10 luglio 2019

L'indagine interrotta, di Renato Olivieri



Una mattina di mercoledì 
Il vice commissario Ambrosio si chinò per prendere il pacchetto di Muratti sotto il cruscotto della golf: proprio in quell'istante udì il fracasso, qualcosa di fulmineo che lo lasciò sconvolto., il cuore impazzito. L'istinto gli impedì di alzarsi. Si ritrovò disteso sui sedili, immobile, il vetro di destra ridotto a un'orrida ragnatela, il montante sinistro del parabrezza bucato, come se avessero usato un trapano.

Perché qualcuno ha sparato al vice commissario Ambrosio, fallendo il colpo solo per un niente, il chinarsi a prendere un pacchetto di sigarette?
Quale indagine stava seguendo, Ambrosio, di così importante anzi, di così scottante, da costringere l'avversario ad una soluzione così drastica?

Per scoprirlo dobbiamo ripartire da quella strana indagine cominciata una domenica mattina con la scoperta del cadavere di un giornalista, Walter Merisi, trovato ucciso per un colpo in faccia su una panchina del parco vicino al parco Ravizza, zona sud di Milano.
Forse una rapina finita male, visto che mancano i documenti e il portafoglio sul morto.
Che è stato riconosciuto solo dal tesserino da giornalista che aveva in tasca.

Walter Merisi era un giornalista di Reporter, un giornale che si occupa di inchieste contro il potere, almeno questa l'intenzione.
Sabato sera aveva prenotato una camera in un albergo, assieme ad una amica, dove aveva incontrato un suo amico, un ex colonnello del Sifar che era in compagnia di due spioni russi..
C'è qualcosa, in questi fatti, che stuzzica il sesto senso del commissario, che non intende lasciar archiviare l'omicidio senza prima averci voluto vedere chiaro.
«Lei commissario crede alle apparenze?». 
«Di solito no. Ma lo faccio per complicarmi la vita.»

E così, quasi in solitudine, inizia una sua indagine, facendo domande a tutte le persone che conoscevano il morto.
Cominciando da questo colonnello Brivio, ex colonnello del Sifar, i servizi segreti prima della riforma del 1978, nell'ufficio del REI, quella parte che si occupava delle relazioni industriali, una sorta di trampolino di lancio tra alcune aziende italiane e i paesi dell'est, un ufficio per cui sono passati affari sporchi, ricatti e dossier per distruggere questo o quel personaggio.
L'incontro con Walter Merisi quella sera? Solo un caso.

Il giornalista aveva alle spalle un matrimonio annullato, una sorta di fidanzamento con una ragazza, anche lei separata. Un fidanzamento particolare, senza amore, che si era trasformato in amicizia.
E' lei che racconta al commissario della relazione di Merisi con la moglie del suo direttore al giornale.

Relazione che non ha impedito, quel sabato sera, che la signora Jole fosse inquadrata da un fotografo abbracciato ad uno dei due russi (l'altro, siccome non stava bene, aveva abbandonato la compagnia).
“.. di certo sappiamo soltanto che Walter Morisi è stato colpito alla testa da un proiettile di pistola e abbandonato al parco Ravizza. Ma per il resto .. Ho l'impressione di trovarmi in una specie di dormiveglia, dove non capisci bene se quello che passa per la testa è vero, oppure...”

Oppure .. c'è una strana sensazione di qualcosa di molto più grande e pericoloso, dietro.
Una storia di segreti e di ricatti.
Una storia in cui Merisi si era infilato, finendo in trappola.

Ambrosio si muove a suo modo: facendo domande a tutti i testimoni, anche scomode, anche personali, su quel gruppo di persone.
Andando a scavare dentro la vita delle persone, nel loro passato, di persona, con una indagine “vecchio stile”, muovendosi con la sua Golf per le vie di Milano. Trascurando anche la sua compagna, Emanuela, per inseguire le sue intuizioni.
Soltanto che lui sapeva, o credeva di sapere, il meccanismo di quella vicenda perversa, ma non riusciva ad immaginare l'esatto motivo che l'aveva innescato”.

Forse meno riuscito, come stile e come ritmo, rispetto a "Il caso Kodra", questo romanzo risente del clima che si respirava nei primi anni 80, con la scoperta della Loggia P2, la zona grigia in cui si muovevano massoni, servizi deviati, faccendieri e politici che usavano il proprio ruolo solo per un arricchimento personale.
Quella sensazione che, in ogni mistero, in ogni delitto eccellente, ci sia qualcosa di non detto, qualcosa di sporco. Qualcosa che nessuna indagine deve mettere in luce. Come succederà in questo romanzo al commissario Ambrosio..

La scheda del libro sul sito di Mondadori
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