13 dicembre 2020

La migliore opzione possibile – da L'opzione di Dio

 


Poche volte mi è capitato di leggere un thriller che ha l'ambizione di raccontare contenuti profondi riuscendo ad essere leggibile e non banale: ne L'opzione di Dio di Pietro Caliceti si parla dei dubbi della fede, dell'esistenza di Dio di fronte a tragedie come la morte di un bambino.

Come può Dio consentire questo?

« ..No, la morte di un bambino – e più ancora, la sofferenza di un bambino – è una cosa che non potremo mai accettare.»

Giovanni lo fissò negli occhi. Era gonfio in volto e si mise quasi a urlare.

«Appunto. E allora te lo domando ancora: come fai a credere? Come fai a credere in un Dio che avrebbe messo in piedi qualcosa di così inaccettabili? Una cosa così senza senso? Una cosa così cattiva?»

In fondo al corridoio, una suora si sporse a guardare. Alessio posò la mano sulla spalla del fratello e gli sorrise.

«Esattamente per questo, Alessio. Perché l’alternativa a credere in Dio sarebbe o che tutto questo non ha alcun senso, o che è stato creato da qualcuno di cattivo. E di fronte a queste alternative, optare per Dio è la migliore opzione possibile.»

Giovanni lo guardò stupito.

«Un'opzione.»

«Si l'opzione di Dio. Io la vedo così.»

Esiste Dio perché altrimenti tutto lo spettacolo (la vita, il nascere, lo stare assieme) non avrebbe senso.

Ma in questo thriller si parla della fede al di là delle religioni e delle religioni che si sono trasformate in altro rispetto alla fede e alla spiritualità.

Le guerre all'interno della Chiesa romana, il mondo del riciclaggio, le riforme fatte in Vaticano in questi anni per togliere le zone d'ombra dentro lo IOR.

Un romanzo da leggere.

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