Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
25 gennaio 2006
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza piu' forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d' inverno
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
Technorati: Primo Levi
Se questa è la politica
Di una politica che si occupa della data delle elezioni, che discute di par condicio (nel paese dei conflitti di interessi) e di presenze televisive. Dove a destra si accusa la sinistra di aver perso la superiorità morale (vicenda Unipol) e a sinistra si ribatte che si dovrebbero occupare della loro morale (vicenda Cuffaro in Sicilia).
Dove per combattere il PM10 in Lombardia si chiede di abbassare i riscaldamenti. Ma i mezzi pubblici sono quelli che sono, e se devono essere sempre i cittadini lombardi ad essere virtuosi ...
Tra accuse e controaccuse viene alzato un polverone nel quale non si distingue più quale è il vero problema: finanzieri d'assalto che hanno potuto fare i loro affari senza che gli enti di controllo potessero (o volessero) bloccarli.
E la politica che è stata a guardare, incapace di prendere una linea decisa sul caso Fazio.
Si rinfaccia al premier di aver occupato la Rai e di aver cacciato i giornalisti scomodi.
Ma siamo sicuri che, in caso di un governo di sinistra, la RAI non verrà monopolizzata (cambio del CDA, direttore e presidente) come nel passato? Perchè la sinistra non porta avanti una legge che slega, una volta per tutte la Rai dalla televisione (come Zapatero in Spagna).
Si rinfaccia alla CdL i legami (presunti) tra esponenti dell'UDC e la mafia: discorso delicato. Se da una parte si deve evitare di cadere nel giustizialismo (si è colpevoli dopo il processo), dall'altra non è possibile che Cuffaro non getti imbarazzo in un partito che si rifà ai valori della cristianità.
D'altro canto è vero che anche a sinistra, negli anni di governo, non si è portato termine quella lotta che nel 1993 sembrava ad un passo dalla vittoria.
E siamo sicuri che tutte le leggi di questo governo (gestione pentiti, interpretazione del 41 bis, rito abbreviato, patteggiamento allargato) verrano abrogate, modificate?
E se in Sicilia c'è la mafia, in Campania c'è la camorra, infiltrata nei comuni, amministrati dal centrosinistra. E' così difficile fare delle liste pulite? Perchè la legge sul parlamento pulito non è portata avanti da nessuno dei due schieramenti (se si fa eccezione per Di Pietro)?
Perchè la questione morale è di tutti, come di tutti dovrebbe esser la lotta alla mafia, alla camorra, alla delinquenza.
Possiamo aver fiducia di questa classe politica? Quando potremo sturarci il naso.
Technorati: politica italiana
24 gennaio 2006
Pendolari disperati: un altro giorno ..
Per un guasto a Merone il treno è arrivato dimezzato (senza il locomotore di testa) ad Arosio (la mia stazione), con circa 30 minuti di ritardo. A Milano siamo arrivati alle 9:05 (40 minuti di ritardo) su un treno ben stipato.Oramai in ufficio non fanno più l'appello: quando arrivo arrivo ..... se arrivo per pranzo, bene , altrimenti ordinano anche per me (e lo tengono in caldo).
Cosa volere di più ... un Lucano?
Queste le nuove carrozze per i polli-pendolari. Il colore è in tono al modo in cui siamo trattati tutti i giorni.
Technorati: pendolari, Ferrovie Nord.
La pensione Eva di Andrea Camilleri
E' la storia di tre ragazzi di Vigata, Nenè, Jacolino e Ciccio, dagli anni che precedono la seconda guerra mondiale, fino allo sbarco degli alleati. La storia della loro crescita, da adolescenti a giovanotti: crescita che avviene attorno (e all'interno) della Pensione Eva, il casino di Vigata.
La prima parte racconta dei primi timidi approcci verso il sesso ("La strada verso Parnaso"), del ragazzino Nenè (in cui immaginiamo un Camilleri giovane, nonostante la smentita nella nota finale), che si innamora della cugina Angela, grazie alla quale scopre cosa vanno a fare gli uomini all'interno della pensione Eva.
I tre diventano poi abitudinari del casino, che, da luogo immaginario di incontri erotici, si trasforma anche in un posto dove ascoltare storie incredibili, raccontate dalle ragazze. Nenè inizia a capire che le storie che quelle picciotte potevano contare gli avrebbero permesso di capire. Capire qualichi cosa di lu munnu, di la vita. Aveva la possibilità di conoscere sei picciotte diverse ogni quindici jorni e parlare con loro e ascultarle mentre parlavano.
Storie come quella del cavalier Calcedonio, che recupera l’impeto della virilità solo sentendo il fragore dei bombardamenti, o Tatiana, la “puttana comunista”, che passa informazioni ai partigiani delle città che visita per lavoro:
"E quella volta che un cliente voleva farlo mettendoci tutte e due a testa in giù e piedi in aria?" "E quella volta che un cliente, dopo aver finito, accese un fiammifero e se lo bruciò perchè gli aveva fatto commettere peccato?" "E quella volta ...".
Il periodo dei "Prodigi e dei Miracoli" termina con l'arrivo della guerra: sotto i bombardamenti, col rischio di morire da un momento all'altro, ai ragazzi rimane solo la voglia di vivere e fare all'amore. E la gioia di essere sopravvissutti alla morte "Mangiare, viviri e ascutare la risacca. Con l'amico ritrovato. Che c'era di meglio nni la vita? La guerra era passata, pareva accussì lontana che forse non c'era mai stata veramente. Vuoi vidiri che se l'erano insognata?"
Divertente, ironico e irriverente, ricco di spunti provenienti dai ricordi giovanili di Camilleri ... un piccolo gioiello da amare.
Links su bol e ibs
Technorati: Andrea Camilleri
23 gennaio 2006
I copyright del Vaticano
Vittorio Messori, autore con due Papi di best seller mondiali risponde così:
Che conseguenza avrà questa decisione? "Terrorizzare, in qualche modo, editori e giornalisti - risponde Messori - che dovranno chiedersi d'ora in avanti: andremo per avvocati, dovrò pagare danni, avrò rogne o problemi? Tutto questo mi lascia perplesso".
Da un punto di vista di immagine, come giudica questa decisione? Mi sembra che sia un’operazione negativa. Ancora una volta fa aleggiare l’odore dei soldi intorno ai preti (lastampa)
Technorati: copyright testi Chiesa
Le telefonate di Pera
Ma, rimanendo in tema di telefonate scottanti, perchè non ricordare le telefonate del presidente del Senato, Marcello Pera, intercettate dalla Guardia di Finanza, in un’oscura faccenda di sottogoverno (la nomina di un sindaco di Forza Italia presidente della Salt):
conversazione dell’8 giugno 2004 nel corso della quale il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi avanza all’imprenditore Marcellino Gavio precise richieste sulla persona da nominare alla presidenza della Salt, l’autostrada ligure-toscana. Il tono delle confidenze è concitato poiché, si apprende, la seconda carica dello Stato non vuole sentire ragioni e pretende che su quella poltrona vada il suo raccomandato, costi quel che costi. Un certo giorno il povero (si fa per dire) Gavio se ne esce con una sorta di pietoso lamento: «Sono andato da Pera e mi sono sentito una girata da fuori di matto perché non facciamo il presidente... Adesso vediamo cosa possiamo fare per aiutarlo a far ‘ste strade...».
In un paese normale sarebbero chiesti dei chiarimenti agli interessati: qui da noi, naturalmente, nulla del genere è successo. Il presidente Pera tra un incontro in Vaticano e uno scontro di civiltà non disdegna interventi di natura più terrena (le sue «stringenti indicazioni» per favorire l’Enel nella compravendita della società del gas di Lucca sono state denunciate dal sindaco della città, suo ex pupillo di Forza Italia).
Technorati: Marcello Pera, Marcellino Gavio
Nessuna prescrizione allo scioglimento delle camere
E allora: ecco che i giornali del premier si scatenano
L'EDITORIALE - CARO CIAMPI, UN PO' DI SILENZIO di VITTORIO FELTRI Pagina 1 - Il capo dello Stato è anche lui in campagna elettorale, dalla parte dell'Ulivo E Berlusconi torna all'attacco: l'amnistia salvò Prodi e il Pci Carlo Azeglio Ciampi ha respinto l'inappellabilità delle assoluzioni di primo grado. Ha ragione? Non lo so. Gli riconosco il diritto di fare il suo mestiere, ovvio. Non discuto le sue scelte istituzionali, consapevole che sono revocabili. Discuto invece i suoi interventi nella politica. L'ultimo, recente, è fuori logica: espressione della partigianeria d'un uomo che dovrebbe almeno fingere di essere sopra le parti. Egli ha detto con piglio severo: la campagna elettorale sta cominciando nel peggiore dei modi, polemiche, veleni, attacchi violenti; il confronto viceversa deve avvenire sui fatti, sui problemi. In apparenza, si tratta di parole ispirate a buon senso. In realtà il capo dello Stato allude esclusivamente a Silvio Berlusconi che accusa i diessini d'aver partecipato a spericolati giochi finanziari e invita Consorte a spiegare dove sono finiti i miliardi incassati per consulenze un po' bizzarre.
Guai a chi tocca Silvio. Giornalisti fate come Petruccioli: mettetetevi in ginocchio, fuori la lingua e ...
I dati dei telegiornali - sottolinea Petruccioli - indicano un andamento stabile che registra una sostanziale parità di tempi fra governo e opposizione, intorno a un terzo del tempo complessivo (corriere)
Technorati: par condicio, Silvio Berlusconi, Carlo Azeglio Ciampi
22 gennaio 2006
Il faraone delle sabbie di Valerio Massimo Manfredi
Mentre il piano dei terroristi si mette in moto per distruggere definitivamente Israele, anche la situazione nel campo di scavi diventa ingarbugliata, perché anche Blake si ritrova, suo malgrado, coinvolto, in questa guerra.
Il timido professore Blake è costretto a calarsi nei panni dell'agente segreto per sfuggire da coloro che lo vogliono eliminare (agenti israeliani? Agenti egiziani?): un mistero nella storia che verrà risolto solo alla fine.
Peccato per il finale : ho l'impressione che Manfredi abbia voluto a tutti i costi condensarlo in poche pagine, mentre avrebbe dovuto svilupparlo in modo più articolato.
20 gennaio 2006
Alice e le altre... nel Paese delle Meraviglie
Ho scoperto cosa c'è peggio di Vespa e del vespismo (ossia lo stile giornalistico prono e chino al politico di turno): è Anna La Rosa. Ieri, nella sua tramissione Alice, si parlava di Craxi: "La storia gli ha dato ragione, ma la politica ancora no". Mah ... detto di un latitante, fuggito alla giustizia...
Ospiti: De Michelis, ministro condannato a 1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per le tangenti autostradali nel Veneto, che sosteneva la causa del "erano tutti colpevoli e solo Craxi ha pagato".
Ha tirato in ballo anche l'amnistia dell'89, firmata da Cossiga, con la quale si salvarono i politici. Per es, Berlusconi: con sentenza n. 97 n.215/89 del Reg. Gen. della Corte di Appello di Venezia, in giudicato il 13-02-91, il cittadino Berlusconi Silvio e' stato riconosciuto colpevole del reato penale di falsa testimonianza per avere falsamente dichiarato in sede di interrogatorio dinanzi al Tribunale di Verona, in data 27.09.88, di essersi iscritto alla Loggia P2 in un periodo di poco anteriore allo scandalo e di non aver mai pagato una quota di iscrizione. Sentenza annullata grazie all' amnistia firmata da Cossiga nel 1989.
Obbiettivo di De Michelis: dimostrare che i partiti erano tutti uguali, comunisti e socialisti. Nessun distinguo tra finanziamenti illeciti, che c'erano sia per PCI che per DC e arricchimento personale.
Disse una volta Macaluso:«Tutti i partiti della cosiddetta Prima repubblica avevano i loro fondi illegali. C’erano i soldi americani alla Dc, e non solo, c’erano i denari dell’Urss al Pci. Non sto parlando di arricchimento personale, perché la corruzione merita un discorso a parte. Come diceva il mio amico Rino Formica, alcune volte il convento era povero e i frati ricchi. Il problema è che questo servì per delegittimare la politica e i partiti. Per raffigurare la Prima repubblica come un ammasso di macerie e di corruzione. Un falso clamoroso».
Opinionista Maria Giovanna Maglie: giornalista che è passata da l'Unità, alla Rai, a Radio Radicale, a Il Giornale, a Il Foglio. Ex corrispondente da New York e unico caso di giornalista Rai licenziato per una vicenda di note spese. La Rosa e Maglie, oltre alla questione dei curriculum non proprio immacolati, fanno entrambe parte di quella pattuglia di ex socialisti che sotto la guida della potentissima zarina Giuliana Del Bufalo tentarono l’assalto interno contro il sindacato Usigrai.
Sulla sua storia leggetevi questo articolo su articolo21.
Per concludere, in studio erano presenti Antonella Elia e Patrizia Pellegrino, non ho capito in che veste.
Ciampi rinvia legge sull'inappellabilità
La risposta di Pecorella «Appare inspiegabile quali possano essere le ragioni di incostituzionalità».
Se anzichè occuparsi dei processi del suo boss, studiasse un pò di più la costituzione ...
Techmorati: legge inappellabilità sentenze, Carlo Azeglio Ciampi, Pecorella
Caos a Cadorna - reloaded

Dopo i disagi del 18 gennaio, ieri sera replica: "causa guasto tecnico nella stazione di Domodossola i treni subiranno un ritardo di 20 minuti".
Il che tradotto in linguaggio normale significava: mettetevi l'anima in pace oppure arrangiatevi ...
Treni soppressi e i pochi che partivano erano stracolmi: ho visto gente schiacciata anche nel vano bagni delle carrozze.
Mi sembrava di assistere alle scene di Schindler's List. Ovviamente (grazie al mio cuor di leone), mi sono rifiutato di salire su quei carri ... ho preferito aspettare il treno successivo, che è arrivato un'ora dopo.
Sono arrivato a casa giusto per il carosello e per vedermi Un Posto al Sole. Una cena leggera e poi a nanna.
Per riprendere il treno questa mattina e arrivare a Milano con altri 15 minuti di ritardo.
Che bella vita!
E ora le buone notizie: avremo il bonus per il mese di febbraio:
- Milano-Asso, 5,50% (indice puntualità). Non state più nella pelle, eh?
Technorati: Ferrovie Nord, pendolari
Contrordine camerati: la manifestazione rinviata
Contro la manifestazione il capogruppo dei DS, Emanuele Fiano aveva iniziato uno sciopero della fame:
il segretario provinciale della Fiamma Marco De Rosa aveva rassicurato: nessuno di noi si staccherà per raggiungere il luogo dove fu esposto il corpo di Mussolini.
Non solo Mussolini, ma anche 14 carcerati di San Vittore, fucilati dalle SS ad agosto 44 e lascisti esposti (per monito) per diversi giorni.
Technorati: manifestazione Fiamma tricolore, Emanuele Fiano
19 gennaio 2006
La fiamma della casa delle libertà

"Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore potrà partecipare alle prossime elezioni politiche del 9 Aprile 2006, in coalizione con i partiti del centro-destra". (accordo)
Dopo l'accordo con la mafia, anche i fascisti:
Fiamma Tricolore è il partito fondato da Pino Rauti, e oggi presieduto da Luca Romagnoli, che ha inglobato il Fronte Skin-heads e la base autonoma di Maurizio Boccacci, noto neo-nazista romano.
Leggetevi il programma: "l'Italia e l'Europa devono recuperare la sovranità politica, divenendo soggetto e non oggetto delle politiche altrui; di conseguenza occorre affrancarsi al giogo atlantico e dalla condizione di vassallaggio alla talassocrazia imperiale statunitense ..."
Oppure il comunicato del 23 settembre 2005:
E’ possibile candidarsi nelle primarie del centrosinistra o del centrodestra senza condividere gli obiettivi dichiarati di quelle coalizioni?
Certamente sì.
Altrimenti non troverebbe spiegazione la candidatura del vetero comunista Bertinotti (almeno a parole) al ruolo di guida dei turboliberisti ed ancor meno ne troverebbe quella della “incappucciata” rappresentante della sinistra più radicale.
Anche nel centrodestra non mancano esempi rilevanti.Nel caso anche questa coalizione si affidasse alle primarie, come spiegare una candidatura leghista (ovvero secessionista) o anche quella di Follini (o chi per lui dell’Udc), dopo le ultime infuocate dichiarazioni antigovernative?
Troviamo quindi del tutto logico annunciare che l’onorevole Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma Tricolore, intenda partecipare sia alle primarie del centrodestra sia a quelle del centrosinistra, senza per questo modificare una virgola dei suoi programmi ispirati ad un antagonismo nazionale (nel senso di vero socialità e vera sovranità nazionale).
Rimane quindi intatto il nostro impegno per ritirare immediatamente le truppe italiane dall’Iraq e da qualsiasi altro scenario dove svolgono mansioni di appoggio all’imperialismo atlantico;
Queste alcune delle perle.
Tanto per la cronaca, sabato 21 gennaio il Movimento Sociale-Fiamma Tricolore ha indetto una manifestazione nazionale intitolata "Marcia su Milano", intorno alle parole d'ordine "Identità-Sovranità-Socialità" (da onemoreblog)
Technorati: casa della libertà, Fiamma Tricolore
Craxi: 6 anni dopo
"Craxi è morto e non esistono craxiani senza Craxi".
Si dimentica di Berlusconi ...
Facci parla del riformista dimenticato da tutti, craxiani e non: come le tangenti la vesse inventate il PSI vent'anni fa ..
Ecco alcune perle:
I suoi governi vinsero l'inflazione, portarono l'economia al più elevato sviluppo d'Europa, coincisero con la vittoria sul terrorismo, misero le basi per i nuovi trattati europei. Bettino Craxi aveva ragione ed è morto sei anni fa, nell'ignavia di un intero arco costituzionale.
Infatti dopo tangentopoli ci volle il governo Amato, la vendita delle aziende di stato (da Telecom/Sip ad autostrade) per pareggiare i conti.
La vittoria del terrorismo poteva essere portata a termine anni prima, se si fosse voluto (ma questa è dietrologia).
Craxi è morto: scappò dall'Italia al grido "vuoi pure queste, Bettino vuoi pure queste" ... eravamo nel 1993.
Ci siamo dimenticati di cosa succedeva in Italia? Del suo entourage che venne definito da Pansa "una corte di nani e ballerine", la legge Mammì in favore delle reti del biscione; i suoi amici (dalla Milo ad Anja Pieroni per passare a Minoli) che venivano piazzati in Rai, della Milano da bere.
Ma soprattutto ci siamo dimenticati dello stile arrogante, presuntuoso, di chi non accetta critiche e accuse, in una parola del craxismo.
Technorati: Bettino Craxi
Cronaca di un delirio: caos a Cadorna

Crollo di materiale edile sui binari, all'altezza del cavalcavia di Mac Mahon: treni tra Bovisa e Cadorna bloccati, dalle 17:30 fino alla fine del servizio ...
Fosse solo il guasto e i ritardi, cose che capitano. Ma quello che fa infuriare è il clima di disorganizzazione, di impreparazione nel gestire le emergenze. Mentre la gente si affollava a Cadorna, la voce dagli altoparlanti invitava i pendolari a raggiungere Bovisa: ovviamente di bus navetta neanche a parlarne.
E allora tutti a prendere il passante: le solite scene di caos "ma dove si prende il passante?", "a che fermata devo scendere?" ....
In quei casi, per i pendolari disperati, che non hanno una profonda conoscenza dei mezzi di trasporto di superficie e di profondità l'unica è seguire il capomandria.
Chi è il capomandria? E' un pò come il profeta Mosè che guidò il suo popolo verso la terra promessa sono le persona che nelle scene di massa, sono in testa alle persone. Nel nostro caso sono le persone che sanno come arrivare a Bovisa.
L'unico problema, in queste situazioni è mettersi dietro il capofila, (o il pastore del gregge, insomma chiamatelo come volete) giusto: metti caso che incrociate un pellegrinaggio al santuario di Loreto. Poi salite sul treno e dopo qualche ora che viaggiate, vi assale il dubbio: "ma scusi questo treno va a Canzo?" "No stiamo andando a fare un voto al santuario di Loreto ...".
Il che magari, visto i guasti, ritardi e varie, non farebbe male.
San Crispino, protettore del pendolino, aiutati tu. San Simeone, facci arrivare sani a destinazione!
Una volta arrivati in Bovisa, altro caos: quale treno prendere? I pannelli segnalavano due treni: un passante fino a Mariano subito (e poi da Mariano a casa mi sarei arrangiato con altri mezzi, mongolfiera, autostop, tandem ..) oppure aspettare il diretto per Canzo, del quale non si conosceva l'orario di arrivo (e se sarebbe arrivato)?
Il solito dilemma: meglio la gallina oggi o l'uovo domani?
La massa ha scelto la gallina oggi: e quando sei immerso nella folla, come ieri sera, è la folla che sceglie per te. Mi sono ritrovato sul binario 7 ad aspettare. Sarebbe arrivato il passante?
E il passante arrivò: non pieno, peggio.
Mentre la folla di pendolari disperati si accalcava alle porte e premeva per salire, con le solite scene di isterismo di chi non riusciva salire, c'era chi, come me, per paura? per timore? per codardaggine?, non me la sentiva di fare un viaggio modello "sardine in scatola".
Contemporaneamente arrivava l'annuncio: è in partenza al binario 5 il diretto per Canzo ..
e non mi potevate avvisare prima?
Insomma, per caso, per fortuna ... sono riuscito a salire su un treno non troppo pieno e ad arrivare a casa ad un orario decente.
Morale della favola: pendolari furenti e una riflessione.
Il treno bloccato dal massi era vuoto: nessun ferito. E se fosse stato pieno? Se nell'urto la carrozza fosse deragliata? Dobbiamo per forza aspettare i feriti (o peggio) per fare qualcosa?
E con queste ferrovie vogliamo organizzare le olimpiadi a Milano? Anzichè voler entrare in Europa, non sarebbe meglio se fosse l'Europa che entrasse nelle varie stanze dei bottoni (trenitalia, Ferrovie Nord, regione, comune, provincia ...).
La primapagina di ViviMilano, il forum sul quale sfogarvi e l'immancabile PolloNord
Technorati: pendolari, Ferrovie Nord
18 gennaio 2006
Impar Berluscondicio
In fondo è un bell'uomo, spiritoso e divertente. Pronto a raccontare frottole in ogni tramissione, come riporta l'unità
- «Avere rapporti da parte di esponenti politici della sinistra con Generali, mentre è in corso un'Opa non è solo disdicevole. È proibito dalla legge».
- il premier, sollecitato da una domanda di Giovanni Floris sui suoi incontri con il magnate televisivo Murdoch, mentre è ancora aperta la questione dei diritti Tv del calcio, replica: «Non diciamo sciocchezze. Cosa c'entra Murdoch ed i diritti del calcio con questa vicenda? Qua siamo di fronte ad un enorme conflitto di interessi fra la sinistra ed il mondo delle cooperative».
- smentito in diretta dal sondaggista Nando Pagnoncelli (il quale cita i briefing con le altre società che lavorano per palazzo Chigi) il premier sostiene che lo svantaggio della Cdl rispetto all’Unione non è del 6%, ma dell’1,3%.
Dai Silvio, raccontacene un'altra!!!
E intanto anche Ciampi si è accorto che in Italia abbiamo una certa sproporzione nell'informazione.
E mi viene una domanda: dove era la sinistra quando cacciavano Santoro, Biagi, Lutazzi, la Guzzanti? Dove era la sinistra quando si doveva decidere il nuovo direttore generale e il presidente della Rai?
Non lo sapevano ancora che c'è un certo conflitto di interessi? Se ne era accorto solo Travaglio, dell'inciucione?
Pendolari disperati
Technorati: pendolari
I cattolici e la religione cattolica
- il 68,7% e' favorevole ai Pacs
- il 77,8% chiede la comunione per i divorziati risposati
- 80% è favorevole all'aborto se la vita della madre è in pericolo
- il 60% è favorevole all'aborto in caso di violenza
Insomma, gli italiani cattolici sembrano molto più aperti dei loro rappresentanti:
La realta' - secondo il Presidente dell'Eurispes - e' che in Italia, tra la Chiesa cattolica ed i propri fedeli ''c'e' la stessa discontinuita' che esiste, politicamente parlando, tra paese ufficiale e paese reale: le gerarchie ecclesiastiche non sembrano corrispondere, nell'elaborazione dell'indirizzo religioso, alle difficolta' e alle istanze dei fedeli cattolici.
Technorati: pacs, aborto, divorzio
L'intreccio mafia politica
ha spiegato come fu eletto Antonio Borzacchelli nell'UDC (un ex maresciallo dell'Arma poi arrestato nel 2004).
Cuffaro disse che Borzacchelli lo avrebbe coperto dalle indagini giudiziarie e dai problemi che sarebbero potuti nascere da un punto di vista giudiziario (adnkronos)
"alle elezioni regionali del 2001 in Sicilia c'è stato l'impegno totale della famiglia mafiosa Mandalà di Villabate di appoggiare la candidatura di Giuseppe Acanto", che si presentò alle urne proprio nelle fila dell'Udc (centomovimenti).
Parla anche di Saverio Romano, sottosegretario al lavoro:
cominciai a frequentare la segreteria di Mannino e venni eletto responsabile del Movimento giovanile della Dc della sezione di Villabate. Cominciai a frequentare l'entourage politico di Cuffaro, Mannino e Romano. Poi, Cuffaro, che era consigliere comunale di Palermo, fu eletto deputato regionale. (lanazione)
Poi Campanella ha parlato dei rapporti più recenti con Cuffaro. «Ci trovavamo nel parcheggio di Palazzo d'Orleans, sotto un grande ficus - ha riferito - quando Cuffaro mi disse 'Francesco, sei nei guai. Sei pedinato, microfilmato, intercettato. Ci sono inchieste a tuo carico per il tuo rapporto con i Mandalà. Non ci possiamo più vederè. Cuffaro era già Presidente della Regione Sicilia, è stato prima che ricevesse l'avviso di garanzia per mafia. (lanazione)
Anche su guidasicilia, le dichiarazioni sulla borghesia mafiosa.
Technorati: mafia, Toto Cuffaro, Campanella, Saverio Romano
17 gennaio 2006
L'uomo senza storia di Alfio Caruso
Nico De Santis, l'agente dei servizi, memoria storica delle tante stagioni passate (e dei tanti responsabili, capidiniente, dirigenti dei servizi) viene spedito a Milano a prendere contatto con Matteo Corsini il terrorista: lo scopo è agganciarlo e farsi rivelare per quale motivo è rientrato in Italia.
Ma quale è il vero motivo che l'ha fatto tornare in Italia (dopo esser stato un agente al soldo dei servizi esteri)? Per quale sporca azione buole utilizzarlo il servizio? Chi è in realtà Matteo Corsini, il signor Nessuno?
Il capo di De Santis, il prefetto Natoli, non si sbilancia ... e Nico, che fino a quel momento era riuscito a navigare indenne attraverso tutte le operazioni dei servizi nelle quali è stato coinvolto, inizia ad avere paura.
I giorni passati nell'ovile (un'appartamento protetto dei servizi) sono per Nico carichi di tensione: uno dopo l'altro tornano a galla i ricordi del passato: quell'indagine sui politici e gli uomini d'affari che gravitavano attorno alla banca di Sindona. Indagine finita col suicidio "improvviso" del colonnello dei carabinieri che (per sfida? per spirito di servizio?) aveva deciso di indagare sui legami occulti tra il mondo degli affari, mafia e la massoneria. Come la storia del pentito che voleva raccontare tutti i retroscena della stagione degli attentati della mafia e degli accordi mafia-stato: finito ucciso da Nico stesso, a tradimento, assieme a tutta la sua famiglia.
Tutte operazioni nelle quali, la scelta tra ascoltare la coscienza, seguire la legge o eseguire quello che di volta in volta gli veniva chiesto di fare, lo hanno portato a perdere l'innocenza. La sensazione di tornare a casa e non potersi togliere di dosso lo schifo che prova per fare ciò che gli viene chiesto, come fosse una seconda pelle ...
Le immagini del colonnello, di Marianna (una ragazza finita per caso in una loro azione), Michelangelo (il pentito), di Klaus (un agente del temuto quarto piano, quello delle Operazioni) si sono fissate nella sua mente e lo ossessionano: perchè Nico sa di essere un perdente. Sa che in ogni momento, ciò che ha visto fare ad altri, testimoni scomodi finito con un colpo di pistola, potrebbe capitare ora anche a lui.
«Erano i reduci di battaglie perse, di cause sbagliate. Provenivano da retrovie dissestate, da cimiteri di ruvide croci senza nome. Avevano superato la paura del vivere, gli sbattimenti dell’anima, l’inutilità di ogni domanda».
In particolare, è una persona ad inquietarlo: lo chiamano Belzebù, ed è il killer dei servizi.
Nico inizia a vederlo ovunque: anche a Milano, attorno all'abitazione di Corsini.
Rimangono poche ore, a Nico, prima di diventare pedina di un gioco nel quale non c'è chi vince o chi perde: poche ore che portano alle elezioni nazionali, ma anche (sarà un caso?) della sua operazione di aggancio nei confronti dell'ex terrorista.
Le spie di questa storia non sono gli agenti senza macchia alla James Bond: questa è una storia che si pone nell'area oscura, grigia e inquietante tra stato e antistato. Dove incontrandosi nero e bianco danno vita ad un grigio sporco. Non c'è morale, non ci sono regole, se non le regole degli affari, dove chi vince si prende tutto.
Caruso ha saputo costruire una storia che, nell'arco di pochi giorni, riesce a mettere insieme tutti i più grandi segreti della storia d'Italia: dalla strage di Portella della Ginestra, a Sindona e gli afffari con le banche del vaticano, alla P2, all'omicidio di Moro. Fino alla stagione della guerra della mafia, gli attentati a Falcone e Borsellinoe la trattativa tra lo stato e la mafia.
Caruso racconta la verità, l'altra, che le inchieste giudiziarie non sono state in gradi svelarci: una storia inconfessabile, di un paese vittima dei mille compromessi, di mille inganni.
Il finale è soprattutto un monito, un avvertimento di chi, come Caruso conosce la nostra storia passata e ci vuole avvertire di un pericolo da evitare.
I link: il sito di alfio Caruso, il primo capitolo online, e il libro su ibs e bol.
Technorati: Alfio Caruso
Quando c'era Silvio
Per poter dire, un giorno, un giorno c'era questa persona come presidente ... ma quei tempi non ci sono più.
Technorati Silvio Berlusconi, Enrico Deaglio
Metalmeccanici in difesa dei proprio lavoro

La confindustria rivendica il diritto di poter competere sul mercato globale: significa, per le aziende, poter gestire i propri dipendenti come "risorse". Oggi servono qui, domani là ... costa di meno una fabbrica in Romania? Chiudiamo qui e apriamo la. Semplice!
Capitalismo globale e arricchimento personale. Nessuna legge a gestire la globalizzazione: ma solo la legge del mercato. Più flessibilità, meno controlli, meno costi ....
E gli operai italiani, di fronte la muro contro muro, per un rinnovo che si protrae da più di un anno, (hanno chiesto 130 euro lordi per ottenerne 75) cosa possono fare? Protestare: solo che, se sono loro ad applicare metodi da legge della giungla, ecco che la voce del padrone si alza:
I METALMECCANICI CI HANNO ROTTO I BULLONI di FAUSTO CARIOTI I più forti, i più violenti, bloccano le strade. I più deboli subiscono: spengono il motore e aspettano. Mutismo e rassegnazione, come impongono i "nonni" in caserma: stessa logica mafiosa. I sindacati applaudono. La polizia sta a guardare. Chiamiamola pure col suo nome: legge della giungla. (Libero)
Devono essere gli operai della Lancia, della Sirti, della Metalmeccanici Meridionale a pagare il prezzo della globalizzazione e della crisi industriale italiana?
"La situazione non è semplice. Le imprese hanno bisogno di competitività, ma comprendiamo anche che i lavoratori hanno bisogno di euro". Dice Massimo Calearo, presidente Federmeccanica.
Ovviamente sarebbe da ingenui rinfacciare ai vari vaticanisti, ai difensori della famiglia e dei valori, se è in questa maniera che intendono difendere la famiglia (dei lavoratori): perchè, è bene ricordarlo, le persone che adesso stanno occupando stazioni, autostrade, stanno difendendo il proprio diritto al lavoro.
Il diritto ad avere o mantenere una famiglia. L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro recita la costituzione. Se il lavoro in Italia deve subire questa fine, allora è proprio vero che si deve cambiare la costituzione.
La notizia degli scioperi su corriere, repubblica, unità e repubblica.finanza
Non avrai altro Silvio al di fuori di me

Si accusa la sinistra di ipocrisia quando parlano di diversità o superiorità.
Ma quando torna comodo ai loro conti, si usano anche questi argomenti:
«COMPAGNI DIRIGENTI, FATE PIETÀ» di RENATO FARINA La base della sinistra in rivolta: più insulti contro Fassino e Prodi che al Cavaliere.
Fateci capire: siamo diversi o no? Perchè io sinceramente mi sento diverso e lo ammetto. Poi accusatemi di ipocrisia, ma, il sentirmi rappresentato da persone in vario modo (e deve essere la magistratura a stabilirlo) coinvolte in scalate, scandali, azioni poco "pulite", dà fastidio.
Ma proprio per questo voto e voterò a sinistra. Perchè sappiamo e osiamo farci le critiche: non siamo un partito teocratico, dove un padre padrone parla e tutti zitti ad ascoltare.
Unipol, c’è anche un incontro segreto di Prodi: lo dice Silvio, e allora dovremmo credergli .... e non importa che sulla sua storia si possa fare un film (di Deaglio, dove si parla di mafia, P2 ..): i suoi sostenitori credono ciecamente in lui, il perseguitato, la vittima innocente.
Io sono l'agnello di Dio, che toglie i peccati dal mondo: ma per il sacrificio bisognerà aspettare Pasqua.
Technorati: Berlusconi, Unipol
16 gennaio 2006
L'intervista a Pietro Grasso
Faccio un breve riassunto:
Come può esser sconfitta la mafia? In questa lotta devono combattere tutte le istituzioni, non può essere solo un lavoro di repressione. Facciamo un es.: se in un paese l'unica fonte di reddito è un ASL, controllando l'ASL e le assunzioni si controlla il paese. Perchè la mafia ha bisogno del consenso e lo dimostrano gli omicidi di persone come il prete Puglisi o di giornalisti che cercavano di combatterla dal basso.
Nella sua relazione alla commissione antimafia ha parlato di borghesia mafiosa. Cosa intende?: ora che si sono spenti i riflettori sulla lotta alla mafia, perchè non ricorre più ad omicidi eccellenti (escludendo l'omicidio del presidente Fortugno). Le fasce sociali che vengono fuori dalle indagini che hanno colpito la cerchia di persone che stanno attorno al capo, Provenzano, sono composte da tecnici, politici, professionisti. Una rete di persone che protegge il capo, che è ancora un capo influente.
Lei ritiene che in questi anni ci sia stato un indebolimento del pool? No, si è indagato a 360 gradi, non risparmiando nemmeno la politica. Sono stati parecchi i politici arrestati per collateralismo con la mafia, E' cambiato invece il clima: ci sono state parecchie leggi e interpretazioni (della Corte Costituzionale, della Cassazione) che hanno indebolito la forza repressiva dello stato.
Per se: la legge sul Patteggiamento allargato: diventa più conveniente usare questa legge, perchè si concorda una pena meno alta.
Rito abbreviato: da uno sconto sulla pena.
Tutte queste leggi rendono meno conveniente collaborare con la giustizia (mentre dopo la stagione delle stragi e l'istituzione del 41 bis, c'era stato un torrente di pentitimenti ..)
Anche le interpretazioni sul concorso esterno in associazione mafiosa, sul 41 bis (da parte della Corte Costituzionale), e la nuova legge sui pentiti sfavoriscono, di fatto, i collaboratori: hanno pochi mesi per dire tutto e subito, è questa forzatura blocca il meccanismo alla base del pentimento (che invece a bisogno di mesi affinchè si verifichino le rivelazioni, affinchè si crei il clia di fiducia ..)
A cosa può servire la Procura Nazionale antimafia:
- è un punto di riferimento per tutte le 26 procure distrettuali antimafia, per tutte le associazioni (come Libera, la fondazione Caponnetto, la fondazione Falcone) che educano alla libertà
- ha un ruolo anche internazionale, contro le nuove mafie che arrivano dall'estero (Cina, Russia, Colombia...)
Perchè scopriamo dei legami tra terrorismo e criminalità organizzata: Al Qaeda che che contrattava armi con stupefacenti; lo stesso lo abbiamo scoperto per le Farc colombiane, l'Eta. Perchè il panorama dela criminalità è senza frontiere, mentre noi abbiamo le frontiere, le rogatorie internazionali ...
Esiste ancora il legame tra politica e mafia? Sì, sono legati come il pesce con l'acqua. Finchè ci sarà il legame tra la mafia e la politica (specie a livello locale), barattato in chiave elettorale, la mafia avrà il suo consenso.
C'è stato un sindaco che per eliminare il suo candidato rivale gli ha buttato giù la casa con la ruspa. Un altro consigliere comunale è stato accusato di aver fornito la carta d'identità a Provenzano quando è andato a curarsi a Marsiglia (l'ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella). All'interno degli uffici dell'antimafia avevamo degli spifferi, che vanificavano le nostre intercettazioni.
Quale è il sogno di Pietro Grasso? Aprire un libro è leggere "c'era una volta la mafia ...".
Rimaniamo tutti in attesa di questo giorno.
Technorati: Pietro Grasso, mafia
Il crollo del fisco
Come mai? In quei mesi era in corso la scalata alle banche, con soldi che non erano frutto dell'evasione fiscale, ma frutto di una legge (una delle tante) di questo governo. L'esenzione fiscale delle plusvalenze per le vendite di azioni.
Con questa legge si sono potuti fare guadagni per 1,2 miliardi di euro, rimanendo alla sola scalata di Unipol su Bnl.
Legge ad hoc per i concertisti che, grazie alle soffiate di Fiorani, Gnutti e Consorte, sapevano quando vendere e realizzare guadagni facili.
In compenso le entrate per l'IRPEF sono aumentate di 3,2, miliardi di euro, a compensare parzialmente le precedenti minori entrate. Morale della favola? lunga vita ai furbetti!
La stampa titola a proposito "Controlli o no, l’evasore resta in paradiso".
Peccato per chi, come me, abbia un reddito da lavoratore dipendente.
15 gennaio 2006
Export della democrazia
ABC News, citando fonti militari pachistane, ha detto che cinque tra le persone uccise dal bombardamento erano figure di spicco di al Qaeda.
Nell'attacco sono rimaste uccise almeno 18 persone, tra cui donne e bambini, hanno detto funzionari locali.
Insomma per colpirne 5 ne hanno ammazzate 18. L'obbiettivo era Zawahiri, uno dei vertici di al Qaeda.
Siamo sicuri che con questi mezzi e azioni che si combatte il terrorismo? Facile invece che queste morti siano usate in modo strumentale dai terroristi stessi.
Tens of thousands of Pakistanis staged an angry anti-American protest near the remote village of Damadola, about 120 miles northwest of Islamabad, where Friday's attack took place. According to witnesses, the demonstrators shouted, "Death to America!" and "Death to Musharraf!" -- referring to Pakistan's president, Gen. Pervez Musharraf -- and the offices of at least one U.S.-backed aid organization were ransacked and set ablaze. (washingtonpost)
Technorati: raid Pakistan, al Qaeda
Banche armate
Il commercio delle armi: un giro di soldi di 1,3 miliardi, valore raddoppiato rispetto ai dati del 2004. E poichè sui soldi non si sputa mai, molte banche italiane sono coinvolte in questo commercio.
Ma grazie alle pressioni di molte associazioni e riviste che da almeno sei anni hanno lanciato una campagna di pressione contro le "banche armate" e che si sono ritrovate in convegno a Palazzo Valentini, a Roma, qualcosa sta cambiando.
L'Italia è al primo posto in Europa, per l'esportazione di armi leggere e al secondo posto nel mondo.
Quali sono le principali banche coinvolte:
- Capitalia, che ha annunciato che nell’anno appena terminato il suo gruppo ha diminuito del 70% l'esposizione nel sostegno al settore delle armi
- Antonveneta: quella della scalata. Forse per questo che doveva rimanere italiana?
- BNL: come sopra.
- San Paolo IMI
Sul sito di nigrizia la relazione sulle opreazioni autorizzate dalle banche nel 2004.
Altre banche hanno preferito uscire, almeno parzialmente da questo commercio, come Banca Intesa che ha dimezzato la sua quota sul mercato, come Unicredit mentre Monte dei Paschi è uscita totalmente dal giro.
Technorati: banche armate, export armi
13 gennaio 2006
Pietro Grasso: Fortugno ucciso come Moro
Parla dell'omicidio Fortugno Un omicidio strategico, un messaggio di avvertimento "perché tutto resti come prima e nulla cambi", un delitto eccellente "che fatte le debite proporzioni può in qualche modo avvicinarsi a quello del presidente Aldo Moro".
Il rapporto della procura di Pietro Grasso affronta anche le trasformazioni della Cosa Nostra siciliana, l'emersione di un vero e proprio "blocco di borghesia mafiosa", l'espansione della cosiddetta area grigia, l'intreccio con la politica. Nell'elenco dei processi e delle indagini sulle contiguità si citano tra gli altri il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e il governatore Udc della Sicilia Totò Cuffaro, nomi al contrario assenti nella relazione di fine legislatura - non ancora approvata per le polemiche sollevate anche nella stessa maggioranza - della commissione parlamentare antimafia presieduta dall'ex magistrato Roberto Centaro. (repubblica).
Questa relazione è stata elaborata e spedita in Cassazione - scrive il procuratore Grasso - "perché lo ritenevamo doveroso oltreché opportuno". Con la riforma dell'ordinamento giudiziario, il governo ha infatti cancellato l'obbligo per la Super Procura di informare ogni anno il Parlamento delle sue attività e di quelle delle altre procure antimafia.
Evidentemente le informazioni sulla mafia arrivano direttamente, senza tramiti, al governo.
Technorati: Pietro Grasso, mafia
L'oro di Mosca
Altra verità storica del premier in occasione di una conferenza stampa nell'aula magna di Palazzo Marini per la presentazione del nuovo simbolo della lista Dc-Socialisti (a quando Liberali e Repubblicani?).
Ma non si diceva "l'oro di Dongo"?
E dei finaziamenti della CIA per le elezioni del 1948? La Cia finanziò in modo diretto o indiretto la scissione dei sindacati dalla CGIL, furono finanziati i sindacati non comunisti
Lo ha affermato Cossiga, l'ex presidente, nella trasmissione Blu Notte di Lucarelli (qui il video)
E parlare delle cover operation? Operazione Kaos (generale Westmoreland, 1967) "infiltrare i movimenti della sinistra, per sorvegliarli e dirigerli nella direzione giusta, screditarli agli occhi dell'opinione pubblica".
E i soldi della CIA alla P2, loggia massonica legata a tanti segreti della nostra storia (da gladio a Sindona ..): finanziamenti di cui parlò l'ex consulente Cia Brenneke nel 1990. Questa storia la dovrebbe conoscere visto che della P2 ne ha fatto parte dal 1978 (tessera 1816). E fu anche condannato per aver giurato il falso a proposito della sua affiliazione alla loggia massonica P2.
Technorati: P2, CIA, Berlusconi
CSI: New York

Se CSI Las Vegas è il luccichio della città di notte, se CSI Miami ha i colori della luce che inonda i grattacieli che si affaciano sull'oceano, la New York della nuova serie di CSI ha i colori slavati del mattino.
Il grigio pallido dei palazzi e l'azzuro del cielo.
Sono troppo legato ai vecchi personaggi, in special modo al detective Grissom, per poter dare un giudizio oggettivo sui nuovi investigatori della scientifica. Aspettiamo e lasciamoli lavorare.
Rimane la città di New York, con la ferita, ancora aperta, dell'11 settembre, testimoniata nel finale del primo episodio, dal detective Taylor (Gary Sinise), che ha perso la moglie nell'attentato.
Confessa ad una vittima di aver gettato via tutti i ricordi della moglie "eccetto un pallone da spiaggia, perchè c'è ancora dentro il suo respiro".
Il riferimento e il ricordo delle vittime dell'attentato era dovuto per il primo episodio, e il luogo del ricordo non poteva che essere Ground Zero ...
Ground Zero rappresenta una ferita ancora perta per Taylor e per tutta la città: come un nuovo "muro del pianto" per tutti gli americani.
Il sito di CSI New York della cbs e quello di mediaset.
Technorati: CSI, New York, Gary Sinise,CSI New York
12 gennaio 2006
Capitani coraggiosi o capitalisti furbi
Ho deciso di fare il capitano coraggioso, quello, che se un presidente del consiglio gli offre una grande azienda statale, la compra a debito con i soldi delle banche.
Il debito poi lo scarica sulla società e, in seguito, se la vende , ci fa pure i soldi, la plusvalenza.
Io il coraggio ce l’ho e chiedo a questo governo di vendermi la sua quota nell’ENI e a Banca Intesa, Unicredit e San Paolo IMI di prestarmi i soldi.
Lo fanno tutti.Lo hanno fatto i capitani coraggiosi con la vendita di Telecom Italia, lo ha fatto il tronchetto con la ri-vendita di Telecom Italia.
La tecnica l'aveva già svelata la trasmissione Report, nella puntata "I fazisti":
VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Fermiamoci su Gnutti: l’uomo che ha scalato Telecom nel 1998 con Colaninno e l’ha poi venduta a Tronchetti Provera ma sta ancora con lui nella società Olimpia che controlla Telecom. Quella scalata del ’98 l’ha fatta con i soldi delle banche.
BANCHIERE ANONIMO
Per la prima volta in Italia si è vista all’opera quello che sui mercati stranieri era conosciuto da tanto tempo, soprattutto in America, che si chiama il sistema dell’acquisition finance: la finanza per acquistare aziende. Come funziona? Un imprenditore, che può anche non disporre tutto il capitale dell’azienda che vuole comprarsi, si rivolge a banche, normalmente grandi banche d’affari estere come nel caso Telecom e come adesso nel caso Corriere della Sera, che gli forniscono i capitali per provare a comprare una società. Presenta un progetto industriale, cioè un progetto in cui lui dice “io voglio comprarmi la Telecom, voi mi prestate i soldi, quando ho comprato la Telecom i soldi ve li restituisce la Telecom”: questo è lo schema dell’operazione. In cui ovviamente l’acquisizione, in questo caso una privatizzazione, non crea capitale nuovo per un’azienda importante come quella della telefonia italiana, ma anzi l’azienda importante verrà indebitata per restituire i soldi di chi l’ha comprata. È un sistema per cui tra due soggetti – chi vende e chi compra – si scambiano i ruoli: alla fine paga chi è comprato, e questo è successo con tutte le privatizzazioni italiane. Chi ha guadagnato dalle privatizzazioni italiane sono le grandi banche d’affari straniere. Facevano da advisor al Ministero del Tesoro quando si trattava di vendere e da finanziatori agli imprenditori quando si trattava di comprare. Come dire, se si gioca dalle due parti del tavolo è difficile perdere.
VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
I tavoli su cui gioca Gnutti sono almeno tre: Antonveneta, Bnl, Rcs. La sua holding, l’Hopa è nei fatti l’anticamera degli affari e delle scalate. Nel consiglio di amministrazione ci sono Giovanni Consorte dell’Unipol legato ai Ds, Giampiero Fiorani, Stefano Ricucci e Ubaldo Livolsi, già amministratore Fininvest e uomo di fiducia di Berlusconi. Tutti quanti insieme.
E' la nuova forma di capitalismo: il capitalista non rischia nulla, rischia solo chi viene acquistato. Con la complicità delle banche e degli enti di controllo.
La mafia secondo la maggioranza
Toto Cuffaro? L'onorevole Cuffaro ha elencato una serie di iniziative amministrative che vanno lette come momenti di impegno per la legalità e contro la presenza della mafia nelleconomia, nelle istituzioni e nella societ civile. Una Maria Teresa d'Austria rediviva, instancabile promotore di nuova cultura civile.
Alla faccia delle intercettazioni che ne provano i legami con Michele Aiello, legato a Provenzano.
Giulio Andreotti? Perseguitato in un processo senza prove. E la sentenza della Cassazione che attesta i legami con la mafia almeno fino al 1980? Basta non leggere le sentenza.
La mafia e la 'ndrangheta -e il riciclaggio dei loro capitali- in Lombardia? Praticamente inesistenti ...
Nando Dalla Chiesa parla di 1500 pagine di assoluta indecenza "una delle più grandi vergogne di questa legislatura e della storia dell'Antimafia"
Dopo aver riscritto le regole e le leggi per la lotta alla mafia, questa maggioranza ci lascia andando a riscrivere la storia delle indagini e dei processi di questi ultimi anni (e fin qui nulla di allarmante), ma senza attenersi ai fatti.
E così, alzando il polverone sulla vicenda Unipol, e ridimensionati i problemucci di mafia (da Cuffaro a Dell'Utri), Berlusconi può gioire "Grande rimonta nei sondaggi" (corriere). Chissà per chi voteranno i mafiosi: sarà ancora un bel 61 - 0? E chi diceva che la mafia non sposta i voti?
Il voto sulla relazione finale si terrà tra il 16 e il 20 gennaio.
Links: indymedia, margheritaonline, libertas, libera associazioni
Technorati: mafia, Andreotti, Cuffaro, Berlusconi, Centaro
Brutti sporchi e cattivi
Come si sentono i pendolari italiani?Come i diseredati borgatari romani del film di Ettore Scola, con il volto del grande Nino Manfredi ... brutti, sporchi e incattiviti ... anzi incazzati neri!
Treni soppressi, treni in ritardo, treni sporchi, bestie al libero pascolo ... per non parlare degli incidenti, dei feriti e dei morti.E così vogliamo entrare nell'alta velocità?
A chi li soldi? A noi: a chi la monnezza, ai pendolari! ... tanti chi li ascolta? A chi interessa dei loro problemi?
Vogliono fare l'alta velocità in un paese con ancora il 60% della rete a binario unico (in Francia è al 40%): quante persone utilizzano l'alta velocità quotidianamente per lavoro e quanti la rete normale per andare al lavoro?
Cosa propone trenitalia? Il bonus: tanto per tener calmi gli animi. E tante promesse: nuovi treni, nuovi investimenti. Ma intanto, col cambio di orario, chi prima prendeva l'interregionale per andare avanti e indietro dal lavoro, ora è costretto a prendere gli intercity.
Ma a furia di risparmiare all'osso, tagliando su manutenzione dei convogli e dei binari sono i pendolari stessi che rischiano sulla propria pelle questa incuria.
Nel luglio 2001 RFI (la società dell'infrastruttura del gruppo FS che gestisce la sicurezza della circolazione ferroviaria sulla rete) aveva 43 mila dipendenti. Oggi sono 35 mila. Con un saldo di meno 5000 operai addetti alla manutenzione. Tagli necessari grazie alla finaziaria: dei 3 miliardi e 258 milioni promesso dal governo, nelle casse delle ferrovie arriveranno solo 276 milioni, per un taglio di 2 miiliardi e 981 milioni: soldi sottratti quasi esclusivamente alla rete odinaria esistente.
Cioè quella che prendiamo tutti i giorni e le cui condizioni sono destinate a peggiorare, visto che la finanziaria ha tagliato qualcosa come 569 milioni di euro dai capitoli riguardanti la manutenzione, gli impianti di sicurezza e i contratti di servizio con le regioni. E' oltre al danno la beffa. Quali capitolo della spesa non è stato tagliato?
Quello per l'alta velocità.
E le previsioni per il futuro non sono rosee: a Milano in questi giorni c'è polemica tra Penati (presidente della provincia) e i Verdi che reclamano il rispetto del programma elettorale ovvero «la tangenziale est esterna di Milano non serve». Ma Penati, con alle spalle DS e Margherita vorrebbe appoggiare il piano della regione che prevede la costruzione di una nuova tangenziale che dovrebbe collegare Melegnano ad Agrate, e che costerebbe 1.742 milioni di euro, vale a dire 51 milioni di euro a chilometro, con i quali si potrebbero risanare tutte le strade della Lombardia. Insomma anche all'ovest (a sinistra) nulla di nuovo e di buono ...
Technorati: pendolari, TAV
11 gennaio 2006
Venticinque anni di mafia di Saverio Lodato
La storia della lotta alla mafia, dalla fine degli anni 70 fino ai giorni nostri. Una lotta portata avanti da poliziotti, carabinieri, magistrati e giudici. Ma anche da esponenti della "società civile" come preti di quartiere, giornalisti e del mondo politico. Tutte persone convinte che la mafia andava affrontata, denunciata e combattuta, decisi a non voler convivere con questo cancro.
La storia della lotta alla mafia, almeno nella prima parte, fino ai primi anni 90, è una storia di morti: la mafia non perdona coloro i quali si mettono ad investigare sui loro affari, coloro che li denunciano apertamente. La mafia ama il silenzio.
La prima parte del libro copre gli anni 70, 90: dalla morte del vicequestore Boris Giuliano alle condanne del primo maxiprocesso alla mafia, quando per la prima volta i padrini vennero condannati per il reato di mafia all'ergastolo.
Negli anni 60 la mafia era antrato nel ramo della speculazione edilizia, col sacco di Palermo; negli anni 70 si era lanciata nel business della droga dall'oriente. Ma sono anche gli anni della seconda guerra di mafia: il colpo di stato dei "corleonesi" di Liggio, Riina, Bagarella e Provenzano, che in modo micidiale eliminano gli esponenti dei clan rivali.
Ma a finire nella mattanza (quasi 2000 morti nella provincia di Palermo) finirono anche gli investigatori che iniziarono ad indagare sul sistema finanziario colluso coi mafiosi (le banche che riciclavano il denaro); finirono anche i giudici come Pio La Torre, che per primi pensarono di introdurre il reato di associazione mafiosa (perchè prima degli anni 80 non esisteva il reato di mafia e esistevano guidici e politici per i quali la mafia non esisteva). Ma soprattutto La Torre capì che bisognava colpire i mafiosi nei loro beni patrimoniali.Lodato mette in evidenza il grave ritardo col quale il mondo politico rispondeva agli attacchi della mafia: solo dopo le morti, per rispondere all'esigenza emotiva delle persone.
Come avvenne dopo la morte del superprefetto Dalla Chiesa, nel 1982: mandato in Sicilia con pieni poteri che non ebbe mai.
Dopo la morte e il grido di dolore ai funerali della Palemo sana, fu varata la legge Rognoni-La Torre: confisca dei beni per i mafiosi e introduzione del 416 bis, reato di associazione criminale di stampo mafioso. Ci volle la morte del giudice Rocco Chinnici, ucciso da un'autobomba ("Palemo come Beirut" titolavano i giornali) nel 1983, per l'istituzione del pool antimafia (sulla base del pool antiterrorismo che aveva funzionato con le BR): entrano in scena giudici come Caponnetto, Falcone , Borsellino, Guarnotta e Di Lello.
Il pool portò alla sbarra, col maxiprocesso del 1987, il vertice della mafia, grazie anche alle rivelazioni del primo pentito, Tommaso Buscetta. Per la prima volta le tigri erano in gabbia: Michele Greco, Riina, Bagarella, Liggio, Pippo Calò .... per la prima volta, nel 1987, arrivarono le condanne all'egastolo, confermate dalla cassazione nel 1992.
La seconda parte del libro parte da quella che Lodato chiama Apocalisse: le bombe della mafia contro Falcone e Borsellino. Altri funerali di stato, pianti e lutti. E ancora lo stato (inteso come mondo politico) che, tardivamente, diede la sua risposta: la legge 41 bis per i mafiosi, i soldati in Sicilia a presidiare il territorio. Ma fu solo un'impressione.
Se la prima parte poteva essere sottotitolata "la guerra che lo stato può ancora vincere", la seconda si dovrebbe sottotitolare "la guerra che lostato non ha voluto vincere": già al termine del maxi sui giudici del pool iniziarono a piovere le critiche, perchè si iniziava ad arrivare al famoso legame mafia-politica. Falcone dovette andarsene da Palermo, così come Borsellino. E iniziò, prima col governo Berlusconi, poi col governo Prodi il processo di normalizzazione. Se la prima metà è quasi una cronaca di indagini, processi, morti e stragi, la seconda è quasi uno sfogo per quanto non è stato fatto per chiudere definitivamente la partita con la mafia, sulle cui vicende sembra calato un enorme silenzio.
Anzi: nel corso della trattativa tra lo stato e la mafia, nella stagione delle bombe del 1993, Riina tirò fuori il famoso "papello": le sue richieste erano:
- togliere il 41 bis
- modificare la legge sui pentiti
- togliere la legge La Torre, sulla confisca dei beni
- revisione dei processi per mafia
Riina nel 1993 non fu accontentato dai carabinieri del Ros di Mori: nel libro si fa anzi l'ipotesi che Riina sia stato merce di scambio per proteggere altri mafiosi. Come il superlatitante Provenzano, uccel di bosco dal 1963.
Ma può essere soddisfatto di quanto è stato fatto da questo governo ("governo dei cani"):
- il 41 bis è stato fatto diventare legge in via definitiva da questo governo: ma il carcere duro è stato tolto a molti mafiosi
- la gestione dei pentiti è molto più difficile ora di quanto non fosse ai tempi di Falcone
- con la legge Ghedini il governo vorrebbe rivedere le norme di confisca previste dalla legge La Torre
- revisione dei processi: l'ultimo grande inquisito alla sbarra è stato lo zio, il divino, Belzebù, Andreotti: condannato, assolto e infine parzialmente assolto. Perchè la sentenza afferma che Andreotti ebbe rapporti con mafiosi come Bontade.
Che dire: una mafia che non spara, che non ha più la coppola e la doppietta a tracolla non fanno più paura: cosa possiamo sperare? Falcone diceva che la mafia eran una cosa umana, e come tutte le cose umane aveva un inizio e una fine. Rimaniamo in attesa di questa fine.
Pregio di questo libro è il riportare le testimonianze dei protagonisti della lotta alla mafia, che Lodato conobbe personalmente: Dalla Chiesa, Borsellino, Falcone, Caponnetto. Leggendo le loro interviste si comprende il clima nel quale erano costretti a lavorare: le accuse, il clima di solitudine, lo sconforto per una sentenza "ammazzata" dalla cassazione di Roma (fino a quando c'era il giudice Carnevale),la frustrazione di dover combattere ad armi impari ... sapere di essere nel mirino della mafia, di avere già una condanna addosso, ma continuare comunque, per dovere, spirito di servizio, a fare il proprio lavoro.
I link su bol e ibs
Technorati: Saverio Lodato, mafia
08 gennaio 2006
Buongiorno, notte di Marco Bellocchio
La storia della presa di coscienza di una brigatista, Chiara (Maya Sansa), coinvolta nel rapimento del segretario della DC, Aldo Moro (l'attore Roberto Herlitzka nel film). È una militante convinta delle proprie azioni, della necessità della lotta armata: alterna la propria vita passando dal tranquillo lavoro in un ministero, ai pranzi di famiglia, alla casa-prigione del leader DC dove, con gli altri carcerieri (che non hanno nomi propri, ma solo nomi di battaglia, compagno Ernesto, Primo ..), sorveglia la cella di Moro.
Ma nel corso dei 55 giorni di prigionia, qualcosa muta in lei: Bellocchio usa la metafora del sogno. Nei primi giorni Chiara sogna filmati di propaganda comunista: immagini della piazza rossa, con Stalin che sorride alla folla ...; man mano che passano i giorni, e vede, dal buco della serratura, il viso del “prigioniero del popolo”, entra in conflitto con i propri compagni, il cui capo (nella realtà Mario Moretti) è interpretato da Lo Cascio.
Chiara legge le lettere che che Moro scrive alla moglie, ai compagni di partito e al papa: queste le ricordano altre lettere, quelle scritte dai partigiani, condannati a morte dai fascisti “amore mio, domattina un plotone della guardia nazionale repubblicana metterà fine ai miei giorni”. E i sogni si trasformano in immagini di fucilazioni, delle rappresaglie nazifasciste durante l'ultima guerra (bellissime quelle tratte dal film di Rossellini, Paisà).
Sono anche loro come i militari fascisti? Che uccidono per un ideale sbagliato? Le certezze di Chiara si incrinano e anche nel film non si capisce più bene quali scene sono reali e quali partorite dalla fantasia di Chiara. Come quando immagina Moro libero per la casa, quando vede la polizia davanti alla porta.
Arriva ad immaginare di liberare Moro dalla prigionia, avvelenando i compagni: in un primo finale un Moro ridente abbandona la casa. Ma la realtà è stata ben diversa: Moro lascia la cella per essere portato alla morte.
Un film molto lento, che gioca tutte le sue carte puntando sulla presa di coscienza di Chiara. Le vicende politiche che si sono svolte attorno al rapimento sono riportate da brevi innesti di filmati d'epoca. O con la scena dove il papa Paolo VI riceve una lettera dalla presidenza del consiglio dove sta scritto “liberatelo senza condizioni”.
La sceneggiatura si basa sul libro di memorie “Il prigioniero” della brigatista Anna Laura Braghetti, una delle carcerieri: sposa la tesi che le BR hanno organizzato e gestito il rapimento da sole, senza aiuti esterni. Che tutte le BR erano d'accordo ad uccidere Moro, detenuto in una cella ricavata in un appartamento di via Montalcini (zona Magliana).
Insomma sposa la tesi emersa dalla sentenze giudiziarie, che lasciano ancora dubbi: può essere stato Moro costretto 55 giorni in una stanza stretta senza subire risentimenti fisici? Come hanno fatto le BR a scorrazzare per Roma (Prospero Gallinari che lasciava messaggi per Roma) blindata per il rapimento? Come hanno fatto a portare il cadavere dalla Magliana a via Caetani, in centro Roma tra la sede della DC e quella del PCI, di fronte ad un anfiteatro dove combattevano i gladiatori?
Come hanno fatto i servizi a “non accorgersi” della sede di via Gradoli, in un palazzo di proprietà del SISDE? Come mai Dalla Chiesa bloccò l'irruzione nel covo di via Montalcini, scoperto già nell'estate del 78, dando modo alla Brighetti di fuggire a Milano? Forse perchè la vera prigione era da un'altra parte, forse dalle parti di via Caetani stessa?
Le risposte a queste domande non le troverete nel film: e noi, forse ingenuamente, continueremo a farcele.
I link al film su Bol e ibs
Technorati: Marco Bellocchio, Aldo Moro