Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
12 novembre 2007
La catena degli errori
Dal l'errore del singolo poliziotto (ma è andata veamente così), all'errore superiori (questore, prefetto, ministro) che non rilasciando dichiarazioni lasciavano che la bolla mediatica (poliziotto uccide tifoso) si gonfiasse.
[La ricostruzione dei fatti] Chi doveva svelarla - la questura di Arezzo, il Viminale - ha taciuto e - tacendo - ha gonfiato l'attesa, la rabbia, la frustrazione delle migliaia di ultras che si preparavano a raggiungere in quelle ore gli stadi, sciogliendola poi con una cosmesi dei fatti che si è rivelata un abbaglio grossolano che, a sua volta, ne ha provocato un altro ancor più doloroso.
E' stato detto che l'agente della polizia stradale è intervenuto per sedare una rissa tra i tifosi e, nel farlo, ha sparato in aria un colpo di pistola ("introvabile l'ogiva") che "accidentalmente", "forse per un rimbalzo", ha ucciso Sandri.
Consapevole che non di calcio si trattava, ma del tragico deficit professionale di un agente lungo un'autostrada, il Viminale non ha ritenuto di dover fermare le partite muovendo l'ennesimo passo falso di un'infelice domenica.
Il racconto contraffatto è stato accreditato di ora in ora senza correzioni. Rilanciato e amplificato dalle dirette televisive, dalle radio degli ultras, dai blog delle tifoserie, ha acceso come una fiamma in quella polveriera che sono i rapporti tra le forze dell'ordine e l'area più violenta degli stadi, prima e soprattutto dopo la morte dell'ispettore Filippo Raciti a Catania.
L'illogica catena di errori, malintesi, confusione, silenzio e furbe manipolazioni - non degne di un governo trasparente, non coerenti con una polizia cristallina - ha trasformato la morte di Sandri in altro. L'ha declinata come morte "di calcio", morte "per il calcio".
E' diventata una "chiamata" per l'orgoglio tribale degli "ultras" che, incapaci di esaurire la loro identità nell'appartenenza a una passione, a vivere il calcio come una buona, adrenalinica emozione, hanno soltanto bisogno di odiare, di posare a "guerrieri", di mimare la partita come protesta e come battaglia.
...
In questa sventurata domenica non c'è chi non abbia già perso. Gabriele Sandri ha perso la vita. Il Viminale la faccia. Il mondo del calcio, per una decina di migliaia di fanatici, ancora una volta la credibilità.
Technorati: Gabriele Sandri
Informazione da letto
L'unica cosa che il governo (il mio governo di centrosinistra) riesce a dire: "Non si occulti la verità".
Per non parlare degli altri misteri d'Italia: i misteri del G8 a Genova, il periodo delle bombe del 92/93, l'attentatuni a Capaci e la bomba in via D'Amelio .. via via indietro fino a piazza della Loggia, di cui in questi giorni si celebrerà il terzo processo.
Da informazione di inchiesta a informazione di interni: delle camere da letto soprattutto.
Anche dal punto di vista politico, non ci si può limitare a dire "Limitare l'uso di armi. Non si occulti la verità".
Come per Genova, non si può scaricare sempre la colpa sulla polizia.
Quando penso a Gentiloni
Nei corso degli spettacoli del 1995 (Tuttobenigni), Roberto Benigni cantava "Quando penso a Berlusconi mi si sgonfiano i c....".
Vorrei riprendere questo titolo per parlare del nostro ministro per le telecomuncazioni: il ministro Gentiloni che, intervistato da Sandro Ruotolo sulla questione del conflitto di interessi, non aveva nemmeno il coraggio di guardare in faccia il giornalista.
Ogni volta che da casa mi devo collegare ad internet, col mio vecchio modem a 56kb, penso a lei, signor ministro.
E non sono pensieri d'amore.
Penso alla banda larga che non ho, e che nella mia zona non arriverà mai. Siete troppo lontani dalla centrale, dicono. Sposto la mia casa?
Penso al Wi Fi che non avrò mai: perchè difficilmente Telecom, che ha investito sul cavo, farà altri investimenti sul wireless.
E la concorrenza? A data da destinarsi.
Ma non è solo colpa mia, si difenderà il ministro. Non è nemmeno colpa di Telecom, che è un'azienda privata e deve fare profitti.
Non è colpa di nessuno. Al solito.
Rimane solo la strada popolare delle petizioni sul Wi max del blog di Grillo, sperando che la sopra, qualcuno ci senta.
Technorati: Wimax
Ma il cielo è sempre più blu!!
Le canzoni sono state interpretate dall'attore Claudio Santamaria stesso: mica male, considerando che non è un cantante professionista e considerando l'unicità della voce Di Rino Gaetano.
"Ma tu da che parte stati?"
La domanda che gli veniva fatta da chi lo ascoltava: eravamo negli anni 70 e chi non si schierava apertamente (da un parte o dall'altra) veniva visto con diffidenza.
Ma tu sei un giullare o un cantate impegnato? Non capivano l'unicità di questo cantante, capace di giocare con le parole, dalla voce che sembrava venire dal profondo, che esprimeva rabbia, dolore, sentimento...
I poeti, i grandi artisti non stanno mai da una parte: stanno sempre sopra, oltre, al dà.
"Io credo che non sia neanche giusto schierarsi da una parte" rispondeva timido.
Il sito del cantante.
Technorati: Rino Gaetano
Rino Gaetano a Sanremo, quando presentò "Gianna":
Ai tempi del papa Re
- l'eliminazione dell'esenzione la chiede la commissione europea.
- negli stati Uniti è direttamente la denuncia del fisco che fa intervenire l'autorità giudiziaria
- I senatori che hanno votato a favore dell'eliminazione dll'esenzione sono stati 11: dov'è lo stato laico?
- Il papa e i farmacisti: papa Ratzinger chiede l'obiezione di coscienza ai farmacisti (ma solo a quelli italiani), contro la vendita di medicinali ovvero all´obbligo religioso di rifiutare ai pazienti "le medicine immorali", benché regolarmente prescritte dai medici.
- Sembrerebbe di stare ancora ai tempi del papa Re, prima che i bersaglieri entrassero da porta Pia.
- Quando chiede ai politici di non respingere gli immigrati alle nostre frontiere, quando parla del dovere di pagare le tasse, come mia non viene mai ascoltato? Dovrebbe essere anticlericale anche portare avanti politiche xenofobe, o politiche che chiudono un occhio agli evasori.
- Ieri, davanti la folla di San Pietro, Benedetto XVI incalzava "la condivisione è la nostra salvezza".
Io ho inteso queso messaggio come invito all'Europa nel non chiudersi.
Poi leggi la notizia del parroco di Treviso che aveva concesso la sua chiesa ai musulmanni, per la preghiera del venerdì. Subito bloccato dal suo vescovo.
Ti chiedi: ma non mancherà un pò di coerenza? Al Family Day si sfilava per la famiglia unica, tradizionale, uomo donna ..
Poi dalle cronache (rosa) sui nostri politici scopri amanti, corna, droga, sesso ....
Lo Piccolo, come prima Provenzano, aveva in casa la bibbia, santini.
Quando verrà chiesta l'obiezione di coscienza contro i mafiosi, e questi scomunicati pubblicamente?
Le persone non capiscono queste incoerenze: se poi legge quanto costa allo stato, cioè a noi, il mantenimento del concordato, uno si arrabbia anche.
Le inchieste di repubblica, l'articolo su canisciolti, l'affare del turismo di Dio...
Lo mandiamo da mastro Titta?
11 novembre 2007
Bassa politica
Berlusconi si appoggia ad un condannato per mafia e per estorsione, alla convention di Montecatini organizzata dai circoli di Dell'Utri.
Quelli de La Destra di Storace non si vergognano delle radici fasciste.
Casini tira fuori gli eroi di Nassiria, dimenticandosi delle inchieste in corso sulla mancata protezione alla base (guardatevi la puntata di Report).
Alle radici della violenza
E questo è il primo fatto, il primo problema.
Secondo: dopo il morto la notizia che si gonfiava sui giornali, senza che nessuno tra ministero e forze della polizia riuscisse a fare un quadro chiaro di quanto successo. E anche l'assurda idea di non sospendere le partite: sottovalutazione del fenomeno? Certo a parlare dopo sono tutti bravi ...
Terzo: la selvaggia e violenta reazione dei tifosi. Contro polizia e giornalisti.
A Bergamo sono riusciti a fermare la partita. Nello stadio avevano portato dentro una bomba carta.
Come hanno fatto?
A Milano le due tifoserie contro la polizia: assediato il commissariato di via Novara.
A Roma, assalto ad una caserma del reparto volanti.
Anche i tifosi milanesi del basquet hanno ritirato gli striscioni per protesta contro il morto.
Dunque qui il calcio non c'entra niente. Come non c'entra niente il tifo e anche il morto diventa un pretesto per scatenare una violenza che già covava sotto la cenere.
Questa violenza che radici ha? C'è un problema sociale dietro tutto questo.
Prima lo risolviamo, prima torneremo a goderci le partite. E tuonare contro gli ultras come han fatto oggi gli opinionisti e gli esperti dalle trasmissioni sportive serve a poco. Di cosa parlerebbero?
Si è invocata tanto, la parola sicurezza in questi giorni: cosa diranno oggi e domani quegli stessi politici, ottimi frequentatori delle stesse curve che oggi attaccavano i poliziotti e i carabinieri?
Vittorio Aliquò, rappresentante dei funzionari delle forze di polizia, parlava di tagli ai fondi per l'addestramento delle forze dell'ordine.
E anche questo è un problema.
Allarme sicurezza
Qui i rumeni non c'entrano.
Erano solo tifosi juventini a spasso.
Travolti da un pirata della strada due rumeni a Torino, il 9 novembre.
Donna rumena uccisa a Milano, alla periferia di Milano. Esclusa la pista Xenofoba: dramma della gelosia?
Vittime dell' uranio impoverito:
Dopo il dramma degli "invisibili" la guerra dei dati sull'uranio impoverito e le sue vittime. Le associazioni dei militari malati contro il ministero della difesa.
Il ruolo dei media:
"I media hanno la grande responsabilità di mostrare il reale, di non alimentare la caccia alle streghe. Un mese fa, a Udine, è stato assassinato un commerciante d'oro. In tutti i titoli si parlava di mafia albanese. Il responsabile è stato arrestato: friulano purosangue. Così come è italiano quel militare che ha sparato ai passanti con la carabina. Mi fermo qui. Tv e giornali dovrebbero farsi un esame di coscienza e chiedersi che ruolo hanno nella produzione della paura".
L'ex sindaco di Trieste Riccardo Illy, intervistato sull'Espresso
Mafiosi, politici e imprenditori
Riceveranno (forse) 107000 di euro come finanziamento (su un totale di 11 milioni di euro destinati alla Vigna Verde Srl): d'altra parte hanno le carte in regola ....
Contemporaneamente a Palermo nasceva la prima associazione contro il racket.
Ma il coraggio è anche quello dei ragazzi del comitato Addiopizzo che hanno voluto e sponsorizzato quello che è diventato un vero evento. Il 21 gennaio 2005 non fu così: lo stesso teatro Biondo, in occasione di un altro convegno sull'antiracket, era quasi vuoto. La sfida dunque è stata vinta e i protagonisti sono soprattutto gli imprenditori, giunti anche da Catania, Gela e Siracusa, per essere da esempio e fare in modo che i loro colleghi inseriti nel libro mastro trovato nel blitz che ha portato all'arresto di Salvatore Lo Piccolo possano denunciare già nei prossimi giorni le estorsioni subite. E chi sostiene che non ci sono più alibi per non denunciare è un altro coraggioso imprenditore, Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia.
Così, oggi chi paga il pizzo è fuori dalla Confindustria siciliana.
Ma non basta per sconfiggere Cosa nostra.
Diceva Rita Borsellino intervistata: "pensate se potesse succedere lo stesso nella politica".
Fermiamo questo odio
Con le loro imprese, con le loro idee: prima la maglietta di Calderoli (e la sommossa a Tripoli), poi l'idea del maiale a Bologna, ora il maiale al guinzaglio a Padova su un luogo destinato al culto.
Fermiamoli prima che sia troppo tardi.
Anche per noi.
Rassegna stampa: un mondo alla rovescia
In Italia si monta la caccia al rumeno, che vorremmo espellere in massa, se non addirittura chiudere le frontiere (come propone Matteo Salvini della Lega). Cosa dicono di noi in Europa? In Romania (dove lavorano decine di imprenditori italiani)? Non lo sappiamo: la nostra televisione è troppo impegnata ad intervistare il politico di turno.
Domanda: ma siamo sicuri di essere ancora in Europa?
Forse guardare un po' oltre frontiera (guardando qualche televisione estera, leggendo qualche giornale) non ci farebbe male, ci sprovincializzerebbe.
Eia eia ala la: all'Eur si riunisce la destra di Storace. Si scopre il paradosso della destra che colpevolizza Diliberto per la sua uscita sulla tomba di Lenin, ma non si ricorda i suoi scheletri, pardon, manganelli, nell'armadio.
Ricordiamolo ancora una volta: esiste ancora il reato di apologia di fascismo.
Tutte assieme, le formazioni di estrema destra (Forza Nuova, Movimento Sociale, Azione Sociale, Fiamma Tricolore) fanno il 3%: per questo la CdL non li ha mai allontanati. Anzi ieri hanno pure ricevuto la benedizione di Berlusconi per l'assemblea costituente.
Lacrime di coccodrillo: povero Biagi.. tanti coccodrilli e un caimano (battuta è di Vauro ad Annozero). Dopo la sua morte, si scopre che erano tutti amici suoi. Mai però, che fosse uscito un articolo contro l'editto bulgaro dalle pagine del corriere. Dai TG di Mentana, di Mimun, di Riotta. Perfino Casini e Berlusconi (la cui ipocrisia è stata oggetto della satira di Daniele Luttazzi al Decameron di ieri sera).
Di certo non era suo amico il giornalista Filippo Facci: mi chiedo cosa scrivesse della Rai all'epoca del cavaliere. Nulla di diverso, visto che è cambiata poco (Riotta al TG1): evidentemente una Rai che ha così bene (ass)servito il centrodestra, può tornare utile.
Alla faccia dell'informazione.
Mi chiedo come mai, in un paese come il nostro sempre pronto ad asservire la curia romana, nessuno si sia sentito in dovere di rispondere alle parole gravi del cardinale Ersilio Tonini “lo hanno ucciso”.
Penso a quelli scesi in piazza in difesa della famiglia, come l'onorevole Fini, così amante della famiglia da averne due. Certo, tanto cattolico non può essere, un politico che vive in una situazione di peccato mortale.
Televisione pubblica.
Sempre nel corso della trasmissione Annozero su Biagi: in Germania la televisione pubblica in prima serata dedica un'ora ad una trasmissione di inchiesta. Ve lo immaginate qui in Italia Report ogni sera al posto dei pacchi e del gabibbo?
Qui all'informazione sono dedicate solo delle fasce protette: così di chi è Tanzi lo abbiamo saputo dal comico Beppe Grillo. Chi è Geronzi lo ha spiegato la Gabanelli domenica scorsa.
Troppo tardi per le migliaia di risparmiatori che hanno perso i loro soldi. Qualcuno se ne assume la responsabilità?
Altra informazione che è passata riguarda la multa che la Rai dovrà pagare per la nomina di Meocci a D.G., giudicata incompatibile dall'Authority.
Spiegava Mazzetti che, dei 50 milioni di euro che sborseremo di tasca nostra, grazie a questa nomina politica, 15 sono la parte relativa all'Authority per incompatibilità. I restanti 35 milioni sono i soldi investiti dalla Rai per il danno di immagine nel periodo in cui Meocci era direttore.
Parlando di giornalisti, non possiamo non ricordare Normal Mailer, morto a 84 anni, due volte premio pulitzer per articoli contro la pena di morte e sulla marcia della pace a Washington.
Distanze abissali: mentre a Roma, venerdì si inaugurava la sede del Partito Democratico, Beppe Grillo (quello che fa antipolitica) difendeva in Sardegna gli agricoltori del posto dalle banche.
La banca rossa.
Tanto hanno fatto che alla fine sono riusciti a mettere le mani su Antonveneta, finita dentro Il Monte dei Paschi di Siena (la banca rossa).
Risultato: il titolo crolla in borsa (-10%) e a pagare per l'operazione sono gli azionisti.
Sempre a prosito di banche e scalatori, sebbene nessuno ne parli, i furbetti del quartierino sono ancora liberi in attesa del processo.
In un trafiletto si legge di nuove accuse a Ricucci per la sue talpe che lo informavano dei procedimenti in corso contro di lui: il tenente colonello della GdF Antonio Carano e l'ex ufficiale dell'esercito Antonio Tavano. Uno delgi episodi contestati riguarda la rivelazione, il 28 febbraio 2006 al Giornale, del contenuto di una nota informativa redatta dalla Guardia di Finanza del novembre 2005 su una ipotesi di aggiotaggio sul titolo BNL.
Insieme all'imprenditore edile Tommaso di Lernia e al brigadiere della GdF Luigi Leccese, sono stati tutti rinviati a giudizio.
Che fine fa l'Unità?
C'è il concreto rischio che la Tosinvest degli Angelucci compri il pacchetto azionario di maggioranza dell'Unità.
Da Libero all'Unità: da Feltri, Farina, Paragone .. a Padellaro, Vasile, Travaglio, Colombo (giusto per fare qualche nome).
Così imparano questi giornalisti a battersi per la libertà di stampa, contro l'editto bulagro, contro Berlusconi negli anni del suo governo.
Così il Partito Democratico ripaga questo giornale e i suoi lettori.
09 novembre 2007
Enzo Biagi si è cacciato da solo
Enzo Biagi si è cacciato da solo.
da Inciucio di Marco Travaglio e Peter Gomez (Bur, 2006)
[dal blog voglioscendere di Gomez, corias, Travaglio]
Quale Rai vedono in senato?
Poi leggi queste dichiarazioni:
"Questa mattina i lettori de 'il Giornale' hanno potuto leggere che 'la Rai è una cloaca da ripulire, il vero cancro di questo paese. Sono giudizi che si commentano da soli. Ma, per quanto incredibile possa apparire, larghe parti del Parlamento italiano si stanno comportando come se li condividessero in tutto e per tutto. Solo così si spiega il continuo susseguirsi di iniziative che hanno, sfacciatamente, l'unico obiettivo di mortificare la Rai e delegittimare i suoi amministratori".
Lo scrivono i senatori dell'Unione Luigi Zanda, Anna Finocchiaro, Nicola Latorre, Sergio Zavoli, Antonio Polito, Esterino Montino, Paolo Brutti, Franca Rame, Anna Donati, Paola Binetti, Rosa Villecco Calipari, Luigi Bobba, Enzo Bianco, Guido Calvi, Felice Casson, Loredana De Petris, Vittoria Franco, Luigi Lusi, Natale Ripamonti, Walter Vitali, Giannicola Sinisi.
Mi chiedo quale televisione vedano in senato. Mi chiedo quale televisione vogliano i senatori ulivisti, visto che la Rai è già stata mortificata abbastanza dagli amministratori scelti dal precedente governo e che l'attuale governo (di cui i senatori ulivisti fanno parte) ha confermato.
A meno di non voler definire televisione di qualità i vari reality, porta a porta, i TG rai dove si danno come notizie le fiction in onda, i pomeriggi sul due, le cucuzzate ...
Rispondere all'opinione pubblica
Mastella vota contro, poi si adegua e vota a favore della riduzione dei ministri.
«Comunque siamo troppi, e bisognerà ridurre la composizione del governo, ma si tratta di un problema politico, e non di natura finanziaria. Non può essere un elemento di imposizione da parte del Parlamento. Un governo risponde all'opinione pubblica, e questo è un aspetto che riguarda il costume del governo».
Strano mi era sembrato che il governo rispondesse solo a se stesso.
Oggi sciopero con la legge 30.
A Roma il 20 ottobre c'è stata la manifestazione sul precariato.
Quando il governo risponderà ai precari?
Calcio e politica
Non riusciamo a fare la legge sulla regolamentazione del mercato televisivo.
Ma la legge sui diritti del calcio, quella sì ..
Technorati: Televisione, calcio
Annozero: il partigiano Biagi
Domanda: chi si batte per la democrazia? Biagi e Montanelli. Ma anche noi di Annozero, Travaglio, Luttazzi.Dopo Tangentopoli pensavamo che il giornalismo avesse conquistato una sua autonomia. Autonomia miancciata dal fenomeno Berlusconi. Quelli che si battevano contro Berlusconi, oggi cosa vogliono? Una Rai libera? Una legge sul conflitto di interessi?
Ho molti dubbi.
La puntata di Annozero prevedeva la presenza del giornalista Filippo Facci; presenza che è poi saltata per la querela che la Rai gli ha fatto, per un suo articolo sul Giornale.
Un altro modo per tappare la bocca ai giornalisti.
Se fosse un libro giallo, sapremmo il nome della vittima, del colpevole, e dei testimoni.
Invece, nonostante pensavo che ormai si sapesse tutto della cacciata di Biagi (e della sua trasmissione Il fatto) dalla Rai, lo stesso è venuto fuori qualcosa di nuovo.
Loris Mazzetti, autore di "Il libro nero della Rai" ha spiegato tutti i retroscena: l'editto bulgaro, le telefonate da Saccà che non arrivavano, infine gli spostamenti della sua trasmissione.
Prima su Rai3 alle 19:50, poi lo spostamento alle 18:50, prima del Tg3.
Le prime falsità fatte girare ad arte (dal presidente di allora Antonio Baldassarre) su Biagi "Biagi ha uno stipendio troppo alto per Rai3".
Poi l'onta di vedere su Rai1, al posto della sua trasmissione, ma in una fascia che non si sovrapponeva con Striscia la notizia (guai a fare concorrenza a Mediaset) , Max e Tux.
La cosa che più dava fastidio, di tutta la vicenda, era la lettera di licenziamento da Saccà con ricevuta di ritorno. Apposta per annullare il suo contratto dove stava scritto che avrebbe fatto proprio quella sua trasmissione.
Ma altrettanto sgradevole leggere le dichiarazioni di Berlusconi di smentita all'editto bulgaro, oggi che Biagi non può più ribattere.
Altrettanto sgradevole sapere che nessuno dell'allora opposizione ha risposto oggi al cavaliere, ricacciandogli in gola le sue parole.Altrettanto sgradevole e preoccupante scoprire che parlare oggi della legge sul conflitto di interessi è ancora tabù.
Oggi Santoro è tornato in Rai. Travaglio ha il suo spazio di 5 minuti. Biagi è potuto tornare con la sua Rotocalco Televisivo.
Ma sembra più una riserva indiana: nella Rai di una volta, c'era maggiore informazione; la cronaca nera, i fatti di sangue avevano meno spazio nelle tramissisioni Rai.
Pensate a quante ore di televisione si sono dedicate ai fatti di Cogne, al delittto di Garlasco, al delitto di Erba; per non parlare delle puntate di Porta a Porta dedicate ai reality, al gossip, ai Vip ...Cogne anzichè Dell'Utri o Previti.
Sono scomparsi i fatti, raccontava Travaglio: i fatti di mafia, i fatti relativi alla corruzione, alle speculazioni finanziarie di banche e assicurazioni.
E' vero c'è Report: ma il giorno appresso i giornali non commentano mai di quanto si è parlato. Ma anche qui, non ho mai sentito una trasmissione commentare quanto raccontava la Gabanelli.
Che fine hanno fatto i fatti (scusate il gioco di parole)?
Spariti. Siamo in regime. Una dittatura morbida, non col manganello e l'olio di ricino: ma le persone che oggi sono ai verti della Rai, sono quasi le stesse del periodo berlusconiano.
E finchè la Rai sarà in mano ai politici, finchè i politici vorranno imbavagliare l'informazione, finchè ci saranno giornalista che non sanno tenere la schiena dritta, che anzi prevengono i desideri del potente di turno, avremo bisogno di giornalisti coraggiosi e onesti come Biagi.
Toccante il ricordo degli amici a Pianaccio, del cugino Benito e del cardinale Ersilio Tonini, che ha voluto commentare così la sua cacciata "si è tornati all'ostracismo e questo non è un bene".
In studio erano presenti Lilli Gruber, uscita dal TG1 nel 2004 per entrare in politica, per non subire le continue pressioni dall'esterno.
Ricordava come nel 1994, dopo la vittoria del Polo e la dichiarazione del cavaliere "non toccherò nemmeno una pianta a Saxa Rubra", i giornalisti Rai, i sindacati si mobilitarono.
Dopo l'editto bulgaro nessuno si mosse. Nemmeno un minuto di silenzio. E' stato quasi rimosso dalla nostra memoria; è tornato in televisione solo con Celentano, nel 2006.
Raccontava Enzo Biagi in un'intervista a Luzzetti (testo riportato qui):
Quando mi hanno dato la cittadinanza onoraria di Fucecchio sono stato solo con lui, al cimitero. "Indro - gli ho detto - mi dicevi che Berlusconi bisognava provarlo come un vaccino. Forse abbiamo sbagliato la dose..."».
Il malato non è solo l'informazione in Italia.
I malati siamo anche noi.
Technorati: Annozero, Enzo Biagi
08 novembre 2007
Cattiva informazione
Ma il comune di Milano fa lo stesso per i rom.
Formigoni taglia le tasse ... le stesse tasse che lui stesso si è alzato in Lombardia.
Berlusconi nega l'editto bulgaro: qui siamo all'incredibile. Ora ci dirà pure che gli asini volano.
Anzi, no: che scrivono sui suoi giornali.
Da notare: i giornali, di tutta la vicenda relativa alla scalata BPL-Antonveneta, riportano solo la notizia delle intercettazioni di D'Alema (e spingono sulla tensione col Gip di Milano Forleo).
Ma i servi si guardano bene dal raccontare del coinvolgimento del padrone: nella scalata a RCS di Ricucci, del concerto sulla scalata ad Antonveneta.
Per non parlare poi delle famose intercettazioni Cuffaro Berlusconi dove non si parla di banche ma di processi di mafia...
Capitalismo di rapina di Biondani, Gerevini, Malagutti
"I have a dream" diceva in un celebre discorso Martin Luther King.
E anche i capitalisti di rapina, i protagonisti del libro, avevano un sogno: fare tanti soldi e in fretta, senza pagarci tasse, entrare nel gotha della finanza ed essere temuti e rispettati.
Un sogno che è rischiato avverarsi, se le scalate dell'estate del 2005 fossero andate in porto: nell'introduzione del libro gli autori immagino che Italia avremmo se ..
Giampiero Fiorani presidente del più grande polo bancario di area cattolica, la banca BPI-Antonveneta, vicina al centrodestra.
Antonio Fazio presidente della repubblica.
Giovanni Consorte presidente del gruppo Unipol-Bnl, altro polo bancario vicono ai Ds.
Gnutti vicepresidente della BPI-Antonveneta.
Ricucci nel consiglio di amministrazione del corriere della sera.
Cragnotti ha avuto la "prescrizione brevissima".
Tanzi ha fondato in sudamerica una nuova società "Bon Lat".
Danilo Coppola nel consiglio di amministrazione di Unipol.....
Svegliamoci dall'incubo ed entriamo nella realtà, forse ben peggiore. "Capitalismo di rapina" racconta la storia delle scalate a Telecom del 99 (Colaninno e Gnutti) e della sua svendita a Tronchetti nel 2001, e le scalate del 2005 ad Antonveneta e Bnl, da parte dei "furbetti del quartierino" (i personaggi dell'incubo citati ad inizio libro).
Il libro dimostra, in base a testonianze, documenti, intercettazioni, come questo gruppo di speculatori di borsa, banchieri senza scrupoli, "pirati della finanza" secondo la definizione del Gip Clementina Forleo, abbiamo potuto tentare di scalare delle banche, eludendo il fisco e i meccanismo di sorveglianza della Consob e della banca di italia.
Emerge un tratto comune di questi personaggi: il loro disprezzo assoluto delle regole e un’avidità senza fine. Un'assolta mancanza di riserbo e pudore nel voler mostrare la loro influenza, il loro potere, la loro ricchezza.
Ma non si parla solo di banca e finanza: si parla anche dei rapporti che Fiorani ha saputo intrecciare con i politici.
Quelli del centrodestra al governo (il senatore Grillo, Calderoli, Brancher, Tarolli). Strepitoso l'episodio del cactus regalato a Berlusconi nella sua villa in sardegna.
Ma i furbetti hanno saputo corteggiare anche i politici del centrosinistra, come dimostrano le intercettazioni che coinvolgono il senatore Latorre (Ds), il ministro D'Alema (Ds) e Fassino.
Ferisce leggere la difesa fatta da esponenti dei Ds nei loro confronti dei concertisti, dei loro guadagni stratosferici fatti con le plusvalenze dele azioni vendute: si parla di miliardi di euro, su cui, grazie alla legge Tremonti del 2004, pagarono solo qualche milione.
Capitalismo di rapina segue anche persorsi delle inchiesta su cui si è parlato poco.
Come del salvataggio da parte di Fiornani della banca della Lega, la Credieuronord e il cambiamento di politica del partito del carrocio nei confronti del governatore Fazio.
I furbetti sapevano di essere spiati? Esistono delle intercettazioni a Coppola dove prende in giro spudoratamente il finanziere in ascolto. Chi li ha avvertiti? E' un caso che le loro utenze fossero Tim e che il capo della security di Teleocom fosse un certo Tavaroli, al centro di un altro scandalo di spionaggio?
Il rapporto con l'ex ministro Tremonti: si è sempre avuta l'idea che tra Tremonti e il governatore Fazio non corresse buon sangue. E di riflesso anche con i suoi pupilli (Gnutti, Fiorani ..). Ma nel libro si parla di una certa consulenza che il fiscalista Tremonti (figura che non sempre si riesce a distinguere dal ministro Tremonti) aveva fatto tramite il suo studio per far pagare meno tasse a Gnutti. Nel libro si parla di una strana parcella di 25 milioni di euro.
"La società Bell di Gnutti nel 2001 vende alla Pirelli di Tronchetti Provera il 23 per cento di azioni Olivetti che permetteranno a Tronchetti di controllare Telecom. Gnutti non paga le tasse sul suo guadagno perché la Bell è formalmente una società lussemburghese. Nel 2003, il sottosegretario alle finanze Daniele Molgora, commercialista bresciano di fede leghista, replica ad una interrogazione parlamentare sul caso dicendo che la Bell non era formalmente una società italiana. Il primo agosto di quest’anno l’Agenzia delle Entrate si accorge invece che la Bell è in realtà una società esterovestita e che Gnutti quelle tasse doveva pagarle."
Per chiudere il cerchio, i giornalisti raccontano i due crac "gemelli": il crac Cirio e Parmalat.
Come per le scalate del 2005, si poteva già sapere tutto: Parmalat era già piena di debiti, ma le banche continuavano a fare credito.
Due domande: come è potuto accadere? Si poteva evitare tutto ciò?
Per la prima risposta basta dire che tra gli avvocati consulenti della BPI c'era il figlio di Frasca, capo dell'istituto di vigilanza di bankitalia. Per non parlare delle amicizie col governatore della banca d'Italia, coi politici.
Se chi controlla non fa il suo lavoro ...
Circa la seconda domanda, si poteva fare qualcosa ben prima del 2005: il libro riporta la lettera di una stagista al “Corriere della Sera”, che lavorò in BPI nel 2003, a fianco del capo della direzione finanza, Boni.
Nella lettera la stagista parla di tutti gli artifizi fatti nella banca per gonfiare i guadagni e mascherare le perdite:
“La cosa che più mi ha sconcertata - scrive la giovane neolaureata in questa lettera - è l’utilizzo scellerato che la banca fa dei nuovi strumenti finanziari […] Il capo della direzione finanza, Gianfranco Boni, è la vera mente di tutti questi giochetti e utilizza i fidi scudieri per compiere le sue malefatte […] Tutto il gioco è ben orchestrato e presuppone il coinvolgimento di non poche persone, soprattutto quelle deputate al controllo… Alla fine gli unici che ci rimetteranno saranno i piccoli risparmiatori […]”.
Questa stagista ora lavora in america.
L'ultima domanda: pagherà qualcuno per questi reati, la cui pena è stabilità dalla giustizia, ma che il libro mette nero su bianco?
Difficile: dopo indulto, prescrizione dei reati, dopo la riforma civilistica della legge fallimentare, dopo lo scarso supporto (e anche lo scarso interesse) dello stato (intesa come classe politica) nel supportare le procure inquirenti di Parma e Milano.
Tutto fa pensare che Fiorani, Ricucci, Tanzi, Cragnotti, Coppola, Consorte, Sacchetti se la caveranno con poco. E magari potranno anche godersi i soldi che hanno esportato all'estero, nei paradisi fiscali, per godersi il meritato riposo. Fiorani, dicono i magistrati, si è gia messo da parte 70 milioni di euro, al riparo dalla finanza, nei paradisi fiscali.
D'altronde, la riforma del reato finanziario, non permette una modica quantità di fondi neri in borsa (come disse l'ex pm Davigo)?
Per il reato di aggiotaggio (Fiorani, Gnutti, Boni, Consorte, Sacchetti, Ricucci e Coppola) delle scalate del 2005 non siamo ancora arrivati al rinvio a giudizio. E la prescrizione scatta dopo 7 anni e mezzo. Siamo già ad un terzo del tempo limite.
Per il reato di bancarotta fraudolenta, Ricucci e Coppola puntano tutto sula revoca della sentenza di fallimento della Magiste. La recente riforma civilistica garantisce benefici consistenti all'imprenditore fallito che risarcisca i danni anche solo parzialmente.
Per i grandi crac Cirio e Parmalat è ancora peggio. Quello di Parmalat è stato il più grande crac europeo (14 miliardi di euro, una finanziaria quasi): ma a Milano il reato di aggiotaggio è già quasi a rischio prescrizione. A Parma c'è una procura disastrata, che dovrà afforntare un esercito agguerrito di avvocati difensori.
Per il processo a Cragnotti si è arrivati davanti al Gup nel 2006: mancano ancora tutti gli altri gradi di giudizio.
Poi ci si mette di mezzo anche il governo: qualcuno in primavera 2007 ha cercato di mettere una bozza di riforma sui reati finanziari, che prevedeva un ulteriore sconto di pena per gli imputati dei grandi crac, specie i banchieri.
Con che faccia, il governo, il parlamento, gli onorevoli, potranno presentarsi agli italiani?
Il libro, dopo aver presentato tutti questi personaggi negativi, si chiude col capitolo, se possibile, più doloroso: quello dedicato agli eroi della lotta alla criminalità, alla corruzione, alla mafia, alle tangenti.
Voglio scriverli i loro nomi, di queste persone che prendono uno stipendio pari a quanto Fiorani spendeva al mese per affittare la sua Ferrari.
Maresciallo Silvio Novembre, angelo custode di Giorgio Ambrosoli.
Aronne Orsicolo e Pietro Di Giovanni, agenti della Guardia di Finanza.
Il carabiniere Vincenzo Morgera.
Maurizio Rosa, vigile urbano.
Infine Mister X, l'anonimo dipendente della BPI che con la sua lettera alla procura (che svelava i 18 conti privilegiati da 545 milioni dati da Fiorani per la scalata ad Antonveneta) ha fatto partire le indagini su Fiorani. Inseguito dalla Guardia di Finanza, è oggi indagato dalla procura di Lodi per reati punibili con 10 anni di reclusione, per furto aggravato. L'email sottratta all'azienda, appunto.
Il ladro non è Fiorani, il ladro è lui. Il ladro siamo noi.
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Il blog di Chiare lettere.
Technorati: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Berlusconi su Biagi
L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.
La sacra esenzione
Respinto l'emendamento che voleva reintrodurre la tassazione degli immobili della chiesa utilizzati a fini commerciali.
Ogni paese ha la religione che si merita: in India ci sono le vacche sacre, qui le esenzioni sacre.
Hai voglia a dire che le tasse sono bellissime.
I preti pedofili continueranno a preferire i bambini e Berlusconi la gnocca.
Intanto la chiesa come Mastella (o viceversa): trasferito monsignor Bregantini il vescovo anticlan.
La sua professione di fede incompatibile con la Calabria e la 'ndrangheta.
07 novembre 2007
Una domandina sul nucleare
Dove mettiamo le scorie?
Giusto così per sapere ...
Parla di scelta coraggiosa: sarebbe coraggiosa se dicesse "facciamo la centrale sotto casa mia a Bologna".
Allora sì, che è coraggio. Altrimenti è, per dirla alla Ricucci "fare i froci col culo degli altri".
La grande paura mediatica
Ne parlavano Sansonetti e, in collegamento, il politilogo e giornalista del corriere Angelo Panebianco, il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il sindaco di Firenze Leonardo Domenici.
Di chi la colpa della grande paura che stiamo vivendo (paura smentita almeno in base statistiche su omicidi)?
"Del problema giustizia" affermava il politologo. Perchè i rumeni che vengono in Italia sanno già che i loro crimini non verranno sanzionati.
Panebianco non spiegava come mai la giustizia italiana non funziona: colpa solo dei magistrati? Alla domanda non si risponde.
Ma se in Italia 95% dei reati finisce in prescrizione è colpa dei magistrati o della ex Cirielli?
Se in Italia per una pena sotto i 4 anni non finisci in carcere è colpa dei magistrati o di chi ha fatto le leggi?
Il politologo è esperto di politica ma queste cose evidentemente non le sa.
Intanto il provvedimento di espulsione e il pacchetto sulla sicurezza devono superare i problemi di anticostituzionalità e con le direttive europee.
Per il centrodestra non servirebbe nemmeno il giudice per mandar via i rumeni.
O cambiano la costituzione (e le direttive UE) oppure non è che possiamo fare come ci pare.
Emergenza rumeni.
Consiglio la lettura dell'articolo di Miguel Martinez sull'emergenza rumeni, visto da un altro punto di vista:
La nostra ricchezza certamente attira; ma attira anche la loro miseria. Attira gli italiani verso la Romania; ma rende attraenti anche i rumeni. Perché miseria vuol dire disponibilità, disponibilità vuol dire che si lavora alle condizioni dettate dagli imprenditori.
Piacerebbe leggere sui giornali, a 8 colonne, la notizie sull'emergenza morti per il lavoro.
5 morti sul lavoro, nella giornata di ieri. E siamo a quota 894 (articolo21.info).
Tensione a Vicenza
Pronti al decollo i caccia della base di Aviano.
P.S. prima che vi allarmiate troppo, è sono una battuta. La macchina sta bene, il no global Francesco Pavini un pò meno.
Banche sotto indagine
Non ne han parlato i giornali, il giorno dopo.
Ma i magistrati e la banca di Italia hanno iniziato ad indagare. Le banche sotto inchiesta Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca e Banco Popolare .
Poi ci sono le banche estere, Dresner, Deutsche Bank, UBS, di cui non sappiamo nulla.
Sono finiti i tempi del "non vedo e non sento" degli istituti di vigilanza di palazzo Koch dei tempi di Antonio Fazio.
Certo, dopo il crollo della Northern Rock, il nuovo governatore Mario Draghi aveva detto:
Ma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, rassicura e spiega che la situazione in Italia non è paragonabile a quella della Gran Bretagna.
E noi affidiamo i nostri risparmi e le nostre pensioni a queste persone.
La cura e il suo effetto
Si augurava che Berlusconi vincesse le elezioni "Perchè - spiega- Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. ...".
Sono morti tutti e due e la malattia che volevano curare è ancora lì a far danni.
Il cavaliere, porta anche sfortuna.
Dall'intervista di Laura Laurenzi, La Repubblica del 26 marzo 2001.
In questo video Montanelli parla del cavaliere.
Qui le domande di Biagi al cavaliere. Domande senza risposta.
Qui infine la puntata de Il fatto dopo l'editto bulgaro, con la risposta di Biagi a Berlusconi.
Technorati: Enzo Biagi
05 novembre 2007
I conti della serva
Costo legge Gasparri: 400000 euro al giorno, di multa dalla Unione Europea.
L'unione europea bacchetta l'Italia anche sulla lentezza dei processi, dunque altre sanzioni per l'Italia.
Costo missione in Afghanistan: "Poco più di un miliardo (1.040,5 milioni di euro) è questa la cifra stanziata dal governo per finanziare le missioni all'estero, dalla Bosnia al Libano, dal Darfur al Sudan, per l'anno 2007."
Costo dei finanziamenti pubblici ai giornali: 700 milioni di euro.
Altri costi legati all'area militare. Come per i caccia F35, dentro una commessa americana.
Tagliare, tagliare, tagliare. Ma non ancora le rendite da capitale, e per ciò che riguarda l’Irpef i redditi alti continuano ad essere favoriti. Tagliare, ma non le spese militari : più di un miliardi di euro che se ne va ( 638 milioni già erogati) nella commessa degli F35, i caccia americani che dovrebbero essere pronti fra una decina d’anni. Aerei da guerra, concepiti per attaccare e non per difendere il nostro territorio. Ognuno di essi già costa più di 50 milioni di euro, però li si acquista senza battere ciglio e poi si fanno storie con i sindacati che vogliono i lavoratori usurati in pensione anticipata.
Costo della base USA di Vicenza: 60 ML euro anno.
In norma finanziaria si vorrebbe mettere un tetto di 270000 euro ai dirigenti e manager pubblici.
Un peccato per Cipolletta (600000 euro, FS), Mincato (Poste, 750000), Sarmi (Poste 1,5 ML euro), Ciucci (Anas, 800000 euro), Petruccioli (30000 euro, Rai), Cappon (Rai, 650000 euro) ....
Altri costi riportati dal libro di Stella, Rizzo "La casta":
- 7 anni di presidenza Napolitano: 224 milioni x 7 = 1658 ml di euro.
- Rimborsi elettorali ai partiti 2006: 200.819.044 euro; dal 1976 al 2006 il versamento pubblico verso le casse dei partiti: 3.419.584.022 euro.
- Costo sanità Sicilia: 7.729.922.709 euro.
Progetto ponte di Messina: 40 miliardi di euro.
Un pò di liquidazioni (dopo aver lasciato le aziende di stato con buchi di bilancio):
- Scaroni (Enel): 9,5 ml di euro
- Cimoli (FS): 6,7 ml di euro (buonuscita)
- Cimoli (Alitalia): 8 ml di euro (buonuscita)
- Elio Catania (FS): 5 ml di euro
Randello senza cervello
L'ipocrisia sulla violenza alle donne
E la nostra coscienza di cittadini italiani potrà stare tranquilla.
Potremo continuare a fare le nostre violenze sulle donne: 80% dei crimini contro le donne è commesso da italiani.
Ne ave a parlato anche Riccardo Iacona in una puntata di W l'Italia dal titolo esplicativo: Apartheid.
Ne parla Elena Polidori su altrenotizie:
Le donne tra i 16 e i 50 anni muoiono più facilmente per violenza che per incidenti stradali o malattie (dati Istat 2006); quasi 14 milioni di donne hanno subito almeno una volta nella loro vita un tentativo di violenza e solo negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza è stato di 1.150.000. Nel 2006 si sono registrati 74mila tra tentativi e stupri veri e propri. Eppure la violenza sulle donne è un dramma che viene rimosso.
Rimosso o minimizzato: basta vedere come è andata a finire l'inchiesta su Vallettopoli.
Archiviata l'accusa di concussione sessuale, rimane solo l'accusa di peculato.
Salvatore Sottile, ex portavoce del presidente di An Gianfranco Fini, è stato rinviato a giudizio e sarà processato per peculato in merito alla vicenda dell'uso improprio dell'auto di servizio.
Il problema non è la donna oggetto, ma aver trasportato la donna oggetto su un auto di stato.
Se non fosse stato rumeno, se la vittima non fosse stata a Roma, nel comune del segretario del Partito Democrati, se non fosse stata la moglie di un ufficiale della marina, la notizia ci sarebbe passata sopra. Con buona pace di Forza Nuova e di Libero, che titola "Legalità o randello".
Business, business, business
Cosa è la camorra? Gli stessi camorristi si mettono a ridere se li chiami in quel modo.
Per loro, l'organizzazione in cui lavorano è " 'o sistema".
Un sistema costruito per fare soldi, contro le regole dello stato, qualunque sia il mercato: dal riciclaggio rifiuti, alla contraffazione.
L'imprenditore usa il sistema per fare affari, soldi. Non il viceversa.
L'immagine che abbiamo adesso dei camorristi, pardon, degli appartenenti al Sistema è fuorviante: sbagliato anche pensare che sia un problema solo del sud.
Il vero cuore del sistema è qua al nord, dove girano i grandi soldi, dove è possibile fare i grandi affari. Per esempio con gli appalti sullo smaltimenti dei rifiuti.Le regioni del nord (Veneto, Lombardia, Toscana) usano le discariche del napoletano, casertano.
Mentre ci si indigna per l'immagine di Napoli sommersa dai rifiuti (di cui nessun politico vuole prendersi al responsabilità), nessuno si scandalizza per le morti causati dall'inquinamento dei terreni: toner delle stampanti, carta usata per pulire il pus delle mammelle infette delle vacche, terra dove sono sepolti i cadaveri ...
E i cittadinini di Serre e Giugliano che si oppongono all'inquinamento delle ecoballe passnao pure per terroristi.
Saviano ha promesso di diventare ospite semifisso di Che Tempo che fa: servirebbe un aggiornamento di cosa è diventata la criminalità organizzata (mica possiamo sempre basarci sull'immagine dei mafiosi datta dalle fiction).
Iniziamo allora.
Camorra --> o sistema
ndrangheta --> cosa nuova
Mafia --> cosa nostra.
Libera nos a malo ...
I barbari dell'era moderna vestono meglio.
ROSSO IN BORSA - In Europa, i mercati finanziari hanno chiuso con pesanti flessioni: a Piazza Affari, l’S&P/Mib ha perso l'1,97% a quota 39.712, il Mibtel ha ceduto l'1,71% a 30.995 punti, mentre l'All Stars ha chiuso in calo dell'1,38%. Tra i titoli peggiori c’è Unicredit, che alcuni giorni fa aveva ammesso un miliardo di perdite potenziali per i clienti per operazioni sui derivati legate ai mutui subprime: i titoli dell’istituto guidato da Alessandro Profumo erano arrivati a perdere addirittura il 6%;
Le Borse europee hanno bruciato in un solo giorno 137 miliardi di euro di capitalizzazione, calcolando la capitalizzazione dell'indice Stoxx 600 (che ha fatto registrare un calo dell'1,51%).
Nel frattempo, sul settore dei mutui, continuano ad addensarsi nubi minacciose: negli Stati Uniti si è registrata un'impennata dei pignoramenti immobiliari, che nel terzo trimestre sono addirittura raddoppiati rispetto al 2006, superando quota 600.000 (635.159).
Al culmine della giornata nera delle Borse è arrivato l'annuncio dell'intervento della Federal Reserve: la banca centrale americana ha soccorso i mercati con un'iniezione di liquidità da 41 miliardi di dollari
Alla fine, tutti i liberisti si ritrovano sempre lì, a mungere dallo stato.
Di quale sicurezza parliamo?
Poi vedi Report, la puntata di ieri riguardava le scalate del 2005, i furbetti del quartierino e pensi che forse Fini si riferiva ai finanzieri e banchieri italiani.
Espelleremo i Geronzi in Romania?
Non credo proprio.
Una breve riflessione sul decreto di espulsione: espellere tutti quanti non sono in grado di dimostrare di avere un reddito servirà a rendere più sicuro il paese? Forse.
Ma se queste regole fossero state applicate negli Stati Uniti non avremmo avuto Garibaldi e Meucci (mentre tentavano di sopravvivere a Staten Island). E le famiglie Cuomo e Scalia non avrebbero avuto un governatore di New York e un giudice della Corte Suprema.
Ma quelli erano italiani: in quegli anni erano considerati peggio ...
In più, con questo provvedimento i lavoratori rumeni saranno ancora più ricattabili dai datori di lavoro. Mettiamoci nei panni di un onesto imprenditore italiano che paga i propri muratori rumeni una miseria. Appena uno di questi alza la testa per protestare .. zac, lo metti per strada.
Addio lavoro, addio Italia.
Registriamo anche il comportamento serio dell'opposizione: Berlusconi dopo aver partecipato allo spettacolo di Pino Insegno, va a Verona a casa di Meocci dove spiega l'origine del punto G.
Fu Berlusconi, sponsor dell'ingresso della Romania nella UE, a non chiedere l'uso dei visti per l'ingresso in Italia. Cavaliere, nessun rimorso?
Se ora siamo in emergenza, con tanti immigrati rumeni, è anche per l'invasione dei nostri imprenditori: pagano gli operai 350 euro. Poi si lamentano se gli operai (della Cotonella a Timisoara) abbandonano il loro paese per venire da noi.
Sempre sull'emergenza sicurezza: ex ufficiale cecchino sui tetti a Guidonia.
50 colpi, un morto e 8 feriti.Ma non era rumeno: emergenza rientrata.
Come l'emergenza stupri.
Torniamo invece sulla puntata di Report: "fin che la barca va...". Fin che gli italiani faranno andare la barca sulla quale veleggiano allegramente Geronzi, Draghi, Profumo ...
E se gli italiani non pagassero? Sul forum di adusbef si parla già di uno sciopero dei mutui.
In america il numero uno di Citigroup, Charles ‘Chuck’ Prince, è stato sostituito dopo la crisi dei mutui subprime.
Lì chi sbaglia paga: qui da noi, un pò meno. Tra l'altro nonostante le smentite, anche il comune di Milano sarebbe esposto anche lui alla crisi dei mutui derivati.
"Palazzo Marino è esposto per 1 miliardo e 700 milioni di euro." scrive il corriere.
E anche la Moratti chideva al governo maggiore sicurezza ....
04 novembre 2007
Il Decameron di Luttazzi
Decameron, il nuovo spettacolo di Daniele Luttazzi, inizia con le immagini dell'editto di Sofia, dove lo psiconano parla del uso criminoso della televisione fatto da Luttazzi, Santoro e Biagi.
Come è andata lo sappiamo.
Il pernacchio di Luttazzi chiude degnamente quelle immagini.
Le prime battute della trasmissione che parla di sesso, politica, religione e morte:
“Applaudite me perchè non c'è Giuliano Ferrara”
“Questo studio è ottimo per parlare di pompini”...
Bentornato Daniele!
E in bocca al lupo anche ad Enzo Biagi.
Technorati: Daniele Luttazzi
Micromega: la legalità
Cosa è la legalità? Lo spiega la rivista Micromega, nel numero 6: “la legalità è il potere dei senza potere” (qui il sommario).
È il potere per me e per te che leggi e che non sei parente/amico/amante/marito/moglie di un politico, mafioso, banchiere, magistrato, massone, generale ....
Quando vogliamo far valere i nostri diritti, l'unica cosa che possiamo fare e rivolgerci alla giustizia e chiedere il rispetto della legalità. Della legge “uguale per tutti”.
L'alternativa è chiedere l'aiuto dei “poteri forti”.
Numero quanto mai interessante, per il momento storico di scontro tra poteri forti e parte dello stato, cui stiamo assistendo. Forse non ce ne rendiamo conto, ma stiamo vivendo una fase di cambiamento.
Dobbiamo solo decidere da che parte stare e in che stato vogliamo vivere.
Nel numero gli articoli di Flores D'arcais dedicati al PD e alla sinistra perduta (saprà Veltroni raccogliere e riunire i voti della sinistra?); l'inchiesta Why Not e il coinvolgimento di Mastella; la storia del pm De Magistris, sotto indagine dagli ispettori del ministero dal 2005, dopo aver indagato sull'ex presidente Chiaravallotti (FI) della Calabria.
Antonio Massari, Gianni Barbacetto, Carlo Vulpio e Sandro Ruotolo.
Altri articoli di Sonia Alfano, Margherita Hack, Carlo Lucarelli; Margherita Asta e Salvatore Borsellino che parlano di antimafia.
Poi una serie di articoli sulla giustizia e impunità di Piercamillo Davigo, Grazia Mannozzi, Nicola Gratteri (procuratore della DDA antimafia a Reggio Calabria), Gherardo Colombo, Bruno Tinti, Mario Portanova, Franco Cordero e Gianrico Carofiglio.
Politica e antipolitica con Marco Revelli, Giuseppe Arnone, Alessandro Brescia e Furio Colombo.
Chiude MarcoTravaglio, con la ricostruzione della tentata scalata di Unipol a Bnl, e il ruolo dei politici come D'Alema (le scalate coi baffi).
Onorevoli a confronto
Serata all'insegna del confronto tra politici. Prima a Che tempo che fa l'intervista a Fassino, ex segretario Ds, ora tra i fondatori del Partito Democratico.
Come far convivere le diverse anime nel PD, il tema della sicurezza, quale il futuro della politica italiana, cosa farò da grande. Queste le domande cui l'onorevole ha risposto.
Nessuna domanda sul tema giustizia, solo un pensiero sulla commissione parlamentare sul G8.
Dalla politica alta, ad una più terra terra, molto più vicina agli umori della gente. Quella gridata dall'onorevole Cetto la Qualunque, personaggio di Antonio Albanese (qui nella scorsa puntata e qui in altri video su youtube).
Ma è una caricatura, direte voi: sì, ma a sentire certi ragionamenti su “Pilu e sviluppo”, “Pilu e cemento”, sul rispetto dell'ambiente e della cultura di altri (onorevoli per davvero), c'è da pensare sul come siamo caduti in basso.
Speriamo di non arrivare ad un giorno in cui il segretario di un partito e l'imitazione fattada un comico siano indistinguibili.
Quattro rumeni per un italiano
Giustizia è fatta: quattro rumeni pestati a morte a Tor Bella Monaca, Roma, dopo la morte di Giovanna Reggiani uccisa da un altro rumeno.
Esulta la destra, con l'eccezione della Mussolini: “ai tempi di mio nonno il rapporto era 10 italiani per un tedesco”.
Tempi che cambiano: ma certe idee non muoiono mai.
Dal sito di Forza Italia “Gli extracomunitari portano solo miseria, inciviltà, malattie, delinquenza, spesso e volentieri anche terrorismo”.
“La Romania non può essere membro dell'Unione Europea”: dovrebbero chiederlo a Fini, come mai la Romania è nella UE, visto che è entrata quando c'era la CdL al governo.
Ma i numeri dicono altro: che è vero, tra gli stranieri, i rumeni sono in cima alle classifiche di reati gravi come omicidi e violenza sessuale.
Abbiamo dunque un problema di criminalità, affrontabile con norme che garantiscano la certezza della pena, e un problema di filtro su chi entra nel nostro paese. Come altri paesi europei già fanno.
Ma a leggere le statistiche, e le dichiarazioni di Don Benzi, una figura grandiosa in quanto ad impegno nei confronti degli ultimi, si legge altro:
“I funzionari della polizia rumena con i quali collaboriamo ci dicono che i lupi feroci siete voi italiani perchè voi oggi in Italia sbranate più di 30000 ragazze rumene, delle quali in partenza il 50% sono bambine. Siete voi che foraggiate i criminali rumeni che le tengono schiave con almeno 200 milioni all'anno di guadagno. Sono i vostri maschi che pagano i delinquenti romeni. Dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l'anno perchè tutto l'anno massacrate le nostre bambine”.
Come la mettiamo, con le ronde della libertà della Brambilla (idea di Giuseppe De Luca, presidente del circolo Roma Liberale)?
Come la mettiamo con Forza Nuova, che chiama alla mobilitazione tutti i romani “tutti gli italiani sono moralmente autorizzati ad usare metodi che vadano al di la di semplici proteste per difendere i propri compatrioti”?
Guai a chi tocca le nostre donne: sì, ma solo se è straniero. Gli italiani possono pure continuare a picchiare, uccidere, violentare le loro mogli/fidanzate/figlie ....
Eh, già. I rumeni fanno schifo. Sono sporchi, rozzi, violenti. Come tutti gli immigrati che in Italia ammontano a tre milioni e mezzo e contribuiscono per quasi il 7% al PIL.
Guarda caso confesercenti dice che un altro 7% è prodotto dalla mafia spa: un 7% illegale, in nero, tramite droga, estorsioni, gioco d'azzardo, prostituzione ...
Ma volete mettere: il mafioso è bianco come noi, non arriva da un paese straniero, è un prodotto nazionale. Il mafioso non fa il lavavetri, anzi è spesso elegante.
Il mafioso veste Prada.
Ecco perchè non sentiremo mai un Fini, Calderoli, Schifani, Cicchitto, Casini o Cesa (Why Not?) fare la voce grossa contro la mafia (tranne che nelle occasioni di rito).
Guardatevi l'intervista a Rula Jebreal sul sito di Grillo, in merito al problema dell'immigrazione. Di come la politica abbia scaricato la questione addosso ai cittadini. Che reagiscono come possono.
P.S.: e se dopo l'omicidio di Meredith in Umbria, il Times ci dipingesse anche noi come degli stupratori?
02 novembre 2007
Diceva Pasolini .....
Testimone scomodo, proprio perchè intellettuale, dei cambiamenti sociali, politici della nostra società.
Eliminato perchè testimone scomodo contro la classe politica, di cui diceva:
«accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente […]: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna […], distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani […], responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono ‘selvaggio’ delle campagne…».
(articolo in cui si chiedeva di mettere sotto processo la D.C.).
Con quel io so, scritto nientemeno sul corriere, inchiodava alle proprie responsabilità un pezzo dello stato, per le stragi degli anni 70:
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Cosa direbbe oggi, Pier Paolo, di questa società dei consumi, della televisione, di una casta politica che vive nella propria immunità, come una larva protetta dal proprio bozzolo?
Technorati: Pier Paolo Paolini
01 novembre 2007
Tolleranza zero show
“Orrore a Roma” ...
Crimine efferato, ad opera di un rumeno.
La notizia che rimbomba su tutti i giornali, che mostrano il viso del mostro e su tutti i TG che mostrano baracche e sporcizia.
La reazione dei media che rimbalza sul mondo politico, che cavalca l'onda di sdegno, paura e irritazione per i propri fini, da una parte e dall'altra. Si attacca il sindaco di Roma per attaccare il leader del partito Democratico e screditare l'attuale maggioranza. E se lo stupro fosse avvenuto a Milano?
Sciacalli.....
Infine, il provvedimento del governo, in zona Cesarini per salvarsi la faccia quando ormai è troppo tardi.
Perchè che c'era un un problema con l'immigrazione e con quella rumena in particolare, si sapeva. E questo governo è stato carente in tal senso.
Come lo è stato nel 2001 l'allora governo Berlusconi che non adottò nessuna moratoria per limitare l'accesso di rumeni e bulgari come fecero Gran Bretagna, Spagna, Austria e Olanda.
Ora la politica della tolleranza zero, degli sgomberi serve a poco se non si fanno accordi col governo rumeno: i criminali vostri (tra l'altro in calo), teneteveli a casa vostra, nelle carceri.
Il rimpatrio, da solo non basta. Serve solo a cambiare gli animi.
Di tutto questo clamore cosa rimarrà tra una settimana?
E questo show mediatico serve da una parte anche a mettere in ombra altre emergenze, altre notizie tragiche che andrebbero ricordate.
Come la vicenda del dodicenne a Reggio Calabria, Flavio Scutella, che muore aspettando l'ambulanza e un posto libero all'ospedale per quattro ore. Troppo tardi.
E la Rai prende provvedimenti
Marco Paolini e il suo Sergente fanno 1,2 milioni si spettatori: 3% di share.
Complimenti per la7.
E la Rai?
Ha preso subito provvedimenti: contatti con Bonolis e la Carrà.
I buoni magistrati
Revocato l'incarico ad uno dei consulenti dell'inchiesta Why Not a Catanzaro.
Grazie al lavoro di Gioacchino Genchi il pm De Magistris era arrivato nel corso delle indagini a Mastella e Prodi.
Sempre a Catanzaro è stato trasferito il capitano dei cc Pasquale Zacheo, anch'egli collaboratore di De Magistris (cui l'inchiesta è stata avocata).
Il nuovo corso della procura di Catanzaro, quello dei magistrati buoni, che si allineano.
