14 giugno 2016

REC – le inchieste sul latte artificiale

Domenica scorsa al posto di Report, è andata in onda su Rai3 una nuova trasmissione di inchiesta, Rec: al centro delle prime due inchieste, il latte artificiale.
Nella prima si è raccontato delle fortune imprenditoriali di un signore, proprietario di importanti marchi nel settore alimentare, tra cui anche quello della Plasmon (chi è questo signore, da dove arriva e da dove arrivano le sue fortune?).
Nella seconda si è invece parlato dell'importanza dell'allattamento al seno, e di tutti gli interessi attorno al consumo del latte artificiale: i conflitti di interesse delle aziende che da una parte producono il latte e dall'altra sponsorizzano eventi di pediatria.
Con l'immagine del marchio del prodotto bene in evidenza.

L'angelo custode di Danilo Procaccianti
Come le precedenti inchieste di Report anche queste, seppur complete e documentate, non hanno avuto una eco sui giornali nel giorno dopo.
Sebbene nella prima stessimo parlando di un imprenditoreAngelo Mastrolia, a capo di un impero da 500 ml di euro, che in pochi anni si è comprato dei marchi importanti nel ramo alimentare: è stata solo fortuna o capacità imprenditoriale la sua oppure Mastrolia ha degli angeli custodi nelle banche che contano (Mediobanca e Unicredit) per avere prestiti e aiuti nei momenti cruciali?
Possibile che di un imprenditore che possiede questi marchi (e dalle cui scelte dipende il destino di molti lavoratori) non conosciamo i bilanci, presenti e passati?
Tutto regolare?
Tutto regolare anche che gli istituti di credito non abbiano tenuto conto del suo passato, delle inchieste e delle amicizie (brutte), di una pena patteggiata e di un processo in corso?

Il latte artificiale.

Qui uno spezzone del servizio:

Anche qui c'è Mastrolia, in veste di proprietario del marco Plasmon che vende latte artificiale: eppure il latte materno è una scelta di salute importante, contiene cellule staminali, contiene cellule anti batteri.
Conviene allattare al seno, ma chi non ce l'ha deve usare il latte artificiale che però in Italia costa più che in altre parti d'Europa.
Come mai?
Ogni anno la Newlat produce mille tonnellate di latte: servono 20 litri di latte per un singolo barattolo di latte, che sul mercato costa dai 19-20 euro.
Dentro c'è un costo nascosto: quello degli omaggi ai pediatri nella speranza di essere poi ricambiati. I NAS hanno scoperto un traffico di regali in provincia di Pisa, da parte di aziende produttrici a medici pediatri: regali ai congressi in cambio della prescrizione del latte artificiale.
Viaggi di piacere e cellulari.
La legge vieta di indicare la marca del latte artificiale, ma pare che sia una pratica diffusa: vietato ma nessuno controlla.
Succede a Pontedera, ma anche in Romagna: sarebbe un errore, spiega il pediatra alla giornalista.
Cosa ne pensa il ministro?
Alla giornalista, il ministro Lorenzin invita le mamme a denunciare: ma che fine hanno fatto le denunce delle 50 mamme raccolte in Romagna? Non c'è la sanzione, dunque finisce tutto a tarallucci e vino.
Serve cultura, continua il ministro: la scelta dell'allattamento è naturale.
In realtà negli ospedali le pediatre spesso invitano ad utilizzare il latte artificiale, di fronte alle prime difficoltà nell'allattamento: latte che sarebbe dato forzatamente ad un bambino, racconta una mamma.

Esiste poi una normativa che impedisce di scontare il latte di tipo 1 nelle farmacie: eppure anche questo succede.
Come mai il latte artificiale costa tanto, allora?
Esiste un conflitto di interesse tra pediatri e aziende produttrici?
Avviene tutto alla luce del sole, nei corsi di aggiornamento e nei convegni. Alla faccia delle sicurezze del ministro Lorenzin.
Congressi sponsorizzate dalle principali multinazionali produttrici del latte artificiale: Nestlè, Mellin, Humana, ..


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