manovratore, a ragionare con la propria mente. Il paese dei grilli silenti e dei tordi parlanti. Dell'informazione che anziché cane da guardia, diventa cane da riporto, in questa nuova democrazia populista e mediatica.
In questo contesto assistiamo alla fucilazione dei magistrati che processano politici di destra e sinistra (parliamo dei casi Clementina Forleo e Luigi De Magistris, come di tanti altri).
Parliamo del giornalismo di inchiesta (della sua fine, o meglio, del suo andare avanti con molte difficoltà): come Report, giusto per fare un esempio tra tanti. Che parlava dello scandalo derivati, dell'emergenza rifiuti, prima che la stampa nazionale affrontasse il caso. Parliamo del blog di Beppe Grillo, che aveva anticipato il caso Parmalat prima della Consob, delle istituzioni..

Ogni volta le grida di scandalo, la richiesta di maggiori garanzie e altre regole. Eppure siamo ancora qui ad assistere allo stesso spettacolo, con gli stessi interpreti (anche Antonio Fazio tornerà in scena), con le stesso copione, pieno di promesse, bugie e inganni (dagli scandali Cirio e Parmalat fino alla tragedia dell'Abruzzo).
Il paese dei senza vergogna, dice Oliviero Beha, non il solo il paese dove governa il "principe", come spiegavano nel loro libro Saverio Lodato e il magistrato Scarpinato.

".. la tesi centrale è che gli intellettuali che incidono sull'opinione pubblica e sulla sua visione del mondo non ci sono più o si sono venduti alla politica, al mercato, o al mercato della politica, o perché esclusi o impossibilitati a farsi sentire se ne stanno al coperto; all'aperto, all'apertissimo, c'è solo il sistema mediatico, sorta di Minotauro che ci fa perdere nel suo labirinto illudendoci nel contempo di essere liberi nel suo interno. Il filo è stato reciso da un pezzo, Arianna fa la velina in TV oppure la romena da strada esattamente con lo stesso spirito, nel labirinto cretese ci si muove smarriti e inebetiti tra gli specchi dei televisori dove imperversano i 'nuovi mostri' per lo più esaltati, strapagati, invidiati, reificati dalla loro stessa (tele)visibilità riflessa".

Sul sito di Articolo 21 viene riportato un passo del libro dove si parla di censura, censori e memoria:
Quando e come funziona la censura.Di censura in Italia non si parla. E chi dovrebbe parlarne, gli autori stessi responsabili o almeno correi di questa censura?
Sì, anticipiamo subito che, per carità, sul web di censura si parla, ma è un discorso che va affrontato nella specificità del mezzo. E qualche rara volta c’è anche chi riesce a passare da internet ai media di massa, intendo rivolti a destinatari di massa giacché anche la Rete è ormai un fenomeno di massa specie tra i giovani, ma di massa spesso «attiva»; il che la rende appunto più interessante, postmoderna, «pericolosa». Molto, ovviamente, si gioca sull’antonomia attivo/passivo nel flusso di comunicazione.Per esempio l’associazione politico-culturale Articolo 21 di cui è portavoce un giornalista ex sindacalista Rai e parlamentare piuttosto anomalo, di una serietà d’altri tempi,Beppe Giulietti, saltuariamente è riuscita in questi anni a trasferire dal proprio sito a uno o più mass media discorsi critici appunto sull’omonimo articolo della Costituzione, ridotto nella pratica a brandelli. Ma sono casi infrequenti e tiepidi.
L’unico episodio caldo o addirittura bollente ha visto protagonista sul principale canale tv, Rai Uno, anni fa, quell’accattivante cialtrone «extraordinario», vera star dello spettacolo contemporaneo, che risponde al nome di Adriano Celentano. Nello show Rockpolitik l’autodefinitosi «re degli ignoranti» ha parlato ripetutamente di censura, ma ovviamente alla sua maniera, trasmutandola come un Cagliostro del palcoscenico in epidermica merce televisiva destinata a dissolversi nell’attenzione e nelle coscienze pur di milioni di telespettatori in una nuvola di fumo, come infatti è avvenuto nel giro di qualche giorno…
 
Eppure il concetto di censura e l’applicazione del medesimo da parte dei «nuovi mostri» di cui mi occupo qui è assolutamente centrale, e intorno a esso ruota appunto la sparizione degli intellettuali, la recita informativa dei media e il conseguente svenimento (in un contesto planetario) della nostra democrazia, che avrebbe tanto bisogno dei sali. Senza la pretesa di fornire altro o di più che nonistruzioni per l’uso immediato della materia, riepilogo un po’ di idee su di essa e vi allego una serie di fatti, di circostanze, di nomi. 
Sui quali non ho tema di smentite, visto che mi riguardano personalmente, e intensamente, direi fino al midollo di una colonna vertebrale che è stata ripetutamente sbatacchiata a forza di bastonate. Eppoi parlano quasi sempre a vanvera e ipocritamente di schiene dritte in un Paese invertebrato… Se non ancora alla fine della democrazia (cfr. Gadamer), certamente siamo allo stravolgimento dell’ortopedia.


Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Il post sul blog dell'editore Chiarelettere e i pretesti.

Il blog dell'autore, Italiopoli.

Technorati:

Abbiamo dichiarato guerra all'ONU?

A sentire le dichiarazioni dei politici della maggioranza, sembra che sia stata dichiarata guerra alle Nazioni Unite.
Parlo delle dichiarazioni di La Russa, che riesce in un colpo solo ad attaccare la responsabile per i rifugiati, Laura Boldrini, comunista e con un cognome come quello di un partigiano.

Cosa ci dobbiamo aspettare: l'autarchia, l'Italia che deve spezzare le catene in cui le grandi nazioni la tengono, la necessità del posto al sole?
I campi DUX, dove formare la gioventù italica (a cosa pensavo il neo ministro Meloni, con i suoi campi della gioventù).

Non ci bastavano le figuracce che il nostro premier ci sta facendo fare all'estero?

16 maggio 2009

Al sicuro a Bruxelles

Chi candidiamo per l'Europa?
L'ex ministro Mastella, di cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio , per l'inchiesta su appalti illeciti a Napoli.
In Europa anche Albertini, la cui giunta sottoscrisse i mutuo derivati per il comune di Milano. E che dovrà risarcire tre consiglieri dell'opposizione per la storia delle deleghe in bianco.
Nino Strano: mortadella per tutti al senato. Ma anche condannato (in primo grado) dal tribunale di Catania a 2 anni e 2 mesi per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale.
Vito Bonsignore condannato a due anni di carcere per tentata corruzione nell'appalto per l'ospedale di Asti.
Franco Malvano ex questore di Napoli sotto inchiesta per associazione camorristica. Aldo Patriciello imputato in udienza preliminare a Isernia per violazione delle leggi ambientali nel processo Piedi d'argilla.

E nel
PD, non dici nulla?
Andrea Cozzolino e Angelo Montemarano entrambi indagati in Campania.
Al centro dell'inchiesta soprattutto la realizzazione del sito di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Grazie alle indagini si è potuto appurare il coinvolgimento di alcuni funzionari della Regione Campania e del personale del Genio Civile. In particolare, è stato accertato il coinvolgimento di funzionari dell’assessorato alle Attività produttive della Regione Campania e lo stesso assessore Andrea Cozzolino (nella foto) è stato raggiunto da un avviso di garanzia; il loro ruolo era di adottare i provvedimenti di autorizzazione e di indire le conferenze dei servizi per definire i procedimenti amministrativi utili per la realizzazione delle centrali.

Andrea Cozzolino è anche in corsa per la candidatura alle europee nelle liste del Pd, e forse questa bufera, con l’arresto di tre suoi strettissimi collaboratori, potrebbe causare non pochi problemi. Sul tavolo del segretario del Pd, Dario Franceschini, c’è la bollente questione: la candidatura di Cozzolino, le cui deleghe sono passate nelle mani di Bassolino, pro tempore, alle Europee nel collegio Sud è seriamente a rischio.
Il problema nasce soprattutto dal fatto che c’è anche un altro candidato indagato: si tratta dell’ex assessore alla Sanità Angelo Montemarano, sul quale le forze dell’ordine stanno effettuando accertamenti in merito a presunti illeciti relativi alla costruzione dell’ospedale del Mare.

Per fortuna che i respingimenti si fermano in Italia.

15 maggio 2009

Thyssen: 7 vite per 20 mila euro

"Alla Thyssen una strage per risparmiare 20mila euro".

Torino, il consulente dell'assicurazione Axa in aula:
"Quello era il costodell'impianto antincendio automatico sulla linea 5 ma dissero di no".

Per par condicio - senza veli

Silvio senza veli .. per par condicio con le copertine di Libero.

Annozero : mi gioco la Fiat

Dobbiamo essere orgogliosi dei successi di Fiat, per la sua tecnologia come dice Bombassei, vp di Confindustria.
Oppure dobbiamo essere preoccupati, come i lavoratori di Pomigliano, in studio. Preoccupati per i posti di lavoro a rischio.
Oppure dobbiamo seguire il viceministro Castelli, con i suoi toni pacati. Il governo ha già fatto e continuerà a fare per la crisi.

Castelli poi, parlando di Opel si è lanciato in parallelo inopportuno: "Marchionne sta cercando di fare in Germania quello che è stato fatto per Alitalia, .. creare una cordata di imprenditori".
C'è poi l'altra parte della barricata: Bersani, stranamente pacato, che ricordava gli accordi di programma che si stavano facendo con governo Prodi. E Diliberto, che ha ricordato un paio di cose: in Germania e in USA il governno ci mette i soldi.
In Italia Scajola ha mandato una lettera a Marchionne.

In ballo il futuro della Fiat: un'azienda che da lavoro direttamente o indirettamente a 1 milione di lavoratori.
Che con la cura Marchionne ha risanato i debiti, ma che con la crisi attuali soffre della mancanza di liquidità. Si parla di 18000 posti di lavoro che si perderanno, magari nelle aziende del Sud.

Se non dobbiamo fasciarci la testa (ovvero darci al tafazzismo), come dice Bombassei, nemmeno possiamo continuare ad aspettare che il mercato si regoli, o che lo facciano i manager di impresa o gli enti di vigilanza.Perchè, come nella vicenda del debito Fiat pagato dai piccoli risparmiatori (settembra 2005), episodio ricostruito dai giornalisti Gianni Dragoni e Stefano Bianchi, rimangono seri dubbi sui meccanismi di controllo.

Così come nei casi Parmalat, Cirio, scalate bancarie dei furbetti del quartierino e nei tanti intrecci e conflitti di interesse, riassunti da Travaglio ad inizio tramissione.
Storie di cui si può leggere nei libri usciti nei mesi passati "Capitalismo di rapina", "La paga dei padroni".
Mediobanca, Impregilo, Sai ....

Visto che i debiti Fiat sono stati pagati dal contribuente, almeno nel passato, così come incentivi e Cassa Integrazione, non è così sbagliato andarsi a chiedere che idee ha in testa Marchionne e gli eredi Agnelli.

Lo ha raccontato ad inizio trasmissione Diliberto: i 30 operai della Thyssen, che si sono costituiti parte civile al processo di Torino, sono stati licenziati dall'azienda.
C'è ne abbastanza per essere arrabbiati.

Il link per la trasmissione,

Technorati:

Chiusi nel nostro guscio

Chiuso nel nostro guscio protettivo, una sorta di comoda calda e accogliente casa del GF, forse non ci rendiamo abbastanza conto di cosa succede nel mondo.
In Pakistan , dove si è spostata la guerriglia dei talebani. Un paese con l'atomica.
Non solo l'Afghanistan e l'Iraq, dunque. Chissà fino a quando pagheremo la politica estera dell'ultimo Clinton e di Bush.

In Birmania, dove con un pretesto il governo ha nuovamente arrestato la leader Aung San Suu Kyi. Stava per essere liberata dopo seri anni di prigionia, e l'anno prossimo si terrnao le elezioni.E un candidato "libero" non è tollerabile.
Poi, tutti gli altri regimi: la Libia, la Russia, l'Iran, Cuba.

14 maggio 2009

Quali sono le condizioni di salute


Repubblica fa infuriare il governo nella figura del premier. Cosa ha combinato il giornale di Scalfari?
Ha posto delle domande sulla questione Noemi-Berlusconi. Delle domande come tutti i giornali dovrebbero fare. Domande già anticipate nella puntata di Annozero, tra l'altro ...

Attenzione alle parole.
Palazzo Chigi: "Repubblica diffama il premier" versione
Il giornale
Palazzo Chigi: "Da Repubblica campagna denigratoria" versione Repubblica.

C'è una bella differenza.

Quale lo stato di salute, allora?
Sacconi fischiato (per la riforma del testo unico sulla sicurezza).
Maroni che dice che la CEI ha "Pregiudizi infondati".
Napolitano che parla di rischio xenofobia ..
Il nucleare che torna (ma se ne è mai andato?).
Come dicevo ieri .. abbiate fiducia .. ancora.

Ci penserà il soccorso rosso a salvare il cavaliere: come Sansonetti che fonda un nuovo giornale (che parte con una causa in tribunale), "l'Altro".
L’«Altro» Sansonetti rottama la Sinistra, anzi si potrebbe dire che la butta addirittura via. È lui stesso a esordire così alla presentazione del suo nuovo giornale, l’Altro: «Questa sinistra è da buttare, andrebbe rifatta tutta daccapo. Serve una forza aperta, capace di parlare con tutti, che sappia rompere i suoi tabù e superare vecchi steccati». Dieci redattori, distribuito da Mondadori in 80 città, l’Altro avrà un’edizione online e uscirà sei giorni su sette con obiettivo 10-20mila copie e una tiratura iniziale di 90mila.

Come l'invito di Caldarola, contro il si al referendum
Supplica al Cavaliere: salvi il Pd
Visto che Franceschini vuole suicidarsi con il sì al referendum, proviamo a convincere l’altra parte a non strafare. L’appello è diretto a Silvio Berlusconi, il futuro beneficiario di questa consultazione referendaria elaborata da alcuni geni della politica.