12 luglio 2015

L'unico peccato della politica


In politica l'indignazione non serve. L'unico grave peccato sa qual è? Quello di essere sconfitti”
Salvo Randone, capogruppo del partito di centro – Le mani sulla città Francesco Rosi

Il film è del 1963: Francesco Rosi racconta di un costruttore (Rod Steiger) che è anche consigliere comunale a Napoli che, cacciato dal suo partito a seguito dello scandalo per il crollo di un palazzo in cui era responsabile, passa nel partito di centro, portandosi dietro il suo pacchetto di voti.
Facendo vincere le elezioni comunali alla democrazia cristiana: un esponente di questo partito che aveva criticato la politica spregiudicata del consigliere costruttore, la sua speculazione edilizia, il lavorare in spregio alle norme e ai piani regolatori (non rispettati), si sente rispondere in questa maniera.
“L'unico peccato è essere sconfitti”.

L'importante è vincere, a qualunque costo, anche alleandosi col diavolo (o quello che almeno a parole era chiamato così).
Perché se non vinci non sei nessuno.
Il film è degli anni 60 è parla dell'Italia della prima repubblica, nel sud del paese. Ma forse parla dell'Italia di oggi e dei partiti di questa seconda repubblica.
Quella dove un senatore di un partito di maggioranza viene comprato dal leader dell'opposizione.
Quella dove, lo raccontano le intercettazioni dei carabinieri per l'inchiesta sulle coop al sud, il segretario del partito di maggioranza prepara le mosse per defenestrare il primo ministro alle sue spalle. Prendendo accordi non trasparenti con leader dell'opposizione (sempre lo stesso di prima).
Quello dove il partito di maggioranza fa approvare riforme (che non erano nel programma elettorale del partito) coi voti della presunta opposizione. Perdendo pezzi di partito e di elettorato. E il mandato degli elettori?

La spregiudicatezza politica, di questi nuovi leader è oggi considerata un bene, non una assenza di valori etici e morali. Bisogna essere veloci e vincenti. A qualunque costo. Anche a costo di perdere la faccia e la coerenza.
Ma alla fine ad essere sconfitti siamo noi.
Come a Napoli, come nel film di Rosi.
Dove alla fine il costruttore Nottola diventa pure assessore all'edilizia, come premio per i suoi voti, per continuare le sue speculazioni.

PS: in molti che oggi votano o sostengono il PD hanno criticato la pubblicazione di quelle intercettazioni. Erano irrilevanti, personali, penalmente non significano niente …
Anche l'Unità, oggi, prende in giro il dottor Travaglio alla ricerca di intercettazioni.
Ecco, sono le stesse argomentazioni che anni fa usavano i berluscones quando uno di loro finiva invischiato in un'inchiesta.
Erano gli anni in cui la sinistra (intesi come elettori) scendeva in piazza contro il bavaglio.

Anni di berlusconismo hanno lasciato qualcosa in fondo.

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