26 settembre 2014

Servizio pubblico - solo chiacchiere e distintivo

Sto ancora cercando di assimilare la copertina di Santoro, che ha aperto la nuova stagione, forse l'ultima, di Servizio pubblico.
Un tentativo di presa per i fondelli del premier che vuole fare l'americano, ma rischia di scadere nel ridicolo come l'Albertone di "Un americano a Roma".


Ma la puntata era dedicata a tutt'altro che Renzi: nord e sud uniti nello stesso problema, la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini che, sia nelle villette di Chiari che nelle stradine di Traiano, si sentono abbandonati dallo stato.




Nei labirinti del quartiere dello spaccio, dove è stato ucciso Davide Bifolco, è difficile passare inosservato se sei un estraneo. Ci sono le vedette, ci sono i ragazzini che controllano che arrivino 'e guardie, o i giornalisti come Bertazzoni.
Il vuoto dello stato, in termini di presidio del territorio, in termini di servizi, è occupato dalla criminalità che offre un posto di lavoro, uno stipendio, la sicurezza alla gente.
"Lo stato ti uccide mentre la camorra ci protegge" dice la gente.
E non si può certo addossare tutta la colpa ai napoletani che, anziché fare le vedette, dovrebbero andare a lavorare. Il posto di lavoro, in regola e non in nero, si fa fatica a trovare anche al nord.
Ed è peggio al sud. A meno di non volersi umiliare a caporali e padroni.

Dal sud al nord: Federica, la moglie dell’uomo ucciso per mano dei alcuni rapinatori durante una tentativo di rapina ha raccontato quella che è la situazione in provincia di Brescia, a Chiari. Una caserma dei carabinieri che è costata 1,6 ml di euro e che è rimasta incompleta. Poche gazzelle per presidiare il territorio.
I tagli alla spesa pubblica significano anche questo: chiami un medico e l'ambulanza perché c'è un uomo ferito a terra e arrivano dopo un'ora e mezza.
"Vorrei che chi ha fatto questi tagli sentisse il nostro dolore" ha detto con voce calma anche se piena di dolore e commozione.
Certezza della pena, diceva l'assessore Beccalossi : come se in Italia non avessimo già sperimentato le fallimentari politiche del pugno duro.
La microcriminalità si sconfigge in altri modo: in studio era presente anche Cardilli, rappresentante del Cocer, e altre testimonianze di poliziotti di strada sono state raccolte da Napoli.
Stipendi bassi, un'età media troppo alta, mezzi vetusti e insufficienti.
Questo è lo stato della nostra sicurezza: +40% di furti dal 2010 (in Francia sono aumentati solo del 14%). La crisi certo, ma c'è anche altro. Un sistema penale che non funziona, ingolfato, lento, che lascia liberi i criminali piccoli e grandi.
Abbiamo una percentuale di agenti per abitanti alta, rispetto ad altri paesi: dunque non è questione di numero, ma di organizzazione delle risorse, impegnate in scorte inutili, a tutela di vip e personalità.

Lo scrittore, ma anche ex magistrato, Carofiglio, ha parlato della teoria della finestra rotta che, a New York, ha portato alla diminuzione dei casi di microcriminalità. Si parte dal piccolo, per sistemare anche problemi più grandi.
Così come a Bari, si sono presi gli scippatori e anziché processarli per direttissima per un solo reato, si sono cumulati i casi e li si mandati in carcere per cinque sei anni.

Servirebbe un impegno, non solo economico, da parte dello stato: ma una volta che si tolgono dalle piazze gli spacciatori, in che modo occupiamo le persone?
Con quale lavoro? che welfare permetterà loro di mantenersi, in attesa di una occupazione?
Si ha il sospetto che qui, lo Stato abbia scelto di non affrontare queste domande, e che abbia preferito, o delegato alla criminalità il territorio.

Perché non è vero che ci sono le due Italie, quella tutta ligia al dovere al nord e quella dove tutto è consentito al sud. Le piazze dello spaccio ci sono anche a Milano e non sono eccezioni. I casermoni occupati si trovano anche nelle periferie del nord, abbandonate anche loro, ex zone industriali dove la gente è costretta ad arrangiarsi, dove immigrati e senza lavoro sono in lotta in una guerra tra poveri.




La trattativa: Sabina Guzzanti ha tenuto un lungo monologo sulla trattativa stato mafia, sugli smemorati nel palazzo, sul paese che avremmo potuto essere se non ci fosse stata la trattativa.

Il patto del nazareno è un altro pezzo della trattativa?





L'intervento di Travaglio su Renzi e l'articolo 18

L'intervento di Dragoni sulla lotta all'evasione.

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