15 aprile 2009

La città del sole nero di Leonardo Gori

Firenze 1505: cupi segnali arrivano al primo segretario della Repubblica di Firenze, Niccolò Machiavelli. L'ingresso del cardinale Giovanni De Medici travestito da frate: forse un tentativo di rovesciare la Repubblica, sfruttando i nemici interni alla città?
Tre frati trovati morti, fuori dalle mura della città: frati vestiti con tuniche colorate, morti in circostanze misteriose, con indosso delle pergamene con disegni allegorici. Il primo bruciato come fosse una statua ; il secondo letteralmente bollito nell'acqua. L'ultimo che è riuscito prima di morire a far arrivare un messaggio che parla di una minaccia che incombe su Firenze.

Questo il principio del racconto di Leonardo Gori, che ci trasporta direttamente nella Firenze repubblicana, negli anni successivi alll'epoca di Lorenzo il Magnifico, dopo la congiura De Pazzi (1478), soffocata nel sangue e fallita per il mancato appoggio della popolazione.
Una repubblica instabile, governata con l'uso dei “birri”, delle spie al servizio del primo segretario, in un'Italia ancora divisa in signorie, principati, in fragile equilibrio tra impero e papato.
Un'epoca di scoperte: le nuove indie scoperte da Cristoforo Colombo; gli studi sul corpo umano, sugli animali, sulle forze della natura di quel gran genio di Leonardo Da Vinci (la cui ombra incombe nel libro, pur comparendovi in un ruolo marginale).

Ma anche un periodo di intrighi, di lotte di palazzo, di congiure, di spie e birri e complotti: un clima perfettamente ricostruito dalla maestria dell'autore (e qui si vede il grande lavoro di studio).
Spie come Fiammetta da Candia, personaggi sinistri come Violante (il capo dei birri), o dalla mente offuscata dal dolore come Vittorino De Pazzi (per la morte del figliolo Lapo, per mano dei palleschi). Menti ingegnose come lo scienziato polacco Mikolaj Watzenrode, che intende allestire una dimostrazione pubblica sui meccanismi che governano le sfere celesti.
Artisti come Sandro Botticelli, finito pazzo e mendicante nella sua bottega (qui l'autore si è concesso qualche libertà.)

E anche il mistero della città di Semifonte (costruita su una piana poco distante da Firenze e da questa distrutta); un fuoco misterioso che qualcuno vorrebbe lanciare sulla città per purificarla dai suoi peccati, come Dante racconta per i sodomiti nell'Inferno. Aquile dalla straordinaria forza, che aleggiano sulla città, anche loro a presagio di una minaccia.

Non voglio aggiungere altro: in una lotta contro il tempo messer Niccolò, facendo leva sul suo ingegno, sulla forza e sulla violenze utilizzata per la ragion di Stato, dovrà sventare la minaccia, svelare il volto di chi ha architettato il piano, salvare la Repubblica e la città.
Un libro costruito per enigmi, dove dietro ad un mistero se ne cela un altro, come in uno dei meccanismi di Leonardo.

Il sito dell'autore e il link per ordinare il libro su internetbookshop.
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3 commenti:

Leonardo Gori ha detto...

Grazie per la bella recensione! Mi fa piacere che il meccanismo abbia funzionato, nonostante le... libertà che mi sono preso, come giustamente dici.
Spero di incontrarti presto.

Leonardo Gori

paolodabere ha detto...

ma... Mikolaj Watzenrode in realtà è COPERNICO...!!!!

Anonimo ha detto...

Già...