24 ottobre 2011

Vi sentite rassicurati da Berlusconi?

La conferenza stampa di Merkel Sarkozy, al termine del summit di Bruxelles: i giornalisti domandano "avete visto Berlusconi? Vi sentite rassicurati da voi".

Uno sguardo di Sarkò, una risatina della Merkel.
In sala ridono tutti. Di lui. E anche di noi.


Il presidente francese, si ricompone e risponde: "Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell'insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche".
Come a dire: l'Italia non è solo Berluconi.

Una immagine vale più di di cento parole, spiecie quelle rassicuranti dei berluscones e di cento servizi del TG1.

L'Italia è stata bocciata:
[Merkel e Sarkozy]  I due hanno sottolineato come la Spagna sia “uscita dalla prima linea”, mentre per la prima volta l’Italia è stata messa sullo stesso piano della Grecia.

23 ottobre 2011

Questo Scilipoti

Splendido il servizio del Tg3 sul congresso dei responsabili (quello coi neofascisti e le scilipotine).
Ho preso il video da Wil.


Chi siete, cosa volete, dove volete andare ? (le domande del giornalista). Per il momento in bagno, come il prete alla fine.
Buona visione.

Poche idee ma confuse

Di cosa parlerà B. a Bruxelles di fronte alla Merkel?
Dell'ennesimo crollo a Pompei?
Del decreto sviluppo che può aspettare, perchè non si fa sviluppo con un decreto (semmai, solo le leggi ad personam sulla giustizia)?
Degli ultimatum degli industriali, sia vecchi che giovani?
O forse della manifestazione dei No Tav in Val di Susa: una valle presidiata dall'esercito per un'opera forse inutile che costerà 20 miliardi e sarà pronta tra anni. Sapete che tutto il presidio delle forze dell'ordine costa 1 milione di euro?

Non sappiamo cosa altro potrà promettere, sappiamo però che troverà persone poco inclini ad ascoltare solo promesse. Per il momento, sui giornali sono apparse (senza che la cosa susciti troppi problemi a giornalisti e politici) poche idee ma confuse (concorsi a premi, estetiste ..).
Se non proposte di leggi dal sapore retrò: il bavaglio alla stampa, l'impunità di Maroni per le forze di polizia, la modifica del CSM ..

A proposito di sviluppo: stasera Report si occupa, tra le altre cose, di Federalismo fiscale e della TAV in Val di Susa.
Almeno avremo modo di capire se questo federalismo è la panacea di tutti i mali, e se la TAV è una grande opera utile o meno.

Vedo pago voto
Il federalismo municipale, concepito con la buona intenzione di eliminare gli sprechi, è al primo anno di sperimentazione. Dall’assistenza sociale, sanitaria, all’istruzione, come cambierà la vita dei cittadini? Quali i costi reali e su chi ricadranno? L’inchiesta di Bernardo Iovene documenta cosa significa passare dalla teoria ai fatti.

C'è chi dice no: Alberto Perino
Il movimento NoTav da anni s'oppone alla nuova ferrovia in Valsusa, con proteste frequenti e violenti scontri con la polizia. Dicono che in tempi di crisi un'opera da 20mld di euro va costruita solo se davvero necessaria. Ma i dati sui flussi passeggeri e merci mostrano tutt'altro: la Torino-Lione difficilmente sarà mai utilizzata appieno.

21 ottobre 2011

Lasciate stare Grillo

Il premier Berlusconi, dopo la vittoria dell'inquisito Iorio in Molise, ha commentato: «Lunga vita a Grillo. Il 95% dei suoi elettori sono voti sottratti alla sinistra».
Frase che è stata ripetuta quasi pappagallescamente dai giornali.

Dario Franceschini  "Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, - ha scritto l'esponente del PD sulla sua pagina Twitter - grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra. Come in Piemonte".
"Il risultato delle elezioni regionali in Molise - ha rincarato Davide
Zoggia, responsabile Enti Locali della segreteria nazionale Pd - dimostra che il frazionamento dello schieramento alternativo a Iorio e il conseguente risultato conseguito dalla lista Beppegrillo.it hanno colpito il centrosinistra, impedendogli di ottenere una storica vittori".

Ma è proprio così? Grillo ruba voti al Pd?

Non credo: prima di tutto il Partito democratico non ha trovato di meglio che candidare un ex Forza Italia in Molise.
Secondo: come le elezioni a Napoli e Milano, gli elettori di sinistra oramai votano per il candidato della coalizione, solo se questo è credibile, lontano dalle scelte dei vertiti del partito. Come Pisapia e De Magistris. Altrimenti, sarebbe rimasta la Moratti sindaco per altri 5 anni.
Piuttosto, senza candidati alternativi, credibili, di sinistra, la gente non va a votare. Basta vedere i numeri dell'astensioni (che pesano più di Grillo).

Infine, basta vedere cosa fa il PD, e i suoi sindaci: gli italiani si sono espressi a favore dell'acqua pubblica andando a votare in massa al referendum?
Ditelo ancora che è colpa di Grillo, se poi la gente non vi vota (a prescindere dal consenso bulgaro di De Luca)?

Colpa degli altri

E' sempre colpa di qualche altro: piove a Roma, e alla fine si scopre che è colpa di Rutelli e Veltroni (Libero).
Nonostante i cartelli e le promesse elettorali dell'attuale sindaco (eletto nel 2008, mica ieri).


Stesso discorso che, volendo allargarci, si sente per il debito: colpa dei precedenti governo. O al massimo dei Black Block.
Che in 10 anni di show mediatico, hanno caustato danni per 300 milioni.
Un pò come il costo del G8 alla Maddalena (costati più di 400 milioni, da un preventivo di 310 ml, poi schizzato grazie agli amici della cricca).

Piazzapulita - istituzioni in crisi e rischio eversione

Erano tanti gli argomenti caldi della settimana di cui parlare ieri sera a Piazza Pulita: la fiducia del governo, la nomina fresca di Ignazio Visco alla Banca d'Italia, la fine di Gheddafi, la violenza di sabato scorso e anche la manifestazione degli indignados ...

Nella copertina in cui Formigli ha intervistato il direttore De Bortoli, si sono toccati tutti questi argomenti.
Il commento un pò imbarazzato di Berlusconi per la morte del Rais (ma anche altri premier europei sarebbero imbarazzati).
La nomina di Visco , arrivata dopo settimane di stallo, che ha indebolito ulteriormente la nostra immagine, dopo i solleciti dal Quirinale.
E infine la crisi dei conti:  "dobbimao renderci conto che il problema in Europa siamo diventati noi". E' arribvato il momento di riforme anche impopolari, come il taglio dei costi della politica ,le province (di cui non si parla più).
Il concordato fiscale? Un modo per non dire condono fiscale.
Per chiudere con la maggioranza risicata che potrebbe arrivare alle elezioni nella primavera del 2012, per convenienza della Lega.

Le ragioni della rabbia.
Cosa hanno in testa questi incappucciati? Uno di questi, "cane sciolto", con un master e senza lavoro, parlava della sua sofferenza nello stare a guardare il marciume della politica, che non ascolta il malumore di chi non ce la fa.
"La gente è incazzata e non ne può più. Cosa ho da perdere, niente ..".

Possiamo continuare a condannare la violenza e a prenderne le distanze: ma queste persone comunque esistono. E la presa di distanza dalla violenza, non la cancella dalle piazze, dove potrebbe diventare un convitato di pietra.

Ma anche i sindacati di polizia sono anche loro arrabbiati: per i tagli nel settore, per gli errori nella gestione della piazza (aver protetto i palazzi del potere ma non il percorso del corteo). E' stata una scelta politica, come afferma il sindacalista della CGIL?
Volere lo scontro, per non parlare poi della crisi, dei precari, del lavoro ...

In studio, a dibattere, il segretario della Fiom Landini, il ministro Meloni, l'economista Viale, i giornalisti Lanfranco Pace, Concita De Gregorio e Nicola Porro.

Landini che scenderà in piazza sabato, ha contestato la proposta di Maroni per cui nel futuro solo chi possiede il patrimonio potrà scioperare. Anzichè tassare i patrimoni, lo si lega al diritto allo sciopero?
Sulle violenze di sabato: "Nessuna giustificazione per le violenze, che anzi sono contro i lavoratori".


Violenze che sono state raccontate da un video "da dentro": i primi scontri, la polizia che non interviene, gli incappucciati che colpiscono (bancomat, le auto, le banche) e tornano nel corteo. I manifestanti che cercano di isolarli, da soli.
E infine, la presa di possesso di piazza S Giovanni, con l'assalti ai mezzi, il blindato che bruciava, gli scontri.




Il cocer dei carabinieri ha scritto un comunicato molto forte:

I militari, si legge in un documento approvato all'unanimità dal loro Cocer, "non hanno più fiducia nel governo". E definiscono "fallimentare la gestione del sistema Difesa del Paese da parte del gabinetto del ministro La Russa e, di riflesso, del governo Berlusconi auspicandone la caduta. "Solo in tal modo - sostengono i militari - si potrà evitare il consolidarsi di ulteriori provvedimenti punitivi che, aggiunti a quelli già approvati e già giudicati irresponsabili dal personale militare, determinerebbero nei fatti la morte della peculiarità e della specificità della condizione militare, nonchè dei diritti rappresentativi conquistati con sacrificio negli ultimi anni".

Come risponde la maggioranza?
In studio la sola Meloni ha cercato di slegare, le violenze con le proteste delle forze dell'ordine. Secondo il ministro i video e le ricostruzioni in studio sono "un tentativo ipocrita di criticare la passività delle forze dell'ordine".
Nessuna critica alla gestione della piazza, al comportamento della polizia e carabinieri, alle scelte di proteggere i palazzi.

Opinione diversa da quella della De Gregorio per cui chi ha gestito la piazza dovrebbe dimettersi.
Nicola Porro ha voluto invece fare una sua provocazione: la polizia aveva l'obbligo di non intervenire per evitare le critiche dei giornalisti di sinistra (come la De Gregorio appunto), che il giorno dopo in caso di scontri avrebbero attaccato forze dell'ordine e governo in modo strumentale.

Una visione abbastanza di parte: perchè le forze dell'ordine hanno usato la mano forte nel recente passato contro i pastori sardi, contro i manifestanti de l'Aquila a Roma.
E, tornando ai fatti del G8, quello che si è contestato, è stata l'incapacità di attaccare i black block mentre agivano indisturbati.
E invece di pestare le persone con le mani alzate.

E poi è toccato agli ex sessantottini Viale (ex Lotta continua) e Lanfranco Pace (ex Potere Operaio, che ebbe anche contatti con le Br nel sequestro Moro).
Se Viale ha cercato di riportare il discorso sulle ragioni dei 200000 indignados scesi in piazza (non solo a Roma) contro questa economia, Pace, nel scia di tanti ex incendiari oggi pompieri ha affermato che "oggi c'è un clima favorevole alla rabbia", che i movimenti hanno interesse ad alzare il livello dello scontro.

Peccato che, come han ricordato i ragazzi di San Precario da Milano, la violenza e la tensione siano da un pezzo dentro la società.
Perchè c'è anche la violenza che subisce chi è senza lavoro, di chi accumula titoli di studio per niente, di chi si arrabatta tra stage, contratti precari, cocopro, lavori a nero ...
Si è interrotto un patto sociale tra la politica le istituzioni e una generazione.Anche questo è eversione, o no ?

20 ottobre 2011

Pronto il plastico

E' morto Gheddafi.
Già pronto il plastico per stasera a Porta a porta?

Black Rain

Dalla devastazione degli incappugiati di sabato, a quella del nubifragio. Dai Black Block alla Black Rain .. il risultato per Roma non cambia.
La vignetta è di Bruno Carioli.

Quanto saranno indignati, adesso, i romani, signor sindaco?
A proposito di indignados, la sapete l'ultima? Niente tagli per la casta:
Soldi, auto ed elicotteri
Niente tagli, siamo politici
La Regione Lombardia avrà un super eliporto, la Liguria protesta per le cilindrate delle auto blu limitate a 1.600 cc



Ci era sembrato di capire che i politici avrebbero pagato sugli stipendi più alti una tassa doppia di quella già applicata a tutti i dipendenti pubblici dall'inizio di quest'anno. Ovvero, il 10% anziché il 5% oltre i 90 mila euro, e il 20% invece del 10% oltre i 150 mila. Ma ci eravamo sbagliati. Almeno a giudicare dalla nota con cui il dirigente del ministero dell'Economia Roberta Lotti, come ha rivelato Italia oggi , ha precisato che ministri e sottosegretari quella tassa non la dovranno pagare per nulla.
Il motivo? Non sono lavoratori dipendenti bensì titolari di «cariche politiche». 
[..]

Surreale, per restare in Lombardia, è anche un altro dibattito che si è svolto lo stesso giorno nel Consiglio regionale, dov'è stata respinta una mozione «demagogica» dei dipietristi i quali chiedevano l'abolizione del rimborso spese spettante ai componenti di vertice dell'assemblea che rinunciano all'auto blu: 51.600 euro lordi l'anno, che moltiplicati per cinque anni di mandato fanno 258 mila euro, ossia mezzo miliardo delle vecchie lire. Il tutto rubricato sotto la voce «risparmi», ..
[..]

Surreale è il ricorso alla Corte costituzionale promosso dalla giunta regionale ligure presieduta da Claudio Burlando contro l'articolo della manovra economica che limita per il futuro la cilindrata delle auto blu a 1.600 cc, seguito dall'invito a Giulio Tremonti «ad occuparsi di cose serie come gli eurobond, la speculazione finanziaria o il difficile equilibrio dell'Europa e della Germania». 
[..]
Surreale è la replica al Corriere di Annalisa Vessella, consigliere regionale della Campania a 9.665 euro netti al mese, moglie del deputato «Responsabile» Michele Pisacane collocata dal ministro «Responsabile» Francesco Saverio Romano anche sulla poltrona di una società pubblica con relativo stipendio da 140 mila euro l'anno, che ha rivendicato seccata, senza il minimo imbarazzo per il doppio imbarazzante incarico, la laurea «in legge» oltre alle proprie «acclarate competenze». Ci scusi, signora, se ci siamo permessi...

La fretta di fare giustizia

La fretta è una cattiva consigliera:  dopo tutta l'enfasi (da parte di alcuni giornali) sulle segnalazioni dei visi, i moniti e gli allarmi,  gli inviti a dissociarsi dalla violenza , il risultato sono stati i 12 arresti (dei 3000 terroristi urbani di cui parlava il ministro).

E alcuni dubbi rimangono anche sulle reali colpe delle persone arrestate.
Dopo una camera di consiglio il "il magistrato ha stabilito che nove giovani resteranno in carcere, due andranno agli arresti domiciliari, mentre uno tornerà libero. Il reato contestato dalla procura è quello di  resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale."

L'unico volto da sbattere in prima pagina è stato quello di Er pelliccia.
Un pò poco. Significa che dobbiamo andare avanti a capire chi sono e cosa gli gira per la testa. Senza fare alcuna presisone su magistratura e forze di polizia.

Ripensando meglio a quanto di sbagliato è stato fatto sabato scorso.
L'intervista di Santoro a due agenti che erano in piazza.

La lobby delle estetiste

Abbiamo trovato il problema, la causa della mancata crescita di questo paese: sono le estetiste, la corporazione dei facchini, l’oligopolio della produzione di margarina e grassi idrogenati e perfino del caos normativo sui premi assegnati dai quiz televisivi.

Non solo la montagna (i ministri Romani e Calderoli) ha partorito il topolino, ma è pure un topolino da cartone animato:
Alla voce “liberalizzazione di alcune attività professionali”, Romani sceglie con cura i suoi bersagli: le imprese di facchinaggio, che potranno operare con meno requisiti di quelli richiesti oggi, il commercio all’ingrosso con deposito e produzione di margarina e grassi idrogenati, dove ci sarà meno burocrazia, poi al comma 4 si annuncia l’imprescindibile “soppressione del ruolo degli stimatori e pesatori pubblici”. Al posto delle autorizzazioni richieste oggi, per alcune professioni basterà la cosiddetta “Segnalazione certificata di inizio attività”, la Scia, cosa che dovrebbe stimolare l’apertura di nuove imprese. I settori beneficiati da questo alleggerimento burocratico (e colpiti, forse, da una maggiore concorrenza) non sono scontati. Ecco l’elenco: impianto di un nuovo molino, raccomandazione di navi, acconciatore ed estetista, autotrasporto di cose per conto di terzi (questo è serio e delicato, visti i rapporti sempre tesi con le lobby del trasporto), imprese di autoriparazione per l’esecuzione delle revisioni, ampliamento di un magazzino generale.

Sono queste le liberalizzazioni che servono alla crescita?
Adesso ho capito perchè Silvio voleva per Ruby una carriera da estetista, quando ancora riteneva fosse la nipote di Mubarak.

19 ottobre 2011

Amarcord

Ovvero della serie, quando in piazza ci andavano loro, facevano le loro belle proteste , e oggi, passati gli anni, ci fanno pure la morale. E tiranno fuori proposte come quella di Maroni "far ricadere su chi organizza una manifestazione qualsiasi danno perpetrato da chi vi si infila.".

Wil su nonleggerlo ha messo assieme tutto e ha fatto una bella carrellata.


Giuliano Ferrara, versione '70


Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, anni '70, ai tempi del boss mafioso Vittorio Mangano.


Roberto Maroni, Lega Nord: nel 1996 aggredì un poliziotto al polpaccio durante una perquisizione in via Bellerio. Nella sede erano presenti Calderoli e Borghezio.


Marcello De Angelis, negli anni '80 milita in "Terza posizione", condannato per banda armata.


Gianni Alemanno, sindaco di Roma del Pdl, nel 1982 viene accusato di aver lanciato una bomba molotov di fronte all'ambasciata dell'Unione Sovietica.


Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno occupano l'Università "La Sapienza", in Roma. E lo stesso Gasparri degli arresti preventivi, proposti dopo le violenze (ingiustificate anche quelle, lo ripeto) del dicembre 2010.



Ignazio La Russa,  Pdl, nel 1973 è in prima linea. Giovedì nero. Manifestazione non autorizzata dell'Msi, tra molotov, pistole e mazze ferrate, ci lascia la pelle un poliziotto.

Qui tutte le fonti: 1, 2, 3, 4, e Wil.

Le colpe dei padri ricadono sui figli

Interessante lo studio fatto dagli economisti  Barbara Biasi , Michele Pellizzari e Rachele Poggi per Lavoce.info, e riportato da Il fatto:
L'enorme debito pubblico che l'Italia ha accumulato tra il 1965 e il 1995 non è stato utilizzato a fini produttivi: i soldi che abbiamo preso in prestito sono andati in impiego pubblico e pensioni. Ne hanno beneficiato soprattutto i nati nel decennio 1940-1950. A pagare il conto saranno i loro figli. Con maggiori tasse, ma anche con minori servizi. I tagli alla spesa previsti dalle recenti manovre per istruzione, sanità e trasporti colpiscono infatti di più questa generazione. Anche perché in Parlamento i padri continuano a essere sovra-rappresentati.
Utilizzo dei servizi pubblici per generazione del capofamiglia.

L’utilizzo dei servizi sanitari è concentrato tra i bambini e gli anziani, di conseguenza la generazione che avrà meno danno dai tagli di spesa sanitaria (a parità di efficienza) è proprio quella dei padri. Infatti, la figura centrale del grafico 3 indica che, tra le famiglie che hanno utilizzato i servizi ospedalieri (ricovero) nel corso degli ultimi dodici mesi, le uniche a essere sotto-rappresentate rispetto al proprio peso nella popolazione sono appunto quelle dei padri.
La figura a sinistra del grafico 3 mostra, infine, l’uso dei trasporti pubblici e anche in questo caso la generazione dei figli sarà più colpita dai tagli rispetto ai padri (e anche ai nonni).



Reddito da lavoro e ricchezza per generazione.

Se dunque, volente o nolente, la generazione dei figli pagherà – e già sta pagando – la maggior parte del costo del risanamento dei nostri conti pubblici, sarebbe giusto che fosse anche quella che attua le riforme strutturali necessarie a evitare che l’attuale situazione si debba ripetere per i propri figli (“i nipoti”, nella nostra classificazione).
E invece, nella classe politica italiana sono ancora sovra-rappresentati proprio i padri. 

Divisione per età degli eletti in Parlamento.

È dunque più impellente che mai la necessità di un ricambio generazionale nella classe dirigente. La situazione che si è determinata impegna la generazione dei figli a farsi carico del debito dei padri ma l’impegno deve essere legittimato dalla responsabilità di realizzare le riforme necessarie a garantire la crescita economica nei decenni a venire. Nonostante una bizzarra matematica porti il ministro Tremonti a sostenere il contrario, senza crescita economica qualsiasi sforzo di risanamento delle finanze pubbliche oggi non eviterà che domani ai figli tocchi pagare di nuovo.

Link su lavoce.info

Sono poi i figli cui oggi viene chiesto di indignarsi, ma non troppo perchè, come ha detto anche l'onorevole Santanchè, non esiste una protesta buona e una cattiva, vanno tutti condannati a pene esemplari.

Ma forse qualche ragione per essere incazzati c'è.

La vergogna degli stage

Pure questo succede nel paese dove il lavoro è precario, dove il merito è un paravento e dove si finisce insultati se ci si permette di chiedere di essere pagati per uno stage.
E' quanto ha raccontato Caterina, 28 anni, nel suo scambio di mail col direttore di Flash art, che proponeva come stage un lavoro da editor, senza rimborso of course.

“Perché i miei genitori o chi per essi dovrebbero pagare perché io lavori per lei?”.
Poco dopo la risposta. Piccata (leggi lo scambio di email).
“Caterina – ha scritto l’editore – se tu fossi in grado di lavorare per noi ti offrirei subito, anzi, prima, due o tremila euro al mese. Prima impara a scrivere, a leggere dai siti e giornali del mondo, a fare una notizia in dieci righe, a fare l’editing di un testo, a impaginare con inDesign e poi potrai avanzare pretese”. E ancora: “Lo sai cosa dice Tronchetti Provera? Lavorare oggi a buoni livelli è un lusso. Se uno non lo capisce vada a lavorare al Mac Donald”.
Fino al post scriptum: “Chiedi allo Stato di aiutarti. La mia azienda non è di beneficenza. E tu cerchi la beneficenza”.


Niente di più falso, per Caterina. Se ci si è laureati a piani voti, si sanno usare almeno dieci software tecnici e si parlano quattro lingue, non è certo la beneficenza quella che si cerca. Glielo ha detto, a Politi. E poi gli ha scritto: “La beneficenza se la faccia fare lei, povero indigente che non può nemmeno pagare un povero stagista il minimo”. La replica è stata un insulto: “Ora anche le mignotte debbono parlare 4 lingue, conoscere l’arte e inDesign. Il globalismo fa miracoli”.

Lo studio si appella ad un “moderno concetto di stage”: peccato che certe cose succedano solo in Italia.

“Nel novembre 2009 ne ho iniziato uno a Stoccarda, in Germania. Pagato 750 euro al mese”. Poi le hanno fatto il contratto e presto sono arrivate altre opportunità. Così, due mesi fa, Caterina è partita di nuovo, alla volta di Londra. A fine ottobre terminerà il periodo di prova. E se tutto andrà bene le verrà proposto un contratto a tempo indeterminato da 32mila sterline all’anno (oltre 36mila euro).  ”Da quando lavoro all’estero – racconta – seguo personalmente il cliente, partecipo al processo creativo insieme a lui e ai miei superiori”.

Forse anche dalla correzione di queste storture passa la ricrescita del paese, no?

Le nozze coi fichi secchi

Doveva essere pronto a metà ottobre, poi il 20, e ora .. non c'è fretta, per il decreto sviluppo. 

Che verrà fatto senza metter soldi: "Niente fretta, alla fine inventeremo qualcosa" . E vai con la finanza creativa, i condoni, le svendite dei beni di stato. Le uniche cose che sono capaci di fare. Lo sviluppo senza una linea, una manovra senza soldi, le nozze coi fichi secchi.
D'altronde se a discutere di crisi parlano gente come Sacconi (che fine ha fatto il progetto Italia?), la Polverini (quella dell'elicottero della protezione civile). E anche un teologo (Mancuso) .. significa che non rimane che affidarsi a Dio?

18 ottobre 2011

Esistere psichicamente, di Andrea Zanzotto

Esistere psichicamente
 
Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli -
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch'io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d'inferno
degli atomi e il conato
torbido d'alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.
 
Esistere psichicamente (da Vocativo)Andrea Zanzotto

Un altro governo

Serve un «altro governo» che sia «più forte» di quello attuale in modo da affrontare i problemi del Paese. Lo hanno chiesto tutte le associazioni cattoliche riunite in un seminario a Todi.

Ecco, per me, il significato è chiaro. Un governo che si occupi dei salari,
 
che nomini sottosegretari competenti (che sappiamo almeno cos'è il Sistri),


che sappia dare risposte a chi è senza lavoro, alle proteste di chi scende in piazza (e non per fare disordini) e che sappia gestire l'ordine pubblico (punendo chi invece scende in piazza solo per distruggere). Senza ricorrere a leggi speciali.

In cui la gestione degli appalti pubblici sia chiara e trasparente, senza passare per faccendieri .

Server un altro governo, dicono i cattolici. 
Sarà l'assoluzione dal processo Mediatrade (ma le colpe ricadono sui figli), ma come si fa allora a rispondere: "È il contrario esatto della verità"?

C'è grossa crisi

Presa diretta, la macchina del fango: ovvero come oggi l'uso del gossip sia diventato strumento per ricatti. Foto ritirate dal mercato, per tenerle buone nel cassetto; foto che invece vengono pubblicate (come quella di Sircana) per mettere alla berlina.
E foto, che magari non esistono, ma di cui viene garantita l'esistenza, perchè l'importante è far girare il venticello della calunnia.


Chi ha in mano il controllo delle foto, ha in mano l'informazione sui vip.
Ci sarebbe una foto di un politico importante, che era al governo, assieme ad una trans. Questo diceva il paparazzo Sorge a Alessandro Sortino: "se le foto arrivano in mano a Silvio .."

La trans è Manila Gorio, oggi a capo di una carovana di reduci da reality: tutti ragazzi che passano da un festino all'altro, da una discoteca all'altra.
Ma anche qui "c'è una grande crisi nel sistema manageriale .. dopo il reality si ammalano di depressione".

Poverini.
Anche loro vittime della povertà, in un paese in cui aumentano la cassa integrazione, la disoccupazione tra i giovani e le vendite dei beni di lusso.
C'è grossa crisi.

La legge Reale

Voglio sperare che sia una specie di svista, di cattiva valutazione: che il ministro Maroni e dell'onorevole Di Pietro non intendano veramente ritirare fuori dal cassetto la legge Reale del 1975, che  
nell'art 14 consentiva alle forze dell'ordine di usare legittimamente le armi per «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona»

l'art. 3, estendeva il ricorso alla custodia preventiva, sostituendo il precedente art. 238 c.p.p., anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell'autorità giudiziaria

l'art. 5, vietava l'uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a rendere in tutto o in parte irriconoscibili i cittadini partecipanti a manifestazioni pubbliche, svolgentesi in pubblico o in luoghi aperti al pubblico.
Passi anche il farsi riconoscere nei luoghi pubblici, ma se l'unica strada per bloccare la violenza nelle strade è quella delle armi e degli arresti preventivi (senza nessun atto di un giudice) significa che in questi anni, non abbiamo fatto alcun passo in avanti.

Che ancora una volta ci facciamo prendere la mano per leggi speciali (fascistissime?) in risposta a eventi di piazza, mentre nulla è in cantiere per evitare altri casi Thyssen, altri crolli di Barletta, di case dello Studente a l'Aquila.
Dove sono i soldi per le forze dell'ordine, per rinnovare il parco macchine, per fare corsi?

E nemmeno faremo passi in avanti per affrontare i temi che i ragazzi volevano portare in piazza: precarietà, disoccupazione, lavoro, dignità ....
Evidentemente, questi non sono argomenti "cari" a certa politica. 


Update: da Il post

Dalla sua entrata in vigore, la legge Reale è stata spesso al centro di critiche e polemiche per l’aumento notevole dei poteri per le forze di polizia. Nel 1990 fu pubblicata una ricerca sui casi di uccisione e ferimenti riconducibili all’introduzione della legge, a cura di Luca Rossi. Dal giugno del 1975 a metà 1989 furono uccise 254 persone e 371 rimasero ferite, nel 90 per cento dei casi le vittime non possedevano nemmeno un’arma da fuoco al momento del confronto con le forze dell’ordine.

Dal film "Gli anni ruggenti" di Luigi Zampa, la scena degli arresti preventivi, in vista della festa del fascio. Appunto.

17 ottobre 2011

Le belve (Savages) di Don Winslow

Abbiamo reinventato noi stessi ogni giorno, rimodellato la nostra cultura, ci siamo chiusi in città recintate, abbiamo mangiato cibi sani, smesso di fumare, abbiamo levato in alto i nostri visi liftati ed esfoliati cercando di evitare il sole, ci siamo fatti spianare le rughe, ci siamo fatti succhiare via i cuscinetti adiposi e i bambini non voluti, abbiamo sfidato la vecchiaia e la morte.
Abbiamo divinizzato ricchezza e potere.
Fatto del narcisismo una religione.
Alla fine, adoravamo solo noi stessi.
Alla fine, non è stato abbastanza.

Ci sono tutti gli ingredienti che hanno fatto Winslow uno dei più grandi autori di crime fiction: la California degli hippies, del sole, del surf (anche se nessuno dei personaggi lo pratica) ; la violenza dei narcos, come bestie sempre più affamate di nuovi territori su cui espandere il loro controllo.
Eppure “Le belve” (cattiva tradizione del titolo originale Savages, molto più efficace), non è all'altezza di altri libri dell'autore (come ad esempio l'epopea della famiglia Barrera raccontata ne Il potere del cane): forse anche per la sua scelta di scrivere più una sceneggiatura che un libro.

Non a caso, Oliver Stone sta girando un film tratto da questa storia: una storia fatta di droga, sesso e violenza. Da una parte il trio composto da Chon, O(phelia) e Ben, piccoli imprenditori nel settore della droga divenuti famosi nel settore per le loro coltivazioni idroponiche di marijuana ; dall'altra i narcotrafficanti messicani, in lotta tra loro, come El Hazul contro la Reina Elena Sanchez Lauter.
Due mondi che si scontrano quando Chon e Ben sono “invitati” a diventare dipendenti del clan della Baja di Elena “Reina” Lauter: dovendo scegliere tra vivere e abbandonare la loro filosofia del del vivi e lascia vivere (e perdere la loro libertà) o morire, scelgono di affrontare con le armi il nemico.
Diventando selvaggi.
Lo sbaglio è di Ben, e ha radici lontane. Lui ha sempre creduto di poter vivere con un piede in due mondi. Una Birkenstock nel sottobosco del traffico della marijuna, l'altra nel mondo della civiltà e della legge.
Ora sa che non può.
Ha tutti e due i piedi intrappolati nella giungla. Chon non ha mai coltivato questa illusione.
Lui ha sempre saputo che ci sono due mondi:
Quello selvaggio.
Quello meno selvaggio.
Il primo è il mondo del potere duro e puro, della sopravvivenza del più forte. Cartelli della droga e squadroni della morte, dittatori e tiranni, attacchi terroristici, guerre tra bande, odi tribali, stragi e stupri di massa.
Il secondo è il mondo del potere civilizzato. Governi ed eserciti, multinazionali e banche, compagnie petrolifere, paura e shock, morte dal cielo, genocidi e stupri economici di massa.
E Chon sa che in realtà i due mondi sono uno solo.
Aspettatevi un finale stile western, un tutti contro tutti, con i due protagonisti nei panni di Butch Cassidy e Sundance Kid.

Il link per ordinare il libro su ibs.
La scheda del libro su Einaudi.it e il primo capitolo.
Technorati:

La versione dell'incappucciato

Abbiamo fatto il master .. siamo in guerra .. i movimenti ci conoscono e sapevano cosa volevamo fare ..
Il racconto del nero, intervistato da Repubblica, dà una versione dei fatti che non mi convince.
Se i movimenti sapevano degli scontri programmati, o sono degli ingenui (cui è bene non affidare più la piazza), o sono complici.
Idem per la polizia: se sapeva, perchè ha agito in quel modo? Si vuol dar adito a dietrologie?

E tutta la complessa organizzazione in falangi, batterie (sembra lo slang della banda della  ), specialisti, cozza con la giovane età dei manifestanti: che c'entra poi la profanazione della chiesa, lo scempio della statua della Madonna? Era un messaggio?

E, infine, le parole finali: siamo in guerra, "Non l'ho dichiarata io. L'hanno dichiarata loro".
In guerra contro i precari? Contro gli agenti di polizia, contro i carabinieri? Contro i cittadini romani?
Mi sembrano le stesse parole dei terroristi negli anni 70, quando parlavano di guerra civile.
Una guerra asimmettrica, che fece vittime di una guerra che non volevano combattere.

Scrive Aldo Giannuli nel post "La manifestazione di Roma: solito dejavu?"


Dunque, come le immagini documentano, si è trattato di centinaia e centinaia di persone. Troppi per essere tutti “collaboratori volontari delle forze dell’ordine”.
Sicuramente una buona dose di provocatori  ci sarà stata, ma c’erano anche altre componenti, ciascuna delle quali merita un discorso a sè. La prima componente è, appunto, quella dei provocatori organici e dei teppisti professionali. A loro non ho niente da dire: non sono “compagni che sbagliano”, ma avversari  che fanno il loro mestiere e meritano solo il disprezzo dovuto ai servi prezzolati ed a quelli che non si fanno pagare, ma fanno la stessa cosa. Discorso chiuso.
Poi c’è una seconda componente che definirei dei “militanti arrabbiati”, quella parte di movimento che pensa (piuttosto ingenuamente) che il problema sia quello di sapere quale vetrina sfasciare perchè così “si individua il nemico di classe e si impone un nuovo livello di scontro”. 
Più che di “compagni che sbagliano” si tratta di “compagni che non crescono”, affetti da una “sindrome da infanzia protratta”, con i quali si  impone l’obbligo di discutere, anche se con tutta la chiarezza necessaria, per cui, cari compagni:
a- questa pratica della violenza è, prima di tutto, violenta contro il movimento, cui si impone un livello di scontro che non ha scelto e non vuol praticare. Se uno crede di dover scendere su quel terreno lo faccia pure, ma nei suoi cortei e non  in quelli degli altri, prendendo in ostaggio gli altri  manifestanti usati come scudi umani: è una pratica un po’ vigliacca, vi pare?
b- le forme di lotta sono direttamente finalizzate al risultato che si vuole ottenere ed il nesso fra le due cose deve essere spiegato razionalmente.
Davvero credete che con venti o anche cento o mille vetrine spaccate si riesca ad ottenere di non pagare la crisi? Se è così, spiegatemi attraverso quali passaggi si arriva a questo risultato.
c- le forme di lotta si scelgono anche in base al momento politico in cui ci si trova: se si è nell’Italia del 1944, con i nazisti che occupano il paese si prendono le armi; se si è nel luglio 1960 si manifesta e si resiste alle cariche della polizia e dei carabinieri a cavallo, ma con una azione di massa.  Ma se si è nell’autunno del 2011, quando il problema è far capire alla grande maggioranza dei cittadini (appunto: “voi siete l’1% e noi il 99%”) quale rapina stia facendo il capitale finanziario e quale macelleria sociale stia preparando il governo, fare scontri come quelli di sabato è la cosa più controproducente che si possa immaginare, perchè allontana la gente dalla partecipazione politica e perchè solleva un polverone mediatico che distrae dai termini reali del dibattito.
Molti di voi mi dicono che questo è l’unico modo di farsi sentire, ma non vi dà nessun sospetto il fatto che il sistema dei media, così avaro di informazioni sull’antagonismo sociale, diventa poi così prodigo di spazio in queste occasioni? Oggi l’80% dello spazio è assorbito dagli scontri di centinaia di persone ed il 20% va alle centinaia di migliaia che hanno manifestato senza scatenare violenze gratuite: vi dice niente?
Ragazzi: la testa non serve a dividere le orecchie, ricordatevene.
Quanto alle vetrine fracassate ed ai bancomat sfasciati: le banche non ne avranno alcun danno perchè è tutto coperto dalle assicurazioni: tutto Pnl in più. Contenti?
C’è però un’altra componente ancora che merita attenzione: quei ragazzi che hanno partecipato agli scontri senza particolari motivazioni politiche ma per pura esasperazione sociale. Certamente  sono meno delle altre due componenti, ma la cosa non va sottovalutata perchè il fenomeno può crescere rapidamente: l’erba è secca e prende facilmente fuoco, stiamo attenti. 
[..]
Ed ora veniamo alla seconda parte del discorso, quella meno semplice. Stigmatizzare la violenza, come diceva don Vitaliano in Tv, è la cosa più facile e più scontata che si possa fare, ma, in una situazione del genere non è una grande trovata per uscire dai guai in cui ci troviamo.
Giornali e politici hanno fatto a gara per dire che le violenze sono inammissibili e bisogna rispettare la legalità.
Dunque: siamo in un paese nel quale il Presidente del Consiglio usa cellulari schermati come i mafiosi e va scampando la galera inseguito da torme di Procuratori della Repubblica; nel quale il Parlamento da due anni non fa altro che occuparsi di improbabili riforme della giustizia, con lo scopo  apertamente dichiarato di consentire al summenzionato statista di restare a piede libero; nel quale un referendum ha bocciato a valanga una di quelle leggi e la maggioranza prosegue imperterrita a farne altre ancora più incostituzionali e senza che il Capo dello Stato rivolga un messaggio alle Camere per dire che, forse, stante l’esito del referendum, sarebbe il caso di soprassedere.
E voi mi venite a parlare di rispetto della legalità? Riesce difficile mantenersi seri.
Ma voi credete davvero che si possa dare lo spettacolo di un capo del governo come Berlusconi e non pagare un prezzo? Che messaggio credete che arrivi ai giovani?
In secondo luogo, i politici hanno fatto a gara a dire che i giovani vanno ascoltati perchè hanno ragione, ma si sono guardati bene dal dire perchè e cosa si debba fare per rispondere alle loro domande. Il mio vecchio amico Nichi ha detto: “oggi la politica non parli ma ascolti”. Appunto: un bel tacer non fu mai detto. E’ molto facile dare ragione ai movimenti quando poi non si assume alcun impegno concreto.
Ma veniamo al merito: cari Bersani, Di Pietro e Vendola, fra una dichiarazione stampa ed una poesia, vi spiacerebbe narrarci cosa avete intenzione di fare? Insomma, se uno di voi tre fosse al posto di Berlusconi, i soldi alle banche li darebbe o no? ed a quali condizioni?