10 ottobre 2008

Annozero: i soldi sono nulla (?)

Il processo alle banche.
Sia a quelle che falliscono in america e i cui manager devono passare sotto le forche caudine del congresso (come nel caso Lehman Brothers); che stanno cuasando la crisi delle borse mondiali; sia alle banche italiane colpevoli di aver spacciato ai risparmiatori italiani prodotto complessi come i derivati.

Processo al modello economico americano: un'economia sul debito. Debiti contratti dal ceto medio e dalle classi meno abbienti; debiti per la guerra in Iraq. Debiti bilanciati da buoni del tesoro comprati dai cinesi. Un mondo che si è globalizzato per la produzione, ma che ha accentrato in pochi la redistribuzione del PIL.

L'esplosione della bolla immobiliare in america ha fatto cadere anche il mito dei supermanager a stelle e strisce: è crollata l'etica protestante del capitalismo. Quando ti accorgi che questi manager guadagnavano superbonus anche quando le aziende erano in crisi.

E l'Italia rimarrà al riparo dalla recessione mondiale? Possibile, come rassicurano Tremonti e Berlusconi? O forse è vero che anche nelle pance delle banche italiane sono presenti quelle schifezze chiamate mutui subprime (e in altre maniere).

Le nostre amate banche: tanto spietate quando si tratta di rinegoziare i mutui, e ti ritrovi nelle condizioni di quella sgnora intervistata ad inizio puntata che rischia di perdere la casa. Dopo aver dato in 10 anni 85000 euro alla banca per un prestito di 70000 euro.

Le stesse banche coinvolte poi nel crac Parmalat: che hanno mantenuto in vita il cadavere di Tanzi anche quando tutti sapevano che i conti erano in rosso. Che consigliavano a Tanzi di comrare aziende, di cui le banche erano creditrici. Banche che hanno scaricato i loro debiti sui consumatori: pensavamo che fosse solo storia del passato (Cirio e Parmalat).

Invece, come testimoniava la signora da Parma, anche nel caso del crac Lehman Bros hanno venduto obbligazioni a rischio fino agli ultimi giorni. Secondo Mucchetti, la prossima potrebbe essere Deutsche Bank, che ha un bilancio peggiore.

Nel frattempo stiamo assistendo ad una nuova ri-organizzazione dei poteri. Con l'attacco a Unicredit di Profumo: che si è scontrato con Geronzi su Unicredit, che si è rifiutato di soccorrere Telecom pagandola 2,8 euro quando ne valeva 1,5 o di entrare nella farsa del salvataggio di Alitalia.
Dopo la crisi del 92-93 abbiamo privatizzato i gioielli di stato.
Con questa crisi stiamo nazionalizzando imprese e banche.
Prima Alitalia (con la socializzazione del debito) ora le banche.

Technorati:

L'audizione di Richard Fuld al congresso

In America l'A.D. Richard Fuld di Lehmann Brothers davanti al congresso (riportata ad Annozero).
Nessuna pietà per un manager che guadagnava 400, 500 milioni di euro.
Nessuna pietà.

Notizie che non fanno notizia

Un pò do notizie che non circolano.
Partiamo dall'america.
Il segretario di Stato Usa Robert Gates conferma l'idea di un negoziato con i talebani, a patto che riconoscano l'autorità del governo afgano.
Chi sta vincendo la guerra?

Gli ultimi colpi: la campagna presidenziale USA porta i repubblicani a battere gli ultimi colpi.
Obama chiamato amico dei terroristi, Hussein Obama, ... addirittura ad una convention il pubblico gridava kill Obama.
L'amico di Bin Laden era G. Bush, per la cronaca.

Arriviamo in Italia.
No Gelmini, non party.
L'Italia (maestre, mamme) si mobilita contro il DDL Gelmini, ma i TG ne danno poca copertura. Come mai?

Qualcuno ci sa dire qualcosa di che fine ha fatto il referendum a Vicenza?

Il presidente, la spia e la presentatrice: lo sapevate che Berlusconi è indagato per abuso d'ufficio a Roma?
E' accusato dall'ex marito (e agente del sisde) della presentatrice Rai Virginia Sanjust, di averne boicottato la carriera. Il lodo Alfano, per questo reato (presunto), non protegge il premier. Interessante.

Lo spot del governo sulle banche.Visto il debito pubblico, in crescita, che copertura ha il decreto del governo di protezione sulle banche? Per aiutare una banca in difficiltà chiederemo un prestito ad un'altra banca?

Come mai il governo copre i conti correnti degli italiani, ma non ha messo nessuna tutela sui prodotti derivati? Come le obbligazioni Lehmann Brothers che il sito pattichiari continuava a consigliare fino a pochi giorni prima del crac?

Come mai, tutto ad un tratto, questo processo alle banche e alla finanza creativa (in senso negativo)?
Caro amico ti scrivo.Un boss scrive una lettera che il giornale "La Sicilia" pubblica. Ma il boss era sotto regime di 41 bis. Come ha fatto?


Quando Brunetta?

Quando Brunetta (dopo essersi occupato di maestri che guadagnano tanto, di medici, ..) inizierà ad occuparsi dei fannulloni numero uno (cioè dei suoi colleghi)?
Sarebbe un bell'esempio per tutti.

09 ottobre 2008

Recessione a tempo di jingle

Il reality show sta riempiendo tutti gli spazi informativi.
Tutti pieni di economisti ed esperti: ma se siamo così pieni di esporti alla Abate, Brunetta e Tremonti, com'è che siamo arrivati a questo?
C'entra qualcosa il fatto che la nostra economia, le banche e la politica siano state date in appalto a gente come Antonio Fazio, Cesare Geronzi, Marco Tronchetti Provera, Gianpiero Fiorani, Stefano Ricucci, Roberto Colaninno, Calisto Tanzi ... Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Massimo D'Alema (che anzichè confrontarsi con gli elettori del PD, va dagli industriali a Capri) ....
A luglio Beppe Grillo, il criminale, quello che offende Veronesi e Napolitano, scriveva:
“Abbiamo uno dei debiti pubblici più grandi del mondo: 1.647 miliardi di euro. Ogni anno aumenta di 80 miliardi per gli interessi. Solo a marzo abbiamo pagato 23 miliardi di interessi sul debito. Nel 2008 chiuderanno 300.000 aziende. 300.000! E le altre piccole aziende sono in mano alle banche con dei debiti che arrivano a 780 miliardi di euro. Non fallirà solo lo Stato. Falliranno le banche...”
Io, un comico deriso dai politici e da giornalisti servi, parlavo di economia mentre loro si dedicavano a:
- Impronte ai Rom
- Lodo Alfano
- Abolizione delle intercettazioni
- Comitato di vigilanza Rai
- Alitalia (già venduta mesi prima a Air France)
- Legge blocca processi
- Abolizione dell’ICI
- Prostitute nelle strade
- Rete4.

Ma non preoccupatevi, le tramissioni riprenderanno la loro programmazione al più presto possibile.

Vajont: una tragedia sulla pelle viva

Un sasso è caduto in un bicchiere, l'acqua è uscita dal bordo, ed è finita sulla tovaglia.
Tutto qua. [..] E non è che si sia rotto il bicchiere; non si può dar della bestia a chi ha costruito il bicchiere perchè il bicchiere era fatto bene, a regola d'arte, testimonianza della tenacia e del coraggio umani. La diga del Vajont era ed è un capolavoro.

Questo scriveva pochi giorni dopo la tragedia del Vajont, avvenuta il 9 ottobre 1963, Dino Buzzati sul suo giornale Il Corriere della Sera.
No, non è tutto qui: la storia della tragedia del Vajont (quasi 2000 morti, come due bombe atomiche in una valle chiusa) è iniziata molto anni prima, come ha raccontato Marco Paolini nel suo teatro civile e nel libro "Il racconto del Vajont".
Come scriveva Tina Merlin nel suo libro “Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe”.
Perchè a prescindere dalle responsabilità stabilite dalla giustizia, dai rimborsi alle persone, all'accordo tra Enel Montedison e Stato sulla divisione delle colpe, la storia della più grande catastrofe civile italiana è semplice basta leggerla.

Il mancato rispetto della natura; il mito del progresso a prescindere da costi e problemi; un capitalismo (quello della Sade) che non tollerava controlli, vincoli, che non accettava smacchi né dalla popolazione (preoccupata della frana, della montagna che si muoveva vista d'occhio) né dal Monte Toc.
Non importava se la frana del Monte Toc fosse stata scoperta anni prima; poco importa se una simulazione della frana fatta dall'università di Padova avesse già fatto emergere i rischi per Longarone; poco importa se ci fosse già stata una frana.

Poco importa se la raccomandazione dei tecnici dell'istituto di idraulica (quelli della simulazione) avessero raccomandato di non superare una certa quota, dal margine della diga.
Il profitto. Bisognava inseguire il profitto.
Bisognava fare l'Italia, l'Italia del boom, delle autostrade, delle industrie, dei nuovi quartieri per gli immigrati, del nuovo benessere.
Il prezzo sono stati 2000 morti.

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Henry di Giovanni Mastrangelo

Tutto ruota attorno ad Henry, come viene chiamata l'eroina da uno spacciatore keniano.
Due morti per caso che porteranno ad altro sangue.
Siamo a Roma, nel 2003 (il libro è uscito nel 2006): una città che sembra quasi un territorio di caccia in cui si muovono, prede e cacciatori, i protagonisti della storia. Storia che viene raccontata secondo un taglio cinematografico, sostandone il punto di vista dall'uno all'altro.
Nina una ragazza arrivata dalla provincia di Ancona per cercar fortuna a Roma. Il suo fidanzato, Gianni, un drogato e il suo amico, Rocco, ancora più drogato e cinico per la dipendenza.
Il commissario Silvestri, che dopo il matrimonio e la nascita del figlio riesce a vedere il mondo, i suoi colleghi, il suo lavoro, la vita da un nuovo punto di vista.
Il collega, Bellucci, un uomo di destra, ordine, pulizia e disciplina, che non riesce più a capirlo.
Una banda di spacciatori italiani, i cognati devito, latitanti ma con gli agganci giusti (l'amico del senatore, l'amico in Questura), che controllano il traffico di droga a Roma.
Una banda di spacciatori africani che porta la brown (“Henry”) dal Pakistan passando dal Kenya: Kueku, Karanja e Raila.
Il capo Karanja uno pscicopatico fan dei film violenti americani. Raila, scappato dal Rwuanda dopo aver partecipato ai crimini di guerra. Infine Kueku, discendente da una stirpe di guerrieri, scappato dal suo villaggio in Ghana per conoscere il mondo, l'Italia.

Ma che oggi, come un novello Ulisse, vorrebbe tornare alla sua Itaca.
Quattro notti e tre giorni, per questo noir che scorre veloce, nella terra di Henry, in bilico tra la felicità (illusoria come quella della droga) e dolore.

Il link per ordinare il libro su internebookshop.
Technorati:

08 ottobre 2008

Dell'Utri: a domanda non rispondo

Da antimafia 2000:

7 ottobre 2008 – di Monica Centofante Palermo.
Lo scorso 6 ottobre, con una lettera inviata ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, il senatore Marcello Dell'Utri (Pdl) ha comunicato la sua volontà a non prendere parte all'interrogatorio per il quale era stato convocato dai pm nell'ambito dell'inchiesta su mafia, massoneria e imprenditoria denominata Hiram.
Continua qui ...

Prima delle elezioni, qualcuno aveva addirittura parlato di liste pulite ....

Si decreta la fine del tempo pieno


Col voto di fiducia al decreto Gelmini, si decreta di fatto la fine del tempo pieno.

Da oggi, ogni ora in più, deve essere pagata con straordinario e non tutte le scuole (pubbliche) avranno i soldi.

Complimenti.

Il palinsesto dei cretini

Se vi capiterà di rimanere a casa, nel pomeriggio, davanti alla televisione, capirete cosa intendo.
L'intero palinsesto Rai (di Mediaset non parlo, essendo una televisione commeriale, non un servizio pubblico) è costruito ad immagine di cretini.

Finte trasmissioni di approfondimento (Divino Otelma vs Cecchi Paone); casi disperati di nuore che tradiscono, amanti, costume (inteso come donne in costume), corna, i soliti processi mediatici (Cogne, Garlasco, il caso Meredith) e tutto il peggio che capita.
Televisione che parla di se stessa: cominciamo da Rai1.
Verdetto Finale: non bastavano i processi mediatici a Porta a Porta, pure di prima mattina ci tovcca vedere questa copia di Forum.
Festa Italiana: attrici, ex atrici, soubrette, veline, reduci dell'isola o di altri reality ...
La vita in diretta (con l'ex giornalista Lamberto Sposini che dopo essere cacciato dalla Rai per Calciopoli, torna a parlare di gossip).

Poi Rai2: la rete dei reality.
Insieme sul due, con Milo Infante. Dove è avvenuto il mitico scontro tra Otelma e Cecchi Paone sui poteri della magia (tanto per dir eil tono) ...
Italia allo Specchio, con Senette da Rete 4.
Il diario dell'isola dei famosi: perchè questa è un'altra peculiarità. La televisione che parla della televisione: nulla si butta via a e tutto fa share.
Ricomincio da qui con Alda D'Eusanio.
Voyager: dovrebbe essere una trasmissione scientifica. Ma più che parlare di Ufo, mummie, fantascienza ...

Annozero (che pure quest'anno mi sembra puntari un pò troppo sulla spettacolarizzazione) rimane la mosca bianca.
Infine Rai3: una volta isola felice della televisione intesa come informazione, cultura, approfondimento, sta per essere colonizzata.
La fiction raddoppia: prima Agrodolce, piena di luoghi comuni siciliani; poi Il posto al sole, cotta e stracotta.

Guardate i palinsesti per le prime serate:
Sceneggiati, fiction, qualche partita di calcio, ogni tanto un film (rigorosamente americano), varietà (Carlucci, Clerici, Carrà).

Una riflessione: Berlusconi aveva detto che i suoi ministri non sarebbero più andati in televisione.

Poi domenica accendi la tele e ti trovi Schifani da Monica Setta (Raiuno), Brunetta da Massimo Giletti (Raiuno) e la Gelmini da Paola Perego (Canale 5). Ecco, forse intendeva che i ministro ombra non sarebbero andati in televisione.
Un'altra televisione è possibile?
Sì.


Primo: toglierla dal controllo dei politici.

Diceva Goebbels sulla propaganda: "Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga. "(citato in Michael Zezima, Salvate il soldato potere, Il Saggiatore 2004)

Secondo: televisione pubblica non significa andar dietro ai gusti del pubblico, allo share, al peggio. Preferisco guardare la televisione e trovarmi davanti una persona intelligente e fare io la figura del cretino, piuttosto che trovarmi un cretino davanti (profumatamente pagato) e sentirmi intelligente.
Terzo: la Rai in mano a chi ci lavora. Basta consulenze, format, esternalizzazione.
Se ne parla qui, su Pandora TV, con un appello per una informazione libera.

07 ottobre 2008

Ci pensa lui: il cavaliere notturno


Le borse segnano la crisi; le banche stanno vivendo un momento difficile, ma c'è lui. Il cavaliere Napoleone, habituè della movida milanese, capace di costringere la moglie ad un tour de force di tre ore d'amore a notte.

L'uomo a cui non devi chiedere mai.
Ecco un pezzo di berlus-celebrazione su Libero:
«È vero, non riesco a dormire più di tre ore a notte».

Come Napoleone. Sabato notte in un locale di corso Como: il Lotus. Venti ragazzi al tavolo, qualche modella e il presidente del Consiglio. Silvio fa l’alba in discoteca: tutti a bocca aperta a sentire le parole del premier, che sorseggia cocktail (rigorosamente analcolici) e improvvisa un autentico show per pochi amici. Sono le tre di notte e lui è ancora in piedi.

E c’è di più: «Voi adesso ve ne andrete a dormire fino a mezzogiorno, io tra poche ore devo andare ad una inaugurazione».


Golf girocollo e pantaloni sportivi, il premier parla di tutto: economia, politica estera, racconta aneddoti e fa battute. Ad ascoltarlo anche qualche giovane dipendente Unicredit che, vista la situazione, fa partire domande a raffica sul suo futuro. Cosa sarà della sua banca? «Non c’è da preoccuparsi. Il sistema bancario italiano è solido e non permetteremo che una banca italiana possa fallire o che nessun risparmiatore possa perdere un euro».
E Alitalia? «Dove credete che Air France avrebbe portato i turisti in arrivo da tutto il mondo? Nelle città italiane o nei castelli della Loira? Sulla Loira ci sarebbe stato un sovraffollamento clamoroso!». La crisi, ribadisce il Cavaliere, non toccherà i portafogli degli italiani....

Continua su Repubblica:
"Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l'amore per altre tre".

Ecco il bollettino di guerra:
Telecom -8%.
Milano 10 titoli sospesi.
Il Mibtel perde l'1,70 per cento
Unicredit rientra negli scambi ma viene di nuovo sospesa
Congelato al ribasso Banco Popolare ...


Unicredit batte casa per un prestito ai Sensi: lo stesso potrebbe succedere per i mutui derivati con cui le banche hanno impestato gli enti locali.
A rischio è il sistema Italia.
Ma il governo ha altre priorità: oggi si pone la fiducia sul decreto Gelmini: il grembiulino, il 7 in condotta, il maestro unico, i tagli alla scuola, alle maestre, al tempo pieno ....
Dove manderemo i figli delle mamme che lavorano? Ad Arcore, dal nonno.
Tanto dorme poco, no?

Anna Politkovskaja due anni dopo

Due anni fa veniva uccisa la giornalista Anna Politkovskaja. Aveva scritto della guerra brutale in corso in Cecenia, denunciava il clima nella Russia di Putin sulla libertà di stampa.
Decisamente una voce da zittire, colpirne una, di giornalista che voleva sapere e soprattutto informare, per educarne cento.
Scriveva che, in Russia "i servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico".
Decisamente, ci manca, una persona così, oggi.
Technorati:

Tanzi: un brutto film di mafia

Il PM ha chiesto 13 anni senza condizionale per il patron di Parmalat Calisto Tanzi. Artefice del crac da 14 miliardi di euro.
Co-responsabile (assieme a tante di quelle banche oggi in crisi) della truffa a 40000 famiglie italiane.
Il PM Greco, al processo afferma che "La vicenda Parmalat è un brutto film di mafia".
Vedremo che pena verrà comminata a Tanzi: oggi che siamo in periodo di crisi tutti attaccano la finanza creativa; il ministro Tremonti parla di etica e nuove regole; i grandi riuniti al G4 han deciso di punire i manager responsabili di fallimenti.
Persino il premier arriva ad affermare "Dobbiamo assolutamente riportare l'etica nel mondo della finanza". Lui, l'uomo dei falsi in bilancio, dei processi da non processare, dalla prescrizione facile.

Vedremo.

Speriamo che, anziche il finale di un film di mafia, non ci tocchi rivedere un film già visto: una condanna annacquata, con tanto di indulto, e un Tanzi rispedito ai servizi sociali.

Linea aerea, anno 1969


Le linee aeree della metropolitana milanese non sono come il buon vino. Invecchiando non migliorano. Anzi: come ne hanno bene imparato ieri i pendolari e lavoratori milanesi, se non si fa manutenzione, si rischia di rimanere a piedi, di non riuscire ad arrivare al lavoro (e poi parlano di efficienza e fannulloni) e di bloccare una città.
Dice l'ATM che è un guasto che può capitare ogni 10 anni: la prossima volta, statisticamente, sarà intorno al 2018. Ben dopo l'Expo, così non se ne accorgerà nessuno.
Certo, saran brutti i graffiti, imbrattano le mura dei palazzi, ma forse i cittadini che si sentono ripetere di utilizzare i mezzi pubblici, gradirebbero servizi pubblici migliori.

06 ottobre 2008

Cortellesi - Palin




Technorati:

Razzisti immaginari, ma violenza reale

Chi di allarme ferisce .. verrebbe da dire. Oggi è Libero con Feltri che si scandalizza che qualcuno si permetta di cavalcare la paura del razzismo.
Dopo che il centrodestra ha usato la parola sicurezza (e la relativa paura del clandestino) per fare campagna elettorale.
E oggi pare brutto che qualcuno gli sbatta in faccia la violenza e i pestaggi di questi mesi.
Forse parlare di emergenza razzismo è troppo. Ma le morti (a cominciare dal ragazzo ucciso a Verona perchè sembrava di sinistra) e i pestaggi sono tremendamente reali.

P.S. la borsa va in crisi. Dopo il crac Lehman Tremonti aveva detto: “Per l'Italia i rischi sono limitati”.
Oggi Berlusconi insiste "interverremo" sulle banche italiane.Segnatevelo.

Della Tirannide

"...Tirannide indistintamente appellare si deve ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d'impunità.

E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo, uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammetta, è tirannide; ogni popolo, che lo
sopporta, è schiavo".
Questo scriveva Vittorio Alfieri nel trattato Della Tirannide, che risale al 1777. A che punto è la tirannide, oggi?

Berlusconi "Opposizione sfascista, governeremo da soli".
Come da soli si sono fatti il lodo Alfnao, la legge sulle intercettazioni, il lodo Consolo ...
Il clima non è buono.

Se ne parla sull'ultimo numero di Micromega: tra un Partito Democratico pienamente integrato nella casta partitocratica (vedi proposte sulle riforme della giustizia, il voto sul senatore De Girolamo). Con i soliti inciuci, su giustizia, intercettazioni, legge elettorale e la legge sul conflitto di interessi che ancora non si vede.
Con la chiesa che fa lobby e batte casa su scuola e 8 per mille e viene zittita (come per Famiglia Cristiana) quando si permette di criticare l'azione di governo.
Buona tirannide a tutti.

Blu notte: un enigma da decifrare

Graziella Campagna, Beppe Alfano e Matteo Bottari: tre storie di persone diverse per raccontare della mafia che c'è ma non si vede e soprattutto, non si deve nè vedere, nè parlarne. La mafia a Messina, provincia "Babba", ossia città stupida, tranquilla, dove non succede niente perchè non deve succedere niente.
E invece, a rileggere le storie di queste tre persone (una lavoratrice in tintoria, un giornalista e un medico), scopri una realtà inquietante.

Il legame tra mafia e istituzioni: non solo l'omertà della povera gente costretta al silenzio, ma il commubio tra potere politico e boss mafiosi; carabinieri e agenti di polizia che facevano finta di non sapere die boss latitanti che villegguavano dalle parti di Messina (come Nitto Santapaola). Magistrati e giudici il cui unico compito era insabbiare le inchieste che riguardavo la mafia (come nel caso di Graziella Campagna, dove il pm impiegò 18 mesi a adepositare le motivazioni della sentenza di primo grado).
Un intero sistema connivente, contiguo, con la mafia.Il tuo sindaco, il comandante dei carabinieri della stazione del tuo paese, il tuo compagno di lavoro, persone che incontri per strada e con cui hai a che fare.

Quali le colpe? Sapevano troppo, oppure volevano sapere troppo.
Graziella Campagna (la cui storia è stata portata in televisione dalla fiction, che l'ex ministro Mastella ha cercato di bloccare), aveva scoperto per caso l'identità di un latitante, Alberto Gerlandi JR, che girava indisturbato per il paese, in un "clima di convivialità nel paese". Fu uccisa con cinque colpi di fucile a pallettoni, di cui due in faccia.

Beppe Alfano era un giornalista che voleva fare il suo lavoro. Solo quello: si occupava di cronaca giudiziaria per "Il giornale di Sicilia". Per primo aveva seguito la faida a Messina, che portò al potere la fazione di Nitto Santapaola.
Volle indagare sui legami tra massoneria e mafia, sulle truffe alla regione, all'Unione Europea, sul traffico d'armi e di droga.
Troppe cose: "Beppe Alfano è un uomo morto" sentenziò il boss Iannello.

Nonostante la nomea di città "babba" a Messina ci sono stati in quegli anni 97 omicidi. Alfano scoprì che il boss Nitto Santapaola, latitante dal 1983 dopo la strage di via Carini, abitava poco distante da casa sua.Lo sapevano in realtà tutti. Tutti quelli che non volevano guardare dall'altra parte. Beppe Alfnao queste cose le sapeva e voleva scriverle sul suo giornale. Fu ucciso nella sua auto poco distante da casa. Anche in questo caso, come per Graziella, omissioni, depistaggi, false piste ...

Matteo Bottari era un medico della clinica endoscopica di Messina. Fu ucciso perchè combatteva il verminaio degli appalti all’Università. Dell'omicidio se ne occupò la Commissione nazionale antimafia, che sbarca a Messina l'11 febbraio e in tre giornate di audizioni traccia un quadro inquietante: "la città viene descritta come governata da un "grumo d'interessi" politico-affaristico-mafiosi che avrebbe il suo fulcro all'Università, che gestisce un budget di appalti di 250 miliardi.
I commissari puntano l'indice sul Palazzo di giustizia e sul sottosegretario agli Interni Angelo Giorgianni, ex magistrato a capo del pool mani pulite messinese. Si scopre così che la Procura - retta da Antonio Zumbo, cognato del fratello del Rettore - avrebbe avviato centinaia di inchieste per sollevare un polverone e non toccare gli interessi e gli equilibri esistenti."

Tre persone diverse, di cui una almeno, non aveva nemmeno messo in conto di morire per mafia.
Ma non è la storia di un paese, di una città Messina, che possiamo ritenere tanto lontana.
E' la storia di un sistema che dobbiamo combattere. Perchè oggi, con la mafia che si è estesa su tutto il territorio, non è solo al sud che si deve convivere (o non convivere) con la mafia.
E non pensiamo nemmeno che sia una storia lontana nel passato: Adolfo Parmaliana, l'ultima persona che si è scontrata con l'intreccio mafia politica, è morto suicida, lasciato solo dalle istituzioni, pochi giorni fa.

Technorati:

Ma che bella intervista

Fazio Fabio intervista Marco Tonchetti Provera e riesce quasi a farlo diventare un manager "normale".
Per quanto possa esserlo un imprenditore italiano che ha quasi fatto fallire la sua azienda, comprata a debito grazie alle banche (le stesse banche che oggi sono in crisi); che ne ha fatto diminuire il valore, svendendone gli assett per fare cassa .....

Solo un accenno a Tavaroli (mica si poteva esimere) con cui si sarà incontrato per pochi minuti in tutti quegli anni.
Intercettazini illegali, dossieraggio, rapimento Abu Omar, renditions, Pio Pompa Pollari e Mancini ... non ne sapevo nulla. E che, so Pasquale io?

Nemmeno Albertone


Ci credo che poi si deve curare la schiena ... con questi inchini a compasso che nemmeno Albertone!

Prescritti e contenti

Lucianone Moggi (rinviato a giudizio per Calciopoli) e il presidente del Consiglio (sotto processo a Milano per i fondi neri Mediaset e per corruzione all'avvocato Mills) saranno accomunati da un identico futuro. Quello della prescrizione del processo in corso.
In questo modo potranno continuare a gridare al complotto, a fare le vittime e, soprattutto, a fare quello che sono capaci di fare. Cioè gli affari loro.

Poi, almeno Berlusconi, vorrebbe regolare i conti con la giustizia una volta per tutte, col piano di rinascita democratica della P2 (separazione carriere, CSM sotto controllo governativo, eliminazione dell'pbbligo di azione penale). Ieri continuava a tuonare: "andiamo avanti a colpi di decreto".
Ma sa benissimo che è un bluff: per quelle modifiche costituzionali non basta una legge ordinaria, servono i due terzi del parlamento (come per l'indulto a Previti). A meno di non fare come per il lodo Alfano (con una legge ordinaria), sperando che la Consulta (politicizzata) assecondi i suoi voleri.

Ecco allora il bastone e la carota: l'invito al dialogo, l'invito a lasciar perdere Di Pietro. I protagonisti? D'Alema, Latorre, Violante .... i furbetti del quartierino di sinistra.

Il miracolo della TV

Qualcuno facendo zapping tra Rai2 e Rai3 , venerdì sera, avrebbe potuto confondere le sue storie di medici raccontate.
Uno poteva pensare che Michele Aiello e Angelo Guttadauro fossero due medici onesti che indagano per conto della mafia sulle infiltrazioni della Dia ....
Miracoli televisivi, che a poca distanza di telecomando raccontano due storie diverse: una di medici coscienziosi, investigatori contro le morti in corsia.
Un'altra di altri medici, appartenenti alla borghesia mafiosa, arricchiti grazie alle convenzioni sanitarie stipulate dalle regioni. Una storia di medici traditori, ma anche di funzionari dello stato traditori.
Come il maresciallo della Finanza che lavorava per la Dia, Giuseppe Ciuro e il maresciallo dei carabinieri Riolo (esperto in microspie e intercettazioni).
La storia delle famose talpe nella Dia, che informavano Aiello stesso, del corso delle indagini su di lui e sulla mafia bianca.
Informazioni che partivano dalla procura di Roma, passando per il palazzo della Regione a Palermo, per arrivare sul cellulare di questo imprenditore della sanità. Traditori dello stato.

L'inchiesta ricostruiva la storia di Michele Aiello: aveva iniziato costruendo strade interpoderali. Pieno di debiti, ad un certo punto nelle sue aziende, tra il 1986 e il 1987, entra nelle sue casse circa 1 miliardo di lire.
E da lì inizia la sua fortuna: chi è Aiello? Giovanni Brusca, in un interrogatorio rivela che Bernardo Provenzano (u zio Binnu) gli aveva detto "trattalo bene come se fosse cosa mia", e lui aveva capito.
Riina, quando fu arrestato dai Ros nel 1993, aveva in tasca un pizzino dove si parlava di un appalto da dare ad Aiello.

Dunque, la mafia, la nuova mafia di Provenzano, aveva puntato su Aiello, per i suoi investimenti nel settore sanitario.

Questa storia me ne ricorda un'altra, di un altro imprenditore lombardo. Anche lui aveva iniziato con un impresa di costruzioni, vicino Milano.
Anche su di lui, ad un certo punto, non si sa bene come, piovono tanti miliardi che non si capisce da dove provengono.
Anche lui è contornato da gente in odore di mafia.
Anche lui, come Aiello, ha una rete di spie e informatori nello stato: da funzionari della GdF che corrompe e inserisce poi nella sua struttura societaria, ad avvocati e magistrati a libro paga.
Non mi viene in mente il nome di questo imprenditore.

05 ottobre 2008

Lacrime (e ipocrisia) di coccodrillo


«Oggi la gente applaude alle sanzioni, vuole i clandestini in galera o respinti alle frontiere. Per convenienza però è disposta a chiudere un occhio sulle badanti. Come dire, gli immigrati che ci servono li teniamo, purché si rassegnino alle condizioni di “servi”...» Famiglia Cristiana

«Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Non voglio zingari che chiedono l’elemosina, clandestini che compiono atti illegali. E basta con i “phone center”, i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moschee» Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso
Ansa 2 ottobre

Preferisco molto di più il sano razzismo, ruspante e padano, di un Borghezio o di un Gentilini, a tutta questa falsa ipocrisia di esponenti del governo, sull'emergenza razzismo.
Dopo aver cavalcato paure, creato falsi allarmi, cosa credevano di ottenere? Fini, che dopo l'omicidio Reggiani, era andato a fare un comizio politico sul luogo della violenza, oggi parla di pericolo razzista. Schifani si lancia in un "il razzismo non troverà ospitalità in Italia". Grazie, ma già siede in Parlamento. La cosa peggiore è questa pubblicità che gira sulla televisione "Romania, piacere di conoscerti" (qui leggo che è costata 4 milioni di euro), "Per capire un popolo devi conoscerlo". Certo, dopo tutti i proclami sula tolleranza zero, lanciati nella scorsa campagna elettorale, servirà qualcosa di più di uno spot.

Dalla parte del torto di Elisabetta Bucciarelli

Essere dalla parte del torto: comportarsi in modo ingiusto nei confronti di qualcuno.
(vocabolario della lingua italiana Zingarelli).

In questo libro, che a torto può essere considerato solo (o semplicemente) un giallo, molti dei personaggi che compaiono si sentono o provano questo senso del torto. Un sentimento di colpa per un qualcosa che si è commesso contro qualcuno: un sentimento, un peso, che poi li spinge a gesti di umiliazione, per espiare colpe vere o presunte.
Come ha scritto Brecht in una massima citata nel libro
“Non sempre ci ritroviamo dalla parte dove vorremmo essere, nonostante le promesse e gli sforzi [...] se mi trovo qui, seduto dalla parte del torto è solo perchè gli altri posti erano già occupati”.

Ma procediamo con ordine, con la storia: un assassino uccide giovani ragazze facendone trovare i corpi nei parchi di Milano. Parco Forlanini, parco Sempione, giardini di Palestro.
Chi segue il caso è l'ispettore di polizia Maria Dolores Vergani che si avvale della collaborazione di persone lontane dal clichè classico dell'investigatore. Il quartetto che non c'entra è composto da una copy writer, un fotografo, un compositore d'orchestra e un pittore. Unico poliziotto ammesso al gruppo, l'assistente dell'ispettore, l'agente Funi.

Non è un caso semplice: l'assassino non lascia tracce, se non un ramo di una pianta sul corpo della morta. Queste, almeno ad una prima indagine non sembrano nemmeno legate tra loro.
Ad una prima indagine ... ma poi il caso prende una piega tutta particolare, che porta la Vergani dentro una realtà sconosciuta che in qualche modo legava tra loro le persone morte.
E qui torniamo a quanto abbiamo detto all'inizio: ci sono persone che provano piacere nel sentirsi dominati, umiliati, comandati, da una padrona. Bondage, sadism, domination, masochism.

Viene fuori una Milano che vive in una realtà speculare a quella di giorno: una realtà fatta di locali privati dove ciascuno deve indossare una maschera per tirar fuori i suoi lati nascosti; di persone che vivono una doppia vita; di rapporti di dominazione e di forza; di tute in lattice, fruste e altri accessori; di una Milano per bene di giorno, ma tanto sporca di notte ..

Una città dove la nuova borghesia si trasferisce dal centro verso quella periferia che una volta era l'area industriale della città. Come per My mokaradio, centro di nuovi artisti, nuove avanguardie culturali, sorto in una ex fabbrica di macchine per caffè. Ex fabbriche che diventano delle vere e proprie cattedrali del lusso.
Come ho detto, non solo un giallo, questo libro che non si lascia leggere molto facilmente: sia per lo stile “ardito” della scrittrice, uno stile originale e unico, che sceglie di non raccontarti nulla dei personaggi, prima, ma svela le storie pezzo per pezzo.
Quante volte ho dovuto tornare indietro nella lettura, per comprendere meglio una sfumatura di una frase, per cogliere meglio un episodio ....

Ma non solo un giallo: un'indagine sociale e culturale sull'Italia di oggi, sulle sue perversioni, sul senso del bene e del male.
Alla rassegna “La passione del delitto”, la Bucciarelli spiegava come in questo libro abbia voluto raccontare la sua città, dove vive e che ama. Tante città in in una città, dove la gente vive dalla parte del torto.
Ma è anche un libro che entra nei personaggi, a cominciare dalla protagonista stessa: ne svela le debolezze, le solitudini, le paure nel lanciarsi in nuove esperienze (anche sentimentali) o il dolore per una perdita o per un abbandono. Il bisogno di privacy, da una parte, ma anche il grande bisogno degli altri, il desiderio di essere amati. Un libro complesso, che parla di tante cose, senza dare giudizi netti, precisi sulle persone.
Perchè “nessuno può chiamarsi fuori, dal momento che tutti, prima o poi, si sono trovati, almeno per una volta, dalla parte del torto.”

Ordina il libro presso internetbookshop.
Il sito della casa editrice Mursia; il blog di Elisabetta Bucciarelli.

Technorati:

Paura degli italiani




«una società senza paura è una società senza fondamento»
Il ministro della paura, di Antonio Albanese


Paura intesa non come paura che provano gli italiani. Ma paura di quello che stanno diventando.
Sindaci (e vicesindaci) sceriffi come Gentilini a Treviso, accusato di istigazione all'odio.
Ministri che raccontano balle (Scajola su nucleare e salari, Tremonti sulle banche, la Gelmini sulla scuola, per cui si andrà allo sciopero generale). Ministre per grazia ricevuta (e concessa).
Emergenza clandestini, dove per far numero e confusione, si mette dentro tutto assieme: anche quello clandestini ma con un lavoro (regolarmente in nero).
Emergenza razzismo: Roma, Parma, Milano ... chi sarà il prossimo?
Federalismo senza soldi, un po' come i capitalisti senza capitali. L'esempio americano piace anche alla Confindustria italiana: ieri, a Capri, la Marcegaglia chiedeva allo stato di aiutare l'industria. Ancora un intervento pubblico sull'industria, sul mercato. Tutti ad invocare il libero mercato, ma poi siamo sempre lì a mungere.
Torniamo al federalismo fiscale. Tutti a gioire per la riforma: nessuno parla dei tagli fatti.
Meno 8 miliardi alla scuola.
Meno 3 miliardi alla sicurezza (poi mandiamo i paracadutisti a Casal di Principe, un po' come il duce che li mandava nel deserto di El Alamein).
Meno 3,5 miliardi alla giustizia.
Meno 6 miliardi alla sanità in 3 anni.
Una chiesa che non ha altro di che parlare se non della solita questione del contraccettivo. Che futuro può avere una chiesa che rimane a Ogino Knaus? E poi, se ogni famiglia facesse 6, 7, 8 figli, chi li mantiene? Il Vaticano, che non è nemmeno in grado di badare a se stesso senza l'8 per mille e la questua?

P.S. nessuno lo sa, o meglio, nessuno lo dice. Ma lo sapete che la Tirrenia (azienda pubblica di trasporti marittimi) perde tre volte l'Alitalia?
P.S numero 2: viva i vicentini! Oggi a Vicenza si vota: un referendum per decidere sull'ampliamento dell'aeroporto Dal Molin. Alla faccia di federalismi presunti, del Consiglio di Stato (che vale su Vicenza ma non sulle frequenze di Rete 4), della destra e di tutti quelli che pensano che la pace si costruisce con una base che ospiterà anche testate nucleari.

Ridiamoci sopra, con una delle vignette di Vauro (ma perchè non le pubblica sul sito di Annozero?):

A Brunetta.
Ministro, i disoccupati crescono!
Beati loro.

03 ottobre 2008

Doppio Gioco : la storia dei complici di Provenzano

Stasera su Rai3 la docu-fiction sui complici di Provenzano. Coloro (politici, imprenditori, liberi professionisti) che non mafiosi, ma appartenenti alla zona grigia, ne hanno permesso la latitanza.
Anzi: la felice latitanza, visto gli affari che cosa nostra ha portato avanti negli anni.

Il film racconta la difficile indagine condotta dalla Procura antimafia di Palermo e dai carabinieri a Bagheria, la roccaforte per decenni del capo di Cosa Nostra arrestato l’11 aprile 2006, e ricostruisce le attività “illecite” di un insospettabile, Michele Aiello, che poco a poco le indagini scopriranno essere al centro di una terribile trama di infedeli all’interno delle istituzioni.

Per la prima volta, si ricompone la rete riservata che si muoveva attorno ad Aiello, per cercare di carpire notizie dalle indagini antimafia: professori universitari, medici affermati, prestigiosi manager e uomini delle istituzioni, tutti inseriti nei gangli vitali della società.

Il tutto nei luoghi dove veramente i protagonisti si muovevano: la troupe di «Doppio gioco» è entrata nella clinica Villa Santa Teresa, nel palazzo di giustizia di Palermo e nel Parlamento regionale, lì dove le talpe dell’antimafia agivano. Le ricostruzioni sono commentate dagli investigatori dell’Arma che hanno condotto quell’indagine poi giunta a un processo: la requisitoria dei pm Michele Prestipino, Maurizio De Lucia e del procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone spiega che questa «non è stata semplicemente un’inchiesta sulle talpe nell’antimafia, ma sulla zona grigia delle complicità di Cosa nostra».

Il mondo alla rovescia

La figlia di Berlusconi che parla di etica alla Bocconi.
L'insulto alla Santanchè che nasconde gli espisodi di razzismo che stanno scoppiando nel paese.
Il miracolo di Spike Lee, che trasforma la strage di S.Anna di Stazzema in una semplice reazione "emotiva" dei nazisti contro un partigiano traditore.
Berlusconi, il grande comunicatore, che impone ai suoi di non andare ai talk show: una sorta di auto diktat bulgaro.
Il governo che condanna le piazze che si mobilitano contro, dopo averle occupate tanto nei due anni del governo Prodi.
Il governo approva il federalismo fiscale, mentre a Vicenza non sono nemmeno liberi di decidere su una base militare sul loro territorio.

Piazze sporche del sangue dei pestati, dei morti dalla pelle di colore scuro.
E anche del sangue dei soliti operai morti, 6 in un colpo solo: questo sì che è un bel taglio alle spese.

Momenti di orrore

A leggere l'intervista della Santanchè al Corriere sembra che sia stata aggredita da due neri nel corso della trasmissione Annozero.
Probabilmente è una sua proiezione (da vera donna di destra).
Intanto ecco alcuni dei suoi momenti milgiori: contro Aldo Busi.
Contro Di Pietro.
Niente da fare: un insulto (non documentato) che è stato censurato anche dal conduttore, nasconde tutto quanto detto durante la trasmissione.
Il politico ti può mandare a fare ... Tu no.


Annozero: italiani brutta gente?

Siamo in emergenza razzismo?
A Milano un cittadino italiano di pelle nera viene ucciso a sprangate.
A Lecco degli imprenditori avevano schiavizzato dei lavoratori immigrati irregolari minacciandoli con la pistola alla tempia.
A Roma una aggressione ad un ragazzo cinese da parte di una baby gang.
A Milano un ambulante senegalese inseguito per il mercato da un italiano e picchiato.
A Milano una maestra grida ad un suo alunno "torna nella foresta".
A Castel Volturno, un commando legato al clan dei Casalesi stermina sette ragazzi extracomunitari provenienti dall'Africa.

Allora, che situazione c'è in Italia?
Un viaggio, quello tentato ieri ad Annozero, tra la camorra dei Casalesi, la popolazione del paese e gli immigrati.
Passando per l'aggressione di qualche settimana fa a Milano contro Abdul. Mi sembrava di rivedere le immagini del film "Mississippi burning": le tensioni tra italiani e immigrati nascono dal clima di degrado, dalla disoccupazione, dall'assenza di uno stato che si presenta a Casal di Principe, come a Castel Volturno, solo quando scappa il morto.
E'la loro miseria che li porta a vedere nei "negri" un nemico: che ruba loro un lavoro (si, ma quale lavoro? il più umiliante, il più duro ..), che occupa le case in modo abusivo, i posti sui bus.
"Dovremmo scacciarli tutti" diceva un ragazzo del posto.

E chi si alza allora tutte le mattine alle 4 o alle 5 a fare il muratore, il piastrellista, a lavorare nei campi, nelle sartorie? Quei ragazzi italiani che le telecamere inquadravano davanti ai bar e la cui unica speranza era scappare da Casalvolturno?

In studio un Gad Lerner poco "galante", che si è scontrata con miss Billionaire-Santanchè e con Flavio Tosi (sindaco di Verona). Due tesi completamente opposte.

Quella dell'accoglienza, che non considera parole come buonismo e integrazione come delle parolacce in televisione. Dall'altra il muro della tolleranza zero contro i clandestini, perchè, come spiegava Tosi, "proprio perchè clandestini sono da cacciare, perchè sono in stato di reato" (in realtà il reato di clandestinità non esiste).O anche, come elegantemente esponeva la Santanchè durante la campagna elettorale "I clandestini li caccerei a calci in culo"; frase ribadita anche in studio dove, fuori onda, è stata oggeto di insulti da parte di un ragazzo poi allontanato.

Allora cosa facciamo? I clandestini li vogliamo o no? Li cacciamo o li teniamo a lavorare in nero, sfruttati, dentro le bidonville come la Soweto di Caltelvolturno (dove vivono 15000 clandestini, molti col foglio di via, molti con un lavoro in nero)?

Alziamo le barriere per non essere sommersi da milioni di africani, sosteneva Tosi. Ma chi si prende l'onere di scegliere chi salvare e chi no, chi accettare e chi no, nel nostro paese?
Perchè non va dimenticato che chi sbarca a Lampedusa (e gli sbarchi sono aumentti del 60%, con buona pace di Castelli) scappa dalla guerra, dalla fame, dalla crisi, con la speranza di un futuro migliore.

Qualche numero: gli immigrati regolari (2.200.000, il 6% rispetto alla popolazione attiva) concorrono al 9% della ricchezza nazionale.
Versano 5 miliardi di euro di contributi, dando la possibilità della pensione a 870000 persone.

Forse Caltelvolturno, con la sua miseria, con l'immondizia per strada (lì Berlusconi non è ancora passato a fare il miracolo), non è rappresentativo dello stato. Stato di cui Santanchè e Tosi sono esponenti, almeno finchè l'Italia rimane unita.
Stato che devo combattere la sua battaglia contro il sistema di Casale: le persone arrestate (Letizia, Spagnuolo, Cirillo) avevano un arsenale in casa e dormivano con le pistole sul comodino, col colpo in canna.La camorra sfrutta la miseria, il razzismo, l'assenza dello stato per fare quello che è capace.Estorcere, corrompere, uccidere, ricattare, infettare il territorio, l'economia e il paese.
Technorati:

Schedate perche volantinavano

Succede anche questo, durante il No Gelmini day, a Milano.
Maestre che mentre distribuivano volantini davanti alle scuole, vengono fermate dai vigili che le chiedono i documenti. Maestre che prendono un verbale, sempre dai vigili di Milano, per non aver irvaleato i nomi dei passanti che la difendevano [la notizia su Radio popolare].
Succede anche questo: un nuovo cima di intimidazione, contro chi si permette di dissentire.
Nella Milano dove l'Expo si arena ora che si devono assegnare i poteri.
Nella Milano dove un ragazzo viene bastonato per un pacchetto di biscotti.
Nella Milano dive un ambulante senegalese viene inseguito e pestato.

02 ottobre 2008

Il mio scaffale dei libri


Ho messo sul blog il widget di Feltrinelli: lo scaffale dei miei libri.
Non male.
Se non per il fatto che la mia libreria è mooooolto più caotica.

Il PM De Pasquale come la Forleo

Spero di no, ma per come si stanno muovendo le cose, il pm De Pasquale farà la stessa fine della Gip Clementina Forleo.
Entrambi si sono permessi di usare un aggettivo come "criminale" nei confronti di un membro della Casta politica.
De Pasquale riferendosi al Lodo Alfano (il quale permette alle alte raciche dello stato di fare crimini).
La Forleo aveva definito D'Alema e soci complici di un disegno criminale.

Il ministro Alfano parla di toghe che ledono la sovranità parlamentare: ma da quando commettere reati è diventato un diritto per il primo ministro?

I due membri laici del CSM (cioè quelli piazzati lì dalla politica) Anedda e Saponara, si sono mossi anche contro il presidente del tribunale per i minorenni di Genova Adriano Sansa, che in un’assemblea dell’Anm aveva definito il premier Berlusconi "primo ministro piduista circondato da persone che servono lui e non lo Stato" e il Guardasigilli un "fedelissimo del premier".

E anche qui, non capisco: è stato o no un membro della P2?
E' vero o no che Alfano è un fedelissimo del premier? Che si preoccupa in primis dei processi del suo capo?
Chi vogliono prendere in giro?

Peccato .. non mi hanno intercettato

Controllate qui se Telecom vi ha intercettato...




Premio faccia di Tolla per Gasparri

Discussione in Senato del decreto salva Alitalia (e salva la faccia al governo, ai capitalisti della cordata ...). L'opposizione decide finalmente di fare opposizione. Tardi. Gasparri non ci sta
"la sinistra ha portato al fallimento Alitalia, il governo lo ha salvato".

Il giornalista da riporto, ha solo riportato la notizia.
"La sinistra - sostiene Gasparri - dopo aver sfasciato l'Alitalia nei decenni di prodismo, di Iri e di governo, e di ipersindacalismo, ora, in piena coerenza, si schiera contro il decreto che accompagna il salvataggio della compagnia di bandiera."

Penale Air France

Se per caso, i difensori dell'italianità, queli che mai avrebbero consegnato, svenduto l'Alitalia ad un'azienda straniera ("Il Piave mormorò ...."), ecco se queste persone dovessero scegliere come partner straniero (per dare consistenza alla cordata) Lufthansa, ci sarebbe da pagare una piccola penale da 200 mln di euro, per l'uscita dal consorzio Sky team. (consorzio con Air France-Klm).
Non si capisce se a pagare dovrà essere Cai o la bad company di Fantozzi. Un altro obolo che potremmo pagare noi. Oltre ai debiti di Alitalia ..

Chi paga i debiti di Catania? Noi

Il governo ha stanziato 140 milioni per ripianare i debiti del comune di Catania (ex amministrazione Scapagnini), comune dove da 4 giorni non si raccoglie l'immondizia.
Proprio il governo die tagli, del risanamento, dell'eliminazione degli sprechi (one maestr is megl che tre ...).

Chi paga i debiti di Catania (e della sanità in Lazio, e dell'immondizia in Campania, ...)? Il contribuente. Mica chi ha causato il danno: come per Alitalia, prendi i soldi e scappa ....

01 ottobre 2008

Mamma mia che paura ..


Ma Berlusconi rassicura:
Berlusconi: "Difenderò le banche"
«Gli italiani non perderanno i loro soldi» assicura il presidente del Consiglio.
«Non consentirò attacchi speculativi alle nostre banche»[..]

Il Cavaliere, ovviamente, segue con preoccupazione la tempesta finanziaria che ha investito Wall Street e che sta producendo i suoi effetti anche sulla Borsa italiana.
Per questo, assicura, si impegna a lavorare per impedire attacchi ai nostri istituti di credito. Ma nello stesso tempo, promette che non saranno toccati i soldi depositati dagli italiani.
Ecco: visto come ha risolto il caso Alitalia, mi viene paura.

PD: Cosa vogliamo fare?

Mi chiedo cosa vogliamo fare?
Cosa vogliamo fare, noi all'opposizione.
Assistiamo alla privatizzazione all'italiana di Alitalia. Anzichè criticare i capitani coraggiosi, scendere in piazza assieme ai lavoratori di terra, ai piloti, agli assistenti, abbiamo aiutato il governo a salvare se stesso.

Di certo non il contribuente: che di una Cai che agirà da monopolista, in mano a quattro "banditi" come gridavano i piloti, non sa che farsene.
Assistiamo alla presa di posizione di Confindustria contro la CGIL: la Marcegaglia ha evidentemente imparato la lezione. Dividi i sindacati, mettili alle spalle al muro, minaccia e loro si disuniranno e faranno quello che chiedi (meno stipendi, più ore di lavoro, meno tutela ...).

Assistiamo ad un governo che lavora per decreti, che non discute in aula, che attacca magistrati, Corte costituzionale, querela giornalisti "cani sciolti".
E cosa fa il signor Veltroni? anzichè fare opposizione se ne esce con una ovvietà "Berlusconi mente".
Segue il governo sulla strada della separazione delle carriere, quando sappiamo benissimo che è la solita riforma fatta per far funzionare peggio la giustizia, che avrebbe bisogno di altro.
Attacca Grillo, dicendo che da quando Berlusconi è al governo non lo attacca (ma lo leggi il blog?). Attacca Di Pietro che si permette di definire "papista" il presidente della Repubblica (da quando è un offesa).
Di Pietro che è l'unico che fa opposizione dura dall'inizio. Non ha aspettato l'autunno.
Non ho capito cosa vuol fare Walter da grande?

Vuole essere l'unico interlocutore di Berlusconi?
Vuole avere l'unico che monopolizza le piazze?
Di questo passo la manifestazione di ottobre sarà un fiasco.Questa opposizione, questo governo ombra, questo Partito Democratico mi ha deluso.

Il sistema Italia è a rischio: a rischio lo stato di diritto (parola del presidente emerico della Corte Onida "Se il Lodo Alfano passerà, nel nostro Paese sarà a rischio lo stato di diritto"); in crisi lo stato della finanza, con la crisi delle nostre banche Unicredit e Banca Intesa (che a loro volta possiedono i debiti delle amministrazioni pubbliche); in crisi industria, università e ricerca, già persi da un pezzo.

Non è più tempo per incompetenti e improvvisatori.

Caro estorsore ..

Ho deciso che pagherò le tasse, tutte.
Anche i miei dipendenti, anche quelli in nero.
Pagherò le mie scelte e non venderò più il mio voto.
Perchè è come quando ti quando ti scopri ammalato di un male incurabile [..]
e il male incurabile sei tu estorsore.
Per questo non pagherò più, perchè sono un uomo libero.

Lettera di bambini, in risposta alla lettera di Libero Grassi al suo estortore pubblicata sul Giornale di Sicilia :
Caro estorsore ..
Non pago perche' non mi piace pagare. non pago perche' non condivido le mie scelte con la mafia[...]
Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.

Le notizie

Prima e ultima notizia del TG3 regionale della Lombardia.
- aumentano il numero di persone che entrano nella soglia di povertà. Persone, magari che "una volta" avevano un lavoro, una casa e una famiglia, e che oggi si ritrovano strette nella morsa del caro mutui, del caro affitti, del caro prezzi, di un lavoro che non c'è o è saltuario.
- Si conclude a Milano il processo a Tanzi sul caso Parmalat: la requisitoria del pm parlava di come Tanzi avesse potuto fare i propri comodi, grazie ad una finanza malata, distorta.
Parmalat ha "praticamente costruito mattone su mattone, con scientificità, pervicacia, costanza e maestria un buco di 14 miliardi di euro, un ammontare incredibile di debiti finanziari di cui dieci miliardi ai danni dei risparmiatori. Qui si parla di una frode ai piccoli risparmiatori e lo dimostrano i numeri", ha detto Nocerino durante la requisitoria.
Nocerino ha sottolineato che la vicenda Parmalat "ha sferrato un colpo duro alla credibilità della nostra economia".
Riferendosi poi alla attuale crisi del settore finanziario americano, il pm ha parlato di "una finanza drogata, corrotta, che non ha più agganci con la realtà economica
".


In mezzo le solite notizie: la presentazione del progetto di nuove linee metropolitane .. rimpasto in giunta .. l'allarme dell'associazione magistrati per i tagli ai fondi sulla giustizia .. l'impossibilità di garantire un giusto processo ai cittadini ..

Ecco: mi colpiva il legame perverso tra le due (prima e ultima). Una finanza che mette le mani su tutto: si lega ad immobiliaristi con pochi scrupoli, raider di borsa, spaccia Bond avvelenenati ai risparmiatori, concede mutui derivati a piccole imprese e amministrazioni locali (come il ocmune di Milano stesso).Una finanza (banche, istituti di controllo, Bankitalia, politica) che distrugge l'economia, la società il futuro.