17 giugno 2022

La settima luna Piergiorgio Pulixi

 

Angolo tra via Scarlatti e via Macchi, Milano

Strega lanciò un’occhiata al collega al suo fianco e scosse la testa, divertito. «Si può sapere che c’è? La finisci di sghignazzare sotto i baffi? È un’ora che te la ridi, zio can» sbottò Bepi Pavan, gesticolando col rullo coi cui stava imbiancando la parete.

Un delitto rituale di una ragazza, rapita e uccisa e il cui corpo è abbandonato in mezzo agli acquitrini nella campagna pavese.

Un delitto che nasconde una ferocia, una premeditazione da far venire i brividi, dietro cui potrebbe nascondersi un serial killer che ha studiato le indagini del criminologo Vito Strega e della sua squadra (raccontati ne L'isola delle anime), che erano partite dal “cold case” di Dolores Murgia.

Ma nell'ultimo romanzo di Pulixi, questa volta ambientato in Lombardia, tra Pavia e Garlasco (luogo di un delitto mediatico) e non più in Sardegna, l'isola del sole, c'è anche tanto altro: la pazzia che arriva da anni di umiliazioni e violenze; il narcisismo esploso dentro una persona costretta a vivere nell'ombra, la placida provincia dove si nascondono i peggiori segreti, anche laddove non te li aspetti. Come un un gioco degli specchi, non bisogna mai fidarsi dell'immagine che ci si trova davanti e non sarà facile, seguendo gli indizi, distinguere l'immagine reale dal riflesso, la pista che porta alla all'assassino dalle tante false piste innestate nel racconto come tante trappole insidiose ..

Piccola premessa prima di partire con la storia: l'autore impiega la prima parte del libro per prendersi una pausa, noi assieme alle protagonisti dell'indagine sul “dentista” (Un colpo al cuore), l'assassino che annunciava i suoi delitti via social, chiedendo al mondo del web di emettere una sentenza. Vito Strega, il criminologo e le sue ispettrici Eva Croce e Mara Rais, assieme all'ispettore Pavan si trovano in Sardegna a riposarsi. Riposo meritato dopo tutte le fatiche per la caccia al “dentista” (e dopo il caso, altrettanto complicato, delle morti rituali nell'Oristanese), in cui avevano anche rischiato la vita.
Ma nel mentre Eva e Mara si stanno godendo questa tregua di pace, a qualche centinaio di km, nelle paludi del parco del Ticino, un uomo sta attraversando questa terra di nessuno sulla sua barca: diversamente dal Caronte mitologico, sta conducendo alla morte una ragazza che ha rapito, per portare a termine il suo disegno

Terre paludose, località sconosciuta
La malconcia lancia di legno risaliva il fiume controcorrente al minimo della velocità, fendendo la bruma che avvolgeva il corso d’acqua. L’uomo che la governava indossava una giacca a vento color senape

Della sparizione della ragazza se ne sta occupando l'ispettrice Clara Pontecorvo (altro personaggio femminile che l'autore ci racconta sviscerandone tutti i pensieri come anche le fragilità: perché Clara è una tipa determinata, certo, una poliziotta tosta, ma il suo punto debole è l'altezza. Quel suo metro e novantotto di altezza, quel suo aspetto massiccio le hanno creato e creano tante difficoltà nei rapporti con l'altro sesso.

E ora tocca a lei accogliere la denuncia della famiglia Poletto, venuta a Pavia dalla polizia a denunciare la scomparsa della prima figlia Teresa, studentessa di medicina a Milano, una ragazza molto bella, dedita anche al volontariato durante la settimana. E nei fine settimana aiutava i genitori con quell'albergo, che aveva avuto un momento di gloria grazie al macabro turismo nato col delitto di Garlasco.

Ad accompagnare i genitori dalla polizia (dopo che i carabinieri del posto non avevano fatto molto), la sorella di Teresa, Alice Poletto. Se Teresa è la ragazza perfetta (ma forse le ragazze perfette non esistono), Alice è l'esatto contrario: dall'aspetto remissivo, al vestire poco appariscente

Per un banale meccanismo di difesa psicologica si era trasformata nella nemesi silente di Teresa: se lei era brillante ed estroversa, Alice si era fatta umbratile e schiva. Se la sorella curava l’aspetto e l’abbigliamento, lei si rivestiva di trasandatezza ..

L'indagine dell'ispettrice “gigante” e il gruppo del professor Strega sono destinate ad unirsi dopo il ritrovamento del corpo di Teresa, adagiato su un cumulo di detriti in questa zona paludosa, terra di nessuno, dove solo questo Caronte, l'uomo che vive da solo coi suoi demoni, pare muoversi con agilità.

Clara girò intorno al cadavere. La poveretta era china a terra sulle ginocchia che affondavano per qualche centimetro nella rena umida. Era avvolta da un manto di pelli ovine. Le mani erano intrecciate dietro la schiena curva [..]

Una maschera lignea dalle lunghe corna bovine le celava il volto. Pontecorvo si inginocchiò e vide che sotto la lana di pecora la ragazza era nuda.

Quel delitto ricorda all'ispettrice Pontecorvo un altro caso, avvenuto a mille chilometri da lì, di cui aveva letto sui giornali. Quei delitti rituali, in luoghi simbolici, con delle maschere le cui origini affondano nell'antica storia nuragica dell'isola.
Così, seguendo una sua intuizione, i quattro investigatori vengono catapultati dal caldo dell'isola al freddo e umido inverno della pianura lombarda.

Perché queste due morti presentano forti analogie: entrambe ragazze giovani, entrambe trovate supine, con una maschera bovina a coprire il volto e con delle incisioni simboliche sulla schiena.

Ma se gli assassini di Dolores sono stati presi, chi ha compiuto questo delitto, così crudo, con queste modalità? Un assassino che ha voluto emulare quei delitti, un copycat?
E per quale motivo copiare proprio quei delitti, con quelle maschere?

Gli investigatori Croce, Rais e Pavan, assieme a Strega, iniziano questa indagine, in collaborazione con la Mobile di Pavia, con tante domande per la testa e con una sinistra sensazione: quel delitto sembra essere un segnale per loro, diventati delle celebrità dopo la risoluzione dei precedenti casi. Ma un segnale per cosa?

Una cosa è certa: quell'assassino va preso e fermato. Per un dovere nei confronti di Teresa, la ragazza “perfetta” e anche per far cessare quel coro di lamenti che, come Clarice Starling ne Il silenzio degli innocenti, affollano la mente del criminologo Strega.

Da qualche parte nella sua mente una voce si era aggiunta al lancinante coro delle vittime che lo angustiavano giorno e notte. Lui lo chiamava “il canto degli innocenti”.

Ma, attenzione, questa è un'indagine dove non bisogna farsi tradire dalle apparenze. Perché tutte le buone famiglie nascondono dei segreti, anche quella povera ragazza morta. E forse è andando a cercare in questi segreti che si può trovare la soluzione del caso.

Leggendo questo romanzo, che parte in sordina per prendere poi un ritmo sempre più incalzante, si trovano tanti rimandi alla cronaca reale. A Garlasco è avvenuto un delitto (la morte di Chiara Poggi) che è stato sulle prime pagine dei giornali per anni, per la giovane età della vittima e per i tanti giornalisti che hanno fatto scempio del dolore della famiglia, per qualche punto di share.

Ma non sono solo i giornalisti a cercare le luci della ribalta, attraverso i casi di cronaca, ci sono anche tanti investigatori e magistrati attratti dalle telecamere.

Non è questo però che spinge Strega e i suoi collaboratori:

.. studiò con attenzione tutte le foto del cadavere della ragazza, immortalato da diverse angolazioni. Sapeva che la risposta che stava cercando era lì, davanti a lui, tra quelle immagini.
“Perché non riesci a vederla, allora?” si disse.
Chiuse gli occhi e gli parve di sentire nitida la voce di Teresa aggiungersi al canto degli innocenti dentro la sua testa. Avrebbe potuto riaprirli e il coro, come per magia, sarebbe cessato all'istante. Ma non lo fece.

Aveva bisogno di impregnarsi di tutto quel dolore per trovare la forza di andare avanti.

Ancora una volta Pulixi ha fatto centro, con un thriller pieno di insidie, con un nuovo personaggio femminile (Clara Pontecorvo che si aggiunge alle colleghe che abbiamo già conosciuto Eva Croce e Mara Rais) che viene messo a nudo con profonda onestà, così come tutti gli altri protagonisti della storia, uomini e donne coi loro problemi personali ma uniti da una comune spinta verso la giustizia nei confronti delle vittime. Uniti da quell’amicizia che nasce dall'aver lavorato assieme, gomito a gomito, fino allo sfinimento, come una famiglia.

La scheda sul sito di Rizzoli

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