19 maggio 2019

La bolla sovranista


La piazzata dei sovranisti a cui abbiamo assistito ieri dovrebbe raccontarci molto della bolla sovranista di cui siamo testimoni.
Diversi leader di partiti europei, uniti dall'avversione all'Europa unita che si incontrano per la campagna elettorale per le elezioni europee da cui sperano solo di ribaltare l'asse di potere.
Non c'è visione politica, non c'è una scelta comune.
Sul palco, i signori sovranisti, quelli del prima l'Italia, prima i francesi, prima l'Olanda .. sono prima di tutto i peggiori nemici del nostro paese.
Quelli che rifiutano la condivisione dei migranti, quelli che chiedono per l'Italia sanzioni perché non rispetteremmo i parametri economici (l'amico Kurtz e l'amico Hoekstra), quelli che ci fanno dumping sociale, per le aziende che spostano la produzione ad est sfruttando l'assenza di tutele, tasse basse e salari da miseria (all'estero si producono pure le divise della polizia che Salvini ama indossare, divise che paghiamo pure care).
Ma poi prendono fondi europei, come l'Ungheria di Orban (con l'accusa di aver dirottato fondi ad aziende di famiglia) o la Polonia di Kaczynski e di Duda (con le loro centrali a carbone).

Dal palco di Milano i leader sovranisti tuonavano contro l'islamizzazione dell'Europa (ma i soldi dagli arabi quelli no, a quelli non si rinuncia): ma per dimostrare la sua laicità ha poi tirato in ballo il cuore immacolato di Maria.. (e la scorsa volta aveva tirato fuori il rosario).

Anziché scendere in piazza e sentire l'umore del popolo di Salvini, quello che chiede meno tasse (per loro), meno burocrazia (ovvero meno controlli), più armi e via discorrendo, un'opposizione dovrebbe puntare su queste contraddizioni, spiegando che i sovranisti sono solo portatori di interessi altrui (basta leggere le inchieste sui finanziamenti che ricevono), non i nostri.
Che se mettiamo le tasse al 15%, i primi a guadagnarci saranno solo i ceti più abbienti.
Che non si risolve la questione dei migranti chiudendo porti (che poi non sono chiusi) o alzando muri.
Che l'autonomia regionale (quella voluta da Zaia e Fontana e pure da un pezzo del PD) consegnerebbe altre risorse pubbliche ad amministratori come Zaia e Fontana.
Un pezzo di paese l'ha capita questa bolla: gli striscioni, i selfie di scherno, l'uomo vestito da zorro.
Vedremo che succederà domenica prossima.

Nessun commento: