08 aprile 2018

Mi consentirete una piccola provocazione (sulla libertà di stampa)

Immaginiamo che Mediaset riunisca i vertici di Forza Italia per discutere dei futuri scenari di governo, un una convention a Cologno Monzese.
E che a questa convention venga respinto l'accredito al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio (o ad altri giornalisti del medesimo giornale).
Parleremmo ancora di atto gravissimo che lede la libertà di stampa?
Se la risposta è si, bene, possiamo proseguire.
Altrimenti lasciate perdere questo posto e buona giornata.

Quanto successo ieri al giornalista de La Stampa Iacoboni, che si è visto respingere l'accredito all'incontro organizzato dalla Casaleggio a Ivrea (respinto in quanto giornalista poco gradito, se lasciamo perdere le altre scuse) ci dice due cose.
La prima è che il M5S ancora deve capire che o fa il partito politico, staccandosi da Grillo e Casaleggio, oppure si porterà dietro questo legame da partito azienda, proprio come Forza Italia.
Abbiamo già dato, grazie.

Secondo: che in questo paese il giornalismo e la libera informazione sono usati spesso solo come pretesto, quando fa comodo.
Quante settimane sono passate dall'inchiesta di Fanpage sui De Luca e la gestione delle ecoballe in Campania?
Ci siamo dimenticati che in questo paese presidenti del Consiglio hanno fatto chiudere trasmissioni (o ci hanno provato), hanno chiesto agli investitori di togliere le pubblicità a quel giornale nemico, hanno spostato conduttori dai talk, colpevoli di non sposare la loro narrazione.
Amiamo così tanto la libera informazione che a Milena Gabanelli non è stato trovato un posto (serio, non delle prese in giro) in Rai.

Chi oggi sbandiererà il caso Iacoboni e la censura a 5 stelle si ricordi dei giornalisti pagati a cottimo, precari, sotto la scure delle querele temerarie.
Si ricordi che questo governo (ancora per poco) ha varato la riforma delle intercettazioni (che non è amica della libera informazione) e ha pure depenalizzato le violazioni della privacy.
Che, in barba alle promesse, Renzi ha renzianizzato il cda della Rai (perché c'era la Gasparri..).

Non siamo un paese che ama molto il giornalismo che fa domande scomode, che mette in luce i vizi privati, i conflitti di interesse, le magagne, gli altarini.
Il conflitto di interesse di Berlusconi, quello della famiglia Boschi, i rapporti tra Renzi e De Benedetti, i finanziamenti “strani” di Salvini.


07 aprile 2018

Se la notte ti cerca, Romano De Marco


Incipit

Osservi con attenzione ma per quanto ti sforzi non riesci a riconoscere la persona dall’altra parte dello specchio. Ci sei ancora tu dentro a quel corpo, c’è Claudia, la donna che eri, la ragazza che hai continuato a sentirti anche da adulta. Ma nell’immagine riflessa non ce la fai a ritrovarla.Le continue, dolorose sedute di fitness, le creme per il viso da quattrocento euro a barattolo, gli interventi di chirurgia estetica ti hanno reso qualcosa di diverso. I “Ritocchini” come li definivi con ironia per sdrammatizzare, quando ne parlavi con le amiche.

Una donna che si osserva allo specchio: si apre con questa immagine il giallo di Romano De Marco, che parla di donne deluse dalla vita, come Claudia Longo. Un marito e una bella vita alle spalle, poi la separazione, la scoperta di aver perso quel fascino che ti aveva reso una donna desiderabile.

Ora, però, ti guardi allo specchio e realizzi che quella donna non c’è più. La Claudia che eri esiste solo nei tuoi ricordi.

Quella donna è ora una donna matura, con qualche ruga, con delle linee più morbide, i cui segni dell'età che avanza non si possono nascondere più, nemmeno ricorrendo a quegli interventi di chirurgia plastica che ti hanno trasformato in una donna diversa, “in un complicato meccanismo vivente che necessita di manutenzione costosa”.
E, assieme a quell'immagine di una donna in cui non ti riconosci, il terrore di non sentirsi più apprezzata, desiderata. Finché all'orizzonte non appare quell'uomo più giovane, che ti guarda in quel modo, che non ti fa più sentire sola, che ti fa sentire nuovamente desiderabile. Che ti salva, almeno per una breve parentesi, dalla depressione, dal terrore di aver vissuto ormai tutta la tua vita, senza aver nulla in mano.

Il campanello suona e una scarica di adrenalina ti scuote dal torpore. Dai un ultimo sguardo alla creatura che ha preso il posto di Claudia.

Ma, attenzione: quell'uomo non è quello che credi, non è il principe azzurro. Quello che si presenta alla porta è un demone venuto a sfruttare il tuo desiderio di sentirsi nuovamente giovane e desiderabile. Ha solo colmato con del finto corteggiamento tutto il vuoto della tua vita.
Ed è venuto pure a prenderti qualcos'altro

Ti incammini nel corridoio, disponibile ad accogliere il suo abbraccio. Non puoi sapere che, dietro quella porta, troverai la morte.

Nella terza di copertina l'autore ha inserito questa citazione, “Ci sono notti in cui la solitudine ti può uccidere”.
Attorno a questa frase Romano De Marco ha costruito il suo giallo che tocca diversi argomenti: il dramma della solitudine che tocca le donne di mezza età.
Donne rimaste sole e deluse che scoprono come il lavoro sia tutto ciò che le resta nella vita: donne come Claudia Longo, la donna allo specchio nell'incipit, che qualcuno ha ucciso accoltellandola nel suo appartamento dove viveva sola, dopo la separazione dal marito.
Ultimo di una serie di omicidi che spesso sono stati catalogati dalla polizia come incidenti, per non sporcare le statistiche con cui si costruiscono le carriere.
Si parla di amore, di delusioni, di famiglie che non ci sono più e di famiglie che non ci saranno mai, per i troppi sacrifici che si fa nella vita. Fino a che questa non ti costringe a fare un bilancio di quello che hai fatto..
Chi ha ucciso Claudia Longo, però? E' stato uno dei suoi amanti, uno dei tanti che frequentava ultimamente (creando qualche problema coi suoi figli) come sostiene l'arrogante capo della Mobile Satta?
Per indagare su questo omicidio chiama dalla squadra anticrimine il commissario Laura Mariani: una tipa tosta questa Laura Mariani: dopo aver lasciato Milano (nel romanzo “Città di polvere”) per tornare a Roma, ha rifiutato un posto da dirigente pur di rimanere in azione, anche se nella sezione anticrimine.
Su questo caso si porta dietro la sua squadra personale, l'ispettore Paolo Silveri e il vicesovrintendente Leo Fragassi, con cui ha un rapporto molto diretto: da un'analisi dei fatti, capiscono come questo delitto possa essere qualcosa di più di un “semplice” delitto passionale: una traccia porta la Mariano verso un locale, il Single, dove si ascolta buona musica e ogni tanto si passano delle serate in libertà tra maschi adulti e consenzienti.

Bisogna capire se è una pista buona e per questo serve avere la lista dei soci del locale, persone che provengono dalla Roma bene e che si concedono queste seratine allegre, al riparo da occhi indiscreti protetti dalla privacy.

«Noi siamo un club che ha particolarmente a cuore la privacy dei propri iscritti. Il Single è un locale che persone adulte, di elevato ceto sociale, scelgono deliberatamente di frequentare per ampliare la loro cerchia di frequentazioni,..»

Non è un'indagine facile: prima di tutto perché il suo capo, un pallone gonfiato, maschilista, che deve la sua carriera alla parentela con un ex politico di peso, non le da via libera per quella pista. Si andrebbero a pestare troppi interessi, a pestare qualche piede importante.
“Penso che, in questa città, fare il mio lavoro sia diverso rispetto a ogni altra parte d’Italia”, si trova a riflettere Laura, mentre attraversa le vie di Roma, una città dalle mille facce, quella affascinante per i turisti che si accontentano del mordi e fuggi, ma anche quella da incubo per i quartieri in mano alle mafie, allo sfruttamento, all'incuria..

Non è facile lavorare a Roma:
“Fatto sta che a Roma gli interessi incrociati di faccendieri, carrieristi, massoni, si incrociano sempre con ogni maledetta indagine, e rendono più complicata la ricerca della verità”.

E poi c'è un'altra cosa, che rende il lavoro della squadra complicato: dietro ogni poliziotto c'è una persona coi suoi problemi, coi suoi segreti, con la sua vita.
La vita solitaria della vittima, porta al commissario a riflettere sulla sua di esistenza, dove il lavoro è tutto ciò che le resta, dopo tutte le relazioni finite male.
Questa sua condizione la rende così vulnerabe: portando avanti la sua indagine non del tutto autorizzata, sul Single, ha una piccola relazione con un cantante che si esibisce nel locale, Andy Lovato.
È stato un cantante famoso, un tempo, per un singolo che aveva avuto successo, specie all'estero. Ma poi, dopo una serie di insuccessi e qualche passaggio in TV, ha scoperto una nuova dimensione andando ad esibirsi in giro per il paese.

Chi sono io? Uno destinato a cantare lo stesso pezzo per tutta la vita? Sono Real Love e basta? No, non sono questo. Sono molto di più. Io sono Andy Lovato ..

È lui l'assassino della Longo?
E che spiegazione dare ad altri omicidi, di altre donne, anche loro legate a quel locale? Una produttrice della Rai, una scrittrice poco famosa sempre ad un passo dallo scrivere il libro della sua vita, un avvocato penalista, morta apparentemente per un incidente in bagno..

Il lavoro della squadra, grazie all'appoggio di una pm che tiene testa al capo della Mobile, fa emergere una storia poco edificante, sulla famiglia della morta: era stata lasciata sola da tutti, non aveva quasi più rapporti col marito (che pure le aveva pagato tutti gli interventi per i ritocchini), coi figli e nemmeno col fratello.
Una brutta storia familiare che parla di avidità, rimpianti, dolore e tanta solitudine

«La solitudine non è mai una scelta del tutto consapevole» risponde Laura. «Semmai una forma di inconscio autolesionismo.»

Ma non c'è solo questo: dietro i delitti, i finti incidenti, si nasconde una storia di ricatti che riguarda persone vicine a Laura e che in qualche modo cercano di manovrarla, di usarla per i loro obiettivi, arrivando anche ad intralciare le indagini.
Ricatti, trasgressioni, verità di comodo, altarini da nascondere di personaggi della Roma bene che siamo abituati a vedere sempre sorridenti e sicuri di sé.
Ma anche la vita reale, quella che ad un certo punto di presenta il conto di tutti i tuoi errori, ti costringe a guardarti allo specchio: finite le illusioni, saremmo tutti in grado di affrontare la realtà, specie se così amara?

“Se la notte ti cerca” non è solo un giallo, veloce e tagliente, con un colpo di scena finale che butta all'aria tutte le ipotesi fatte fino a quel momento.
Si parla del lavoro di poliziotto e di quanto sia difficile conciliare questo lavoro con una vita privata, con una famiglia.
Si parla anche della nostra vita e dei bilanci che si è costretti a fare, mettendo assieme i tanti punti che rappresentano le tappe fondamentali, i momenti importanti: 

“Secondo una sua teoria, la vita è un immenso foglio bianco con una serie di punti sparsi. Ciascuno di loro rappresenta uno snodo unico e irripetibile nel quale si vive per pochi attimi”

Nell'intervista su Milanonera, l'autore racconta del personaggio Andy Lovato e del cantante a cui si è ispirato:

La storia, coinvolgente ed emozionante, ha come fondamentale supporto una colonna sonora. Come hai conosciuto l’ispiratore del personaggio di Andy Lovato?Guarda, è una cosa nata quasi per gioco. Te la faccio breve… Sono da sempre un estimatore di un certo tipo di musica, quella nascosta fra le pieghe dei grandi successi degli anni ottanta e novanta. C’è un intero universo di produzioni di grande qualità, in quegli anni, rimaste poco note. Ho voluto raccontare una delle tante storie di musica, quella di Danny Losito, un cantante italiano che ritengo straordinariamente bravo e che nella sua quasi trentennale carriera ha affrontato alti e bassi da montagne russe. Quando ho avuto l’idea di renderlo un personaggio del romanzo, per raccontare la sua storia, l’ho semplicemente contattato sui social per chiedergli se fosse d’accordo. Lui ha accettato con entusiasmo e… Ora l’idea è diventata realtà. E avrò anche il piacere e l’onore di averlo ospite nelle prime tre presentazioni del tour. Interpreterà alcuni brani citati nel romanzo, accompagnato dalla talentuosa chitarra di Gianluca Mosole, un musicista noto e apprezzato in campo internazionale.

La scheda del libro sul sito dell'editore Piemme
Il blog dell'autore

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

06 aprile 2018

Il contratto con gli italiani

Chissà cosa ci sarà dentro questo contratto con gli italiani che il candidato Di Maio propone al PD in primis e alla Lega in seconda battuta (come fossero la stessa cosa): in Germania per stipulare un contratto simile, dopo la non vittoria della Merkel, hanno impiegato mesi e alla fine è stato pure sottoposto agli elettori.
Penso a tutte le dichiarazioni che ascoltiamo in questi giorni e a quello che succede nel paese.
I morti sul lavoro, in aumento del 10% e del 50% nell'edilizia (gli ultimi due morti a Crotone).
Il debito pubblico in crescita grazie (per colpa) dei salvataggi di Stato delle banche venete (senza che nessuno abbia pagato, quelli che hanno malgestito, quelli che non hanno vigilato, quelli che hanno avuto un trattamento di favore dalle banche).
Oggi ricordiamo i 9 anni dal terremoto dell'Aquila: le macerie, la testimonianza dignitosa degli aquilano che hanno manifestato oggi alle 3.32 in ricordo delle vittime.
I familiari hanno spiegato infatti che oggi "è il giorno del silenzio e del ricordo, non è il momento di parlare di ricostruzione e di passerelle".
Chissà se nel contratto c'è anche questo. 
Chissà se gli interlocutori di Di Maio (e la Lega stessa) hanno veramente voglia di toccare questi punti (e non fermarsi a vitalizi e tagli agli sprechi).
Visto che si credono i rappresentanti del popolo (col 24% dei voti, come ha ricordato ieri sera l'ex senatore Carofiglio ad Otto e mezzo), almeno lo chiederanno esplicitamente agli italiani?

05 aprile 2018

Governo subito o far saltare il banco?



Governo subito o far saltare il banco?

In molti danno per scontato l'accordo Di Maio Salvini: lo vogliono gli elettori (dice il sondaggio), lo vuole Di Maio (a patto che faccia fuori Berlusconi, a patto che sia lui ministro, a patto che si firmi il contratto come vuole lui ..). Salvini lo vorrebbe un po' meno, serve altro tempo per prendersi i voti di FI.
Lo vorrebbe Renzi e la componente renziana del PD in modo da poter dire: visto? Chi si somiglia si piglia..

Ma che questo governo veda la luce sul serio è meno scontato. Dovrebbero mettere insieme le loro proposte, quasi inconciliabili, flat tax e reddito di cittadinanza, fare le riforme su conflitto di interesse e corruzione. Idee diverse anche su lavoro e voucher. L'unica cosa che li unisce potrebbe essere Minniti, per dire.

Faranno un governo di scopo per rivedere la legge elettorale e poco altro?
Li faranno naufragare ancora prima quando, spinti dall'urgenza di fare il DEF (che tenga conto dell'aumento del debito per il salvataggio del PIL) arriveranno fuori i salvatori della patria (oggi in disparte)?

Se si dovesse andare alle urne, senza accordi, non varebbe per lui il vincolo del doppio mandato: discorso diverso se il M5S dovesse rimanere all'opposizione, in quel caso il suo partito potrebbe prendere più voti ma Di Maio non potrebbe ricandidarsi.
E questo spiega la sua fretta per un governo ora o al limite, far saltare il banco.
Vedremo cosa farà Mattarella dopo le consultazioni.  

04 aprile 2018

Prima gli italiani


Primo scandalo e primo indagato dentro la Lega salviniana.
Prima gli italiani o prima gli amici miei?

Per risolvere i problemi degli italiani

Ad Acerra centinaia di persone hanno protestato contro la scarcerazione dei due imprenditori condannati per lo smaltimento illegale dei rifiuti.
Il governo Gentiloni, erede del governo dei diritti, ha deciso di difendere di fronte alla Consulta, la legge sull'istigazione al suicidio, originaria degli anni 30.
Giornalisti minacciati per il loro lavoro: non c'è solo il clan Spada a minacciare i giornalisti (temo che la testata sia finita sulle prime pagine solo per speculare contro la giunta capitolina). A Lecco la giornalista Antonella Crippa ha ricevuto un biglietto di minacce e lo stesso è capitato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Non è solo la mafia, ma in questo paese ci sono troppi don Rodrigo che non amano le domande.
Pure a Pasqua si muore per lavoro, così come negli altri giorni dell'anno. Per imperizia, per errore umano. O forse perché oggi la sicurezza nei luoghi di lavoro non è considerata una spesa necessaria.
Il debito pubblico sale anziché diminuire, colpa del salvataggio delle banche venete. Lo sapevamo già che erano solo giochi di prestigio, quelli tirati fuori da Gentiloni per lodarsi. Ora lo sa pure l'Istat.

Ecco, alcuni dei problemi degli italiani di cui Di Maio vorrebbe trovare una soluzione in un governo guidato dal 5 stelle, assieme alle altre forze politiche che dovrebbero firmare un altro contratto di fronte agli italiani. La Lega se riesce a liberarsi da Berlusconi. Il PD se riesce a liberarsi da Renzi.
L'ho sentito ieri sera, nella lunga intervista a Di Martedì: ci crede veramente all'accordo con Salvini (che fino a questo momento ha mantenuto la parola), sebbene ritengo sia ancora missione impossibile separare Salvini dal centro destra. Vuole fare il regista per la prossima non coalizione.
E sebbene ci sia un errore di fondo: Di Maio e i suoi eletti pensano veramente che destra o sinistra, sia lo stesso, che si possano risolvere i problemi sulle disuguaglianze, sulle mafie, sulla sicurezza nel mondo del lavoro alla stessa maniera che sia uno di destra o di sinistra.
Lega e PD sono forze diverse e, almeno sulla carta, con una visione politica diversa.

Oggi cominciano le consultazioni e, almeno in teoria, tutte le previsioni, le ipotesi di coalizione, dovrebbero chiarirsi: dovremmo capire cioè quanto ci sia di vero in questa proposta (non proposta) dei 5 stelle.

03 aprile 2018

L'incubo moderno della città antica – da Se la notte ti cerca

In fondo, un libro e in particolar modo un giallo, è come un viaggio. Un viaggio alla ricerca del perché, non non del chi, ha compiuto un delitto o altro fatto criminale.
Un viaggio alla ricerca della luce che illumini il mistero.
I migliori gialli sono quelli che sono anche un viaggio per le strade delle città, per raccontare quella realtà che sfugge alle cronache, che non tutti vedono e che solo l'occhio attento di un osservatore è capace di cogliere.
Romano De Marco nel suo ultimo noir (Se la notte ti cerca, ediz Piemme) ci racconta di una serie di delitti, forse legati tra loro, di donne di mezza età, sole, fragili. Delitti che non interessano molto i verti della polizia romana, attenti a non sporcare le loro statistiche con cui poi si costruiscono carriere verso l'alto.
Perché in questa città, Roma, fare il poliziotto o la poliziotta, è più difficile che in altre parti d'Italia e questo il commissario Laura Damiani lo sa bene.

Romano De Marco ci racconta la sua indagine, per scoprire se e come queste morti sono legate da una sola mano assassina.

Un viaggio, appunto, nei quartieri della capitale o, come l'Eur, l'incubo moderno della città antica   


Benvenuti nel sogno di onnipotenza della capitale d'Italia.Benvenuti all'EUR.Osservate il "colosseo quadrato", simbolo della perfezione razionalista di una architettura di regime, ideata per propagandare la folle idea di rinascita dell'impero romano. Osservate il quartiere nato come sede della Esposizione universale del 1941, mai realizzata. Al suo posto arrivò la guerra, ad affogare nel sangue di milioni di morti e nella vergogna della perdita di identità di un popolo le aspirazioni malate di una dittatura oscurantista e le sue velleitarie manie di grandezza.Benvenuti nel cuore moderno della capitale d'Italia.Osservate il quartiere della finanza, dell'avveniristico centro congressi, degli uomini d'affari. Qui tutto si muove con un ritmo diverso, con una concezione più attuale, finalmente libera dal fardello di una storia troppo pesante da sopportare.Osservate la città nella città, la zona più europea di Roma, dove le facciate continue di vetro e acciaio, i negozi lussuosi, i parchi attrezzati, le discoteche prendono il posto dei pachidermici palazzi del potere e della insostenibile eredità di epoche passate. Quella eredità impressa a fuoco nell'urbanistica capitolina che paga il dazio agli ingombranti resti dell'impero che fu, e delle tetre roccaforti della cristianità. Emblemi monumentali, scolpiti nella pietra millenaria, che scandiscono con lentezza i tempi fuori dal tempo di una città diversa da tutte le altre, nel bene e nel male. Soprattutto nel male.

Benvenuti nel cuore contraddittorio della capitale d’Italia. Osservate il quartiere delle opere incompiute: le torri della finanza, il nuovo velodromo, l’acquario di Roma.Centinaia di milioni di euro gettati al vento, migliaia di posti di lavoro promessi e mai assegnati. Deserti di asfalto, discariche abusive a cielo aperto, testimonianza di ciò che avrebbe dovuto essere e non sarà mai.

Benvenuti nel cuore del vizio della capitale d'Italia.Osservate il quartiere della prostituzione, dove è impossibile uscire a piedi, con i bambini, per una passeggiata. Dove si vive in appartamenti lussuosi circondati da un tappeto di preservativi usati, fazzoletti sporchi, siringhe abbandonate e bottiglie rotte. Dove prostitute extracomunitarie e viados, schiavizzati dalle multinazionali del crimine, consumano rapporti sessuali dietro gli alberi o distesi sui cofani delle auto, a tutte le ore del giorno e della notte, in una apparente, rassegnata indifferenza.E, infine, osservate i bar di piazza Sturzo, dove i giovani si aggrappano ad una ideologia sbagliata, riflessa dalle geometriche, rassicuranti architetture dell'illusorio sogno fascista. Ma non li demonizzare quei giovani .. sarebbe un errore. Perché il vuoto pneumatico delle loro coscienze è una responsabilità di chi li ha privati dei sogni, di chi li ha negato il diritto di desiderare un lavoro appagane, una famiglia, un futuro stabile.
Benvenuti all’Eur. Incubo moderno nella città antica.

[Se la notte ti cerca, Romano De Marco] 

 

Report – Da homo sapiens a homo cyborg (e i disturbi del sonno)

Siamo entrati nell'era dell'uomo cyborg; la resilienza ovvero come costruire e progettare le cose affinché sopravvivano ai terremoti e un servizio dedicato a chi dorme male: questi i tre argomenti della puntata di questa sera di Report.

Sonni d'oro – di Cecilia Bacci
Quando si russa si possono raggiungere i 90 decibel: russa il 40% degli italiano e dieci milioni soffrono di problemi come le apnee notturne.
Il cattivo sonno è causa anche di infortuni sul lavoro e di incidenti sulle strade: si può migliorare la qualità del dormire puntando sulla gestione dello stress e sull'alimentazione.

A Londra hanno creato il “Napo bar”, un posto dove schiacciare un pisolino durante la giornata: nel cuore della city ci si può concedere 30 minuti di pisolino per abbassare lo stress, evitare problemi al cuore e migliorare la produttività.

E chi ha un coniuge che russa come fa? Si perdono in media 90 minuti di sonno a notte, se si dorme con uno che russa: condiziona il modo di relazionarci, si litiga col compagno, ci si sente stressate e depresse.
Il sonno è importante: spesso sono le donne che accompagnano i mariti dall'otorino per risolvere il problema.
Cerotti, naso dilatatori, spray, mangiare leggero la sera .. Non sempre funzionano, se non si individua la causa del russare.
Esistono materassi intelligenti che si alzano, anche da un solo lato.
Ma il vero problema sono le apnee notturne: persone che non si addormentano veramente e si alzano già pronti.
In questi casi si può ricorrere ad una mascherina che fa inalare area oppure ad un intervento chirurgico.

Essere umani – di Giorgio Mottola

L'evoluzione non è terminata col l'homo sapiens: se il corpo è un limite oggi, ci sono studi che stanno usando i risultati della biotecnologia, della robotica per creare uomini evoluti, uomini cyborg con poteri eccezionali.

L'inchiesta di Giorgio Mottola da fiducia e speranza, per il futuro, ma pone anche molti interrogativi: se queste tecnologie per creare super uomini finissero nelle mani sbagliate?
Se qualcuno fosse in grado di pilotare il nostro cervello, i nostri pensieri?

I microchip che mettiamo addosso agli animali, in Svezia vengono impiantati anche negli uomini: sono usati per far interagire il chip con le app, per semplificare la vita (per esempio per non dover andare in giro con l'abbonamento del treno).
Le ferrovie svedesi stanno sperimentando ora i chip sottopelle dei loro passeggeri: sono 2200 le persone che lo stanno usando.
In un centro di co-working di Stoccolma della Bio-HAX, stanno lavorando su tutte le funzionalità di questi chip, usati come badge, come tessere per le macchinette.

Questi chip emettono segnali secondo il protocollo NFC: possono essere usati per contenere dei dati, per contenere password, al posto delle tessere per sconti.
Il tuo corpo diventa una parte dell'internet delle cose.

Servono sufficienti test per capire se fanno male – spiega Andreas uno dei ricercatori: si deve stare attenti anche alla questione della privacy dei nostri dati.
E se google volesse i dati della Bio-HAX? Al momento il rischio non c'è, ma domani?
Potrebbero diventare strumenti di manipolazione e di controllo?
Amazon sta sperimentando dei chip per aiutare i loro dipendenti a spostare la merce nei pancali.

Il chip è la prima trasformazione del nostro corpo, per dargli nuove funzionalità, stravolgendo il disegno fatto dalla natura.
Non possiamo farci trovare impreparati a questi scenari: già oggi abbiamo scoperto tardi come i nostri dati sui social possano essere usati in modo perverso, con l'inchiesta su Cambridge Analytica.

L'uomo cyborg.

All'IIT stanno lavorando ad un progetto per realizzare mani probiotiche: la mano percepisce le contrazioni dei muscoli con dei sensori e agisce di conseguenza.
Mirko Moeni giù oggi usa protesi come queste, come fossero oggetti comuni: la sua mano è stata realizzata dall'istituto di biorobotica dell'Istituto Sant'Anna, dove lavorano anche a protesi di altri arti, come le gambe.
Stanno lavorando anche ad esoscheletri, strutture che si indossano che consentono a persone che non possono camminare, di alzarsi e muoversi da sola.
E un giorno potrebbe anche aiutare la persona a correre più in fretta o sollevare pesi agevolmente.

Al DARPA, la struttura di ricerca dell'esercito americano, lavorano ad un esoscheletro per potenziare la forza dei soldati.
Il super operaio è già una realtà in aziende dove le persone devono lavorare coi robot: anziché rubarci il lavoro, i robot, forse ci costringeranno a lavorare più a lungo.
FCA ha introdotto tre esoscheletri nello stabilimento di Melfi: servono per rendere meno faticoso il lavoro o per sostituirli? Non è differenza da poco.

La mano con sei dita: a Siena, ispirandosi a Simone Martini, all'università hanno studiato e realizzato la mano col sesto dito.
Serve per aiutare le persone che non hanno piena funzionalità della mano oppure per aumentare le possibilità di presa delle mani.

La nuova frontiera è però collegare i computer al cervello: Lina ha un problema alla vista, sta usando degli occhiali con una telecamera che trasmette le informazioni al cervello.
Si chiama Brain computer interface questa branca della scienza: collegando il cervello al computer si riesce a capire i pensieri di una persona, tradurli in impulsi e mandarli ad una macchina.
Ad ogni sequenza dei neuroni, nel miliardo delle connessioni, corrisponde una azione che viene registrata: con un caschetto si riesce a registrare solo l'attività celebrale in superficie.
La registrazione migliore è quella fatta coi chip impiantati: leggere i pensieri e le emozioni del cervello è una cosa positiva se fatta per fini medici.
Ma se questi dati fossero usati per fini di marketing?

A Bolzano c'è la Thimus: lavorano nel settore della moda e dell'abbigliamento, per capire il confort dei loro prodotti, leggendo i dati del cervello presi tramite il caschetto.

L'auto che si guida da sola la stanno realizzando quelli della Nissan: l'auto legge i tuoi pensieri e capisce se hai caldo o freddo.

In Facebook stanno lavorando ad un sistema in grado di scrivere più in fretta rispetto a quanto facciamo con le mani, perché in grado di leggere il pensiero.
Altri progetti sono in corso presso la Tesla: le conseguenze di questa tecnologia, gli elettrodi, il caschetto, non sono ancora note.

Centinaia di ricercatori stanno lavorando per capire come modificare le emozioni e i pensieri nel cervello: accendere o spegnere un neurone, per generare una sensazione virtuale, in assenza di un oggetto reale.

Sta nascendo una nuova specie umana? Dobbiamo preoccuparci di tutti questi scenari dai confini poco chiari? Le multinazionali che stanno investendo nella Brain computer interface hanno budget superiori a quelli degli stati, hanno in mano i nostri dati, ci hanno profilati, hanno in mano i dati genetici.
Serve una regolamentazione da parte dei governi, per governare questi cambiamenti.
Il professor Warwick è il primo uomo cyborg: ha inserito 100 elettrodi nel braccio che trasmettono i segnali del sistema nervoso a distanza, per manovrare una mano bionica a migliaia di km di distanza.

Superare la prigione del nostro corpo si può, andare oltre i limiti della natura: questo l'obiettivo dei ricercatori nella cibernetica.
Neil Harbisson è un signore inglese che ha una antenna integrata col proprio corpo: è un cyborg perché non è più umano al 100%, ha aggiunto ai suoi occhi questa antenna che gli fa vedere i colori come suoni di note, che arrivano al cervello.
Può ricevere immagini da tutto il mondo perché nel cranio ha un chip connesso a internet: è un intervento che non si può fare legalmente oggi, perché ritenuto poco sicuro.

Si tratta di un nuovo senso – spiega Neil: si tratta di realtà aumentata, per percepire sensazioni che persone normali non hanno, come le vibrazioni per i terremoti, le variazioni della pressione per i cambiamenti del meteo...

Il Transumanesimo è una distopia, prevede la possibilità di trasferire la mente umana dentro un chip, che non ha bisogno più di un substrato come il corpo.
In Italia sono un movimento che raccoglie qualche migliaio di persone, con contatti con tutti i partiti politici.
Sebbene uno dei suoi membri, Stefano Vaj, ha fatto scritti di stampo razzista: “noi vogliamo traghettare l'uomo verso il superuomo”.

È la deriva che inquieta: la storia di Cambridge analytica fa riflettere, se nessuno mette un freno, potranno usare queste tecnologie per creare delle persone con potenzialità superiori e dall'altra parte, persone “normali”.
Perderemmo l'uguaglianza, perderemmo anche il senso di umanità proprio degli uomini.

02 aprile 2018

Il cyborg futuro e i problemi dell'uomo di oggi – le inchieste di Report

Stiamo per entrare nell'era cyborg. Chip sotto pelle sostituiscono chiavi, badge e carte di credito. Google, Amazon e Elon Musk hanno sviluppato progetti sul cervello umano in grado di modificare i pensieri. Quali rischi corriamo? Parleremo anche di come ricostruire un territorio in maniera intelligente attirando investimenti e lavoro per i giovani e dei disturbi del sonno che riguardano dieci milioni di persone.

L'uomo di domani, in cui la tecnologia viene integrata in un corpo umano per, si spera, rendere la sua vita più semplice.
E i problemi dell'uomo di oggi: l'incuria del territorio, la cementificazione, gli abusi edilizi e i costi sia in termini umani che come risorse economiche.
Infine, nell'anteprima, un problema all'apparenza banale ma di cui soffrono molte persone: la qualità del sonno.

L'anteprima della puntata: Sonni d'oro Cecilia Andrea Bacci
La qualità del sonno è fondamentale, sia perché una pessima notte rende più inclinato il piano della giornata che dovremmo affrontare dalla mattina. Sia per tutti i problemi di salute legati: da semplici problemi di concentrazione nel corso della giornata, fino alle apnee notturne che possono diventare un rischio.
"Io? Ma figurati". Non lo vogliono ammettere, ma russano. E sono in tanti: due italiani su cinque, per la disperazione del partner. Complice una vita sempre più frenetica, dormiamo sempre meno e sempre peggio. C’è addirittura chi si sveglia “pronto per andare a dormire”. E dire che passiamo a letto un terzo della nostra vita. Un cattivo sonno, però, influisce negativamente sulle nostre relazioni sociali e mette in pericolo la nostra salute, oltre a esporci maggiormente a incidenti stradali e infortuni sul lavoro. Russare, poi, può essere campanello di allarme di patologie serie come la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, di cui soffre, si stima, il 6% degli italiani. Ma dormire male può essere un pesante costo sociale stimato in 15 miliardi di euro. L’equivalente di una finanziaria. Dormire meglio si può? E quali sono i rimedi a cui affidarsi?

L'era dell'uomo cyborg

Dimenticatevi i cyborg di Blade Runner, esseri indistinguibili dagli uomini, con poteri e forza superiori. L'uomo cyborg del futuro che forse è dietro l'angolo, mette assieme i risultati della micro componentistica, la robotica con l'idea dell'internet delle cose, dove tra le cose ci siamo anche noi.


Si parte dai chip impiantati sottopelle, in un centro di ricerca in Svezia, che diventano dei badge per accedere a luoghi protetti o chiavi per consumare snack o bibite; auto che si guidano col cervello; il primo uomo cyborg riconosciuto da un governo nazionale (che sente le note delle vibrazioni dei colori, avendo una disfunzione che gli fa vedere le cose in bianco e nero); ci sono ricercatori che stanno studiando come controllare i nostri pensieri. L'evoluzione verso l'uomo cyborg è già cominciata, ci stanno lavorando anche i Big di internet: dobbiamo capire però quali sono gli scenari e come controllare questa evoluzione.

Sulla pagina Facebook di Report trovate una serie di anticipazioni del servizio, a cominciare dal progetto dell'Università di Siena per creare una mano con sei dita: si sono ispirati ad un dipinto del pittore Simone Martini che ha raffigurato nell'affresco La Maestà, San Crescenzio con sei dita.

Il professor di robotica Prattichizzo lo ha realizzato, questo sesto dito: è stato pensato per aiutare persone che non hanno più piena funzionalità della mano, un appendice che si muove seguendo gli impulsi della fronte.


Dal sesto dito, agli arti artificiali: all'istituto di Biorobotica della scuola Sant'Anna di Pisa hanno realizzato la mano artificiale per un ragazzo, rimasto vittima di un incidente; oggi stanno lavorando a prototipi di gambe per persone che hanno subito l'amputazione di questo arto.
Immaginate di avere dei sensori come quelli che sono presenti nel cellulare, che avvertono il movimento del corpo e informano così la protesi, che così capisce che movimento deve fare.
Nel futuro stanno lavorando anche ad esoscheletri, robot che si indossano, per potenziare o migliorare i movimenti del corpo umano.
Per esempio persone tetraplegiche o con difficoltà a camminare, potranno iniziare a camminare. O, magari, consentire di correre più velocemente ..


All'IIT (Istituto italiano di tecnologia) lavorano al perfezionamento delle protesi robotiche: al momento è loro il modello più sofisticato di mano bionica al mondo.
E' una mano che si collega al sistema nervoso dei muscoli del braccio: quando si stringono i muscoli per muovere la mano, questi impulsi arrivano alla mano robotica.

La scheda della puntata: Essere umani di Giorgio Mottola con Alessia Marzi

Sta per iniziare l’era dell’Uomo Cyborg. La tecnologia non sarà più intorno a noi ma dentro di noi. Già oggi chip sottopelle consentono di sostituire chiavi, badge e carte di credito. Con la sola forza del pensiero, grazie a sensori a contatto con il cervello, è possibile far muovere oggetti e guidare automobili. E c’è anche chi non si accontenta di avere solo cinque sensi, e attraverso modificazioni del proprio corpo è in grado di percepire i terremoti e avvertire i cambiamenti meteorologici. Ma sull’Uomo Cyborg non scommettono solo la medicina e le università: Google, Facebook, Amazon e Elon Musk da tempo sviluppano progetti per integrare computer e cervello umano. Quali rischi corriamo se una tecnologia in grado di modificare il corpo e la biologia umana risponde alle logiche del marketing?

La resilienza – per non piangere lacrime di coccodrillo

Ad ogni terremoto, scossa, inondazione, frana, assistiamo alle stesse scene: la macchina della protezione civile che si mette in moto, i soccorsi, le lacrime della popolazione, l'eroismo dei vigili, dei volontari che sopperisce ad anni di incuria, cattiva gestione del territorio, speculazioni edilizie.
Ogni evento sismico è occasione per le solite passeggiate dei politici con tanto di codazzo di giornalisti, imprenditori con pochi scrupoli (quelli che dopo la scossa de l'Aquila del 2009 ridevano a macerie ancora fumanti): dobbiamo ripensare tutto il modo con cui oggi gestiamo i territori, le città, i fiumi, le colline.
Dobbiamo essere resilienti, ovvero dare forma alle costruzioni, alle infrastrutture affinché dopo un sisma siano ancora lì, ancora funzionanti. Per evitare le scene di spopolamento che oggi vediamo a l'Aquila e in Abruzzo, nelle Marche dopo il sisma del 2016.

Dopo il Sisma del 2009, l'OCSE ha indicato ne l'Aquila la città europea della conoscenza, così è nato il “Gran Sasso science institute”, una università che attira studenti da tutto il mondo, che studieranno onde gravitazionali, onde sismiche e che andranno ad abitare nelle case del centro storico, affittate ad un prezzo conveniente.
In questo modo si sono attratti studenti e ricercatori di livello internazionale, come Marica Branchesi: “qui ho trovato l'entusiasmo nel veder rinascere un territorio”.

Anche la farmaceutica Dompé ha costruito a l'Aquila il nuovo edificio, antisismico e all'avanguardia, con l'obiettivo di garantire la produzione anche dopo il terremoto.

Anche nelle Marche ci sono imprese che hanno deciso di investire in resilienza senza aspettare lo Stato: Enrico Loccioni ha preso in gestione un tratto del fiume Esino, che esondava vicino alle sue strutture e alle case. Oggi, dal fiume ricava 1 GW di energia l'anno, per l'impresa e il territorio.
Alla Loccioni si occupano di questo: produrre energia e distribuirla, in modo resiliente, isolati dalla rete nazionale.

Nell'anticipazione che trovate su Raiplay, Giulio Valesini è andato in California, dove attendono da decenni il “big one”, per vedere come hanno fatto: come intendono proteggere strade, ponti, infrastrutture da un sisma di proporzioni eccezionali.


Nei cantieri, il giornalista ha incontrato ingegneri giapponesi, che sostituiscono vecchie tubature d'acqua con tubi di ultima generazione, più duttili, perché in caso di terremoto sono in grado di estendersi e contrarsi, testati per onde fino al nono grado.
I responsabili della Water & Power considerano strategico mettere in sicurezza di queste strutture, energia e acqua, per la sopravvivenza della gente, per evitare che dopo un sisma, centinaia di migliaia di persone rimangano senz'acqua (come successo già nel 1994, per un sisma durato “solo” 10 secondi).
Per rendere “resilienti” le tubature d'acqua stanno spendendo 50 ml di dollari e nei prossimi 120 anni dovranno sostituire 120mila miglia di tubi in totale.
Il tutto è coperto da una voce in bolletta, per i cittadini californiani, che copre queste voci di spesa.

Le previsioni degli scienziati parlano di una scossa da 7,8 gradi, che potrebbe devastare tutto il sud dello Stato: su questa previsione è basato il piano di resilienza del comune di Los Angeles si basa su uno studio scientifico della sismologa Lucy Jones: a lei è stato affidato il piano di coordinamento di resilienza della città (non un politico, ma una scienziata). Un piano che ha come obiettivo il far rimanere sul territorio la popolazione colpita, evitando esodi di massa. Ma c'è anche un obiettivo economico: ogni dollaro speso in prevenzione ne fa risparmiare sei.

Questo piano coinvolge le istituzioni ma anche le imprese e i comuni cittadini, che devono essere preparati all'emergenza: comunicazione del rischio, piani per la ricostruzione, piani per tenere attivi i servizi pubblici durante l'emergenza.
La società dei trasporti metropolitani riceve un centesimo per ogni transazione fatta in California per gli investimenti in resilienza, si incoraggiano i proprietari vicini alla rete a fare interventi di adeguamento sismico, per evitare crolli.
Ogni attività, poi, deve avere un piano di emergenza: anche al Getty Museum, il centro della vita culturale, è stato costruito per tenere al sicuro le opere d'arte, esiste un piano di evacuazione in caso di scosse dove, lo stesso museo, potrebbe anche trasformarsi in un rifugio antisismico, con magazzini pieni di riserve di cibo e acqua.
Ogni cittadino deve sapere cosa deve fare in caso di terremoto: il dipartimento per la sicurezza sta lavorando ad un sistema di avviso che parta 30 secondi prima dell'arrivo di una scossa.
Si possono salvare vite umane anche con piccole operazioni, così: fermare gli ascensori al piano più vicino, allontanare persone da composti chimici pericolosi, fermare una operazione chirurgica per evitare danni.
Non basta dire, attenzione c'è un terremoto: va insegnato alle persone cosa fare, come reagire e cosa non fare, per questo entro la fine del 2018, sarà pronta una app.

La scheda della puntata: La resilienza di Giulio Valesini con Cataldo Ciccolella e Simona Peluso.

Negli ultimi settant’anni l'Italia ha registrato diecimila vittime e 290 miliardi di danni a causa di disastri e sismi. La media è di un terremoto distruttivo ogni cinque anni, i territori a rischio sono l'83% dell'intero Paese. Invece di parlarne a catastrofe avvenuta, e sempre in emergenza, è arrivato il momento di prepararsi, rendendo comunità, case e aziende più resilienti. Significa fare ricostruzione in modo intelligente, attraendo giovani e investimenti. Report ha girato l’Italia e ha registrato piccoli esempi di resilienza. Ancora poco però in confronto alla California dove da decenni si preparano al Big One. E hanno trasformato la paura della catastrofe in una grande opportunità che, oltre a salvare vite ed edifici in futuro, fa girare l’economia.

01 aprile 2018

La nascita della Pastiera – da Vipera, di Maurizio De Giovanni



Come è nata la ricetta della pastieranapoletana, uno dei dolci pasquali per eccellenza?
Lo spiega, per mano di uno dei suoi personaggi, il brigadiere Maione, lo scrittore napoletano Maurizio DeGiovanni:

- Allora, mentre mammà la prepara, vi racconto la storia della pastiera. Volete sentire?Come a un segno convenuto, Lucia iniziò a disporre sul tavolo gli ingredienti necessari alla preparazione del dolce: la pasta frolla, preparata nelle prime ore della giornata quanti tutti ancora dormivano; la ricotta di pecora, in un cestino di paglia intrecciato; il grano, cotto nel latte fresco; lo zucchero bianco raffinato; lo strutto, le uova, la cannella, il limone; il cedro e la cucuzzata, zucca candita per la quale Lucia andava famosa; e la delicatissima acqua di fiori, preparata infondendo in acqua calda, poi filtrata, i fiori dell'albero di arance amare, il vero profumo della primavera. 
[..]Mentre i bambini di casa Maione spalancavano gli occhi davanti a tutto il ben di Dio che Lucia aveva disposto sulla tavola, il brigadiere disse:
- Molto, molto tempo fa, quando la città era giovane, c'era solo un piccolo villaggio di pescatori vicino al mare. Dal mare veniva tutto quasi tutto quello che c'era da mangiare, il pesce, i crostacei, le cozze, tutto. Un giorno, però, venne una tempesta, e le barche dei pescatori non potevano uscire più; la tempesta non finiva, passavano le settimane e ormai le riserve erano finite, non c'era più niente.Maione punteggiava il racconto imitando gli effetti sonori, tuoni, fulmini, le onde alte del mare. Anche i figli maggiori, che avevano ascoltato la storia decine di volte, erano affascinati e seguivano a bocca aperta.Sorridendo, Lucia manipolava sapientemente gli ingredienti.
 
[..]- Proprio così, - disse il brigadiere Maione ai figli. - Il mare non ne voleva sapere, di calmarsi. E siccome ormai era arrivata la primavera e i bambini avevano fame, i pescatori decisero di uscire lo stesso, anche se la tempesta urlava ancora. Le mogli e i bambini erano disperati, al pensiero dei papà che affrontavano quelle onde più alte delle loro case. Ogni sera si riunivano sulla spiaggia, sotto la pioggia, e pregavano e piangevano e si disperavano, perché il mare cattivo restituisse i papà con le loro barche. Che faccio, mi fermo o vado avanti?
Con sapienza, teneva l'attenzione dei bambini mentre con altrettanta sapienza le veloci mani di Lucia componevano la propria sinfonia, amalgamando la ricotta con le uova, la vaniglia, la cannella, lo zucchero e l'acqua coi fiori d'arancio.Si accorse con una punta d'orgoglio che Maria e Benedetta, pur ascoltando il racconto di Raffaele, non si perdevano un suo gesto.
Avanti, pensò lei.Avanti, dissero i bambini.
 
[..]La nostra città, - disse Maione, - era piccola, ve l'ho detto. Ma i bambini e le donne erano come adesso, quando piangevano lo facevano a voce così alta che era impossibile non ascoltarli. E alla fine una sirena, che sarebbe una donna con una coda lunga di pesce che vive sotto il mare, di nome Partenope, venne fuori e disse: ma perché piangete e strillate giorno e notte, e non mi fate dormire?La bambina che gli stava in braccio disse, stringendosi a lui:- Perché volevano i papà!- E brava, proprio così risposero i bimbi alla sirena Partenope. E lei, che era una sirena buona, si commosse e disse, mo' ci penso io. E si inabissò di nuovo per andare a parlare a suo padre, il Mare. Per dirgli che c'erano tutti quei bambini e quelle mogli che aspettavano il ritorno degli uomini per poter mangiare e riabbracciarli.
Lucia unì l'impasto al grano cotto nel latte, aggiungendo la cucuzzata e il cedro candito tagliato a dadini. Il figlio allungò la mano per ghermirne un pezzo, e lei rapidissima gli diede uno schiaffetto dicendogli:- Non ancora!
 
[..]- Il Mare brontolò, - disse Maione, - perché non voleva consentire alle banche di rientrare a casa, si stava divertendo troppo con quella tempesta. E poi aveva fame, ed era di malumore. Partenope, che lo conosceva bene, andò a dirlo alle mamme e ai bambini sulla spiaggia, e loro si unirono per decidere cosa fare. Fu allora che alla bambina più piccola venne un'idea: siccome era primavera, e il Mare non lo sapeva, pensò di dirglielo facendogli vedere tutte le belle cose che la stagione portava. Così prepararono tante scodelle con le bontà della terra: la ricotta e la farina, simbolo della campagna fertile; le uova simbolo della vita che si rinnova; il grano bollito nel latte e l'acqua di fiori d'arancio, simbolo dell'incontro delle piante con gli animali; lo zucchero, simbolo della dolcezza, e le spezie, simbolo dei popoli affratellati proprio dal mare. E misero tutto là, vicino alla spiaggia.Lucia cominciò a tagliare in listarelle la sfoglia residua, che aveva tenuto da parte proprio per quello, ascoltando la vice piena e rotonda del marito e pensando a quanto lo amava.- Durante la notte, le onde portarono i doni in fondo al mare; Partenope, che aspettava, unì tutto e preparò una torta che diede al padre. Lui se la mangiò una fetta alla volta, e la fame gli passò, e insieme alla fame gli passò la rabbia e si calmò, diventando una tavola. Così le banche poterono rientrare, cariche di pesce, e i bambini riabbracciare i propri padri. Da allora, ogni volta che viene la primavera, le mamme ripensano a quel giorno e preparano la torta che preparò Partenope. E noi che la mangiamo.Lucia guardò Raffaele che abbracciava tutti i bambini; Benedetta le si avvicinò e le diede un bacio, così lei le consentì di applicare l'ultima listarella sulla pastiera che sarebbe stata portata in forno.Le sorrise, e pensò che era meravigliosa. 
Da Vipera di Maurizio De Giovanni.

E' solo una favola, quella che racconta il brigadiere Maione nel romanzo di Maurizio De Giovanni: ma come ogni favola, contiene degli insegnamenti.
Prendersi cura dei più deboli, i bambini e le donne.
La cura e l'amore nel fare le cose, come i dolci per le feste, un momento in cui si sta tutti assieme, ad ascoltare i racconti di qualcuno.
E che ogni inverno, ogni momento brutto, è destinato a finire, per natura, affinché si arrivi ogni volta ad una nuova rinascita.

Buona Pasqua !