04 maggio 2019

Nero fondente di Andrea Ferrari



Si chiama Bossi, è cresciuto in Val Brembana, nella bergamasca, tra Osio, Ponteranica e Bergamo città, parla in dialetto bergamasco (Pota), ragiona come un leghista DOCG quando si tratta di persone di colore e guida una vecchia Saab che chiama la mia svedesona.
Di professione fa il detective privato, per piccoli casi da investigatore di provincia, come le classiche storie di tradimenti.
Ma, c'è un ma: anche se si chiama Bossi, Angelo Bossi e i suoi genitori sono più bianchi del cioccolato bianco, anche se ama la birra e la musica grunge .. lui ha la pelle nera come il cioccolato fondente. Nero fondente, appunto.
Perché Angelo è stato adottato, da piccolo in Senegal, e portato qui in Italia, è anche se è cresciuto assieme al Bepi, forse il suo miglior amico, uno che campa allevando vacche, rimane sempre uno dalla pelle scura.
Con tutto quello che ne consegue, se vivi in un posto dove le persone hanno una mentalità un po' chiusa.
Di quelle, per intenderci tutte casa e chiesa, con la bella famiglia da Mulino Bianco, una bella moglie che fa la casalinga, tanti figli. Bianchi.

Gente come il signor Manenti, per intenderci, che un giorno si presenta nello studio del Bossi
Quando me lo vedo entrare in studio ho un flash, come uno che si è tirato su per il naso una riga di bianca lunga come il mio attrezzo. Ol Pierce Brosnan in agenzia! Se lo vedesse, la Martina andrebbe fuori di testa.[..]Il Giorgio Manenti, bello come Pierce Brosnan ma con un ascendente molto diverso sul gentil sesso, ha lo scudo crociato della dc tatuato sul petto.

Assessore in un comune lì vicino, Serina, dove “governa la Lega da prima che esistesse la Lega”, una bella moglie, che è proprio il motivo per cui “Ol Pierce Brosnan” della valle si è rivolto ad un detective:
Dice un’ave, un pater e un gloria, poi attacca a raccontargli al Signür che la sua mogliettina, di prima classe, gli fa su delle corna grosse come il monte Alben. “Signor Bossi, sono qui perché mia moglie ha certamente una tresca con un altro uomo”.

La moglie, la signora Manenti, ha messo su una catena di negozi di biancheria femminile giù a Bergamo, dopo essere andati a Milano a studiare economia alla Bocconi, insomma un tipo molto intraprendente

e me so’ sigür che di bocconi ne ha fatti mandar giù un casino a tutte le ragazzine ricche della grande metropoli. Lei aveva la fame delle valli e il vizio della città..

Il Bossi si muove cercando di sondare il terreno nei posti dove potrebbero aver visto passare la signora, nel bar del ’Berto per esempio, la migliore gelateria della zona, con un gelato alla birra trappista.
Dove però la signora è stata solo vista con le sue amiche e non assieme ad un ganzo.
Dopo un Kebab veloce (perché tanto la battaglia contro la sostituzione della vacca brembana con il kebab alla turca è già persa), Angelo si presenta direttamente al negozio della signora Manenti.
La signora Manenti nota il mio sguardo poco casto al culo della sua commessa e disapprova. “Angelo saranno passati dieci anni da quando ci siamo frequentati, ma vedo che non hai perso il vizio”.

Il Bossi, oltre ad averci fatto capire poi la storia dell'adozione e il resto, mica ci ha detto che con Viola Colombari, in Manenti, ha avuto una relazione, dieci anni prima.
Due ragazzi che si erano trovati e prima di rendersi conto di cosa provavano l'uno per l'altro, erano già a letto, per la grande soddisfazione di entrambi.

Viola racconta al Bossi la sua situazione: il rapporto col marito che si è raffreddato, la voglia di non accontentarsi della bella favoletta della famiglia perfetta, un rapporto (solo fisico) con un ragazzo nigeriano che chiede la carità davanti la porta del negozio ..
Viktor, si chiama questo ragazzo, nero come lui, anzi di un nero diverso, perché mica tutti gli africani sono uguali (e se lo dice il Bossi), poi tra nigeriani e senegalesi mica si possono vedere.

La vecchia scintilla tra Viola e Angelo scocca ancora anche per un discorso di gelosia con questo Viktor, così il detective decide di aiutarla, andando ad invischiarsi però in guai più grandi.
Non solo sta tradendo la fiducia della persona che lo sta pagando, non solo sta andando a letto con una donna sposata.
Viktor è nelle mani della mafia nigeriana e Viola gli chiede di aiutarlo ad uscirne fuori.
Victor mi dice che un giorno, dopo un corso di formazione come falegname, lo ha avvicinato un nigeriano vestito come un gangster e gli ha detto che se voleva rivedere vivi i suoi fratelli, avrebbe dovuto lavorare per loro.

Forse è l'occasione per vincere i suoi pregiudizi (paradossale per una persona di colore) e capire veramente chi sia veramente, l'uomo dalle due radici “due madri, due terre d’origine e una sola destinazione: un confine, forse non definito col filo spinato”.

Ma prima deve uscirne vivo dai nuovi problemi in cui si è cacciato dentro. Ci riuscirà anche sta volta?
Questo “Nero fondente” è un racconto divertente e leggero, con un personaggio che, per sua natura, si trova in una sorta di territorio di mezzo, tra due mondi e che incontreremo ancora .. sempre che riesca a sopravvivere ai suoi guai!

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