12 ottobre 2015

La passione per il delitto – le presentazioni degli scrittori (2 parte)

Valerio Varesi e Patrick Fogli

Giorgio Bardaglio e Elisabetta Bucciarelli
Roberto Riccardi: la firma del puparo, con Marco Proserpio
Nel libro si avverte la contrapposizione tra la bellezza dei luoghi e la malvagità delle persone.
Il mio primo lavoro – ha spiegato Riccardi – è stato a Palermo, durante le stragi. Il primo impatto con la città è stato questo, di contrapposizione tra grande bellezza e violenza, nella Sicilia dove sono voluto andare su richiamo di Sciascia.

Rocco Liguori è un carabiniere che nasce dalle mie esperienze: un investigatore e anche un uomo del sud che si è arruolato per combattere i mali della sua terra.
Si rende conto che il male è frutto di un altro male: sono uomini come lui che hanno avuto una formazione diversa da lui. Il suo nemico è il compagno dei giochi dell'infanzia, Calabrò. Il destino l'ha messo dall'altra parte della barricata.

Nel libro si parla del pentimento, del meccanismo di protezione, delle sue ambiguità e anche delle strutture che devono proteggere i pentiti.
Calabrò chiede che ad occuparsi dell'incolumità dei familiari sia proprio Rocco: lo aiuta a ricostruire la storia dell'omicidio di un giornalista, un caso di lupara bianca.
È una storia di un'amicizia difficile, che diventa contrastata dopo il racconto di Calabrò, sui suoi crimini.

Chi è il puparo, nel gergo mafioso: il puparo è chi muove le file, che nel romanzo lancia una sfida intellettuale a Rocco, per ricostruire i perché degli omicidi degli ultimi cinquanta anni a Palermo.

Lo stato di ebbrezza, Valerio Varesi, presentato da Patrick Fogli
L'ebbrezza sono gli anni 80.
Domenico Nanni ricorda i suoi ultimi 30 anni, dalla contestazione, alla cronaca, agli anni 80.
Il mondo dell'io, in cui mette a frutto il suo talento, vendere fumo, per vedere prodotti o politici.
Gli anni 80 contengono tutto quello che verrà dopo: il mondo della finanza, del berlusconismo, del liberismo.
Nanni ha capito dove andava l'Italia, o si è adattato alla storia? Tutto e due: la sua campagna è perfettamente opportunista e gli spiega di non farsi domande sul presente, ma di sedersi a tavola. Così anche lui capisce che cavalcando l'onda si sarebbe arricchito. Ma in quegli anni abbiamo vissuto a debito e abbiamo accumulato il debito che oggi ci pesa, abbiamo consumato le risorse dei giovani di domani.
Abbiamo vissuto una tragedia e ora siamo alla farsa: oggi il più grande commentatore politico è Crozza, nel mio linguaggio uso il grottesco, per mettere in risalto le contraddizioni.

Il libro finisce con l'approvazione della mozione Paniz al Senato: dopo esserci inventato il denaro, la politica che inventa i fatti.
All'orizzonte non si vede ricambio: c'è una sola allergia (Corbyn, Podemos) ma non un cambiamento. Questo genera frustrazione nelle persone, anche in Nanni.

La resistenza del maschio, di Elisabetta Bucciarelli, con Giorgio Bardaglio
Il ritmo è del giallo, ma la storia è un mainstream, poiché parla del maschio.
La storia di un Uomo che misura il tempo e i luoghi e che nella vita cerca l'equilibrio perfetto.
Una notte è testimone di un incidente che modificherà la sua vita.
Parallelamente tre donne chiuse nella sala d'aspetto di un medico che non arriva.
Due storie che si intrecciano, che confluiscono e che disegnano una nuova dimensione di modelli femminili e della passione.

Quest'uomo ha dei problemi col tempo, non col lo spazio: la misura del tempo è la chiave di volta del libro.
Cosa c'è di autobiografico? Di autobiografico e di vero, racconta l'autrice, c'è solo l'incidente.
Le emozioni e i sentimenti dell'uomo sono costruite a partire dai tanti uomini che ho conosciuto e incontrato e che mi hanno regalato storie anche difficili da accettare.
E donne che hanno problemi con gli uomini: uomini che non si prendono responsabilità, che non vogliono figli, che non vogliono essere considerati oggetti sessuali.

Un Uomo che ragiona per negazioni, pensano con delle parole ma ne usano altre.
Nel gap tra detto e pensato c'è un mondo di cose, come emerge dal libro: l'Uomo pensa usando le parole del suo imprinting e, siccome è evoluto, ne usa altre.

Fabio Deotto, Condominio 39, con Marco Proserpio
Cosa è successo al condominio 39, tra la sera di 22 marzo e quella del 23 marzo?
Ci sono due linee narrative nel libro: seguiremo la linea del sabato, delle indagini del commissario.
E seguiremo la linea di cosa è successo quel venerdì nel condominio.
Nel condominio ci sono persone diverse tra loro: protagonista è un ragazzino che vive con la mamma, apprensiva.
Per la quinta volta ha fatto finta di aver la febbre per rimanere a casa.
Il romanzo era nato come un racconto, col ragazzo che rimane chiuso in casa, perché è successo qualcosa a scuola. E si trova di fronte al bivio: uscire di casa a vedere cosa è successo fuori, dopo l'esplosione, o rimanere dentro al sicuro e aspettare la madre.
Il mondo delle gabbie comunicanti: queste persone sono recluse in casa senza nessun carceriere.
Nonostante abbiamo una vita sociale, non calcoliamo la vita degli altri: il social network è una valvola di sfogo a buon mercato. Sembra che ci sazi il desiderio di relazioni, ma in modo effimero.


Il lettore in questo romanzo si trasforma in un guardone di uno dei personaggi: tra queste anche una ex attrice che vive in casa col bambino, che ha avuto la carriera rovinata dopo un'inchiesta.

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