10 febbraio 2022

Le guerre tra poveri

 «Le guerre tra poveri sono le uniche dove il sangue scorre davvero.» 

«Bella questa, di chi è? Mao?» 

«No, Scerbanenco.»

Mi sembrava bello usare questa citazione dal racconto di Gianluca Ferraris "Money Transfer" nella raccolta "Indaga detective".

Perché racconta di una guerra che c'è e che non si vede, perché, ormai da mesi, siamo ritornati ai tempi felici del cinema dei telefoni bianchi, quando la propaganda ci diceva che andava tutto bene, che ne usciremo bene.

Gli applausi a scena aperta a Mattarella in Parlamento, i commentatori che ripetono come tutto il paese voleva il bis.

E poi Draghi che riparte, o che ritorna, per sconfiggere il caro bollette, per fare quella riforma della giustizia perché basta con questi giudici che si permettono di fare i giudici coi politici.

C'è crisi? Quale crisi? Il PIL galoppa, l'occupazione sale, le persone hanno voglia di divertirsi, tutti in piedi a cantare le canzonette di Sanremo.


Tutti in piedi pronti ad uscire liberi dalle costrizioni per il covid e a tornare alla nostra normalità. Si ma quale normalità?

Quella delle città intasate dal traffico e con l'aria irrespirabile?

La normali di un paese con una sanità regionale che non funziona (e la pandemia ce lo ha mostrato in modo inequivocabile)? Il 13 il governo e il ministro Speranza dovrebbero dare un parere sulla legge Moratti Fontana che riforma (in peggio) la sanità in Lombardia. Perché i privati entreranno nel settore degli ospedali di prossimità, con soldi del PNRR, senza che si risolva per esempio il problema della carenza dei medici. 

Dove li spostiamo, negli ospedali (che si stanno chiudendo), negli ospedali di prossimità?

In questo paese stanno diventando normali le morti sul lavoro, i licenziamenti via whatsapp (allo stabilimento Pfizer a Catania), l'abbandono di interi settori industriali come quello dell'auto.

Aumentano le bollette (perché nel passato siamo rimasti vincolati al settore delle energie fossili)? E il governo prende i soldi dagli extra profitti delle aziende che vendono energia rinnovabile (e non taglia i sussidi al fossile).

L'informazione ci sta raccontando di questo paese dove tutto va bene, dove l'ex bibitaro è oggi diventato un ministro competente che stringe l'occhio al nuovo centro.

Se ci sono problemi, è a causa di quei cattivi dei magistrati che interferiscono con la politica. O dei giornalisti cattivi come Report che si tengono i dossier per ricatti (quando le uniche patacche uscite sono quelle dei renziani).

E le guerre tra poveri, tra chi ogni giorno fa più fatica a vivere, tra chi si trova ad un passo dalla povertà?

Quelle sono come i barboni a Roma o a Milano, rovinano il decoro.

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